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Ambiente Abitare

Il Parco Naturale Adamello Brenta in merito all’ampliamento delle aree sciabili

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Il Parco Naturale Adamello Brenta – secondo alcuni media provinciali viene escluso dalla trattativa riguardante alcune  proposte di estensione del demanio sciabile in alcune zone all’interno dell’area protetta, che sono state rese note durante le assemblee delle Società funiviarie di Folgarida-Marilleva, di Campiglio e di Pinzolo delle ultime settimane.

Le Società avrebbero già avviato un confronto con la Giunta provinciale, i Comuni, le ASUC e le Comunità di Valle per chiedere una revisione del Piano Urbanistico Provinciale che includa tale ampliamento.

Nel prendere atto di tali intenzioni – il parco naturale Adamello Brenta –  rileva innanzitutto l’assenza di qualsivoglia coinvolgimento del Parco in tutte le occasioni e le sedi nelle quali si sia eventualmente discusso di tali questioni. Questioni che, si sottolinea, implicano previsioni di pianificazione e di programmazione entro le quali l’Ente di gestione dell’area protetta esercita competenze, anche in merito alla valutazione degli elementi di carattere ambientale e naturalistico.

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Lasciando dunque ogni confronto e considerazione tecnica alle procedure amministrative che eventualmente seguiranno, l’Ente Parco ritiene importante in questa fase rendere pubblica anche la propria visione per poter così contribuire alle future scelte di sistema del territorio.

«Consapevoli che il settore sciistico rappresenti un asse portante dell’economia delle nostre vallate, – aggiungono i vertici del Parco – crediamo tuttavia che le scelte di pianificazione e di futura crescita del nostro territorio non possano prescindere da una particolare attenzione verso la tutela del patrimonio ambientale e modelli di sviluppo sostenibili ed innovativi, allontanando ogni rischio di omologazione con altri territori ove, per favorire gli interessi economici di pochi, sono prevalse logiche speculative, a danno della collettività.

L’ambiente, per la cui tutela è stato istituito il Parco Naturale Adamello Brenta trent’anni fa, rappresenta, secondo i canoni di oggi, non solo il contesto naturale unico entro cui è possibile praticare lo sci, ma prima di tutto costituisce l’autentico patrimonio di questi luoghi, la qualità tanto ambita che altri non possiedono, la vera ricchezza che abbiamo la responsabilità di preservare per i nostri figli».

Secondo il Parco Adamello –  Brenta il tema dell’eventuale ampliamento del demanio sciabile impone, dunque, oltre che il coinvolgimento di tutti anche un’approfondita analisi in termini di costi e benefici per la collettività. Non si può dimenticare, infatti, che già nel 2013 il Parco, insieme ai comitati spontanei di liberi cittadini, ha espresso con forza la propria contrarietà alla paventata infrastrutturazione di Serodoli, considerato l’alto valore ambientale e paesaggistico dell’area, le gravi ricadute che tale previsione avrebbe comportato in caso di realizzazione di nuovi impianti e piste a danno dell’integrità del paesaggio, della qualità dell’acqua dei laghi e delle sorgenti coinvolte, oltre che le importanti manomissioni al profilo del terreno.

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«Questi stessi concetti vengono oggi ribaditi con determinazione dall’Ente Parco e possono riferirsi all’intera area protetta, all’interno della quale non si ravvisano le condizioni per l’accoglimento di proposte di ampliamento dell’area sciabile, che devono necessariamente contemperarsi con le ragioni del rispetto e della conservazione del territorio, ma soprattutto in relazione a scelte ormai pacificamente radicate, acquisite e condivise nella individuazione di un’area, quella del parco naturale, ove la ricchezza è rappresentata dall’ambiente e l’obiettivo primario è la sua tutela».

Il Parco, in conclusione, auspica che chi ha la responsabilità di amministrare il Territorio sappia valutare con estrema attenzione le istanze che provengono dalle società impiantistiche affinché mediante un attento bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti, l’ambiente, patrimonio collettivo, non venga sacrificato per centrare obiettivi di massimizzazione del profitto delle società. Solo in questo modo amministratori provinciali e locali daranno prova concreta di sapere scegliere guardando al futuro nell’interesse di tutti.

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Ambiente Abitare

L’Europa vara il “green deal”, la manovra verde da 1000 miliardi di euro in 10 anni

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Direttamente da Bruxelles arriva un accordo che grazie alla portata economica fa comprendere le aspettative e le potenzialità della cosiddetta svolta del “green deal”,  l’accordo guidato da Ursula Von Der Leyen e appoggiata dai commissari che hanno avuto il compito di illustrare le proposte adottate per ridurre gradualmente le emissioni fino a farle scomparire entro il 2050.

1000 miliardi di euro in 10 anni è la cifra protagonista che comprenderà sia semplici soldi che investimenti con il fine ultimo di tagliare le emissioni inquinanti e provare ad azzeccare il complicato obiettivo di ridurre del 40% le emissioni entro il 2030 e di eliminarle completamente entro il 2050.

Missione condivisa dall’Europa e vitale per il pianeta ma che va contro le necessità ormai radicate di alcuni paesi ancora decisamente dipendenti dal carbone come ad esempio la Polonia che, ha sempre visto con diffidenza il piano Von Der Leyen.

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Sarà per questo predisposto un fondo per una transizione equa dalla dotazione di 100 miliardi di euro di cui 7 e mezzo saranno costituiti da nuove risorse destinate alla riconversione energetica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti.

Anche l’Italia riceverà una parte economica sostanziosa e, come ha specificato il Commissario agli affari economici Gentiloni potrà certamente usufruirne anche l’ex Ilva di Taranto.

