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Valsugana e Primiero

Rubata e ritrovata la fiat 500 del golf club di Pergine Valsugana.

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Rubata e ritrovata. È quanto è successo alla vecchia Fiat 500 utilizzata al campo da golf di Pergine per raccogliere le palline a fine giornata.

Nella notte di mercoledì verso le 2.00 come confermato dal video della videosorveglianza interna, ignoti hanno rubato l’auto per fare pochi chilometri.

Ieri mattina infatti è stata ritrovata a Madrano: una fine corsa probabilmente causata dall’esaurimento della benzina.

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La 500 utilizzata come raccogli palline non era targata e al posto dei vetri aveva delle griglie.

I ladri hanno cercato altra refurtiva all’interno del Break Point G.C. di Pergine che si trova a Maso Grillo, ma alla fine si sono dovuti accontentare di una vecchia e sporca tanica di benzina.

Una ragazzata che ha solo creato allarme più che altro affettivo per i 1300 soci del Golf Club che vedevano in quella 500 un valido aiuto per il riordino dei campi a fine giornata.

La macchina è stata ritrovata in buone condizioni grazie al tam tam innescato con il post dell’avvenuto furto, sulla pagine Facebook “ Sei di Pergine se …” e dopo poche ore era già arrivata la segnalazione giusta.

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Valsugana e Primiero

Statale della Valsugana: inaugurato il sottopasso ciclo-pedonale in località Paludi a Pergine

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Un intervento importante, che servirà a migliorare la viabilità complessiva della zona, a rendere più sicuri gli spostamenti delle persone, ma anche a potenziare l’offerta turistica complessiva, che ha nella rete delle piste ciclabili del Trentino un punto di forza”.

Cosi il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti ha commentato l’apertura, questa mattina in località Paludi di Pergine Valsugana, di un nuovo sottopasso ciclo-pedonale che permetterà ai residenti e ai numerosi cicloturisti di poter raggiungere la sponda nord del lago di Caldonazzo in completa sicurezza, senza dover attraversare la Statale 47.

“Era un’opera attesa da oltre 10 anni – ha ribadito il sindaco, Roberto Oss Emer – e davvero imprescindibile per collegare Pergine con San Cristoforo e di conseguenza raccordarsi con la pista ciclabile della Valsugana. L’auspicio – ha poi aggiunto il sindaco – è che ora si possa ragionare sul completamento della pita ciclabile attorno al Lago di Caldonazzo”.

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“Un progetto quello evidenziato dal sindaco – ha precisato Fugatti – indubbiamente di grande interesse e sul quale siamo disponibili a ragionare, insieme alle amministrazioni comunali, seppur valutandone attentamente gli impatti economici, in un periodo di ristrettezze finanziarie”.

Sia il presidente che il sindaco hanno voluto ringraziare le ditte che hanno realizzato il sottopasso e il servizio opere stradali della Provincia che ha coordinato i lavori.

I lavori del sottopasso sono stati consegnati nell’autunno del 2018, si sono svolti regolarmente, e sono terminate secondo le previsioni contrattuali.

Durante i lavori è stato realizzato un solo by-pass provvisorio a doppio senso per deviare senza interruzione il traffico della S.S. 47 durante i lavori di costruzione del sottopasso. Tale scelta si è rivelata ottimale e non ha creato alcun disagio né all’utenza della strada transitante e residente, né al transito dei mezzi pesanti, per tutto il periodo delle lavorazioni, ed è stata poi replicata sull’altro cantiere PAT sulla Retta di Ospedaletto.

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Il sottopasso è stato realizzato in presenza di acque di falda del Lago di Caldonazzo, intercettate mediante la tecnologia well-point durante tutto il periodo di esecuzione dell’opera. L’interferenza con le fognature ed i canali di acque bianche sono state risolte secondo le previsioni progettuali mediante la realizzazione di nuove condotte.

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Per la presenza di acqua di falda, l’opera scatolare è stata realizzata con cementi armati ed accorgimenti realizzativi del tipo “vasca bianca”, ossia completamente impermeabile alle infiltrazioni dell’acqua di falda. Pertanto la presenza di acque al interno del sottopasso e delle rampe di accesso, è dovuta unicamente alle acque di pioggia che, percolando sulla superficie delle rampe scoperte, si raccoglie nel punto più basso dell’opera.

