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Trento

L’importanza della presenza capillare in Trentino dei servizi della CISL. Parla Walter Bonatti direttore CISL servizi srl.

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Le prime forme di associazione dei lavoratori sorsero in Gran Bretagna durante la rivoluzione industriale: le trade unions che furono essenzialmente i sindacati nazionali di mestiere del primo 1800.

In Italia, precedute dalle Società di mutuo soccorso, solo intorno al 1870 si formarono le leghe di resistenza , ed a Torino nell’ottobre del 1890 nacque la prima camera del lavoro.

A fianco alle attività sindacali si sono poi sviluppate quelle dei servizi di patronato e molte altre iniziative che non a tutti sono note in ambito consulenziale e di supporto al cittadino.

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I sindacalisti, sono ritenuti in grado di orientare o promuovere i conflitti in fabbrica (e in tutti gli altri luoghi di lavoro) e di cogliere prima di altri gli umori dei lavoratori ma nel tempo cambiando il numero degli iscritti e le condizioni vivono sorti alterne.

Certamente i grandi sindacati organizzati hanno regole e seguono una deontologia dove non si fanno promesse che non si possono mantenere, bensì si impegnano e qualche volta ottengono i risultati sperati.

Il loro compito può essere faticoso e duro ma i risultati sono ottenibili solo seguendo queste strade sia nel privato che nel pubblico, specie in momenti di ridotte capacità di spesa dove i lavoratori senza sindacati hanno poche possibilità di negoziato.

Uno dei protagonisti dei movimenti sindacali di questi ultimi anni è senza dubbio Walter Bonatti, direttore della Cisl servizi s.r.l.  che dal suo insediamento ha portato ottimi risultati al sindacato in termini di credibilità e remunerabilità.

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La struttura che dirige Bonatti opera sul territorio grazie a un personale attento, sempre aggiornato, formato e professionalizzato nel tempo che si scontra con realtà complesse in un periodo che è tutt’altro che facile per il mercato del lavoro.

Quanta formazione serve per tenersi aggiornati nel mondo del lavoro in costante evoluzione?

«I dipendenti svolgono a livello locale oltre 300 ore annue di formazione in aula sulle varie tematiche che equivalgono a circa due mesi di formazione annua. In aggiunta, naturalmente, si sommano anche i percorsi formativi organizzati dal CAF nazionale» – spiega Walter Bonatti (foto) il direttore Cisl servizi srl.

La formazione del sindacato assume un ruolo molto importante nella società, «anche se sono evidenti le molteplici difficoltà che oggi si incontrano – aggiunge Bonatti – sia nel settore pubblico che privato. Si ricorda però che l’impegno e la costanza portano anche dei risultati degni di nota come l’ultima vittoria CISL  di questa estate che è riguardata la Firma dell ‘accordo per il riconoscimento del tempo del cambio divisa  a seguito di raccolta firme e la sentenza promossa da CISL, Tribunale di Macerata con sentenza 174/2019 pubblicata il 2 luglio 2019».

Anche sul fronte della funzione pubblica la CISL si fa sentire, e chiede a gran voce udienza da quando è stato approvato l’assestamento di bilancio provinciale: «sulle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici abbiamo chiesto al Presidente Fugatti tempestiva convocazione per le risorse del triennio 2019/2021».

Walter Bonatti non nasconde la sua soddisfazione del lavoro svolto fino ad oggi e pieno di entusiasmo per il futuro: «I dipendenti diretti sono 30, non scordiamo i colleghi in amministrazione e stagionali assunti direttamente che durante la campagna fiscale ed Icef  affiancano quotidianamente l’organico portandolo  a  oltre 40 dipendenti».

Quale età hanno i vostri collaboratori? c’è parità tra i generi?

«L’ età media è di 39 anni, il genere è suddiviso per un 23% maschile e per un 77% femminile. I contratti di lavoro sono per il 95%dell’organico  a tempo indeterminato. I servizi offerti dalla società passano prima di tutto dal nostro core business, il CAF che svolge un complessivo medio annuo di oltre 34.500 pratiche».

Passando agli altri servizi offerti dalla società troviamo qualcosa che non si aspettano le persone dalla CISL?

