Connect with us
Pubblicità

Piana Rotaliana

Per chi suona la campanella? L’importanza dell’istruzione nell’età adulta

Pubblicato

-


Giovedì scorso la campanella ha suonato per gli studenti del Trentino, ma non solo per migliaia di ragazzi, infatti, nella nostra provincia sono tanti gli istituti che attraverso corsi serali provvedono all’istruzione degli adulti.

I centri EDA (centri di educazione degli adulti) ed i corsi serali sono dedicati a quegli adulti che desiderano riprendere gli studi interrotti in età giovanile per completare un percorso scolastico, ottenere un titolo di studio od imparare la lingua italiana per chi non è madrelingua (link agli istituti trentini).

Per comprendere meglio l’offerta formativa ed il funzionamento dei centri EDA e dei corsi serali abbiamo intervistato il professor Giovanni Piccirella (insegnante di matematica e coordinatore del corso serale – nella foto) dell’istituto “Martino Martini” di Mezzolombardo (dirigente prof.ssa Tiziana Rossi).

Pubblicità
Pubblicità

Professore a chi sono indirizzati i corsi serali?

«Agli adulti, italiani e stranieri, ed ai minorenni che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che non hanno assolto l’obbligo di istruzione. Per l’accesso ai corsi serali i soli minorenni devono dimostrare di avere impedimenti alla frequenza di un corso diurno».

Quali sono i titoli per accedere ai corsi?

«Bisogna essere in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, se non si possiede la licenza media la si può ottenere sempre nel nostro istituto o negli altri centri EDA.

Pubblicità
Pubblicità

Per gli studenti adulti già in possesso di licenza media, una volta valutate le loro conoscenze pregresse, è possibile creare un apposito piano di studi ad hoc denominato Patto Formativo Individuale.

Con il PFI è possibile conseguire il diploma anche in minor tempo, rispetto al previsto, se le competenze già acquisite vengono riconosciute valide per il programma di studi scelto.

Inoltre, per gli studenti privi di licenza media, recentemente è possibile seguire un programma apposito che gli consente, in un anno, di conseguire la licenza media e superare anche il “monoennio” ossia il periodo di studi che, in un corso serale, sostituisce il biennio classico delle superiori.

Dopo aver superato quest’anno di studi, se tutto va bene, lo studente consegue la licenza media e può accedere direttamente al triennio dei corsi serali con la preparazione di base richiesta».

Quali sono gli indirizzi serali messi a disposizione dall’istituto M. Martini?

«L’indirizzo di studio attivato come corso serale del nostro istituto è quello tecnico economico in Amministrazione, Finanza e Marketing».

Quali sono gli sbocchi professionali?

«Dopo due anni di praticantato è possibile esercitare la libera professione  di ragioniere commercialista.

Lavorare alle dipendenze di imprese private: imprese bancarie, industriali, commerciali, assicurative finanziarie, immobiliari, edili, studi professionali (notaio, avvocato, commercialista, consulente del lavoro), amministrazioni condomini, impianti tecnologici, consorzi, cooperative.

Lavorare nelle pubbliche amministrazioni dopo superamento di un concorso : Stato, Regioni, Province, Comuni, A.S.L.

Proseguire negli studi con accesso a tutte le facoltà universitarie; le più affini sono: Economia e Commercio, Giurisprudenza».

I programmi sono diversi tra diurno e serale?

«La programmazione del serale è modulare, l’anno scolastico si divide in 4 moduli da 8 settimane ciascuno. Al termine di ciascun modulo

si sostiene una prova scritta che, se svolta correttamente, consente il superamento del modulo e l’acquisizione dei relativi crediti, in modo da non perdere quanto acquisito nel caso gli studi procedessero più lentamente di quanto previsto, lato studente, per cause impreviste.

Essendo corsi dedicati agli studenti lavoratori, è prevista una certa flessibilità.

Ovviamente, l’esame di Stato, le modalità di svolgimento, le prove e le commissioni sono esattamente le stesse per i corsi diurni e quelli serali, infatti, l’esame si svolge allo stesso tempo e nello stesso luogo per tutti».

È necessaria la presenza fisica dello studente, oppure si può frequentare il corso anche a distanza?

«È necessario che ogni studente frequenti almeno il 70% delle ore previste dal programma scolastico. Di questo 70% almeno il 50% dovrà essere assicurato con la presenza fisica in classe, mentre il rimanente 20% potrà essere coperto con la partecipazione online alle lezioni, che avviene attraverso la piattaforma multimediale classroom messa a disposizione da Google, sulla quale viene caricato anche il materiale didattico».

