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Spettacolo

«Sanctuary»: la serie tv girata in Trentino sarà trasmessa in sei Paesi

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E’ una storia ricca di colpi di scena quella di “Sanctuary“: la serie tv che fra i protagonisti vede l’attore statunitense Matthew Modine, l’indimenticabile soldato Joker di “Full Metal Jacket”, insieme alla giovane attrice svedese Josefin Asplund. (nella foto del titolo il trailer della serie Tv)

Si tratta di un thriller psicologico che affronta le tematiche della sopravvivenza, dell’identità, della fiducia e del tradimento, girato in Trentino lo scorso autunno fra la Val di Fassa, la Valsugana e la Valle dell’Adige, grazie al sostegno di Trentino Film Commission e di Trentino Marketing.

Diretto da Oskar Thor Axelsson ed Enrico Maria Artale è prodotto da Yellow Bird eTV4 (Svezia) e distribuita in Europa da StudioCanal.

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La produzione ha inoltre aderito al Protocollo T-Green Film, della Film Commission, per le buone pratiche di sostenibilità ambientale.

La serie è già stata venduta in Portogallo, Spagna, Islanda, Russia e Polonia, andrà in onda in Svezia a settembre e sono già in corso alcuni contatti per una possibile uscita italiana.

Segnata da una perdita e desiderosa di riallacciare i contatti con l’unica persona che le è rimasta in famiglia, Helena Brant fa visita alla sorella gemella, la ribelle Siri, all’interno del Sanctuary – una bellissima clinica che si trova in prossimità di un villaggio sperduto tra le valli alpine.

Hel non è a conoscenza del fatto che il Sanctuary in realtà è una facoltosa struttura di ricerca nella quale si sperimentano cure per pericolosi psicopatici.

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Hel è anche inconsapevole che proprio Siri è una delle pazienti più pericolose, e non sa di essere entrata in un luogo dal quale potrebbe non uscire mai più.

Genere: Serie TV, Thriller
Regia: Oskar Thor Axelsson, Enrico Maria Artale
Cast: Matthew Modine, Josefin Asplund, Lorenzo Richelmy, Philip Arditti, Barbara Marten, Felix Garcia Guyer
Paese di produzione: Svezia
Anno: 2019
Produzione: Yellow Bird eTV4 (Svezia)
Distribuzione in Europa: StudioCanal

I luoghi in Trentino:

  • Himmelstal, il sanatorio, è il Grand Hotel Imperial di Levico Terme
  • La vallata inaccessibile in cui è immersa la clinica Himmelstal è Val San Nicolò, in Val di Fassa
  • La funivia che porta a Himmelstal è la funivia del Monte di Mezzocorona
  • Il Villaggio situato nel Sanatorio si trova tra Malga Peniola, in località Peniola, e la località Pian, a Campitello di Fassa
  • Il lago di montagna nella vallata di Himmestal è il Lago di San Pellegrino
  • Lo chalet di Siri è stato ricostruito presso Pian dei Schiavaneis a Canazei, in Val di Fassa

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Spettacolo

Giovedì al Teatro Sociale «una notte sbagliata»: il tentativo di sconfiggere la solitudine

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Giovedì 5 dicembre alle 8 e 30, al teatro Sociale di Trento, giungerà in Trentino il monologo Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, prodotto da Marche Teatro.

Un pensionato con un passato di disagio psichico (Tano) che sta portando a spasso il cane di sera si trova ad essere il capro espiatorio di una retata risoltasi in un pugno di mosche.

Baliani propone una riflessione sulla violenza e le sue cause, passando all’occorrenza dal personaggio di Tano ai poliziotti al narratore, a sé stesso.

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Parimenti si sollevano punti sulla solitudine e su come può capitare di giustificare la propria funzione nel mondo cercando un esito purchessia, senza guardare per il sottile. Il caso Cucchi docet.

“Già nel precedente spettacolo, Trincea, avevo sperimentato una condizione attorale simile. Qui la ricerca è proseguita, specie nella costruzione del linguaggio, fino a uscire dal contesto narrativo centrale e aprire il flusso delle parole ad altri scenari, in un “arazzo psichico” che sposta di continuo il focus della vicenda, costringendo lo spettatore non solo a viverla emotivamente ma a farsene carico anche ragionandoci sopra.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria biografica come parte dell’evento di cui si parla.

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Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta.

I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.

Corpi “stranieri”, da cui guardarsi, che con la loro sola presenza incrinano la falsa luminosità del quotidiano, corpi da cacciare via, da odiare, di cui si può dunque abusare.