«Il servizio Colf e addetti alla persona, servizio che troviamo presso la sede di Trento ma anche con recapiti a Rovereto, Cles, Riva del Garda, Arco, Tione, Mezzolombardo, Pergine e Taio nel comune di Predaia. Il servizio Successioni, servizio che troviamo presso la sede di Trento e da quest’anno anche con recapiti a Rovereto e Riva del Garda; Il nuovo servizio SAPI che si occupa di servizi ai lavoratori autonomi e alle Partite Iva, servizio che troviamo presso la sede di Trento. Il servizio locazioni, servizio che troviamo presso la sede di Trento che settimanalmente con la collaborazione di un legale gestiscono vertenzialità tra locatore e locatario ma anche registrando contratti di affitto e facendo una consulenza di alto profilo.”

Il servizio di subagenzia assicurativa in collaborazione con Atlante UnipolSai che direttamente con i nostri dipendenti abilitati tramite esame alla funzione di intermediari assicurativi registrati presso il RUI, offriamo consulenza trasparente, puntuale e reale su polizze casa,infortuni, auto e malattia al fine di poter tutelare anche in questo ambito prima  gli associati Cisl e poi, naturalmente tutti i nostri utenti.

Abbiamo offerto ai nostri utenti nuovi strumenti  di prenotazione per la presa appuntamento e per rimanere sempre aggiornati delle novità da smartphone, tablet e notebook tramite il sito https://cislservizitn.com   o tramite la nostra pagina Facebook CAF CISL Trentino – Cisl Servizi Srl  . In determinati periodi ci avvaliamo di società che si occupano di prenotazioni automatizzate e promemoria dell’appuntamento, ma senza dimenticare il territorio e le telefonate dirette da parte dei nostri operatori».

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Trento

Il Trento è inarrestabile. L’onda d’urto travolge anche il Maia Alta. Finisce 5-1

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Il Trento colpisce e affonda gli altoatesini del Maia Alta. La squadra di Merano l’anno scorso era arrivata a un passo dalla Serie D.

Per alcuni scontri tra i tifosi del Maia Alta e i lombardi del Legnano, con conseguente ritirata verso casa degli altoatesini, i dirigenti della Maia Alta avevano deciso di non scendere in campo per la partita di ritorno. La rinuncia aveva portato alla vittoria a tavolino per i lombardi e la conseguente promozione in Serie D.

Della vecchia squadra che l’anno scorso arrivò seconda nel campionato d’Eccellenza, quest’oggi non v’è traccia. Il Trento domina dall’inizio alla fine e non lascia scampo alla squadra ospite.

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La squadra di casa è parsa obiettivamente troppo superiore sul piano tecnico e del gioco e agli altoatesini non ha lasciato neanche le briciole.

A parte alcuni sporadici tiri dalla distanza, nel primo tempo si gioca a una sola porta. Passano solo cinque minuti e il Trento è già in vantaggio.

Sottovia e Pietribiasi dialogano velocemente nell’area di rigore, la difesa perde i punti di riferimento e Sottovia è libero di calciare nell’angolino basso non lasciando scampo al portiere.

Da qui in poi sarà esclusivamente un monologo del Trento. Il gioco veloce e tutto di prima fa divertire i tantissimi tifosi accorsi sugli spalti.

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Passa solo un minuto e Caporali appoggia per Baido. A limite dell’area il tiro a giro finisce di pochissimo alto. Al quarto d’ora si ripete il dialogo nello stretto fra Sottovia e Pietribiasi.

Puntualmente la difesa ospite rimane a guardare e Pietribiasi tenta la conclusione a rete. Sulla respinta miracolosa del portiere Wieser si avventa Sottovia che è però lentissimo nel tap-in e si fa rimontare da tre difensori.

Gli altoatesini tentano il pressing altissimo per evitare l’impostazione dei due centrali (Trainotti e Carella) e del capitano Pettarin. I disimpegni del Trento sono però d’alta scuola e una volta eluso il pressing la squadra di casa ha avuto a disposizione lunghe praterie per far correre gli esterni Paoli e Pellicanò.

