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Trento

Il Trentino guarda con interesse alla Russia

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L’economia russa è certamente alla portata del made in Italy e quanto detto ieri, in occasione del quinto Seminario italo-russo presso il Castello del Buonconsiglio (il terzo evento a Trento fino ad ora, quarto in Regione), ne è la dimostrazione.

Tuttavia, per cogliere a pieno questa opportunità è necessario andare oltre il “prodotto” e proseguire sulla strada del dialogo, intensificando le relazioni economiche bilaterali verso un nuovo modello di cooperazione.

Oggi la Russia sta investendo su innovazione e tecnologia, due direttrici su cui il know how italiano può inserirsi con successo.

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“Il Trentino può giocare le sue carte vincenti nel turismo e nell’agroalimentare” – ha detto l’Assessore Achille Spinelli.

Le relazioni tra l’Italia e la Russia, e tra il Trentino e il più grande paese eurasiatico, sono stati al centro di un prezioso momento di incontro questa mattina presso il Castello del Buonconsiglio.

All’ordine del giorno i rapporti economici e finanziari tra Italia e Russia con focus su innovazioni tecnologiche, infrastrutture, partnership strategica e cooperazione nel campo del turismo e dell’agroalimentare.

L’evento è stato promosso da Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Spief (St. Petersburg International Economic Forum), Provincia autonoma di Trento, Confindustria Trento e Trentino Sviluppo, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

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In apertura di lavori Achille Spinelli – Assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – ha sottolineato che “Se quello della Federazione Russa è uno dei mercati di maggiore rilevanza ed interesse dell’economia mondiale, il Trentino non si farà certo cogliere impreparato se pensiamo a due dei settori economici “più forti”: turismo e agrifood.. Già da tempo, infatti, il nostro territorio si sta sempre più orientando verso l’apertura internazionale della propria offerta economica e turistica, anche per bilanciare l’andamento della domanda interna”.

Da un punto di vista commerciale, nell’ultimo anno tra Russia e Trentino è cresciuto l’interscambio seppur a fronte di un calo dell’export regionale. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Conoscere Eurasia nel corso del seminario odierno, l’interscambio tra la regione e Mosca supera i 62 milioni di euro, in aumento del 8,7 % rispetto allo stesso periodo del 2018.

Un risultato positivo dovuto all’impennata delle importazioni che sono complessivamente raddoppiate nel semestre considerato con quasi 21 milioni di euro.

In diminuzione, invece, l’export per tutta la regione. Infatti, se Bolzano si ferma a quota 20,8 milioni di euro, le esportazioni trentine si fermano a 20,5 milioni di euro, entrambi in calo, seppur con percentuali differenti (-5% per Bolzano, – 18,6 % per Trento, complessivo in Regione 41,3 milioni di euro – 12,2%). Sul fronte turismo l’ultimo anno ha visto 36.000 turisti russi in Trentino nel 2018 e 120 mila presenze.

Ed in attesa di un cambiamento della politica internazionale dopo le dichiarazioni di apertura del recente G7 a Biarritz, la Russia continua ad essere non solo un Paese strategico ma anche un mercato decisivo di sbocco verso la grande Eurasia e la Cina. In questo la diplomazia del business ha un ruolo di primissimo piano.

“Anche se i dati nell’ultimo anno e mezzo hanno un trend negativo – ha proseguito l’Assessore Spinelli i rapporti fra Trentino e Russia sono molto buoni e ne è prova la presenza degli operatori trentini in tutte le principali regioni russe e le numerose azioni che le nostre imprese compiono per aumentare l’interscambio, supportate. Un’apertura in chiave internazionale per l’offerta economica e turistica è ormai evidente, così come la presenza in importanti cluster europei ed internazionali di Trentino Sviluppo sul fronte tecnologico e dello sport. Tutto ciò permette di superare le difficoltà che vedevamo fino a poco tempo fa. Con questi buoni auspici, la provincia di Trento è pronta a sostenere ogni progetto e iniziativa che vada in questa direzione”.

Anche per questo motivo, negli ultimi anni, Trentino Sviluppo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, ha attivato missioni commerciali in Russia, attivando svariati incontri tra gli operatori economici russi e le imprese trentine, per vagliare le possibilità di dare avvio a nuove partnership in svariati settori, come agrifood e le filiere della meccatronica, cosmesi e design industriale, sistema casa.