Questa deriva mi spaventa molto, mi inquieta, e il teatro è l’unico modo che conosco per condividere questa mia inquietudine con la comunità degli spettatori e sentirmi così meno solo e meno impaurito”.

di e con Marco Baliani

regia Maria Maglietta

scene, luci, video Lucio Diana

paesaggi sonori Mirto Baliani

costumi Stefania Cempini

disegni Marco Baliani

produzione Marche Teatro

direttore di produzione Marta Morico

organizzazione e distribuzione Alessandro Gaggiotti

distribuzione Ilenia Carrone

assistente di produzione Claudia Meloncelli

direzione tecnica allestimento Mauro Marasà e Roberto Bivona

allestimento tecnico Jacopo Pace

direttore di scena Cosimo Maggini

fonico Federico Occhiodoro

comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo

grafica esecutiva Fabio Leone

foto di scena Marco Parollo

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Spettacolo

«Ma tu mi vuoi bene…?» Sabato a Rovereto il casting del film di Piermaria Cecchini

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Sabato 30 novembre dalle 15.00 alle 18.30 e domenica 1 dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 presso la sala riunioni dell’Agenzia Sport Vallagarina in via Matteo del Ben 5/B a Rovereto si terranno i casting per un film che avrà diffusione nazionale.

La Magic Effect Production girerà infatti a gennaio 2020 un nuovo lavoro con la regia di Piermaria Cecchini (foto) dal titolo “Ma tu mi vuoi bene…?”

Si ricercano uomini e donne dai 25 anni fino ad un massimo di 50/60 anni anche senza esperienza.

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Chi partecipa ai casting deve presentarsi con il curriculum vitae ed una foto. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore.

Al film parteciperanno attori noti al grande pubblico come Piermaria Cecchini, Paolo Bernardini, Luciano Giuliano, Roberta Barbiero e Ivan Bellandi.

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Spettacolo

Sabato 30 novembre al Teatro di Villazzano la prima nazionale di «Apriti il Cielo»

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Sabato 30 novembre presso il Teatro di Villazzano di Trento debutta a livello nazionale lo spettacolo «Apriti il Cielo» scritto e diretto da Silvia Marchetti con in scena Gelsomina Bassetti, Giulio Federico Janni e Michele Pirani, una produzione Compagnia del Calzino.

In un ufficio di una qualunque Stazione di provincia dei Carabinieri, lAppuntato Gaetano Lo Piro raccoglie controvoglia lennesima denuncia di Curzia Beltramello, signora eccentrica e seccatamente petulante, palesemente mal sopportata da tutti.

Forse è per questo che ormai da mesi è presa di mira dagli scherzi sgradevoli di qualche perdigiorno che la costringono a sporgere continue querele.

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In aiuto della donna interviene anche il figlio, il seminarista Carlantonio Palmiro, costretto poi a spalleggiare il carabiniere nel tentativo esasperato di contenere la stravagante stramberia della madre.

Quella che potrebbe essere una giornata ordinariamente bizzarra prende tuttavia una piega completamente inattesa quando dai rilievi effettuati per avvalorare le segnalazioni di Curzia emergono particolari inquietanti sui folli progetti che la donna è assolutamente intenzionata a portare a termine.

Questo porrà Lo Piro di fronte a una scelta difficile, che metterà in discussione lintera scala di valori su cui fino ad allora si è fondata la sua vita.

Apriti il Cielouna commedia profonda, spietatamente ironica, amaramente spassosa, tagliente e divertentissima sulla scelta.

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I tre protagonisti si trovano, più o meno consapevolmente, di fronte a un bivio esistenziale cruciale, che riguarda direttamente la loro vita e quella di coloro che sono loro accanto.

Unassurda ed esilarante concatenazione di eventi e diverbi, di volta in volta più o meno fortuiti, insperati, imprevisti o minuziosamente predisposti, mette bruscamente i tre di fronte a se stessi e li costringe a fare i conti con le loro scelte passate e future, con princìpi e convinzioni, con la loro stessa indole e identità e la capacità di accoglierla, o, al contrario, la volontà irrefrenabile di negarla e distruggerla.

In un momento storico in cui lideologismo (primo fra tutti quello “da tastiera”) di cui siamo vittime -nonché primi promotori- guida imprescindibilmente decisioni, giudizi, opinioni e convincimenti, la capacità critica, la sospensione del giudizio, lo sforzo di approfondire e lopportunità di cambiare idea sembrano a noi del tutto estranei, al punto di trasformarci in esseri irriconoscibili, capaci delle più atroci aberrazioni.

Apriti il Cielo ci mette di fronte a tre personaggi così meravigliosamente esasperati da renderceli incredibilmente affini.

Possiamo immedesimarci in ciascuna delle loro fragilità, e schierarci con le motivazioni che porteranno ciascuno di essi alle estreme ri-soluzioni finali. Come scriveva Calvino, Rispetto alla lacerazione, lironia è lannuncio di una armonia possibile; e rispetto allarmonia è la coscienza della lacerazione reale. Lironia avverte sempre del rovescio della medaglia.

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