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Trento

Maurizio Fugatti dal palco di Pontida: «Il Trentino non diventerà la Lampedusa del nord»

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Prima dell’intervento di Matteo Salvini sul palco di Pontida per la prima volta è salito anche il governatore della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti con tutti i consiglieri provinciali del Trentino Alto Adige al seguito.

Da Trento sono arrivati a Pontida molti pullman, il segretario della lega Trentino Mirko Bisesti ieri ha parlato di record di partecipanti giunti dal Trentino.

Record di presenze che in totale è stato comunque battuto.

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L’anno scorso erano stati 80 mila i fedelissimi che avevano coperto il «pratone» di Pontida, in questa edizione erano in 100 mila.

Maurizio Fugatti, particolarmente «carico» ha parlato per la prima volta come amministratore a Pontida. Dopo di lui è toccato a Fedriga, Fontana e Zaia.

«Pontida è la culla della libertà che è la  genesi e l’origine dei popoli che chiedono autonomia e autogoverno» – ha salutato così i leghisti presenti sul «sacro» prato leghista il governatore Fugatti all’inizio del suo discorso.

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Il governatore del Trentino ha sottolineato l’obiettivo di raggiungere l’autonomia anche nelle regioni di Veneto e Lombardia

«Venire a Pontida ti ricarica e ti fa capire quali sono i programmi, gli obiettivi e la missione che devi intraprendere,  – ha aggiunto Fugatti – sono qui a dire al Veneto e alla Lombardia che la loro libertà è la nostra libertà, che la loro autonomia è anche la nsotra. Quando una terra chiede l’autonomia deve essere sostenuta, per questo noi saremo sempre al loro fianco. Autonomia significa responsabilità, capacità di gestione delle risorse e delle competenze. Veneto e Lombardia hanno dimostrato di saper fare queste cose e quindi hanno diritto all’autonomia perché se la sono ampiamente meritata»

Fugatti ha parlato anche dei risultati raggiunti nei primi mesi di governo in Trentino.

«Nei primi mesi di governo abbiano dato alcuni segnali, abbiamo vinto le elezioni dicendo prima il trentini  e così abbiamo fatto. Per il reddito di cittadinanza ora ci vogliono 10 anni, come per avere diritto all’alloggio pubblico.  Abbiamo realizzato una patente a punti per i residenti degli alloggi ITEA, perchè gli stranieri non rispettano le regole e se non fai il bravo negli alloggi che hanno costruito i nostri padri e i nostri nonni te ne devi andare». 

Ha inoltre sottolineato come ormai le politiche sociali tanto care alla sinistra le faccia la Lega. «Abbiamo tagliato i fondi alla cooperazione internazionale per metterli a disposizione dei nostri anziani, degli studenti e per azzerare le rette agli asili nido». 

Fugatti ha terminato con un monito: «Dobbiamo stare attenti con questo governo perché è contro l’autonomia, abbiamo visto cosa hanno fatti i Renzi e i Letta, ma non pensino che possono fare quello che hanno fatto con il governo di Ugo Rossi, il nostro territorio non diventerà la Lampedusa del nord, questo lo possiamo promettere».

Doveroso poi alla fine il ricordo di Erminio Boso «che per la prima volta dopo tanti anni non è qui con noi a Pontida»

“Siamo molto soddisfatti dell’ampia partecipazione dei trentini alla manifestazione perché questa presenza rappresenta non solo un forte segnale di dissenso nei confronti del governo delle poltrone e di tutti coloro che lo sostengono, ma anche e soprattutto un segnale a favore della Lega, di quella Lega che sta vicino a tutti i territori e che si vuole proporre come forza riformatrice del paese”. Con queste parole il Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti commenta la giornata. “Il discorso di Salvini è stato chiaro: nostro preciso compito sarà quello di fare capire alla gente ancora schifata per quanto avvenuto a Roma che è possibile un’altra Italia, un’Italia che non abbia paura e che non risponda agli ordini di Berlino e Parigi, ma soddisfi le richieste e risponda a un solo sovrano: il popolo italiano”.