Come si concilia l’alternanza scuola/lavoro con gli studenti che già lavorano?

«Per gli studenti il cui lavoro ha attinenza col percorso di studi il riconoscimento dell’alternanza è pari al 100%, a chi ha un lavoro non attinente viene riconosciuto l’80% dell’alternanza e per il rimanente 20% sarà la scuola a stabilire un percorso ad hoc per lo studente presso enti o società convenzionate».

Avete anche studenti con un’età più avanzata nei vostri corsi?

«Sì, abbiamo avuto in passato persone adulte fino a 55 anni di età; alcune studiavano per la propria soddisfazione personale, mentre altre per adempiere a particolari esigenze professionali. Abbiamo anche avuto in contemporanea, sui nostri banchi, madre e figlio che studiavano per l’agognato diploma».

Quali sono i costi da sostenere?

«I costi sono gli stessi previsti per i corsi diurni, la scuola è statale, e sono 15 euro di tasse governative e 40 euro di contributi scolastici».

C’è una scadenza per le iscrizioni ai corsi serali?

«Ci si può iscrivere al 5° anno entro il 31 ottobre, per tutte le altre classi ci si può iscrivere durante il corso dell’anno, ovviamente prima è meglio è. Dal prossimo anno scolastico ci si potrà iscrivere online anche ai corsi serali del nostro istituto e risparmiare così ulteriore tempo».

A cura di Mario Amendola

Pubblicità
Pubblicità

Piana Rotaliana

Oggi a Maso Alto di Pressano torna l’antica tradizione tirolese del Törggelen

Pubblicato

-


Oggi Maso Alto di Pressano si trasformerà in una Buschenschank (osteria contadina), secondo l’antica tradizione tirolese del Törggelen, saranno proposte le birre artigianali del Maso, abbinate a specialità in degustazione per tutta la giornata.

Un’occasione unica per visitare il birrificio, degustarne le produzioni e godere la suggestiva vista autunnale sulla valle dell’Adige, mangiando (anche) castagne.

E se si vuole rispettare del tutto la tradizione, si dovrebbe arrivare a piedi al Maso salendo con una passeggiata pittoresca dal borgo di Pressano, attraverso i tanti masi che si trovano sulla collina avisiana.

Pubblicità
Pubblicità

Il programma della festa prevede il ritrovo ogni ora a partire dalle 11, per le visite guidate al birrificio.

Dalle 12 e 30 via alla degustazione delle specialità gastronomiche sulla panoramica terrazza di Maso Alto.

Non mancheranno specialità autunnali e castagne. Nel primo pomeriggio passeggiata guidata tra i vigneti della collina ed a seguire degustazione dei marroni di Castione di Brentonico a cura dell ‘Associazione tutela Marroni di Castione.

La passeggiata che parte alle ore 13.30 dal parcheggio del paese di Pressano sulla strada del vino si svolge su un terreno sterrato in salita per una durata di circa 30 minuti.

Pubblicità
Pubblicità

 

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Piana Rotaliana

L’azienda Villa de Varda di Mezzolombardo compie 170 anni. Luigi Dolzan apre le porte della sua produzione

Pubblicato

-


Per i 170 anni dell’Azienda Villa de Varda la famiglia Dolzan ha deciso di festeggiare in grande stile.

In concomitanza con la presentazione del libro “Dolzan. Distillatori da 170 anni” scritto da Luigi Dolzan, sabato la famiglia ha aperto le porte a giornalisti, amici e semplici curiosi.

È stato possibile entrare all’interno della loro villa, attraversare la parte della produzione e giungere al museo di famiglia “Cose di casa”.

Pubblicità
Pubblicità

È stato un percorso che ha permesso di conoscere l’impronta della piccola azienda familiare sul territorio italiano e mondiale, osservare tutte le fasi della distillazione della grappa e ammirare nel loro museo una grande quantità di oggetti conservati e catalogati minuziosamente.

Non ci si è fermati alla sola e passiva osservazione, ma la loro spiegazione è stata così coinvolgente che ha proiettato i visitatori in un mondo fatto di aromi, sapori e vinacce fresche. È stato possibile anche degustare un’ottima grappa prodotta appositamente per l’evento.

Il padrone di casa Luigi Dolzan, classe 1947, ha condotto i partecipanti nella zona dove sono esposti e venduti tutti i tipi di grappa. Ha spiegato insieme ai figli Michele e Mauro la storia di questa distilleria e il suo continuo sviluppo.

Il primo documento che attesti l’esistenza di questa azienda è il 1865.