Peraltro, al fine di evitare ristagni permanenti di acqua, è stata realizzata una vasca di raccolta della acque, posta sotto la scala, munita di 2 elettropompe opportunamente dimensionate. Quale completamento dell’opera, sono stati posati parapetti, ringhiere, recinzioni e chiusure del vano pompe in acciaio zincato, in maniera tale da evitare pericoli alle persone in transito. I parapetti del camminamento, a lato della strada, sono stati realizzati con staccionate in legno.

All’interno del sottopasso sono stati predisposti punti luce a led, optando per una minimizzazione dei consumi, ed un ottimo grado di illuminazione, che consente il passaggio in sicurezza anche di notte. Le imprese realizzatrici, assieme ai subappaltatori hanno eseguito i lavori minimizzando i disagi al contesto generale.

I lavori si sono così conclusi regolarmente nell’importo di progetto preventivato, sotto la direzione lavori dell’ing. Hermann, oltre alla alta sorveglianza della Provincia e l’opera si può ritenere completa e funzionale. Successivamente, la manutenzione della stessa sarà gestita dal Comune di Pergine.

Il costo complessivo dell’opera è stato di 920.502,86 euro.

 

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Valsugana e Primiero

«Racconti di vita»: Generazioni a Borgo Valsugana con la leggenda della pallanuoto Sandro Campagna

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Venerdì 22 novembre, Generazioni raggiunge Borgo Valsugana con una mattinata dedicata alle scuole e uno speciale appuntamento serale.

Si parte alle 8.45 con “Giovani che parlano ai giovani”, ospiti alcuni dei protagonisti del contest “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”.

Alle 21.00, tocca invece a Sandro Campagna, mito vivente della pallanuoto e coach della nazionale italiana maschile.

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Sul palco di Generazioni, Campagna ripercorrerà la sua carriera, dagli esordi in A1 fino all’oro mondiale conquistato lo scorso luglio a Gwangju.

Fin dai primi appuntamenti, la rassegna “Generazioni” si è posta l’ambizioso obiettivo di proporre contenuti ‘ispiranti’ per i più giovani, ma interessanti anche per un pubblico di persone più grandi. L’incontro di venerdì prossimo a Borgo Valsugana, il nono nel calendario della rassegna, intende proprio raggiungere questo duplice scopo, con una mattinata di attività dedicate alle scuole e un appuntamento serale con uno fra i più premiati sportivi italiani.

Il 22 novembre, la giornata di Generazioni si apre alle 8.45 al teatro del polo scolastico di Borgo Valsugana. Gli studenti e le studentesse dell’Istituto Alcide Degasperi e del Centro per la Formazione Professionale Enaip avranno l’opportunità di ascoltare le testimonianze di alcuni loro coetanei (o poco più grandi) che si sono impegnati per ‘cambiare le cose’.

I protagonisti dell’incontro “Giovani che parlano ai giovani” sono alcuni fra i partecipanti a “Strike!”, il contest che la Provincia autonoma di Trento organizza fin dal 2016 per premiare le storie personali e di gruppo di giovani under 35.

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Sul palco di Generazioni, introdotti dalla giornalista Francesca Re, saliranno: Davide Zambelli, giovane solandro appassionato di cucina, già vincitore nel 2017 de “La Prova del Cuoco” e ora food blogger; Sergio Zanella, creatore con un gruppo di coetanei del Museo dell’ape di Croviana, in Val di Sole, che racconta l’importanza della biodiversità e il lavoro che le api svolgono per l’ecosistema; Michele Oppioli e Chiara Pellegrini dell’E-Agle Trento Racing Team, la scuderia di Formula SAE dell’Università di Trento.

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Alle 21.00, sempre al teatro del polo scolastico di Borgo Valsugana, il protagonista della rassegna Generazioni è invece Alessandro (Sandro) Campagna, mito vivente della pallanuoto italiana, dal 2008 coach della nazionale maschile.

Quello di Campagna è un palmarès da brividi, con un oro europeo a Sheffield nel ‘93, uno mondiale a Roma nel ‘94 e uno olimpico a Barcellona nel ’92. Terminata la carriera da giocatore, per Campagna se ne apre una nuova e ancor più gloriosa come allenatore. Nel 2008 conquista la panchina del Settebello, la più prestigiosa nella pallanuoto italiana.

Con la sua guida arrivano due argenti e due bronzi europei e olimpici e due titoli mondiali a distanza di otto anni, il primo nel 2011 a Shanghai e il secondo pochi mesi fa a Gwangju (Corea del Sud).

Moderato dalla giornalista Emanuela Macrì, (foto) Campagna parlerà dell’importanza di fare squadra nello sport così come nella vita.