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Trento

“L’Ateneo dei Racconti”, una storia che continua: presentata ieri alla residenza Mayer la nona edizione del concorso letterario

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Ѐ stata presentata martedì sera alla residenza Mayer di Trento la nona edizione del concorso letterario “L’ateneo dei racconti”, promosso dall’Opera Universitaria e dall’Associazione Teatrale Universitaria-ATU, in collaborazione da quest’anno anche con la Fondazione Trentino Università-FTU e il Conservatorio di Trento.

Il concorso è riservato agli studenti iscritti all’Università di Trento, al Conservatorio di Trento, all’I.S.I.T. e alla Trentino Art Academy, o residenti in Trentino iscritti in altri atenei italiani.

Nel corso della conferenza stampa/spettacolo presso la Mayer – selezionata, lo ricordiamo, fra le 5 migliori residenze universitarie italiane, per l’assegnazione del Premio prof. Romano Del Nord – sono intervenuti Maria Laura Frigotto, presidente dell’Opera Universitaria di Trento, Davide Longo, scrittore, docente della Scuola Holden e direttore artistico di AdR, Guido Laino, curatore delle performance, che porteranno sul palco del teatro Sanbàpolis i 10 racconti finalisti, e Nicolò Pedelini, vice-presidente ATU.

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Presenti inoltre, tra gli altri, il rettore Paolo Collini, il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura della Provincia Roberto Ceccato, il presidente della FTU Mauro Marcantoni e Fabio Cifariello Ciardi, docente del Conservatorio.

“L’Ateneo dei racconti è un’avventura che proponiamo agli studenti – ha detto la presidente Frigotto – che per alcuni proseguirà, e potrebbe diventare persino una professione, per altri andrà a far parte di quel bagaglio di competenze trasversali sempre più importante oggi nella vita ma anche nel mondo del lavoro”.

“Una buona storia ha bisogno di tre cose – ha detto a sua volta Longo – : una buona materia, il talento dell’artista per elaborarla e una macchina ‘commerciale’ che consenta alla storia di arrivare al pubblico. L’Ateneo dei Racconti premia le buone storie ma soprattutto si sforza di costruire questa macchina per far sì che i racconti degli studenti possano essere letti, visti e ascoltati. Con noi i ragazzi imparano tre cose: la tecnica che sta dietro al racconto, le modalità per diffonderlo, dalla pagina scritta alla performance multimediale, e il potere insito nelle buone storie”.

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Dalla pagina scritta al palcoscenico: potremmo sintetizzare così l’itinerario dell’Ateneo dei Racconti, giunto quest’anno alla nona edizione. Ieri la presentazione nel corso di un’originale conferenza stampa/spettacolo, nel corso della quale è stata riproposta la performance vincitrice della scorsa edizione: In generale beveva di Victor Zanlucchi Maevschii, ed è stato distribuito il libretto con i dieci racconti finalisti.

Tutto parte con l’invio dei racconti, anche quest’anno entro il 20 dicembre, da cui saranno  selezionati i 10 giudicati più interessanti. Quindi, per i finalisti si aprirà la fase del lavoro a più mani con lo scrittore Davide Longo, anche docente della scuola Holden di Torino, che in uno stage residenziale di due giorni rimetteranno in forma i racconti eliminando problemi di struttura, punti deboli, refusi.

Successivamente con il curatore delle performance Guido Laino e gli studenti del suo staff affineranno ulteriormente i testi fino a trasporli in una  performance che potrà coinvolgere vari linguaggi come il teatro, la musica, la danza, il video, la fotografia. I racconti, così rielaborati, andranno in scena al teatro Sanbàpolis nel corso  di tre serate, nella primavera 2020.