Pubblicità
Pubblicità

In questo anno Romedio Dolzan lasciò in eredità al figlio Michele due alambicchi a fuoco diretto, alcune attrezzature, 3.500 corone, la casa e alcuni vigneti. Essendo sotto il dominio dell’Impero Austroungarico le fatture venivano scritte in tedesco e in italiano.

Nel 1903 Francesco Giovanni Maria Dolzan (nonno di Luigi Dolzan) decise di espandere la produzione e chiese un prestito di 200 Corone ad un privato per l’acquisto di nuovi terreni agricoli. Il prestito aveva una scadenza di cinque anni con un tasso del 5%.

Per l’azienda della famiglia l’evento più emblematico fu l’arrivo dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo insieme alla Principessa Sissi.

Nel 1905 arrivò a Mezzolombardo per inaugurare il nuovo tratto ferroviario fra Mezzolombardo e Mezzocorona. Per l’occasione Francesco Giovanni Maria Dolzan regalò all’Imperatore due bottiglie di grappa, al tempo chiamate acquavite di Teroldico.

Di vitale importante fu la scoperta da parte dello stesso Francesco Giovanni Maria Dolzan di una nuova ricetta per la grappa. Lui era anche un botanico e nel 1918 elencò dettagliatamente in un testo tutti gli ingredienti e le proporzioni per la produzione dei distillati. Questa ricetta viene utilizzata ancora oggi.

I problemi arrivarono con la Seconda Guerra Mondiale e in particolare con l’occupazione nazista del 1943. Villa de Varda venne utilizzata dai tedeschi come Comando di Piazza per il territorio a nord di Trento e il severo generale Helmut Keller era solito depredare i privati cittadini delle risorse che producevano.

In quell’anno Giovanni Dolzan (padre di Luigi Dolzan) incrementò in maniera esponenziale la produzione e il magazzino si riempì a dismisura. La sorella di Giovanni, Luigia, era “in confidenza” con un soldato tedesco che le confessò che all’indomani sarebbero arrivati a portare via tutta la grappa.

Durante la notte Giovanni Dolzan accatastò tutta la legna e smontò i pezzi di un auto per porli davanti al magazzino in modo tale che sembrasse pieno di sporcizia e di rottami.

Lasciò ai tedeschi sono una trentina di bottiglie. Sotto la minaccia dei mitra i tedeschi si accontentarono delle trenta bottiglie e andarono via. Giovanni Dolzan aveva rischiato la propria vita per salvare l’azienda.

Dopo il racconto di alcuni interessanti aneddoti della famiglia, l’anno scorso Luigi Dolzan decise di cedere la produzione ai figli Michele e Mauro. Entrambi ora possiedono il 50% dell’azienda.

In particolare Mauro Dolzan si occupa della produzione. Insieme ad uno staff di tecnici aziendali controlla giornalmente la qualità del prodotto ed è supportato nelle varie analisi dall’Istituto Agrario di San Michele.

Per quanto riguarda la produzione, la vinaccia trentina viene selezionata attraverso una spremitura e distillata in particolari alambicchi di rame. Dopo l’evaporazione e la condensazione viene fatta maturare per almeno sei mesi in degli appositi contenitori sterili.

Michele Dolzan si occupa invece del mercato nazionale e internazionale. La grappa Villa de Varda è consumata in 40 paesi in tutto il mondo. Le meticolose cure e la minuziosa attenzione lungo tutto il processo di elaborazione della grappa fanno sì che si crei un distillato elegante e per palati fini.

Non è una produzione su vasta scala, ma le poche bottiglie prodotte sono estremamente pregiate. Michele Dolzan ha stipulato contratti commerciali a Parigi, Nanchino, Berna, Stoccarda, Santo Domingo, Singapore, Mosca e Sydney.

La grappa Villa de Varda è presente in quasi tutti i ristoranti stellati di Tokyo, e viene servito come cocktail nei ristoranti Armani.

Nel ristorante di Joe Bastianich a New York è stata fatta una cena le cui pietanze venivano accompagnate e aromatizzate con grappe della famiglie Dolzan. Il successo straordinario di tale cena ha permesso alla famiglia di organizzare ogni anno 60 cene alla grappa in tutto il mondo.

 

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Piana Rotaliana

“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino”: la rassegna “Incontri del Giovedì” scalda i motori

Pubblicato

-


“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino” è il titolo della rassegna  promossa dall’Associazione Castelli del Trentino “Incontri del Giovedì”, che si terrà a Mezzolombardo il terzo giovedì del mese a partire da metà ottobre fino ad aprile 2020. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza