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Rovereto e Vallagarina

Volano: il 21 settembre molta attesa per la «notte rosa»

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Appuntamento ormai immancabile nell’ambito delle manifestazioni settembrine presenti in Vallagarina la Notte Rosa volanese, giunta alla quinta edizione, patrocinata e organizzata  dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato Volano Eventi.

Dopo il successo riscontrato nel 2018 si conferma anche per quest’anno la medesima location; la sfilata delle modelle è prevista infatti sul green carpet allestito presso il parco Legat.

Comune il filo conduttore che per cinque anni è stato alla base, il tema delle donne.

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Nel 2015 l’evento era stato riservato alle arti femminili presentate in un percorso lungo il centro storico del paese e la sfilata in Via Trento con abiti femminili sportivi, da sera e da sposa.

Nel 2016, sempre lungo un percorso itinerante, la festa aveva dato spazio alla musica, al ballo e alla cultura con la mostra “Libere e sovrane – le ventuno donne che 70 anni fa hanno collaborato alla redazione della Costituzione Italiana”; ha seguito poi la sfilata con gli abiti di Carnevale creati con cura dalle mani delle volanesi, un altro evento quello del Carnevale dei Ragazzi che annualmente non manca all’appello.

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Nel 2017 nuovo percorso itinerante con tappe legate alla musica, al ballo, alla cultura ed al teatro, alla salute e con la tradizionale sfilata per rappresentare la storia della moda; le modelle infatti hanno indossato abiti a partire dagli anni ’40 fino al mondo d’oggi e in conclusione i bellissimi abiti da sposa.

Nel 2018 nuova location al parco Legat con temi legati alla musica e alla cultura con la mostra “Donne in guerra”.  Durante la sfilata della quarta edizione dal titolo ‘Abiti dal mondo’ le modelle hanno indossato costumi tipici di molti paesi sparsi in vari continenti.

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Per il 2019 un’altra novità e non poteva essere diversamente visto che non mancano certo idee alla ‘Forza rosa” , un gruppo di donne ormai storico, rivelatosi trainante già dalla prima edizione; tema conduttore le “Icone femminili”, ovvero le donne che in vari momenti storici si sono distinte per carisma, stile, eleganza, professionalità, equilibrio, bellezza associata all’intelligenza e che hanno rappresentato e rappresentano, ancora al mondo di oggi, un punto di riferimento di generazioni di donne.

Tutte le hanno volute definire ‘Icone’ per la loro capacità di essere ricordate nel tempo, immagini eterne come le icone.

La proposta della Notte Rosa volanese iniziò cinque anni con l’intento di offrire uno spettacolo nuovo, far socializzare i residenti storici e attirare nel contempo anche gente non del paese  ma anche con  l’obiettivo di far nascere momenti di riflessione. E nel 2019 non mancheranno certo gli spunti dalla sfilata che presenterà delle donne che hanno fatto la storia.

Per la realizzazione della serata, oltre al volontariato volanese, sono stati coinvolti i ragazzi dell’Istituto di formazione professionale Sandro Pertini di Trento – indirizzo estetica ed acconciatura – che insieme ai loro insegnanti cureranno pettinature e trucco delle nostre modelle; la proposta formulata dal Comune è stata favorevolmente accettata dai dirigenti dell’istituto scolastico, con l’obiettivo di testare sul campo ed in forma pratica molte delle nozioni apprese in aula, ma altresì come occasione di studio ed approfondimento dei vari momenti storici in cui le donne hanno vissuto.

E’ davvero importante partire anche dai giovani per ricordare come la donna non debba essere vista dal genere maschile come una rivale, ma nei vari ruoli che riveste nell’ambito della società e come  valore aggiunto in termini di sensibilità, proposte e visioni; dopo secoli di emarginazione, di lotte per l’indipendenza in momenti in cui vigeva ancora la potestà coniugale e il delitto d’onore e in cui la maternità era un dovere o una colpa e a volte un ostacolo al mondo d’oggi il progresso sociale ci ha portati a superare molti aspetti e giungere ad una parità a volte solo formale.

