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Trento

Caso Mohammed El Barji: le precisazioni del comune che s’inventa il «solito» caso di razzismo

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In merito all‘articolo scritto ieri sul nostro quotidiano inerente alle lamentele di alcuni cittadini sull’operato dell’agente della polizia municipale Mohammed El Barji il comune di Trento replica precisando in una nota alcune cose.

Nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Sindaco di Trento vengono però prese “lucciole per lanterne” e non vengono per nulla prese in considerazione le vere tematiche riportate dai cittadini.

La nota del Sindaco infatti è infarcita di molte inesattezze, l’impressione è che chi ha scritto il comunicato non abbia nemmeno letto l’articolo. 

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Nell’articolo infatti l’origine dell’agente di polizia municipale viene riportata una sola volta all’inizio.

Totalmente sbagliato e strumentale quindi da parte del comune scrivere «della sottolineatura ostentata del colore, della nazionalità e dell’origine come se colore, nazionalità e origine rappresentassero una colpa in sé». Come tutti possono leggere nell’articolo la nazionalità è stata citata una sola volta.

Come ben ampiamente spiegato nell’articolo i cittadini hanno denunciato i modi e non il metodo.

Un uomo delle forze dell’ordine può essere intransigente, pignolo e pure antipatico, come invece pieno di buon senso e simpatico. Questa è una sua libera scelta.

I cittadini che hanno denunciato la cosa hanno sottolineato i comportamenti dell’agente e non le eventuali sanzioni.

E per rispondere al Sindaco: «Non è che perché un agente ha superato con merito il concorso ed è preparato si può permettere di bestemmiare ed avere comportamenti arroganti con chi vuole».

Ed inoltre va precisato che non si tratta di 3 sole e-mail come viene scritto nella nota, ma anche di altre segnalazioni.

Che al nostro giornale non interessi la nazionalità, il colore della pelle o quant’altro è dimostrato anche da due precedenti articoli scritti “criticando” le forze dell’ordine.

Il primo che aveva riguardato l’agente della municipale che se ne andava a fare la spesa durante le ore di lavoro non rispondendo nemmeno alle chiamate di allerta da parte dei colleghi (qui ampio articolo) e l’altro, clamoroso, di un militare che durante la malattia se ne andava in giro per l’Italia a correre le maratone.

In questo caso entrambi i soggetti erano bianchi, italiani e pure trentinissimi. Quindi respingiamo al mittente le subdole accuse di razzismo da parte del Sindaco Andreatta.

Ma ci chiediamo però: come mai nel precedente caso riguardante il collega della municipale trentino il Sindaco non ha scritto nulla a riguardo e in questo caso a tempo di record sono arrivate le precisazioni e le accuse infondate?

Ebbene, tutti i cittadini hanno diritto ad avere voce se ritengono si aver subito degli abusi. Non importa se siano, 1, 10, 100 o mille. Il nostro giornale ha dato voce a delle lamentele certificate e registrate. 

Onestamente appare ironica la chiusura della nota del sindaco dove dice: «L’Amministrazione comunale respinge qualsiasi attacco strumentale che propagandi pregiudizi e intolleranza ».

Come dire, il Trentino e l’Italiano sono criticabili quanto vogliamo, mentre invece lo straniero a priori non va mai criticato perché se no è intolleranza.

Caro Sindaco nella sua nota emerge come nel nome dei diritti civili vengano penalizzati gli italiani. È un razzismo alla rovescia.

Siamo invece felici che le segnalazioni dei cittadini siano in corso di verifica. Ci risulta infatti che il Sindaco risponda raramente alle e-mail e alle lettere dei contribuenti trentini. Ed è misterioso che cominci a farlo dopo l’uscita dell’articolo su un giornale.

Ma la cosa che amareggia ancora di più è che prima ancora di fare delle verifiche a priori dia dei bugiardi ai cittadini. 

È altresì ancora più strumentale che nella nota del sindaco si usi il 90% dello spazio per gridare «al razzismo, al razzismo» che nell’articolo non esiste proprio e invece mezza riga per dire che le segnalazioni saranno verificate. Come sempre ai posteri e ai lettori l’ardua sentenza.

Come sempre ci coprono le magagne inventandosi casi di razzismo che non esistono. E purtroppo nel fare questo una parte politica è maestra ed insegna.

IL COMUNICATO DEL COMUNE – In merito all’articolo dedicato oggi da un quotidiano on line a Mohammed El Barji, agente della polizia locale del Comune di Trento, si precisa che i superiori dell’agente in questione non hanno mai ravvisato alcunché di scorretto nel suo comportamento. L’agente, che ha superato con merito un concorso, si è sempre contraddistinto per preparazione e professionalità. Il riferimento da parte del sito on line alle origini marocchine dell’agente è del tutto inappropriato e fuori luogo per un Comune che nella sua “Carta dei valori” si professa “luogo d’incontro e della convivenza” e che ripudia ogni tipo di discriminazione. Le tre mail di protesta di cui racconta l’articolo, arrivate all’Amministrazione comunale nel giro di pochi giorni e riferite, a quanto pare, a un unico episodio, sono in corso di verifica. Certo è che la loro attendibilità è compromessa dalla sottolineatura ostentata del “colore”, della “nazionalità” e dell’ “origine” dell’agente, come se colore, nazionalità e origine rappresentassero una colpa in sé. L’Amministrazione comunale respinge qualsiasi attacco strumentale che propagandi pregiudizi e intolleranza .

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