Secondo i tecnici della commissione le risorse sarebbero però ancora troppo insufficienti per raggiungere gli obbiettivi prefissati per questo, potrebbero avvenire alcune modifiche alle regole europee accennate da Gentiloni: dalla correzione della normativa sugli aiuti di Stato, al trattamento degli investimenti pubblici sostenibili che potrebbero essere stralciati nel calcolo del deficit, aiutando stati con alto debito come l’Italia e permettendo di destinare molto più denaro ed investimenti pubblici e privati all’economia verde.

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Ambiente Abitare

Ambiente e servizi, Trentino primo in Italia nella classifica del Sole 24 Ore

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Il Trentino è primo tra le province italiane in “ambiente e servizi”, secondo la classifica nazionale del Sole 24 Ore, che ieri pomeriggio a Milano ha celebrato i 30 anni dell’indagine dedicata alla qualità della vita.

All’appuntamento è intervenuto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina.

La tradizionale indagine del quotidiano economico sul benessere nei territori, su base provinciale, vede il Trentino terzo nella classifica generale (un anno fa si trovava in quinta posizione). “Non possiamo che essere fieri di questo riconoscimento, frutto di un grande lavoro di squadra svolto nel corso degli anni dalla Provincia e dai settori economici della nostra terra – sono state le parole del vicepresidente Tonina –. Come è emerso nell’ambito degli Stati generali della Montagna che hanno portato l’Amministrazione provinciale sui territori per ascoltare la voce dei cittadini, l’ambiente è riconosciuto in maniera trasversale come elemento cardine per lo sviluppo e la crescita dell’intero sistema Trentino e dei vari settori economici. L’obiettivo principe è infatti quello di evitare lo spopolamento delle valli e, in generale, dei territori di montagna”. 

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“La Giunta della Provincia di Trento – ha aggiunto il vicepresidente – è particolarmente attenta alle sfide della sostenibilità, tanto da aver avviato un percorso che porterà entro il prossimo anno ad una strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, attraverso l’Agenda 2030, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e tutte le altre componenti della società, inclusi i singoli cittadini”.

L’assessore all’ambiente ha ricordato inoltre l’importante appuntamento delle Olimpiadi invernali 2026, che vedrà il Trentino impegnato nell’ospitare il pattinaggio di velocità nella location di Baselga di Pinè, mentre Tesero sarà protagonista per il fondo e Predazzo per le gare di salto con gli sci: “I Giochi rappresentano per noi una grande opportunità – ha evidenziato Tonina -. Quelle alle quali guardiamo saranno le Olimpiadi della sostenibilità sui fronti economico, ambientale e sociale; saranno una vetrina importante che ci offre un’opportunità di sviluppo anche per guardare oltre a quell’appuntamento”.

(us)

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Ambiente Abitare

Mostra e convegno a Castel Stenico sulla Riserva della Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”

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Sabato 14 dicembre alle ore 11 a Castel Stenico sono in programma la mostra e il convegno dedicato alla Riserva della Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”.

«#PROUDTOSHARE – La mostra Biosfera, il nostro futuro» è il titolo della mostra dedicata alla Riserva di Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”, che sarà inaugurata sabato 14 dicembre alle ore 11 presso il Castello di Stenico. La mostra rimarrà visitabile fino al 17 maggio 2020 nei consueti orari di visita del Castello.

Con questo “progetto strategico” – presente nel Piano di Gestione – la Riserva di Biosfera vuole condividere con le comunità residenti e gli ospiti del territorio le straordinarie espressioni del secolare rapporto fra uomo e natura nelle Alpi Ledrensi e Judicaria, un territorio scrigno di riconoscimenti UNESCO.

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La mostra racconta, attraverso gli allestimenti e materiali audiovisivi, le caratteristiche ed i valori del territorio riconosciute nell’ambito del programma UNESCO Uomo e Biosfera (Man and the Biosphere, nell’acronimo MAB), la rete di queste eccellenze in Italia e nel mondo e le diverse opportunità date dal far parte di un programma mondiale.

La mostra ospiterà anche alcuni allestimenti realizzati dal Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare che presentano il network delle Riserve di Biosfera italiane, specificandone la profonda relazione con le produzioni agro-alimentari tipiche e l’enogastronomia di qualità.

Il convegno “Il network UNESCO del Trentino: sinergie e buone pratiche per essere protagonisti sulla scena internazionale” si terrà sabato 14 dicembre alle ore 11.00.

Il convegno, aperto a tutti gli interessati è gratuito, sarà un momento di dialogo e confronto tra i soggetti gestori dei diversi riconoscimenti UNESCO presenti nel territorio della Riserva di Biosfera. Infatti, le Alpi Ledrensi e Judicaria sono un caso raro a livello internazionale, potendo vantare ben 4 riconoscimenti UNESCO in meno di 30 km: la Riserva di Biosfera, i patrimoni mondiali: “Dolomiti  “, “siti palafitticoli preistorici di Ledro   e Fiavé  ” ed il Geoparco dell’Adamello Brenta  . 4 siti UNESCO con il potenziale di essere motore di pratiche sostenibili e di gestione del territorio, in grado di affrontare sinergicamente le sfide globali.

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Interverranno la dott.ssa Micaela Deriu (coordinatrice della Riserva di Biosfera), il dott. Michele Lanzinger (direttore del MUSE), il dott. Franco Marzatico (dirigente della Soprintendenza per i beni culturali della PAT), l’arch. Pierpaolo Zanchetta (coordinatore della Rete della Fondazione Dolomiti UNESCO), l’arch. Irma Visalli  (responsabile del progetto “Prodotti e produttori di qualità delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO”) e il dott. Ruben Donati (membro della giunta del Parco Naturale Adamello Brenta UNESCO Global Geopark).

 

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