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Politica

Matteo Renzi lascia il PD, una quindicina di parlamentari per ora lo seguiranno

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L’ex segretario ha formalizzato quello che era nell’aria da alcuni giorni.

Dalle 17.00 di oggi Matteo Renzi non è più un iscritto al Partito Democratico.

Stasera 16 settembre 2019 ha comunicato la nascita di un nuovo gruppo alla Camera e di una componente nel gruppo Misto al Senato, entrambi, per ora, a sostegno del governo.

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«Lascio il PD perché è finito troppo a sinistra» – ha detto Renzi che con la sua decisione ora indebolisce il governo

Matteo Renzi non ha quindi ascoltato gli ultimi disperati appelli di Franceschini e di Letta, e dice addio al PD.

Il nuovo movimento, affiancando i comitati civici “Ritorno al futuro” della Leopolda, ha fra le sue file due ministri, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, e due sottosegretari, Anna Ascani e Ivan Scalfarotto.

Il nome della nuova forza secondo le indiscrezioni potrebbe essere “Italia del sì”

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Per la nuova forza nessun timore della concorrenza al centro di un eventuale soggetto creato da Carlo Calenda insieme a Matteo Richetti, fuoriusciti dal Pd.

Con Renzi escono dal PD una quindicina di parlamentari per ora, ma l’ex premier si augura un seguito maggiore in futuro.

Di sicuro Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Marattin, ma anche Roberto Giachetti, Ivan Scalfarotto e Teresa Bellanova: sono solo alcuni de nomi che faranno parte del nuovo partito annunciato da Matteo Renzi.

Non tutti i fedelissimi, però lo seguiranno: Luca Lotti e Lorenzo Guerini, neo ministro della Difesa, restano nel Pd, in contrasto con la decisione dell’ex leader dem, così come Nardella e altri parlamentari.

Una separazione che Renzi ha deciso di accelerare proprio per aver tempo di spiegare la decisione prima della Leopolda, dove, raccontano i suoi, si traccerà la rotta del nuovo movimento. Un PD che ora si è ancora di più indebolito dopo l’addio di Richetti e di Calenda. 

Per il segretario Zingaretti un nuovo problema in più. E c’è che dice che il segretario del PD si sia già pentito di non essere andato alle elezioni anticipate.

 

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Politica

No alla censura, CasaPound imbavaglia le statue in oltre cento città. Azione anche a Trento

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Un bavaglio apposto dai militanti di CasaPound sulle statue di tutta Italia, questa la simbolica protesta con la quale il movimento ha inteso continuare a tenere alta l’attenzione  sulla censura in Rete, a 40 giorni dalla disattivazione delle sue pagine e dei profili dei suoi attivisti da parte delle piattaforme Facebook e Instagram e in attesa della prima udienza della causa intentata contro i siti di Mark Zuckerberg, fissata per il 13 novembre.

Anche a Trento gli esponenti della tartaruga frecciata hanno messo in atto la protesta con azioni in città.

Non me ne voglia Giuseppe Verdi ma il problema della censura è grave e preoccupante – afferma il coordinatore trentino Filippo Castaldini – . Per questo, questa notte in tutta Italia abbiamo imbavagliato statue e monumenti perché le idee non possono essere zittite da organismi privati che in nome del globalismo decidono chi può parlare e chi no.

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Facciamo paura a questi signori perché non ci pieghiamo al politicamente corretto, perché difendiamo gli italiani anziché gli immigrati, perché non sopportiamo vedere la nostra Italia alla mercé di questo governo di traditori. Manteniamo alta l’attenzione, nessuno può metterci a tacere”.

Non si è trattato di un episodio isolato – sottolinea CasaPound in una nota – anzi, l’azione contro di noi è stata probabilmente la prova generale rispetto al tentativo di mettere a tacere gradualmente la voce dei sovranisti, come del resto dimostrato dalle censure che continuano ad essere poste in essere contro innumerevoli profili e pagine, ma anche ad esempio dal processore di pagamento PayPal contro imprenditori colpevoli solamente di essere lontani da posizioni globaliste“.

Per fortuna – prosegue il movimento – inizia ad allargarsi il fronte di coloro che hanno compreso la gravità delle censure in atto, come dimostrato dalla partecipazione al  convegno sulla libertà di espressione ‘Riprendere la parola’, organizzato da Il Primato Nazionale e che avrà luogo oggi pomeriggio alle 17, insieme al nostro Simone Di Stefano, di personalità del mondo dell’informazione e della cultura quali il membro del Cda Rai Giampaolo Rossi, il docente universitario Marco Gervasoni, l’attore Edoardo Sylos Labini, la giornalista Francesca Totolo, il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, e il direttore del Fatto Quotidiano online Peter Gomez“.

