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Rovereto e Vallagarina

Ala: gli studenti della IUAV costruiscono un bivacco

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Il seminario è iniziato il 14 settembre, e si conclude oggi, 21 settembre. Si è tenuto a Prabubolo.

Chi salirà in questa località noterà una strana struttura, un bivacco del tutto inconsueto.

A proporre la località alense è stato Federico Tomasoni, di Ala, già studente della Iuav e volontario della Eahr.

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Il corso, intitolato 1+1=11 Over Emergency Solution, è stato coordinato dall’architetto e docente della Iuav Giovanni Mucelli in collaborazione con Beatrice Scarparo e Andrea Maggiolo di Eahr. I venticinque corsisti, studenti dei corsi triennali e magistrali alla Iuav di Venezia, riceveranno quattro crediti.

In questa settimana gli studenti, seguiti dai docenti, hanno realizzato una sorta di bivacco, usando tecniche che non necessitano di specializzazioni come costruttori, e materiali non inquinanti – niente plastica, per intenderci.

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La costruzione è un ricovero di emergenza, che può essere utile a degli escursionisti, ma lo spirito del seminario è stato quello di imparare a costruire (mettendo letteralmente “le mani in pasta”) un edificio adatto a situazioni di emergenza.

Lo spunto è venuto dai progetti di Eahr (organizzazione internazionale con sede a Copenaghen che si occupa di aiutare comunità in situazioni di emergenza costruendo edifici di utilità pubblica).

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Nel 2017 aveva realizzato una scuola in Giordania con la tecnica sostenibile conosciuta come “Super-Adobe”. Questa, seppure a basso impatto ambientale, utilizzava borse di plastica.

«Con i docenti della Iuav volevamo testare questa tecnica in climi non secchi e caldi, bensì umidi e freddi, come da noi sulle Alpi. Avevamo fatto un primo test un anno fa nell’agordino», spiega Federico Tomasoni.

La tecnica sperimentata a Prabubolo ha sostituito queste ultime con dei sacchi di yuta (tecnica battezzata Super-eco-adobe). La sperimentazione del 2018 vide l’utilizzo di terra umida.

«Abbiamo constatato – prosegue Tomasoniche d’inverno la terra ghiaccia e tende a rompere i sacchi di yuta. Quest’anno abbiamo utilizzato inerte riciclato, frantumando i resti di costruzione di case e strade. Ho proposto Prabubolo, luogo che conosco bene, e il luogo è piaciuto ai professori».

Ne è così nato qualcosa di molto simile ad un igloo o ad una yurta; verrà ultimato domani entro mezzogiorno, con la chiusura del seminario. Il bivacco resterà a Prabubolo alcuni mesi, per consentire le verifiche sulla bontà della tecnica usata.

L’amministrazione ha deciso di dare il suo patrocinio all’iniziativa: «Ben volentieri lo abbiamo fatto – commenta il sindaco Claudio Soini – sia per la bontà dell’operazione, sia per la soddisfazione di poter collaborare con una università così prestigiosa e sia per il progetto umanitario di cui si parla».

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Rovereto come New York: al via il primo «Swap Party»

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Rovereto testerà per la prima volta venerdì 25 ottobre gli effetti dello “swap party”.

Si tratta di un’iniziativa molto semplice in auge a New York e che il «Centro Anch’io» ha deciso di sperimentare anche a Rovereto.

Fino a giovedì sarà aperta la raccolta dei vestiti (dalle 18,30 alle 19 al Brione mercoledì e giovedì e a San Giorgio mercoledì e venerdì), esclusi accessori, scarpe o biancheria.

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Gli abiti devono essere in buono stato, puliti e piegati, con un massimo di dieci capi a persona.

Al momento della ritiro sarà consegnato un bigliettino che venerdì 25 ottobre al «C’entro Anch’io» di San Giorgio darà diritto a scegliere lo stesso numero di vestiti corrispondenti a quelli consegnati. Gli eventuali capi avanzati verranno donati per un progetto sul territorio. Per maggiori info: centroanchio@murialdo.taa.it oppure telefonare allo 0464- 412 886.