Da un lancio perfetto di Baido, Pietribiasi si ritrova solo davanti al portiere. Il tiro è forte e angolato ma ancora una volta Wieser tiene in piede i suoi. Sulla respinta Sottovia si addormenta e l’occasione sfuma.

Alla mezz’ora su un lancio per Baido, il portiere esce ma si fa scavalcare in pallonetto. Il tiro-cross finisce sulla testa di Trainotti che a porta vuota manda alto. Al festival dei gol mangiati va aggiunta anche la punizione magistrale di Baido che si stampa sul palo.

Nonostante si perda il conto delle palle gol il risultato è ancora sull’1 a 0. A pochi minuti dal termine Baido pesca Petribiasi in area, che si coordina e calcia al volo. Il siluro è ancora una volta preda del portiere che respinge in calcio d’angolo.

Sul finire del primo tempo Paoli scappa via sulla fascia e crossa in mezzo. Dal traversone svetta Sottovia che raddoppia. 2-0.

Il Trento gioca, diverte e fa gol. Pecca però nella concretizzazione. La marea di palle gol create poteva portare ad un risultato molto più rotondo. Il Maia Alta si è invece presentato nel capoluogo con una difesa a tre molto alta e con l’idea di prediligere un gioco fluido e veloce.

La difesa a tre è stata quasi un suicidio a cui l’allenatore ha subito rimediato nel secondo tempo. Anche il pressing alto non è stata la migliore delle idee, dato che veniva eluso molto spesso. Il tiro dalla distanza è stata l’unica soluzione possibile per smuovere il risultato.

Inizia il secondo tempo e il copione non cambia. Baido in azione personale salta i difensori come paletti e si ritrova solo davanti al portiere. La conclusione viene per l’ennesima volta respinta da Wieser. Pochi minuti dopo i centrali del Maia Alta (Tratter e Hasa) sbagliano nell’impostazione consegnando la palla allo stesso Baido che fa 3 a 0.

La situazione si fa ancora più complicata quando al quindicesimo l’altoatesino Drescher si fa autogol. Baido fa correre sulla fascia Pietribiasi che crossa in mezzo. Drescher insacca nella propria porta. 4-0.

Il Trento, senza pietà, continua a spingere con Baido che stavolta centra l’incrocio dei pali. Vista la situazione, l’allenatore Toccoli inizia a dare spazio ai giovani: Fuori Battisti, Sottovia, Pietribiasi, Trainotti e Baido; dentro Badjan (‘99), Santuari (’01), Trevisan (‘00), Panizza (‘01) e Celfeza (‘01).

Nonostante i tanti giovani in campo, la situazione inizia a farsi drammatica per gli altoatesini quando al ventesimo dagli sviluppi di un corner Trevisan pesca il neoentrato Santuari, che lasciato solo fa 5 a 0.

Da qui in poi per il Trento è solo un allenamento. La palla viene gestita e amministrata con tranquillità fino al fischio finale. Poco prima del triplice fischio uno dei tanti tiri dalla distanza del Maia Alta finisce in porta. Hasa scarica un destro sotto l’incrocio e diminuisce seppur di poco il parziale. 5-1.

La squadra trentina ha annullato il Maia Alta per tutta la partita. Qualsiasi azione d’attacco è stata preda della difesa gialloblu e a centrocampo Pettarin è stato contenuto a fatica.

La libertà d’impostazione dei due centrali difensivi, del regista e la qualità di palleggio del trio d’attacco hanno tagliato le gambe alla squadra avversaria. Gli altoatesini hanno comunque provato a metterla sul piano del fisico e del pressing, ma è stato comunque troppa poca cosa.

TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Paoli, Trainotti (19’st Panizza), Carella, Pellicanò; Caporali, Pettarin, Battisti (12’st Santuari); Baido (23’st Celfeza); Pietribiasi (17’st Trevisan), Sottovia (12’st Badjan).
A dispozione: Conci, Pederzolli, Marcolini, Comper.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MAIA ALTA: Wieser, Höller (28’pt Parise), Tratter, Hasa, Ceravolo, Unterthurner, Drescher (23’st Gallo), Jamai (10’st Pamer), Bacher, Ciaghi (19’st Capobianco), Lanthaler (31’st Gamper).
A disposizione: Moretti, Giacomini, Luther, Augscheller
Allenatore: Luca Lomi.
ARBITRO: Piccolo di Bolzano (Ali e Frediani di Bolzano)
RETI: 6’e 42’pt Sottovia (T), 12’st Baido (T), 15’st Pietribiasi (T), 22’st Santuari (T), 45’st Hasa (M).