Fra le realtà che collaborano all’Ateneo dei Racconti la prestigiosa scuola Holden di Torino, fondata da Alessandro Baricco, il Centro Teatro Trento (CTolmi24) gestito dalla cooperativa Artico e, novità di quest’anno, la Fondazione Trentino Università e il Conservatorio.

Un apporto fondamentale è quello offerto dagli studenti, non solo universitari ma anche delle scuole secondarie superiori del Trentino, coinvolti nelle giurie chiamate a valutare racconti (Giuria studentesca) e performance teatrali (Grande Giuria Studentesca) ed inoltre nella “macchina teatrale”, con ruoli diversi (attore, aiuto-regia, assistente di palco, addetti luci, suono e video e così via).

Quest’anno oltre agli studenti delle ultime classi dei quattro licei di Trento – Da Vinci, Galilei, Prati e Vittoria – nella Grande giuria studentesca saranno coinvolti anche alcuni studenti del liceo artistico Depero di Rovereto

Negli anni scorsi all’iniziativa hanno aderito con i loro scritti oltre 500 studenti universitari. Accanto a loro, e con loro – gli scrittori e i professionisti dell’editoria incaricati di attribuire un premio al migliore racconto, gli attori e i registi teatrali che premiano la migliore performance, la giuria composta dagli studenti universitari, a cui a sua volta spetta l’assegnazione di un premio per il miglior racconto, ed inoltre anche molti studenti delle scuole superiori

I premi  corsi on line Classi-fy di tre mesi della Scuola Holden di Torino e corsi artistici (teatro, musica, danza) presso il Centro Teatro di Trento.

L’Opera Universitaria offrirà a sua volta agli studenti e ai docenti delle scuole superiori coinvolte nella Grande giuria due laboratori di due ore ciascuno: Cosa sono le storie, come si costruiscono, perché ne abbiamo bisogno, ma soprattutto come si riconoscono condotto da Davide Longo e Dalla carta al palco: in che modo un racconto diventa una performance condotto da Guido Laino.

Per la prima volta il concorso vedrà inoltre la partecipazione di Mattia Culmone, studente del corso di Composizione per Teatro e Cinema del Conservatorio di Trento, che comporrà per il racconto vincitore una musica originale, che sarà eseguita dal vivo nella serata finale di AdR.

Come si partecipa: innanzitutto inviando il racconto inedito, a tema libero, di non oltre 8000 battute, spazi inclusi, a operauniversitaria@pec.operauni.tn.it. Possono partecipare tutti gli studenti iscritti all’Università degli Studi di Trento, al Conservatorio di Trento, all’I.S.I.T. e alla Trentino Art Academy, oppure iscritti in altri atenei italiani, purché residenti in provincia di Trento.

I dieci finalisti potranno partecipare al workshop di scrittura di due giorni con Davide Longo, fra i più apprezzato scrittori italiani (i suoi romanzi sono pubblicati fra gli altri da Feltrinelli, Einaudi, Marcos y Marcos), nonché autore teatrale, radiofonico e per il cinema, e nelle settimane successive, trasformare con Guido Laino i racconti in performance.

Il Bando di concorso e il modulo d’iscrizione sono disponibili presso lo Sportello Opera Universitaria (via della Malpensada, 140) o scaricabili dal sito www.operauni.tn.it.

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Trento

Tutela e promozione del paesaggio viticolo: un convegno multidisciplinare a Trento

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Si sono aperti ieri mattina presso la facoltà di Giurisprudenza i lavori di un convegno interdisciplinare sul tema “Il paesaggio viticolo tra tutela e promozione: problemi e prospettive“. Presenti docenti, ricercatori ed esperti di vari ambiti che nel corso della giornata affronteranno l’argomento dal punto di vista giuridico, turistico, promozionale ed economico.

Per un saluto introduttivo è intervenuto il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, che ha evidenziato la grande attualità del tema e il suo legame con il prossimo aggiornamento del Piano urbanistico provinciale:Sostenibilità economica, ambientale e sociale sono sempre più importanti nelle scelte che riguardano il territorio; sono temi sui quali è fondamentale confrontarsi e riflettere, soprattutto per garantire una prospettiva ai giovani, che oggi vedo con piacere numerosi fra i partecipanti a questo incontro”, ha detto il vicepresidente.

