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Trento

Malumori e lamentele a Trento per il vigile Mohammed El Barji

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foto Corriere della Sera

A Trento arriverà a breve il nuovo vice comandante della Polizia Locale sul quale ci sono grandi aspettative per il futuro.

Una revisione del Regolamento del Corpo, meritocrazia nei concorsi interni ed un aggiornamento al momento storico attuale delle mansioni degli agenti.

Questi i principali obiettivi che l’amministrazione intente raggiungere.

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Dopo aver assunto un vigile quarantenne di origini marocchine naturalizzato italiano forse per dare un immagine di città aperta e multietnica (con grande stupore e festeggiamenti in primis della stampa locale) la cittadinanza si aspetta grandi riforme e modifiche strutturali oltre l’immagine.

Stanno arrivando però molte segnalazioni alla redazione di basso gradimento verso il lavoro di Mohammed El Barji. 

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Segnalazioni che si sono con il tempo trasformate in vere proteste con tanto di raccomandate pec inviate al comandante della polizia municipale Giacomoni. (sotto ne abbiamo riportate alcune)

Facciamo subito una premessa. Il corpo della polizia municipale del capoluogo a detta di tutti è uno dei migliori d’Italia.

I cosi detti vigili urbani,  che sono a tutti gli effetti un corpo di Polizia, sono investiti di una serie di attribuzioni e di compiti istituzionali di notevole estensione e di fondamentale importanza.

Le attività previste sono: di prevenzione, di repressione e di accertamento (esecutivo, amministrativo o tecnico).

I “vigili urbani” svolgono funzioni molto importanti e diversificate. Anche se, spesso, non sono considerati alla stregua delle altre forze di polizia, i “caschi bianchi” hanno le stesse funzioni di queste ultime.

Anzi, in alcune materie hanno praticamente una competenza esclusiva e di fatto sono la forza più presente in assoluto nel capoluogo trentino. Un forza, quella della Polizia Municipale, che con la crescente criminalità sta assumendo un ruolo fondamentale e strategico per la nostra città.

Detto questo torniamo al comportamento di Mohammed El Barji. 

I cittadini, dicevamo, non sono propriamente entusiasti dell’ atteggiamento del vigile in questione che riferiscono essere autoritario, arrogante e poco tollerante nei confronti in particolare dei commercianti ed esercenti trentini.

Ma anche fra le fila dei colleghi della polizia municipale sembra che il disagio serpeggi per via di questi atteggiamenti che potrebbero creare una generalizzazione che sarebbe sbagliata. 

A cadere nella rete della sua maleducazione sono state anche delle mamme che si sono lamentate della sua intransigenza che in un caso ha spaventato anche i figli piccoli presenti nella macchina.

Testimonianze parlano anche di un linguaggio scurrile che il vigile è solito usare farcito anche con qualche bestemmia.

Questa anomalia ha attirato anche l’attenzione del consiglio comunale di Trento dove nel merito nei prossimi giorni sarà presentata un’interrogazione al Sindaco Andreatta. 

Il vizio di bestemmiare sarebbe stato confermato anche dalla sua ex caserma di Lecco che abbiamo contattato telefonicamente.

Sull’operato di Mohammed El Barji nel corpo dei vigili urbani di Lecco nessun cittadino si è però mai lamentato. «Con lui difficilmente si poteva mediare, aveva il suo bel caratterino – spiegano dalla caserma –  le uniche segnalazioni sono arrivate dai suoi colleghi che hanno riferito il suo continuo bestemmiare» 

In un caso, un professionista ha depositato una denuncia contro lo stesso vigile.

In un altro caso invece è stato lo stesso Mohammed El Barji a denunciare un cittadino che dopo una multa a suo dire ingiusta aveva forse esagerato. In entrambi i casi l’indagine va avanti e si vedrà se sarà archiviata o andrà a giudizio.

Il punto non è la severità che può anche starci perché le regole vanno rispettate da tutti, ma sull’atteggiamento che tutti definiscono arrogante e presuntuoso. «Il vigile parla per metà dialetto e l’altra metà un italiano che per me è stato incomprensibile e condisce le sue frasi con frequenti bestemmie». – spiega uno dei sanzionati.

In un caso pur di sanzionare un motociclista che stava parcheggiando si è nascosto in un vicolo sbucando fuori all’improvviso rischiando di far volare per terra il povero centauro che stava scendendo dal suo mezzo.

«Nel mio caso  – racconta un altro automobilista – ha tentato di multarmi nonostante il suo collega di pattuglia continuasse a dirgli di lasciar perdere perché avevo ragione»

L’ultimo episodio è successo pochi giorni fa in via dei Mille.

Una mamma con due bambini piccoli a bordo, in mancanza di parcheggi liberi, ha lasciato il mezzo sul marciapiede solo il tempo di scaricare la spesa per il bar del marito. L’inflessibile vigile ha aggredito verbalmente la signora ed è successo un pandemonio.

Sia chiaro. Tutti devono rispettare le regole, ma chi le deve far rispettare dovrebbe essere carico di buon senso, educazione, e dovrebbe dare come minimo il buon esempio civico. 

I cittadini che ci hanno scritto, solo in parte contestano le multe ricevute. Tutti invece sottolineano il metodo e le modalità con cui vengono date.

La redazione ha provato a contattare la segreteria del comandante Giacomoni che però non ha rilasciato nessuna dichiarazione.

Nato in Marocco 42 anni fa, Mohammed El Barji a 15 si è trasferito con la famiglia a Trento.

Nel marzo del 2018 ha prestato servizio presso il comando della polizia locale di Lecco.

Dopo alcuni mesi grazie alla vittoria in un concorso è tornato nuovamente a Trento dove aveva fatto parte di una squadra antidegrado.

Tra le frecce al suo arco annovera la conoscenza di arabo e francese, oltre all’italiano.

In Trentino ha frequentato le superiori iscrivendosi poi all’università, ma per aiutare la famiglia ha lavorato anche per una ditta di autotrasporti.

 

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