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Trento

Inaugurata a palazzo Geremia «Trento Smart City»

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Taglio del nastro questa mattina a Palazzo Geremia della terza edizione di Trento Smart City Week, la manifestazione che per 3 giorni, da oggi fino a domenica 22 settembre, mette al centro servizi e strumenti digitali che semplificano la vita dei cittadini.

All’inaugurazione, moderata dalla giornalista Linda Stroppa, hanno partecipato il sindaco del Comune di Trento Alessandro Andreatta, l’assessore alla innovazione e partecipazione del Comune di Trento Chiara Maule, il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo, il presidente del Consorzio dei Comuni trentini Paride Gianmoena, il prorettore vicario dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il direttore generale di APSS Paolo Bordon ed il direttore del MUSE Michele Lanzinger.

Il presidente Maurizio Fugatti, impegnato nei lavori di Giunta, non ha fatto mancare il suo saluto mettendo in luce che “il Trentino è un territorio morfologicamente complesso, dove è indispensabile garantire servizi anche nelle zone di montagna, distanti dal centro. Dobbiamo davvero rendere accessibili anche le zone lontane dalla città e dobbiamo assicurare servizi, cure, connettività, mobilità. Se le nostre valli si svuotano si impoverisce l’intero Trentino e se la montagna si spopola la nostra speciale Autonomia avrà perso una delle sue principali peculiarità. Ben venga dunque una manifestazione come questa, di cui la Provincia insieme a numerosi enti è partner convinto fin dalla prima edizione. Un evento che ci consente di avvicinare le persone alla scoperta dei servizi digitali attualmente disponibili nel territorio trentino. Perché le città, i territori smart, sono anche quelli dove le tecnologie riescono a ridurre i divari e sono al servizio di tutti”.

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Il dirigente del servizio provinciale ICT e trasformazione digitale Alessandro Bazziga ha portato il saluto dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli e del direttore generale Paolo Nicoletti. “Trento Smart City raccoglie in un grande evento tutti gli enti del Trentino. E’ di fatto quello che stiamo cercando di fare dietro le quinte nell’ambito della trasformazione digitale, ovvero lavorare insieme diventando così moltiplicatori di energie“.

“Siamo qui per parlare di futuro – ha introdotto il sindaco di Trento Alessandro Andreatta – un futuro intelligente, efficace, che coinvolge tutta la comunità. Il linguaggio digitale è il linguaggio del nostro tempo ed è una competenza che va acquisita. Siamo e vogliamo essere informati e sensibilizzati per diventare cittadini attivi. Questa terza edizione di Trento Smart City va proprio in questa direzione. Mettere a disposizione di tutti i cittadini, dai giovani agli adulti, competenze e strumenti per far crescere una comunità più responsabile e consapevole”.

Il presidente di FBK Francesco Profumo ha sottolineato come “quello di Trento Smart City sia un progetto sempre più maturo e completo che mette al centro le persone e non solo la tecnologia. La sfida del digitale si vince partendo dalle persone”.

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Il prorettore vicario dell’Università degli studi di Trento Flavio Deflorian ha portato i saluti del rettore Paolo Collini. “Trento Smart City deve diventare l’occasione – ha sottolineato Deflorian – per estendere l’uso delle tecnologie. L’interconnessione dei piccoli paesi con il centro diventa fattore di sviluppo per l’intero territorio trentino”.

Il presidente del Consorzio dei Comuni trentini Paride Gianmoena ha messo in luce l’importanza di fare formazione e di dare la possibilità a tutti di conoscere. Altro aspetto su cui puntare è quello di offrire le stesse possibilità a chi abita in città e nelle valli.

Il direttore generale di APSS Paolo Bordon ha invece posto l’attenzione su come un’azienda sanitaria evoluta non possa esistere senza la digitalizzazione dei suoi servizi. “Abbiamo sempre investito su questa tema e quotidianamente lavoriamo per rendere i servizi fruibili sia sul fronte interno, agli addetti ai lavori, che nel rapporto con i cittadini. Grazie alla tecnologia possiamo entrare nelle case dei nostri pazienti, evitando loro spostamenti. Stiamo lavorando sempre più sull’uso delle tecnologie, solo così riusciremo a mantenere il nostro grado di eccellenza”.

Infine il direttore del MUSE Michele Lanzinger ha spiegato come sia importante ascoltare le richieste delle nuove generazioni, soprattutto nell’ambito della salvaguardia del pianeta, e di come il compito di un museo sia quello di proporre un’educazione formale e non formale, in dialogo con la cittadinanza.

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Trento

Videoregistrare e fotografare per condividere sui social: ecco cosa dice la legge

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In un momento storico dove conta quasi più condividere un immagine che vivere un momento, fa parte della sfera privata decidere cosa fotografare e cosa pubblicare nei social.

Va invece posta particolare attenzione a registrare i pubblici ufficiali, agenti e dipendenti pubblici mentre svolgono le loro funzioni.

Infatti in certi compiti vengono svolte mansioni che hanno particolari tutele.

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E’ possibile riprendere i pubblici ufficiali al lavoro? Secondo il buon senso sarebbe meglio evitare di riprendere degli agenti quando stanno facendo determinati servizi ma la legge non è di cosi semplice interpretazione.

Molto cambia a seconda delle circostanze di tempo e luogo, motivazioni delle riprese ed anche da chi compie le azioni.

Non ci sono norme che vietino esplicitamente ed in modo semplice di fotografare o riprendere le forze dell’ordine, a meno che non si tratti di agenti o ufficiali di polizia giudiziaria che stanno svolgendo delle indagini penali ( Art. 329 cod. proc. penale: Obbligo del segreto degli atti d’indagine compiuti dal PM e dalla polizia giudiziaria: sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari), altrimenti valgono le leggi sulla privacy che impediscono di diffondere immagini di altre persone senza il loro consenso, a meno che la diffusione non rientri nel diritto di cronaca.

Il Codice prevede che, in circostanze normali, per pubblicare la foto di un comune cittadino – e quindi non di un personaggio pubblico – serva sempre il suo consenso, che si parli di un giornale, di internet o di un social.

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Questo vale anche per le foto scattate in luoghi pubblici, se la persona fotografata è evidentemente il soggetto della foto: non vale invece nei casi in cui una persona risulti fotografata accidentalmente in una foto scattata per rappresentare altro .

Le immagini e i filmati rientrano nella definizione di dato personale, in quanto atti ad individuare ed identificare una persona e, pertanto, sia l’acquisizione che la diffusione delle predette informazioni costituiscono un trattamento di dati, cui applicare la disciplina relativa, che oggi è costituita dal Reg. U.E. 2016/679 (GDPR), dal cosiddetto Codice della privacy (D. Lgs. 196/2003, come modificato dal D. Lgs. 101/2018) e dal D. Lgs. 51/2018, di attuazione della Dir. U.E. 2016/680 .

Caricare informazioni sul web può essere quindi rischioso, la prassi costante della CGUE e della CEDU assoggettano il caricare informazioni in rete agli oneri connessi al trattamento dei dati personali (EU:C:2014:238 e 317, casi Digital Right Ireland e Google Spain, nel quotidiano del 13/5/14; Delfi AS c. Estonia [GC], Benedick c. Slovenia, W.L. e W.W. c. Germania nei quotidiani del 16/6/15, 24/4 e 28/6/18; Cass. pen.40356/15 nel quotidiano del 9/10/15). Attualmente la normativa in materia è stata resa più severa dal nuovo Regolamento sulla privacy (Regolamento UE 2016/679).

Per l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia U.E. costituiscono un trattamento di dati personali, vietato e, quindi, penalmente illecito.

Secondo l’avvocato generale non è possibile infatti riprendere i pubblici dipendenti mentre lavorano. I funzionari dello Stato, nello svolgimento delle mansioni che ricoprono, hanno diritto a veder protette e riservate le proprie attività, lo svolgimento delle quali deve quindi ritenersi coperto da privacy.

Una eccessiva esposizione a una platea ampia potrebbe, del resto, ostacolare l’esercizio di funzioni delicate come, appunto, i controlli della polizia.