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Trento

Lutto nella Lega Trentina, è morto Fiorenzo Marzari. La lettera di addio del Segretario Bisesti

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È Mirko Bisesti il segretario della Lega Trentino che con una commovente lettera di addio riporta l’animo di tutti i militanti leghisti che in queste ore salutano Fiorenzo Marzari, morto improvvisamente e militante leghista della prima ora.

Da stamane sono decine e decine i messaggi di cordoglio lanciati sui social. 

Fiorenzo Marzari era Segretario della Sezione di Mori, ed era stato lui a fare la prima tessera del movimento a Maurizio Fugatti, ora governatore del Trentino.

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Riportiamo sotto integralmente il saluto di addio del segretario Bisesti.

«Ciao Fiorenzo,

la notizia della Tua morte ci ha sconvolto. Tocca tutta la Famiglia della Lega in Trentino. Quella Famiglia che, da militante storico – tessera militante dal 1994 -, hai sempre accompagnato con garbo e rispetto.

Sei stato un esempio di umiltà, coerenza, dedizione e passione.

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L’ultima volta che ci siamo visti era domenica scorsa ed ero con Te e tutta la Tua sezione nella Tua Mori per la Ganzega, alla quale tenevi tanto.

Abbiamo parlato di cose concrete da fare e progettare per Mori come Tu amavi fare, andando davanti al teatro, dove mi hai portato per mostrarmi di persona la situazione dell’immobile sul quale ragionare. Abbiamo inoltre affrontato i programmi elettorali per il prossimo maggio, appuntamento di cui saresti stato sicuramente protagonista.

Sei stato un uomo estremamente corretto, esempio di valori; fedele alla causa, al di là degli alti e bassi politici.

Valori che nella Lega, come nel lavoro e nella comunità, sapevi trasmettere perché li testimoniavi.

Quello di Mori è il Tuo gruppo e mi piace ricordare quando, di fronte a tante sezioni, avevo indicato a modello di compattezza e armonia la Tua sezione.

Hai dato tanto alla Lega, hai tesserato per la prima volta il nostro Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tanti anni fa e, fino a ieri, stavi organizzando con cura la partenza per la manifestazione di Roma di sabato prossimo. Guardavi i giovani con estremo rispetto e li coinvolgevi, chiamandomi ogni volta che anche uno solo di quelli della zona si avvicinava alla Politica – quella vera con la P maiuscola -, per incontrarlo insieme a Te per un caffè.

La notizia della Tua scomparsa ha toccato profondamente anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini, che ti abbraccia e si stringe in cordoglio a tutta la famiglia e agli amici ricordando sempre con affetto il Mori Vecio che, grazie a Te, ama citare.

Ci hai lasciati all’improvviso, decisamente troppo presto. Ciononostante, lasci un ricordo indelebile, fatto di valori che rimarranno, ci aiuteranno e ci guideranno nel futuro.
Buon viaggio, preghiamo per Te».

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Trento

Al Doss Trento oggi inaugurato il Museo nazionale Storico degli Alpini. La fotogallery

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Cerimonia sentita oggi al Doss Trento, per l’inaugurazione del rinnovato Museo nazionale Storico degli Alpini, con l’alzabandiera e la deposizione di una corona in onore ai caduti, quindi la solenne sfilata, il taglio del nastro e la benedizione della struttura con don Michele Mastropaolo.

Alla solenne manifestazione erano presenti il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell’Ana con Maurizio Pinamonti e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini.