E ciò che non possiamo trascurare è il dilagare della violenza di genere e gli episodi di femminicidio che risaltano alla cronaca quotidianamente, legati al maschilismo e al possesso; per questo l’amministrazione comunale ha cercato, durante tutto il mandato, di promuovere iniziative rivolte a sensibilizzare sui temi sociali, anche con il contributo di molti volanesi uomini, che si sono prestati volontariamente a sostenere le iniziative (vedi panchina rossa).

«Siamo convinte che promuovere iniziative come la Notte rosa possa risultare complementare nell’ambito di un panorama più complesso di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere; siamo convinte altresì che tali proposte possano generare una sana riflessione culturale sulle donne del passato e del presente che hanno rivestito o rivestono ruoli in diversi settori e comparti lavorativi, ben lontani da alcune rappresentazioni mediatiche del genere femminile veicolate dai mass media» – Spiegano le organizzatrici

Un gruppo di giovani allestirà un tavolo con l’esposizione di libri, concessi gentilmente dalla Biblioteca Comunale, inerenti le figure femminili che sfileranno dando modo a chi lo volesse, di approfondire con la lettura, il contesto storico e la vita di queste donne. Inoltre saranno esposti libri usati da poter prendere gratuitamente.

Non ci resta quindi che attendere la sera del 21 settembre con inizio alle 19.30 per vedere quali personaggi sono stati scelti e quali saranno le volontarie, in veste di modelle, che sfileranno sul green carpet del parco Legat.

In caso di maltempo l’appuntamento viene spostato al Teatro Concordia di Volano in Via Stazione con inizio alle ore 20.00.

 

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Rovereto e Vallagarina

Anche Villa Lagarina nella polizia intercomunale

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Finalmente è una realtà ed è operativo dal primo gennaio 2020 il corpo intercomunale di polizia municipale, che unisce 12 comuni tra cui Villa Lagarina.

Una sinergia da sempre caldeggiata dall’amministrazione guidata da Romina Baroni, che infatti è tra quelle che hanno spinto di più per attivarla: «Un risultato davvero importante e affatto scontato, nell’ottica di razionalizzare le risorse e migliorare il servizio, garantendo una presenza sul territorio adeguata e qualificata, ampliata anche alle ore serali (7-24).

In questa fase ho chiesto al comandante del nuovo corpo, Emanuele Ruaro, che sia data priorità alla sicurezza stradale, al sistema della sosta e alle emergenze ambientali, oltre che di integrare il nostro sistema di sorveglianza con la centrale di Rovereto».

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Attenzione quindi ai limiti di velocità, al parcheggio selvaggio e ai furbetti dei rifiuti.

La decisione di convergere sul corpo intercomunale di polizia municipale è stata avvallata  lo scorso 28 novembre dal Consiglio comunale (astenute le tre minoranze), approvando la convenzione decennale e il relativo regolamento del nuovo corpo di polizia locale.

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Per Villa Lagarina, che aveva un proprio corpo di polizia municipale, un provvedimento opportuno al momento giusto, dato che nel corso del 2018 era andato in pensione il vigile Elvio Bonomi e presto lo seguirà anche il vigile Vigilio Baldessarini, da anni punti di riferimento sia per i residenti sia per gli amministratori.

A capo della nuova struttura c’è Emanuele Ruaro, comandante della polizia municipale di Rovereto, da tempo operativa anche sulle valli del Leno: Trambileno, Terragnolo e Vallarsa.

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L’ampliato corpo si estende quindi ora anche a Besenello, Calliano, Isera, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Volano e – appunto – Villa Lagarina che vi ha conferito l’autovettura elettrica e i propri due agenti, facendo arrivare il totale dell’organico a 55 effettivi che opereranno dalle 7 alle 24 su un territorio di 323 chilometri quadrati e una popolazione di quasi 64mila persone.

