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Politica

La deputata Emanuela Rossini lascia il PATT

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Emanuela Rossini insieme all'ex segretario del Patt Franco Panizza

Emanuela Rossini era stata insieme a Donatella Conzatti l’unica parlamentare a votare la fiducia al nuovo governo PD -M5s.

Il voto a sostegno del nuovo governo giallo rosso aveva creato forti polemiche nella parte del suo partito che vorrebbe creare le basi per un’alleanza con il centro destra alle prossime elezioni comunale di primavera 2020.

In una nota Emanuela Rossini spiega le motivazioni della sua scelta che però appaiono poco chiare.«Con il mio voto di fiducia al nuovo governo, che ha disatteso la linea del PATT – dichiara la Deputata trentina Emanuela Rossini – ho voluto garantire al Trentino quegli strumenti di negoziazione e mediazione tra Trento e Roma in un modo diverso dalla sola contrapposizione, perché il dialogo in politica è l’unica strada. Alla luce di quanto emerso, anche sulla stampa trentina, questa mia scelta – prosegue Rossini – ha fatto cadere le condizioni per poter proseguire il mio percorso parlamentare all’interno del Partito autonomista trentino tirolese. Lascio dunque il partito e proseguo il  mio lavoro in parlamento garantendo un impegno costante e vigile su tutte le questioni che riguardano la nostra Autonomia Speciale, nel rispetto della Costituzione e delle regole della democrazia, in un rapporto costruttivo con l’Europa e con una particolare attenzione al futuro dei giovani – conclude la Deputata trentina – in linea coerente con quel progetto e quelle linee politiche che mi hanno portato a candidare nel 2018».

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Politica

L’ armata Brancaleone di sinistra a sostegno di Ianeselli e il suicidio del PATT

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Non è che 11 liste a sostegno di Ianeselli sindaco siano un po’ troppe? E attenzione che nella lista manca per il momento Rifondazione Comunista che dichiara di non volersi apparentare col PD.

Un’altra dimostrazione della frammentazione della sinistra che è sempre più divisa e figuriamoci poi se dovesse anche governare.

11 liste non sono per nulla una prova di forza, anzi esattamente il contrario.

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Alcune di queste sgomiteranno per avere visibilità creando un caos totale, molte saranno anche quelle che non arriveranno nemmeno allo 0,5%.

Poi tutte dovranno raccogliere le firme necessarie per poter depositare i simboli e dovranno presentare delle liste con un minimo di 30 candidati. Prepariamoci quindi a vedere gazebi «rossi» sparsi in tutta città con volantini al seguito pieni di promesse che non verranno mai mantenute vista l’inconsistenza di questi partitini.

E’ facile che passata l’euforia gli animi si calmino e si inizi a ragionare.

A fianco degli 11 partiti, abbiamo il Patt che si dichiara esterno alla coalizione, ma che in cambio del proprio sostegno a Ianeselli ha con molto stile, già chiesto assessorati e competenze.

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Un PATT che però nelle ultime ore appare ancora più spaccato con i militanti che hanno ufficialmente protestato con i vertice per la scelta che potrebbe trasformarsi in un suicidio.

In città il partito degli ormai ex autonomisti conta forse il 5%, sarebbe invece contato di più in un polo territoriale di centro dove in caso di ballottaggio avrebbe davvero potuto fare la differenza.

La scelta di appoggiare Ianeselli, difensore degli anarchici, dei centri sociali e della sinistra più radicale, a detta di molti «suicida», in caso di sconfitta rischia di far scomparire il PATT.

La scelta è caduta dall’alto, ma non dal segretario Marchiodi, ma da Ugo  Rossi , il quale in cambio del via libera dell’alleanza con il PD sarà il candidato della sinistra nei collegi uninominali delle prossime elezioni nazionali.

Quello con la sinistra per il PATT rischia di essere un abbraccio mortale. Dopo i risultati delle elezioni, comunque vadano, saranno infatti in molti a lasciare il partito per spostarsi nel centro destra. Alcuni di questi con cariche istituzionali molto importanti.

Curiosa anche l’idea della lista civica a sostegno di Ianeselli.

A comporla sarebbero esponenti della società civile che ovviamente senza simboli di partito metterebbe in fila dei “saggi” il cui schierarsi dovrebbe indurre gli elettori indecisi a votare Ianeselli.