E’ anche in considerazione del momento cruciale per il fronte sovranista e dell’attacco senza precedenti in corso – conclude CasaPound – che domani pomeriggio saremo in piazza San Giovanni, senza simboli ma con centinaia di tricolori, con la volontà di arricchire anche con le nostre idee e battaglie di sempre una piattaforma programmatica, quella dell’opposizione al governo da incubo giallofucsia, che non può limitarsi ai pur fondamentali temi dell’immigrazione e della pressione fiscale, ma deve iniziare a occuparsi con forza anche di casa, lavoro, famiglia,, salari e Stato sociale“.

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Politica

Michele Beozzo nuovo responsabile comunicazione regionale di Forza Italia 

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Martedì sera, si è svolta a Mezzocorona la riunione del coordinamento regionale di Forza Italia, alla presenza anche dell’assessore regionale Giorgio Leonardi

La riunione aveva all’ordine del giorno l’organizzazione della manifestazione a Roma di sabato 19 e il progressivo completamento dell’organigramma regionale.

La coordinatrice del movimento del Trentino Alto Adige Michaela Biancofiore dopo un breve discorso ha nominato nuovo capo dell’ufficio stampa di Forza Italia Michele Beozzo.

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«Per premiare passione, esperienza e militanza – ha spiegato Biancofiore –  ho deciso di nominare innanzi col benestare del coordinamento  Michele Beozzo, nuovo responsabile regionale comunicazione e media»

Beozzo sarà coadiuvato nel suo lavoro dai responsabili provinciali e dai responsabili web e social.

L’occasione è stata opportuna anche per ratificare le nomine dei responsabili comunali individuati dalla Vice Coordinatrice Elena Testor e dal commissario Perego , in vista delle prossime elezioni amministrative.

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Politica

Matteo Vs Matteo: nel numero di interazioni generate stravince Salvini

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ReputationUP ha realizzato l’analisi web del duello politico “Matteo vs Matteo”, andato in scena ieri sera a Porta a Porta: chi ha vinto? Ecco tutti i dati.

La domanda che tutti si stanno facendo in questo momento è: chi ha vinto?

ReputationUP, società internazionale leader nella gestione della reputazione online, ha realizzato una web reputation analysis in grado di stabilire, scientificamente, chi ha prevalso.

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Per misurare il reputation score dei duellanti in relazione allo scontro televisivo, ReputationUP ha utilizzato il RepUP Monitoring Tool, un software proprietario di Intelligenza Artificiale che monitora tutta la rete (motori di ricerca, social network, forum, deep web e dark web) in base a determinati hashtag o parole chiavi.

I termini che abbiamo analizzato sono quattro: “Matteo Salvini”, “Salvini”, “Matteo Renzi”, “Renzi”

Inoltre la società ha parametrato l’analisi in base a due fattori: a Tempo, l’analisi è ristretta all’intera durata della trasmissione e a località, l’analisi è ristretta all’intera rete web italiana

Oltre al monitoraggio, e quindi al numero di menzioni, il software di ReputationUP è anche in grado di calcolare il sentimento (positivo, negativo e neutrale) e l’emozione (gioia, sorpresa, tristezza, rabbia, disgusto, paura) di tutte le interazioni che avvengono intorno a quella determinata parola chiave o hashtag.

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Per calcolare il reputation score dei duellanti e, quindi, stabilire chi è il vincitore, ReputationUP ha misurato: Il numero di interazioni generate; Il sentimento delle interazioni generate; I temi più discussi; Hashtag e parole più d’impatto

Fatte le doverose premesse, veniamo ai risultati.

Il numero di interazioni generate: stravince Salvini – Matteo Salvini ha ottenuto 219.600 interazioni totali. Matteo Renzi ha ottenuto 97.200 interazioni totali, vale a dire il 56% in meno rispetto al leader leghista.

Il sentimento delle interazioni generate: vince Renzi – La percentuale di sentimento positivo, rispetto al totale delle interazioni generate, è più alta per Matteo Renzi: 10%.

Matteo Salvini crea il 9.7% di sentimento positivo, vale a dire il 3% in meno rispetto al leader di Italia Viva.

I temi più discussi online, quelli che hanno fatto maggiore presa sul pubblico della rete sono stati

  • Immigrazione
  • Alleanze politiche (M5S, Meloni, Zingaretti, Lega)
  • Elezioni Regionali
  • Trump

Chi si occupa di comunicazione politica sa bene che nei duelli televisivi alcune parole fanno più presa di altre sul pubblico a casa.

Oggi è possibile misurare, oltre agli scontati hashtag di tendenza ( #portaaporta, #renzisalvini) anche le parole più impattanti.

Che sono state:

  • Confronto
  • Intelligenza
  • Nazionalista
  • Migranti
  • Bambini
  • Cartello
  • Votare

Nella nuvola in foto l’elenco completo.

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