Con riferimento all’interscambio Trentino – Russia 2018 riferito al comparto agrifood risulta evidente – ultimi dati ISTAT – che il dato più significativo è quello riguarda le bevande con un export di 2.180.000 di euro, pur considerando la parte “forte” che riguarda l’export di macchinari, seguito dalla produzione di “pasta” per la carta (cartiere). In fatto di import la prima voce riguarda il legname.

Sono seguiti poi i discorsi diSergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia che ha parlato di “concretezza di fatti” e di come anche questo appuntamento rientra nelle azioni portate avanti dalla diplomazia con la chiara intenzione di intensificare i rapporti bilaterali con l’Italia in maniera sostenibile. Dopo i saluti di Antonio Fallico, Presidente di Banca Intesa Russia e Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, sono iniziate le due sessioni di lavoro in agenda.

La prima con taglio più strettamente economico legato ai rapporti commerciali, ha visto la partecipazione di Lorenzo Delladio, nella doppia veste di Vicepresidente Confindustria Trento con delega all’internazionalizzazione e imprenditore che ha avuto esperienze nel mercato russo, che ha confermato l’attuale apertura delle relazioni commerciali in Russia un difficile momento degli ultimi anni, causato anche dal complicato scenario geopolitico. Igor Karaveav, Presidente Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa della Repubblica italiana, Remo Tarolli, Partner Studio legale Tarolli, Oleg Dzhus, Membro del Management Board, Responsabile Tesoreria Banca Intesa Russia e di Vincenzo Trani, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa.

Nella seconda sessione, invece, spazio ai risvolti ed alle prospettive di cooperazione tra Italia e Russia, che in ottica futura andranno sviluppate soprattutto con riferimento al comparto turistico e agroalimentare.

Ne hanno parlato a tal proposito Maurizio Rossini, Amministratore Unico Trentino Marketing, Andrey Iakovlev, Direttore Generale Globus Gourmet, Alberto Lusini, Direttore Export di Ferrari-F.lli Lunelli SpA, Ekarina Belova, Direttrice Agenzia di viaggio “Tris…”

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Trento

La Giunta provinciale ieri all’inaugurazione di «A come…Legno»

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Dal bosco al prodotto finito: tutta la filiera del legno è presente ad “A come…Legno”, grande manifestazione organizzata dall’Associazione artigiani inaugurata ieri a Trento Sud, in via San Vincenzo, alla presenza della Giunta provinciale, guidata dal suo presidente Maurizio Fugatti; questo a quasi un anno dalla tempesta Vaia, che ha causato ingenti danni al patrimonio boschivo e non solo per un totale stimato di 350 milioni di euro (di cui 230 circa coperto dallo Stato in un triennio e 15 milioni da parte dell’UE).

Il Trentino incontra dunque fino a domenica il comparto del legno in tutte le sue articolazioni, con un’attenzione particolare alle aziende del settore e ai giovani, presenti in forze sia come visitatori sia con gli istituti scolastici.

“L’obiettivo – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Marco Segatta, che ha ringraziato la Giunta per la sua vicinanza al mondo del lavoro e dell’artigianato – è mettere in evidenza come il ‘saper fare’ può dare molte soddisfazioni, sia sul piano creativo che su quello della giusta remunerazione. Nell’ambito della Fiera è stato indetto anche un concorso sul tema l’arredo urbano, per mettere in luce le eccellenze del design”.

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Il presidente Fugatti, intervenuto anche alla tavola rotonda che ha seguito il tradizionale taglio del nastro, assieme agli assessori Giulia Zanotelli e Roberto Failoni, si è soffermato sulle strategie poste in essere dall’amministrazione provinciale, assieme a tutti gli attori territoriali del settore, dopo l’eccezionale maltempo dell’ottobre 2018.

“Un evento così non era mai accaduto, quindi anche le previsioni che facevamo per il futuro erano nuove. Abbiamo sospeso molti finanziamenti previsti per altri settori in modo tale da disporre delle risorse da destinare ai danni provocati da Vaia, e abbiamo istituito un’unità di missione ad hoc in seno alla Provincia. Il Trentino alla fine è riuscito a far fronte all’emergenza, grazie anche al mondo dell’economia che ha dato le giuste risposte. Questa fiera è importante però anche per lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni: fare l’artigiano è un valore, e rappresenta una garanzia per la sostenibilità futura del loro percorso personale e familiare”.

