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Politica

Scintille fra Paccher e Degasperi: «Sei un cuor di Leone» e tu un «Pinocchio in cerca di visibilità»

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Duro scontro fra il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher e il consigliere provinciale del movimento cinque stelle Filippo Degasperi. 

Il contendere sono i vitalizi, e nel merito la pubblicazione nella risposta di un’interrogazione al pentastellato dei nomi degli ex consiglieri regionali che dopo l’entrata in
vigore delle leggi regionali n. 4 e n. 5/2014 hanno maturato i requisiti per accedere al vitalizio e previa restituzione al Consiglio regionale dell’intero valore attuale corrisposto ai sensi della legge regionale n. 6/2012 in contanti e in quote del fondo Family hanno percepito l’assegno vitalizio nella misura mensile lorda pari a euro 4.127,27.

Nella risposta pubblica diffusa sul sito del consiglio regionale non sono pubblicati i nomi degli ex consiglieri che avrebbero maturato questo ulteriore credito perché violando la clausola di riservatezza la regione incorrerebbe in sanzioni regolate dalla legge della privacy.

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Il Fatto quotidiano, giornale notoriamente amico dei cinque stelle, aveva aperto la polemica affermando che «La Lega censura nomi e cifre sui soldi che i cittadini pagano a consiglieri ed ex»

In realtà il polverone alzato dal pentastellato sarebbe solo strumentale.

Infatti allo stesso Filippo Degasperi  – secondo il presidente del consiglio regionale – è stata inviata la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi degli ex consiglieri che hanno ricevuto il vitalizio con tanto di cifre.

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La conferma che Depasperi mente sarebbe in un documento di cui siamo in possesso e che conferma le parole di Paccher smentendo il grillino.  

Degasperi quindi è in possesso dei nomi e può pubblicarli liberamente quando vuole, ma non lo farà perché potrebbe incorrere in una querela. 

Pare anzi, che lo stesso consigliere, abbia «girato» la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi ad un giornalista amico pregandolo naturalmente di omettere i nomi.

Un caso quindi che si sgonfia ancora prima di iniziare.

 “La Lega, a differenza di quanto era stato fatto nella precedente legislatura, censura informazioni ai cittadini. Mi riferisco agli ‘omissis’ con cui il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, ha risposto alla nostra interrogazione che chiedeva nomi e cifre dei soldi dei cittadini del Trentino Alto Adige pagati ai rappresentanti del popolo”. Aveva detto Filippo Degasperi 

A veloce giro di posta arriva anche la replica di Roberto Paccher: “La continua ricerca di visibilità personale a scapito della correttezza nei confronti delle Istituzioni è una abitudine che danneggia prima di tutto i cittadini. Si rimane disorientati e imbarazzati di fronte all’atteggiamento di chi si erge come paladino del popolo e poi prende posizioni sulla stampa che si scontrano con la realtà dei fatti. Nello specifico il Movimento 5 Stelle regionale ha ritirato il proprio disegno di legge sulla riforma dei vitalizi e ha votato a favore dello slittamento della mia proposta di legge di un mese, salvo poi andare sui giornali esprimendo concetti che sono l’esatto contrario del loro operato. Per quanto riguarda invece l’interrogazione con la quale il movimento 5 Stelle chiede i nomi degli ex consiglieri che beneficeranno del vitalizio, gli è stata data una risposta completa di cifre e nomi con richiamo alla legge sulla privacy. Legge da loro non rispettata visto che, nonostante le indicazioni, sono stati puntualmente riportate sui giornali. Questa continua ricerca di visibilità – che martella sempre sullo stesso tema ed evidenzia l’assenza di altri argomenti di più immediato impatto sulla vita della nostra Comunità – rischia ancora una volta di danneggiare i cittadini che si attendono – giustamente! – risposte concrete in breve tempo e non frasi propagandistiche dei 5 Stelle”. Così il Presidente del Consiglio regionale. Roberto Paccher .

Rimane lo scambio di «giudizi» fra i due che hanno alzato il tono della polemica.

Degasperi in una nota chiama il presidente del consiglio regionale  «inadeguato», «inidoneo», e «cuor di Leone», mentre Paccher definisce l’avversario politico un «pinocchio in cerca di visibilità»

 

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