E ciò vale anche quando le informazioni pubblicate non sono sensibili (ossia non si viene a sapere dei nomi degli agenti) o quando le persone interessate stanno subendo un abuso. È del resto la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo a tutelare la privacy nella vita lavorativa”

Invece per attività giornalistica l’avvocato generale prevede alcune eccezioni, anche per la pubblicazione quando: quando gli agenti hanno dato il loro consenso ad essere ripresi, se, in assenza di consenso, ne sono stati oscurati i volti, le voci e i dati personali, infine se si è trattato di un abuso realmente grave da diventare di pubblico interesse per la collettività ed esercitare il diritto di cronaca ( sempre secondo il principio di continenza ed attualità.

Tuttavia il dispositivo dell’art. 234 Codice di procedura penale riporta testualmente al comma 1 “È consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.” pertanto su una pubblica vai solo l’applicazione del codice sulla privacy può limitare la registrazione audio e video o fotografica. Pertanto per gli operatori che necessitano delle prove non può essere posto limite, a favore di verità e giustizia.

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione (Cass. Pen., Sez. IV, 24 gennaio 2012, n. 10697) tutto quello che l’occhio umano può vedere, può anche essere fotografato e ripreso.

Tuttavia si ricorda quanto previsto all’art. 6 GDPR, ai fini della liceità del trattamento, è vietato diffondere un video o una foto, a meno che non si adottino degli accorgimenti per rendere irriconoscibili le persone riprese.

Spesso quando ci sono troppe leggi non basta il normale buon senso ma occorre riflettere bene su ogni azione e contestualizzare la situazione. Infine resta comunque la speranza che esista ancora un minimo di buon senso ed educazione civile ed il saper valutare l’opportunità di compiere determinate azioni.

Note: Avvocato Generale C. Giust. UE, conclusioni del 27.09.2018 causa C-345-/17. Art. 8 Cedu (Travas c. Croazia nella rassegna del 23/12/16).

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Trento

Treni: è operativo il collegamento diretto Trento-Milano

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C’era anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti questa mattina, alla stazione ferroviaria di Trento, per l’avvio del collegamento diretto con Milano, che da oggi sarà quotidiano.

Il Frecciarossa parte alle 09.19 da Trento, con arrivo a Milano Centrale alle 11.45, il ritorno è alle 15.45 da Milano Centrale, con arrivo a Trento alle 18.15.

Si concretizza dunque il collegamento, con partenza da Bolzano – a questa prima corsa ha partecipato anche il vicepresidente Daniel Alfreider – salutato con soddisfazione dal presidente Fugatti, accompagnato dal dirigente del Servizio trasporti, Roberto Andreatta, presente anche il direttore regionale Trenitalia, Roger Hopfinger.

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”Si ripristina – ha commentato Fugatti – una relazione che ha anche un forte valore simbolico con la capitale economica d’Italia e con una Regione con la quale la nostra Provincia ha rilevantissime connessioni per quanto riguarda il turismo, basti pensare ai treni pieni che sono arrivati in questi giorni proprio da Milano, attivati straordinariamente per la visita ai mercatini. Questo treno è anche un sintomo evidente che il servizio ferroviario è enormemente cresciuto in questi anni in Italia: sino a poco tempo fa non c’erano i collegamenti veloci che abbiamo ora verso Roma: cinque coppie di treni e la possibilità di trasferimenti rapidi anche verso Bologna e Firenze. Una Provincia ed una Regione dunque sempre più connesse con il resto del Paese e dell’Europa”.

Arrivando da Bolzano, il treno, in direzione di Milano, ferma anche a Rovereto, Verona, Peschiera del Garda e Brescia. Da Milano verso Trento il treno ferma a Brescia, a Desenzano (e non a Peschiera del Garda come all’andata), e poi anche a Verona e Rovereto.

Dopo la fermata di Trento, riparte per Bolzano.

La novità è frutto dei contatti, avuti negli scorsi mesi, tra le Provincia autonome di Trento e Bolzano con il Gruppo FS. Nel 2015 la Provincia autonoma di Trento aveva già istituito il collegamento diretto per Expo Milano, incontrando il favore degli utenti. L’esperimento fu ripetuto, in via temporanea, anche nel gennaio 2016 con una corsa domenicale.