70.000 m2 di area totale, di cui 6.000 coperti, in una tensostruttura messa a disposizione dalla Provincia, ospitano in questi giorni a Trento Sud, “A come…Legno”, evento a ingresso gratuito che raccoglie l’eredità della Triennale del legno (ultima edizione nel 2014), arricchendola e rinnovandola.

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Il legno viene trattato in tutte le sue sfaccettature, in un percorso che parte dal seme e dal bosco, passa per le segherie e le falegnamerie per arrivare alle realizzazioni di design, agli interni, alla musica (liutai e pianoforti). Spazio anche alle istituzioni e agli enti di ricerca che lavorano in quest’ambito, al concorso focalizzato sull’arredo urbano, al wood forum, spazio destinato ad incontri tematici e dibattiti, ed ancora, i laboratori dedicati ai più piccoli, le scuole professionali, gli stand di Arca, Vaia, Servizio foreste e fauna e quant’altro.

Ad inaugurare la manifestazione, stamani, assieme ai vertici dell’Associazione Artigiani e alla Giunta provinciale, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i rappresentanti della Camera di Commercio, che a palazzo Roccabruna ha organizzato una mostra dedicata a Vaia, le aziende del settore con i loro spazi espositivi. Nella tavola rotonda seguita all’inaugurazione c’è stato modo di sviluppare anche considerazioni più generali sull’impatto che la tempesta di un anno fa ha avuto negli altri settori legati al patrimonio boschivo, a partire dal turismo.

“Vi erano delle fondate preoccupazioni – ha riconosciuto l’assessore Failoni –  soprattutto per la stagione estiva, ma grazie ad una comunicazione efficace i problemi sono stati assorbiti. Nessuno ha disdetto la vacanza in Trentino a causa di Vaia e nessuno si è lamentato per ciò che ha trovato. Rimane però ancora molto lavoro da fare”.

Ad esempio nei settori della sicurezza e del ripristino forestale.

“Nel Piano d’azione che abbiamo adottato – ha detto l’assessore all’agricoltura e foreste Zanotelli – oltre agli interventi di sistemazione e realizzazione di strade forestali e piazzali, si è posto l’accento sul tema della sicurezza. Proprio per questo, grazie alla collaborazione tra APROFOD, UOPSAL e Associazione Artigiani sono stati attivati 22 corsi di formazione per le imprese, coinvolgendo 316 operatori professionali”.

L’Assessore Zanotelli ha anche sottolineato la necessità di proseguire nell’investimento culturale affinché cresca la consapevolezza rispetto al rischio residuo con il quale è chiamato a convivere chi vive in un territorio di montagna e che richiede un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli. Tale riflessione si lega anche alla presentazione  delle Carte della pericolosità e della Carta di sintesi della pericolosità, che dovranno guidare l’operato delle amministrazioni pubbliche. La partita urbanistica in futuro sarà determinante.

 C’è poi l’impatto diretto sulle economie di settore Nel campo della trasformazione, dell’arredo (che rappresenta circa il 56-58% delle imprese totali del settore), non si è sentito particolarmente. E’ stato invece molto importante, e continuerà ad esserlo nei prossimi anni, sulle imprese boschive. Dopo la tempesta 4 milioni di metri cubi di alberi risultavano abbattuti. Si presentava quindi la necessità di liberare in un lasso di tempo ragionevole – comunque pluriennale – il territorio dagli schianti.

Nell’immediato le imprese hanno conosciuto quindi un surplus di lavoro e un aumento del fatturato. In futuro, però, ci si deve aspettare il contrario, soprattutto in alcuni territori, come il Primiero e la val di Fiemme, dove un quarto delle aziende artigiane appartengono alla filiera del legno. Anche su questo bisognerà dunque vigilare, con tutti gli strumenti a disposizione.

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Trento

Accesso all’Alta Formazione 2020/2021 ai diplomati con il quarto anno della formazione professionale

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I giovani e gli adulti con diploma del quarto anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) potranno accedere all’Alta Formazione Professionale per il prossimo anno, grazie ad una prima attuazione delle modalità di ammissione, legate alla modifica dell’articolo 67 della legge sulla scuola avvenuta in sede di assestamento di bilancio.

L’Alta Formazione professionale è un percorso di formazione tecnica superiore, non accademica ma di alta specializzazione, che forma figure professionali con preparazione in ambiti specifici, considerati prioritari per lo sviluppo economico e la competitività del Trentino.