“Si tratta di un momento importante per la comunità trentina – sono state le parole del presidente Fugatti – come dimostrano i tanti amministratori oggi presenti. C’è un senso di appartenenza della comunità trentina a questo luogo, dove è forte il senso di identità. Non è un caso che qui, sul Doss Trento, si realizzarono il Mausoleo a Cesare Battisti e il Museo nazionale. L’anno scorso, poi, Trento ha ospitato l’adunata degli Alpini e le penne nere ci hanno portato un forte senso di umanità, una grande partecipazione; all’adunata abbiamo sentito il calore di quel forte gemellaggio tra voi e il nostro territorio, la carica umana portata dagli alpini da tutt’Italia e quel senso di appartenenza e di identità storico-culturale che è anche il valore centrale della nostra autonomia. Tutti valori che voi continuate a preservare, il senso civico, il volontariato e la solidarietà, e che portate nelle comunità trentine e non solo. Grazie, questo è un luogo che vi appartiene e che appartiene a tutta la nostra comunità e alla nostra speciale autonomia”

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La cerimonia è stata  partecipatissima: “Oggi – ha esordito il presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero – si è coronato un sogno. E questo grazie a tutti coloro che ci hanno creduto: un ulteriore conferma che per gli alpini non esiste l’impossibile. Un grazie a Comune Provincia, quindi. Ma anche ai tanti volontari, arrivati da tutt’Italia, che in questi mesi hanno dato una mano. E’ il fare che ci distingue. E come alpini continueremo, ora anche attraverso questo rinnovato museo, a custodire la memoria e trasmettere ai più giovani messaggi positivi di pace, fratellanza e solidarietà concreta”.

Il colpo d’occhio era dato dalle tantissime penne nere arrivate non solo da ogni angolo del Trentino, ma anche dalle Sezioni vicine: una marea di labari, gagliardetti e cappelli alpini che, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona in onore ai caduti presso il Mausoleo dedicato a Battisti, ha sfilato fino all’ingresso del museo per il taglio del nastro.

Una data, quella scelta per l’inaugurazione, non certo a caso: centoquarantasette anni fa venivano fondate le truppe alpine.

Questo museo è un luogo che trasmette identità e storia: qui – ha affermato il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine – non saranno custoditi solo documenti, bandiere e reperti. Ma trasmessi sentimenti e valori universali. Al tempo di internet abbiamo bisogno anche di posti come questo se vogliamo che alle giovani generazioni rimanga qualcosa: non sarà solo il museo degli alpini, ma di tutta la comunità”.

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Un progetto ambiziosofrutto di una significativa sinergia tra Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune e Provincia di Trento e Associazione Amici del Museo –, avviato nel 2017 con la firma del protocollo d’Intesa e proseguito nel 2018 con la posa della prima pietra in occasione dell’Adunata, che consegna di fatto alla città e a tutto il territorio trentino un museo all’avanguardia, riqualificato ed ampliato fino ad arrivare a 2400 metri quadrati.

Un Museo che guarda all’ambiente, con soluzioni a basso impatto energetico, e al km0, con materiali e ditte locali e una sfilza di volontari che in questi mesi si sono alternati per dare manforte alle ditte incaricate e al 2° Genio Guastatori Alpini. Enorme, in questo senso, lo sforzo messo in campo dai volontari dell’Ana, oltre un centinaio, che del tutto gratuitamente si sono occupati dei lavori non strutturali: cartongesso, piastrelle, pitture ed esterni. Tra loro anche Giuseppe Sebastiani, 88 anni del gruppo di Roncogno, che il presidente Favero ha ringraziato assieme a tutti gli altri alpini, arrivati da ogni dove, che hanno corso contro il tempo per ultimare l’opera.

Qui dentro – ha sottolineato il cappellano militare don Michele Mastropaolo al momento della benedizione – batte forte il cuore degli alpini”.

Una struttura modulare, ha illustrato il nuovo direttore il tenente colonnello Giulio Lepore, che ospiterà spazi didattici per le scuole, mostre temporanee e postazioni interattive e multimediali, oltre alla biblioteca e ad un angolo dedicato ai recenti ritrovamenti archeologici.

Il nucleo originario, mantenuto nelle sue linee antiche, accoglierà l’esposizione di reperti e testimonianze che raccontano la storia delle truppe alpine, mentre i nuovi spazi luminosi realizzati con ampie vetrate nel giro di pochi mesi si animeranno grazie ai nuovi allestimenti e ad alcuni dei cimeli più rilevanti della collezione del Museo.

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