Racconterà come la fiducia sia l’ingrediente alla base di ogni successo e come il vero talento possa emergere anche nei contesti più difficili. Un insegnamento del mondo sportivo che può essere applicato anche per la vita e la crescita delle comunità locali.

La partecipazione a tutti gli appuntamenti è libera e gratuita. È consigliata la prenotazione del posto per l’evento serale scrivendo a info@generazioni.online. Saranno presenti all’evento lo stand de La Piccola Libreria e gli artisti dello Studio d’Arte Andromeda di Trento.

La rassegna Generazioni è organizzata dalle cooperative sociali Young Inside e Inside con il sostegno delle Province autonome di Trento e Bolzano e dalla Regione Trentino – Alto Adige.

Tutti gli appuntamenti della rassegna “Generazioni” sono progettati con la collaborazione delle istituzioni e delle realtà che operano nei territori coinvolti. L’attività della mattina di venerdì è organizzata con la collaborazione dell’Istituto Alcide Degasperi e del Centro per la Formazione Professionale Enaip mentre l’intera giornata è patrocinata dal Comune di Borgo Valsugana e dalla Comunità Valsugana e Tesino.

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Valsugana e Primiero

Riccardo Sorarù nascose l’incidente sul lavoro in cui morì Vitali Mardari. La Procura chiede il rinvio a giudizio

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Nelle foto Vitali Mardari, la vittima

Il 19 novembre di un anno fa Vitali Mardari, 28 enne boscaiolo moldavo, era stato trovato morto sul posto di lavoro nei boschi di Primiero dopo il distacco di una teleferica.

Il boscaiolo viveva in provincia di Belluno, fra Santa Giustina e Ponte nelle Alpi, ma stava lavorando in val delle Moneghe.

Era stato un uomo della zona che dopo aver notato il suo cadavere aveva dato l’allarme.

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La sua morte, sospetta fin dall’inizio, creò un grave sgomento fra tutta la comunità trentina.

In un primo momento si era pensato che il giovane moldavo, travolto dai tronchi si fosse trascinato in cerca di aiuto.

Poi le indagini fecero emergere che il titolare di un’azienda boschiva bellunese aveva ingaggiato “in nero” il giovane Moldavo che stava lavorando unitamente ad altri colleghi in un cantiere boschivo di Sagron  Mis.

Proprio per questo dopo il gravissimo incidente Riccardo Sorarù il titolare dell’azienda insieme ad altri suoi colleghi presenti nel cantiere senza nemmeno verificare le condizioni dell’infortunato, aveva deciso di caricare il corpo sull’autovettura dello stesso malcapitato e, coadiuvato da una seconda persona, lo aveva trasportato ad una distanza di 600 metri.

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Poi il titolare aveva chiamato i soccorsi dicendo di aver trovato il corpo di uno sconosciuto.

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I militari però fin da subito avevano ravvisato una  situazione incongruente rispetto alle testimonianze raccolte a caldo, prima tra tutti l’incompatibilità delle evidenti lesioni riportate dal malcapitato rispetto all’ambiente in cui è stato rinvenuto il corpo esanime.

In quella specifica area infatti, non risultavano presenti nè piante tagliate, né rami o sassi che potevano aver colpito il ragazzo cagionando quel genere di lesioni.

Sulla scorta di tali evidenze gli inquirenti, attraverso l’escussione di testimoni incrociata a una serie di acquisizioni di natura tecnica, avevano provato come l’infortunio mortale si era verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma ipotizzando perciò che sia stato trasportato in quel punto per deviare gli accertamenti delle Forze dell’ordine.

A parziale chiusura, la Stazione Carabinieri di Primiero S.M.C. aveva deferito l’imprenditore boschivo per i reati di Omicidio Colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di Frode Processuale.

Ora per  Riccardo Sorarù la Procura di Trento ha chiesto il rinvio a giudizio.

Sarà il giudice per l’udienza preliminare a decidere se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio.

Se fossero state rispettate tutte le norme di sicurezza, la sua morte si poteva evitare.

Il primo luogo la braca metallica è stata caricata eccessivamente (otto volte superiore rispetto alla resistenza massima) e in secondo luogo il boscaiolo non aveva un casco protettivo né delle scarpe da lavoro.

Vitali Mardari era partito da Chisinau, la capitale della Moldavia, quattro anni fa ed era arrivato insieme alla sorella a Santa Giustina, in provincia di Belluno.

Dopo aver lavorato in una lavanderia a Longarone ed essere rimasto disoccupato aveva cercato di arrangiarsi come boscaiolo.

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