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Rovereto e Vallagarina

Chernobyl: una delegazione di Ala in Bielorussia

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L’associazione Ala per Chernobyl è una delle tante realtà di solidarietà internazionale di Ala.

Fa parte della più ampia rete della fondazione “Aiutiamoli a vivere” e dai sei anni organizza soggiorni di salute di bambini della Bielorussia (paese che tuttora soffre delle conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl) in Trentino ed in particolare ad Ala.

Oltre ai soggiorni l’associazione presieduta da Giuseppina Montumato ha promosso varie azioni di aiuto e volontariato in particolare per l’area di Chericov, nel distretto di Mogilev.

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La più recente è stata la costruzione di una serra per la scuola, il cui progetto è stato finanziato anche dal Comune di Ala, che ogni anno destina una quota del bilancio alla solidarietà internazionale.

Una delle azioni finanziate (per 2500 euro) è stata quella a favore della scuola di Lobanovka e Chericov in Bielorussia.

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Vista l’importanza del progetto, all’inaugurazione della serra hanno partecipato diversi rappresentanti di Ala, tra cui il sindaco Claudio Soini e la dirigente scolastica Paola Baratter, accompagnata dall’insegnante Enza Campeggio, referente della scuola per i progetti con i bambini bielorussia.

Nel loro periodo di salute ad Ala i giovani bielorussi frequentano la scuola primaria di Serravalle, plesso che fa parte dell’Istituto comprensivo di Ala. La serra permetterà alle classi della scuola di Lobanovka di imparare a coltivare fiori e ortaggi.

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Il terreno è stato bonificato (le radiazioni penetrano fino a 50 centimetri di profondità). Il ricavato della vendita dei fiori servirà a coprire parte delle spese scolastiche, gli ortaggi saranno cucinati in mensa (che per alcuni bambini è l’unica possibilità di avere un pasto caldo).

La delegazione di Ala ha visitato la scuola; si è poi recata al vicino ospedale di Slavgorod, dove i volontari alensi hanno prestato aiuto in vari lavori di ristrutturazione e riqualificazione dei reparti. Si è fatto visita alle famiglie dei bambini bielorussi che in passato sono stati ad Ala. Il sindaco Soini ha incontrato il suo collega, primo cittadino di Chericov, Mikhail Kasmachou.

«Ho voluto partecipare alla visita – afferma il sindaco Soini perché vedere di persona è ben diverso dal vedere le foto. Ho voluto vedere di persona cosa hanno realizzato i volontari di Ala per Chernobyl, e la loro è un’opera meritoria.

Ho potuto constatare anche il rapporto di affetto che si è instaurato con queste famiglie. È stata un’esperienza importante, perché non pensavo che nella “ricca” Europa potessero esserci situazioni di tale povertà. È stata un’occasione per avviare nuovi progetti: con il sindaco Kasmachou abbiamo condiviso un percorso assieme, con l’obiettivo di arrivare ad un gemellaggio tra i nostri due Comuni».

Anche l’Istituto comprensivo di Ala sta pensando ad un gemellaggio. «Servirebbe a rafforzare la nostra reciproca conoscenza – commenta la dirigente scolastica Paola Baratter – in questo caso si tratterebbe di un progetto di scambio tra adulti, e non tra scolari.

La scuola di Lobanovka ha investito sull’insegnamento della coltivazione, con il progetto della serra, ma ha in essere anche progetti sulla lavorazione dei tessuti, molto interessante per la storia di Ala. Incontrando i nostri colleghi bielorussi abbiamo trovato interesse e raccolto informazioni su forme di finanziamento.

Pensiamo a corsi di russo per le famiglie che ospitano i bambini bielorussi e le nostre insegnanti, mentre noi potremmo proporre corsi di italiano e tedesco. Progetteremo il gemellaggio e questi percorsi con i nostri docenti e con il consiglio d’istituto».