L’impressione è quella che la si voglia far diventare un contrappeso nei confronti dello sbilanciamento all’estrema sinistra di un candidato come l’ex segretario della Cgil.

Insomma un cantiere aperto. Ianeselli è il referente atteso ora dal difficile compito di dare equilibrio alla sua coalizione che assomiglia molto ad un’armata Brancaleone, colorata, pericolosamente vivace e non certo al sicuro dal rischio di implosione.

Per Trento insomma un ritorno al passato e la paura che le cose peggiorino anche di più delle ultime legislature del sindaco uscente Andreatta. E questo è tutto dire.

 

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Politica

CasaPound, al via il 25 gennaio in tutta Italia le “feste del tesseramento”

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Da Napoli a Bolzano, da Lecce ad Aosta, si svolgerà sabato 25 gennaio in oltre 100 città italiane la “festa del tesseramento” di CasaPound Italia, appuntamento col quale tradizionalmente il movimento della tartaruga frecciata apre la propria campagna di iscrizione.

“Gli appuntamenti – spiega CasaPound – avranno luogo nelle nostre sedi dislocate lungo tutta la penisola e in locali delle città, e costituiranno un’occasione aperta a tutti i cittadini non solo per iscriversi contribuendo così fattivamente a sostenere il movimento, ma anche per conoscere i nostri militanti e le nostre iniziative“.

“È proprio la nostra presenza radicata sul territorio – prosegue CPI – fatta di attività a fianco del popolo italiano che spaziano dalla politica, alla cultura, allo sport, al sostegno delle fasce più deboli della popolazione con raccolte alimentari e altre attività solidali, a far sì che i tentativi di censura nei nostri confronti, nei social o sul territorio, siano destinati a non avere successo.

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Noi ci saremo comunque, sempre più attivi a fianco degli italiani e per la riconquista della nostra sovranità nazionale, e invitiamo tutti a venire a trovarci fin da sabato“.

Di seguito l’elenco delle iniziative programmate per sabato 25 con i relativi orari per il TRENTINO ALTO-ADIGE:

Trento

Dalle 17 alle 20 a il Baluardo in via Marighetto, 56

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Riva del Garda 

Dalle 21 al Faro in via San Nazzaro 83c

Bolzano 

Dalle 10.30 a mezzanotte alla Rockaforte in via Cesare Battisti VIII

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Politica

Elezioni Trento 2020: La volata è tra Marcello Carli e Mirko Bisesti. Deciderà il risultato dell’Emilia Romagna

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La coalizione di centro destra ha un suo candidato sindaco.

Marcello Carli ha dato la sua definitiva disponibilità dopo alcuni giorni di riflessioni.

La sua candidatura unirebbe una buona parte moderata della comunità del capoluogo alla coalizione di centro destra e la gran parte del mondo cattolico Trentino dentro il quale Carli è molto conosciuto.

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Carli non è nuovo alla politica perché è stato consigliere provinciale dell’Udc.

51 anni, imprenditore, cresciuto nella Democrazia cristiana, laureato in economia politica nel 1994, anche se da tempo lontano dal mondo della politica risulterebbe essere il profilo giusto per l’eventuale poltrona di Sindaco di Trento.

La sua investitura doveva essere confermata questo sabato ma è stata rinviata per il sopraggiungere di una clamorosa indiscrezione

Matteo Salvini impegnato nella campagna elettorale in Emilia Romagna avrebbe avuto un incontro segreto con Mirko Bisesti sabato a Maranello.

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Lo stesso leader della Lega avrebbe consigliato il segretario della Lega Trentina di attendere i risultati delle elezioni di domenica in Emilia Romagna prima di dare l’annuncio del candidato.

In caso di vittoria della Lega in terra emiliano romagnola infatti Salvini spingerà verso la candidatura a Sindaco di Mirko Bisesti che dovrà quindi accettare.

La vittoria della lega in Emilia, terra che negli ultimi 70 anni è sempre stata governata dalla sinistra, darebbe infatti ampie garanzie a Salvini sulla possibilità di vincere con un candidato leghista anche a Trento.

Comunque vada ora la coalizione di centrodestra ha il suo candidato Sindaco.

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