“Per il Trentino il paesaggio viticolo vuol dire storia e tradizione, nel tempo ha rappresentato sviluppo ed economia per il territorio, oltre a caratterizzarlo in modo determinante”, ha detto ancora Tonina, ricordando che negli Stati Generali della Montagna della scorsa primavera il tema trasversale del paesaggio è stato quello che ha suscitato maggiore interesse.

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“Se il Trentino è così come è oggi lo dobbiamo ai settant’anni della nostra Autonomia, che ha garantito sviluppo tenendo conto delle nostre caratterizzazioni. La parola di cui adesso dobbiamo tenere conto è ‘qualità’ in ogni ambito: quello agricolo, economico, della mobilità, paesaggistico. Dobbiamo lavorare bene, con rispetto e attenzione per il nostro territorio, che va valorizzato, sostenuto e anche comunicato in modo corretto, considerando che anche di fronte ai grandi cambiamenti in atto, economici e climatici, possiamo fare la differenza”.

Ricordando anche che il Trentino nel 2026 ospiterà il grande evento delle Olimpiadi, Tonina ha auspicato, in conclusione del suo saluto, che possano essere ricordate come le Olimpiadi della sostenibilità, che lasceranno ricadute positive per il Trentino del futuro.

Il paesaggio vitivinicolo offre un esempio particolarmente significativo, per l’importanza in termini ambientali, economici e sociali che assume nel contesto trentino, di una tensione tra tutela e promozione che caratterizza il tema del paesaggio più in generale.

Il convegno di oggi vuole offrire un’occasione di confronto su questioni di grande attualità, coinvolgendo non solo studiosi appartenenti a settori disciplinari diversi, ma anche operatori del settore.

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I tanti fattori che si intrecciano in queste tematiche sono stati ricordati anche dal preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento Fulvio Cortese, che ha dato il benvenuto ai partecipanti. Anna Simonati, docente all’Università di Trento di diritto pubblico e urbanistico ha anticipato che la giornata odierna rappresenta l’inizio di un percorso duraturo di un gruppo di lavoro che si occuperà di un tema polivalente di grande interesse, fornendo strumenti operativi per gestire oculatamente il territorio viticolo.

Il convegno è poi entrato nel vivo dei lavori, aperti da un excursus storico del sovrintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento Franco Marzatico, che ha parlato delle interazioni fra uomo e ambiente, popolazioni e luoghi, evidenziando l’importanza dell’eredità culturale del paesaggio e della simbologia della vite e del vino, che caratterizzano le diverse culture e civiltà dai tempi più remoti.

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Trento

Rifiuti abbandonati, Canova presa nuovamente di mira

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Della questione il nostro giornale si era già occupato il 19 agosto 2019 dopo la denuncia di Daniele Demattè che era stato chiamato da alcuni residenti di Canova che avevano scoperto in fondo all’abitato del paese una vera e propria discarica abusiva dove alcuni residenti arrivano con i sacchi di rifiuti in mano e li buttano nella boscaglia.

Allora uno di questi residenti si era trovato davanti una donna (di origine africana o sud Americana riferisce il testimone) che stava scaricando i soliti sacchi fra gli alberi che vistasi osservata aveva cominciato ad inveire e minacciare contro il «povero» malcapitato.

Fra le immondizie era stato buttato anche un carrello della spesa.

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Il problema ora si ripropone ancora più grave di prima.

Infatti i residenti lamentano ancora una volta la trasformazione del tratto di campagna in una vera discarica abusiva che è cresciuta di mese in mese fino a raggiungere l’entità che è ben visibile delle fotografie scattate sempre da Daniele Demattè. 

Le cattive abitudine dei maleducati ed incivili sembrano quindi continuare senza nessuna remora o paura.

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