Il merito più grande è però è di Ala per Chernobyl. «In sei anni abbiamo accolto oltre 40 bambini, grazie a 35 famiglie di Ala e altre località – spiega la presidente Giuseppina Montumato – quest’anno i bambini accolti sono stati 17, per 40 giorni da aprile a giugno, frequentando le lezioni a Serravalle. Le famiglie e i volontari ci aiutano anche ad organizzare attività durante il soggiorno dei ragazzi, e ogni anno cerchiamo di visitare le famiglie in Bielorussia, per creare un ponte tra le nostre realtà».

Ala per Chernobyl è sempre aperta a nuovi volontari, a famiglie disponibili ad accogliere bambini, o anche solo per dare una mano. Lo slogan è “aiutateci ad aiutare”, e per chi fosse interessato il contatto per avere informazioni è 366 664 9673. 

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Rovereto e Vallagarina

Mori: si presenta il progetto per la scuola media

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Quella di martedì prossimo, 22 ottobre alle ore 20 all’auditorium, è una serata attesa da molti: sarà presentato pubblicamente il progetto vincitore del concorso di progettazione della nuova Scuola media “B. Malfatti” di Mori.

Si tratta del progetto più importante – ed economicamente più rilevante – dell’intera consigliatura. Un intervento corposo e che ha richiesto un iter particolarmente complesso, passato anche attraverso un concorso internazionale di progettazione.

«Questo è un nuovo passo avanti su un impegno che segna tanti anni di amministrazione – spiega il sindaco Stefano Barozzi fin da subito, il Comune di Mori ha trovato condivisione per orientare i necessari finanziamenti su una struttura che, più di altre, meritava un intervento significativo. Molti sono stati i passaggi amministrativi e altrettanti quelli del dibattito consiliare e con altre istituzioni. La prossima settimana ci sarà il confronto con la popolazione, che potrà farsi un’idea precisa di quanto sarà messo in cantiere».

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Il progetto vincente è quello elaborato dallo studio Marco Contini di Parma. Martedì i tecnici saranno in sala per illustrare tutte le soluzioni tecniche adottate e saranno a disposizione anche per le domande che certamente la platea vorrà porre.

CRONOLOGIA – L’intenzione nasce già nel 2011 e nel luglio 2014 il Comune approva una mozione di richiesta di priorità assoluta per la realizzazione della scuola media, rivedendo l’urgenza della realizzazione del secondo asilo nido e ri-allocando così il contributo.

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Con deliberazione della giunta provinciale di agosto 2014, il finanziamento viene ammesso per un importo complessivo di 12 milioni, finanziati al 90%: dunque per 10 milioni e 800 mila euro.

Nel complesso, il finanziamento dell’opera è coperto dal Comune grazie al contributo provinciale e dal Fondo strategico territoriale della Comunità di valle, per un totale di 11 milioni 444 mila euro.

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Nel 2015 c’è uno stop, per consentire alla Provincia di verificare, tramite il Navip (Nucleo di analisi degli investimenti pubblici) le risorse disponibili. Seguono contatti con Apop – opere civili (Agenzia provinciale per le opere pubbliche) per definire cosa, a livello di procedure, toccasse al Comune.

Nel 2016 l’affido alla geometra Sabrina Bona dell’incarico di rilievo dei fabbricati che compongono la scuola e di rilievo plano altimetrico dell’area circostante: uno studio propedeutico anche a individuare le aree previste in cessione gratuita nel piano regolatore, in cui collocare la nuova palestra.

A novembre 2016 la Provincia accetta la delega, da parte del Comune, per il concorso di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva.

Successivamente il Comune dà incarico all’ingegner Gianpaolo Bonani di realizzare un progetto preliminare per la costruzione della nuova palestra vicino alla stessa scuola media. La sua realizzazione rientra negli obiettivi di legislatura dell’attuale amministrazione e i lavori per il rifacimento della scuola media comprenderanno anche la ristrutturazione completa dell’attuale palestra.

Le palestre dunque, alla fine, saranno due.

Il resto è storia recente, con il concorso internazionale e l’individuazione del vincitore.

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