Sono molti gli ambiti che riguardano questo titolo di studio, come ad esempio energia e ambiente, edilizia sostenibile, manifattura digitale e interattiva o automazione per i sistemi meccatronici. Esistono anche percorsi per formare tecnici competenti nei servizi della filiera turistica e ricettiva o nella gestione dei centri benessere.

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Il provvedimento, proposto dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, individua i diplomi professionali interessati ai vari percorsi e definisce quelli che risultano correlabili agli standard previsti dalle specializzazioni dell’IFTS nell’ordinamento nazionale.

Gli stessi standard rimangono il riferimento per la definizione delle competenze comuni di comunicazione in italiano e in lingua inglese e di matematica, declinati in abilità e conoscenze, che costituiscono gli esiti del percorso di formazione per il potenziamento delle competenze comuni, obbligatorio per i diplomati dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Con la decisione assunta ieri, è prevista la possibilità di ammettere con riserva i diplomati dell’IeFP alla valutazione in ingresso dei percorsi di Alta Formazione ancora in corso, mentre ne viene subordinata l’iscrizione e la frequenza all’accertamento positivo delle abilità e conoscenze, previste a conclusione del percorso di formazione per il potenziamento delle competenze comuni, ai candidati che risultino idonei.

La certificazione del livello B1 di inglese esonera il candidato che risulti idoneo ed ammesso al percorso di Alta Formazione, dal sostenere la prova di lingua inglese. I compiti di supporto tecnico e progettuale sia per la realizzazione del percorso di formazione per il potenziamento delle competenze comuni, sia per la predisposizione delle prove che accerta il raggiungimento degli standard previsti in esito al percorso sono affidati all’Iprase.

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I soggetti attuatori dell’Alta Formazione realizzeranno il percorso per potenziamento delle competenze comuni, anche in forma associata, nel periodo che intercorre fra la valutazione d’ingresso e la metà dicembre, così da permettere la verifica conclusiva sulle abilità e conoscenze raggiunte prima dell’avvio dell’Alta formazione Professionale.

Una commissione nominata dal soggetto attuatore, composta da docenti che hanno realizzato il percorso e da un presidente individuato dalla Provincia autonoma di Trento accerterà il livello delle competenze raggiunte da parte dei candidati, il cui esito positivo costituisce requisito necessario per l’accesso all’Alta Formazione Professionale.

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Trento

Orti didattici nelle scuole dell’infanzia, oltre 81 mila euro di finanziamento per i progetti

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Anche i più piccoli possono contribuire a prendersi cura dell’ambiente e imparare ad essere soggetti attivi di un benessere condiviso, attraverso il progetto degli orti didattici: con un provvedimento approvato oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’istruzione Mirco Bisesti, vengono approvati i criteri per il nuovo bando triennale che coinvolge le scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate.

L’iniziativa vuole promuovere un’educazione ambientale, alimentare e al biologico a tutto tondo, ricordando che prendersi cura di un terreno o di un’area verde significa prendersi cura della propria comunità.

L’importo massimo del contributo ammonta a 1.200 euro per ogni scuola, per un totale che raggiunge 81.600 euro di finanziamento complessivo.

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I progetti devono prevedere la sperimentazione di una tecnica di agricoltura sostenibile come il risparmio idrico, il riciclo dei rifiuti e le tecniche di compostaggio, la salvaguardia della fertilità del suolo senza ricorrere a prodotti chimici.

Gli orti didattici sono aree verdi all’interno dei plessi scolastici che possono essere recuperate, o appezzamenti di terreno utilizzati dalle scuole in forma gratuita di proprietà di enti pubblici, privati o imprese agricole, con cui possono essere realizzate forme di collaborazione.

Nascono per diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura e per sensibilizzare gli alunni sui temi del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

Inoltre, contribuiscono a formare negli alunni la consapevolezza su un’alimentazione sana ed equilibrata e promuovono la biodiversità, attraverso modalità di apprendimento incentrate sulla pratica. Dal punto di vista didattico ed educativo l’intento è quello di sviluppare la dimensione del fare in concreto e il recupero di attività che nel tempo si sono perse, o che comunque non appartengono più alla generalità della popolazione.

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Le scuole dovranno presentare i progetti entro il 4 novembre prossimo, facendo pervenire tramite PEC la domanda di contributo, redatta sul modulo predisposto dall’Unità di missione semplice Scuola e servizi infanzia e reperibile su www.modulistica.provincia.tn.it

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