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La tratta ferroviaria diretta amplia i collegamenti con la Lombardia che già vedono nei fine settimana, a partire da dicembre, il collegamento diretto con autobus tra Brescia e Madonna di Campiglio

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Trento

Artigiani, presenza fondamentale per lo sviluppo del Trentino

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Valorizzazione e sostegno delle imprese artigiane, rilancio degli investimenti e semplificazione degli appalti sono stati i temi cardine degli interventi del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dell’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, ieri mattina al teatro di Valle dei Laghi in occasione dell’assemblea generale dell’Associazione artigiani del Trentino.

Quella delle piccole aziende è ritenuta dalla Provincia una presenza fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Trentino; per questo la giunta ha intrapreso diverse iniziative di supporto.

“L’ultima è stata lanciata solo pochi giorni fa” ha evidenziato l’assessore Failoni, riferendosi al progetto “Reload”, che punta a far crescere le competenze all’interno delle micro e piccole imprese, oltre che a favorire il ricambio generazionale. “In questo primo anno di legislatura, la collaborazione con la vostra associazione è stata positiva e puntuale” sono state le parole del governatore, che nel corso del proprio intervento ha risposto alle sollecitazioni del presidente degli artigiani Marco Segatta.

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“Gli investimenti dell’ente pubblico sul territorio rappresentano un volano per la nostra economia. Per questo motivo, nella manovra finanziaria in questi giorni all’esame del Consiglio provinciale, sono stati previsti 200 milioni di euro in più all’interno di questo capitolo di spesa.

Prevediamo il finanziamento di una grande opera pubblica all’anno e per velocizzare l’apertura dei cantieri sul territorio abbiamo approvato una legge che punta a rendere più snelle le procedure di appalto” ha spiegato il presidente della Provincia, che ha parlato anche del nuovo piano di efficientamento energetico degli immobili pubblici, annunciando l’incremento dei fondi per questo obiettivo che rappresenta un’opportunità per l’economia locale. In vista delle Olimpiadi invernali 2026, invece, lo Stato ha stanziato un miliardo di euro di finanziamento per le Regioni e le Province autonome interessate:

“Dobbiamo essere pronti. Per operare in maniera il più possibile celere con progetti e appalti, la Provincia potrà avvalersi di nuovo personale a tempo determinato” ha detto il governatore.

Con riferimento alla revisione della legge 6 sugli incentivi alle imprese si è parlato di valutarne l’impatto anche con la collaborazione della Camera di commercio, al fine di sostenere gli interventi che più di altri possono favorire la crescita delle piccole e medie imprese. Intanto, attraverso la manovra di bilancio, sarà introdotto un indicatore di svantaggio territoriale per favorire la presenza delle aziende nelle valli:

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“Si tratta di uno strumento di cui si è discusso in maniera approfondita nell’ambito degli Stati generali della montagna e che punta ad indirizzare le politiche provinciali verso le aree del Trentino che necessitano maggiori attenzioni, anche in materia fiscale. Allo stesso tempo, continueremo a favorire i servizi di trasporto pubblico per collegare città e valli servendoci della collaborazione dei privati: i risultati ottenuti finora sono positivi”.

L’assessore Roberto Failoni, nel corso del proprio intervento si è concentrato in particolare sul progetto di comunicazione “Reload”, frutto della collaborazione tra Agenzia del Lavoro, Dipartimento sviluppo economico della Provincia e associazione artigiani:

“L’attività all’interno delle piccole imprese trentine non va considerata di serie B, ma è anzi un’opportunità e una garanzia per il futuro dei giovani, in particolare di quelli più brillanti e creativi. È però necessario un salto culturale da parte delle famiglie”. Failoni ha ricordato l’importante sinergia con il settore turistico ed evidenziato la difficoltà di alcuni imprenditori ad accedere al credito: per farvi fronte, la Provincia ha attivato il Fondo di garanzia con 5 milioni di euro, grazie ad un accordo con il Ministero dello sviluppo economico. Infine, l’assessore ha evidenziato l’importanza di valorizzare la figura dei Maestri artigiani:

“Rappresentano la qualità e la professionalità alla quale devono tendere tutti i comparti economici del Trentino”.
 

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