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Val di Non – Sole – Paganella

Gli orari della Trento-Malé e i disagi di una famiglia di Fondo: «Possibile non esistano corse da Trento a Dermulo in orario serale?»

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nella foto la numerosa famiglia di Fondo in Val di Non

In un’epoca in cui la mobilità sostenibile è una risorsa da sfruttare a pieno, per il bene del pianeta e di tutti i suoi abitanti, capita che l’incentivo a utilizzare l’automobile arrivi – indirettamente – proprio da chi offre un servizio di mobilità alternativa (e, per l’appunto, sostenibile).

Il caso riguarda una famiglia di Fondo, composta dalla madre Martina Casari, dal padre Renato Endrizzi e dai loro sette figli, che in mattinata hanno inviato una lettera alla nostra testata per segnalare, volendo utilizzare le loro parole, un “disservizio assurdo”

Martina è piuttosto severa nei confronti di Trentino Trasporti:Per questa azienda la popolazione locale conta meno di zero, visto che nella stagione turistica c’è una corsa ogni ora da e per Trento, mentre nella stagione invernale gli abitanti vengono penalizzati con solo tre corse al giorno. Chi crea l’indotto di Trentino Trasporti non sono i turisti “mordi e fuggi” ma gli abitanti delle valli con i loro abbonamenti e i loro titoli di viaggio”.

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Il riferimento è in particolare alla zona dell’alta Valle di Non, dove la famiglia abita.

È possibile che non esistano corse della Trento-Malé che coprano (almeno!) la tratta Trento-Dermulo in orario serale?” si chiede Martina Casari, che prosegue: “Io che devo portare cinque figli a Lavis per tre volte alla settimana potrei scendere senza problemi sfruttando la ferrovia ma, non essendoci corse dopo le 20.30, per il rientro dovrei prendere il pullman delle 20.45 e restare bloccata a Mezzolombardo, o aspettare quello delle 22.25, arrivando a casa a mezzanotte se va bene

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L’unica alternativa possibile pare proprio essere l’automobile, con relativo aumento di rischio personale, consumi e inquinamento. “Sono sicura di non trovarmi solamente io in questa situazione – scrive ancora –. Non è accettabile che in estate ci sia una corsa all’ora (e comunque una corsa serale che dopo le 20 copra tutta la tratta non esiste!), mentre in inverno esistano così poche corse della ferrovia che colleghino Trento alle Valli di Non e di Sole. Ma soprattutto che non ne esista una serale che copra tutta la tratta”.

A rimetterci sarebbero quindi in tanti. “Con questa situazione – si legge nella lettera – si penalizzano le famiglie, i ragazzi che svolgono attività sportive ed extrascolastiche e anche i lavoratori che non finiscono nel tradizionale orario 9-18, e che si trovano costretti a ricorrere alle automobili per svolgere le proprie attività creando, oltre ai problemi di cui sopra, un notevole aumento del traffico”.

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Secondo Martina Casari, inoltre, sarebbe ora che gli orari della ferrovia si adeguassero a quelli scolastici. “I nostri due figli più grandi, e sicuramente in futuro anche gli altri cinque, hanno dovuto chiedere permessi di entrata in ritardo permanenti per tutti gli anni scolastici che hanno frequentato a Trento, perché i trasporti arrivavano sempre con una decina di minuti di ritardo rispetto all’orario scolastico – spiega –. Per arrivare puntuali avrebbero dovuto prendere la corsa precedente, restando ad aspettare sulle strade per almeno un’ora prima di poter accedere alle strutture scolastiche”.

“Facciamo presente che non tutte le famiglie sono disposte a coprire o possono permettersi le spese di un convitto, che comunque va a bloccare qualsiasi attività extrascolastica dei ragazzi – si conclude la lettera –. Sarà mia cura raccogliere altre voci nelle comunità delle valle di Non e di Sole che si uniscano alla protesta, oltre a far presente il problema all’associazione nazionale delle famiglie numerose (ANFN) per avere la massima diffusione possibile e poter sperare in una soluzione”.

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