Il costo per Villa Lagarina sarà pari a 45.750 euro l’anno fino al 2022 con una copertura annua di servizio pari a 2928 ore. Successivamente il calcolo terrà conto della popolazione e delle ore di servizio prestate dagli agenti sul territorio comunale.

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Rovereto e Vallagarina

L’assessore Quinto Canali rassegna le dimissioni

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«In coerenza e uniformità con gli intenti politici recentemente annunciati dalla formazione “Brentonico Futura” – vale a dire, con gli indirizzi e gli obiettivi per la creazione di una nuova proposta politica per l’Altopiano di Brentonico nel segno della generazione di un programma complessivo di progresso, costituente, più inclusivo e riformatore, un patto riformista di comunità e tra le generazioni – condividendone l’occorrenza, lo spirito e il merito, comunico che in data 20 gennaio 2020 ho rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore comunale di Brentonico per le competenze alla cultura, all’istruzione e alla collaborazione per le iniziative sovracomunali delegatemi ad inizio legislatura».

Esordisce così la lettera di Quinto Canali dove vengono spiegate le ragioni delle dimissioni.

Nella lettera di dimissioni Canali evidenzia che «i maggiori e più complessi e articolati progetti strutturali ideati e sui quali cui ho lavorato godono ora di autosufficienza e autonomia di azione, di proseguo e di futuro tramite enti superiori o convenzioni pluriennali o l’ufficio comunale alla cultura e istruzione; in particolare: il progetto per la candidatura del Monte Baldo unitario a Patrimonio mondiale Unesco; il progetto per la rinascita dal 1 settembre 2020 dell’Istituto Comprensivo di Brentonico con gli importanti e innovativi contenuti di scuola di comunità; il progetto per la creazione dell’Archivio di comunità (la ricerca, lo studio, la divulgazione e la valorizzazione dei beni culturali tangibili e intangibili del territorio) in convenzione con l’Università di Padova (progetto recentemente arricchitosi della cooperazione con il Muse e, grazie a un finanziamento dell’Unione Europea, dell’adesione delle Università di Cipro, Zagabria e Clermont Auvergne; per l’Italia le prossime summerschool internazionali di archeologia partecipata e sui paesaggi storici si terranno annualmente a Brentonico a partire dal settembre 2020 e saranno estendibili al Monte Baldo) e il progetto per la creazione di reti collaborative culturali e sociali tra il Comune di Brentonico e i comuni del Monte Baldo e altri funzionali contigui, o loro enti anche strumentali; nonché, il progetto per il sito web ‘montebaldo.eu’.

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E ancora: «Ho altresì ricordato che sono già finanziate le sette nuove pubblicazioni che troveranno prossima edizione (CD organo e i volumi su Brentonico tra il XII e il XIII secolo, su Albino Zenatti, su Josef Anton Raffeiner, sulle botteghe brentegane a Milano, sulla chiesa di Brentonico e su Brentonico nel Novecento), così come sono già state predisposte tutte le iniziative e le manifestazioni culturali fino tutto aprile 2020».

 

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Rovereto e Vallagarina

Film-evento su Botero al cinema di Rovereto, in sala oggi e domani

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Sarà proiettato al Supercinema Rosmini di Rovereto un film evento dedicato a Botero.

Il docu-film di Don Millar intitolato “Botero, una ricerca senza fine” non poteva non approdare a Rovereto, città che da sempre favorisce l’arte e la cultura. Questo si presenta come un documentario che narra al grande pubblico le imprese di un famoso artista attraverso voci e testimonianze diverse.

Non sono molti i cinema trentini che ospitano tale spettacolo, il lungometraggio sarà disponibile nelle sale di Piazza Rosmini solo nelle giornate di oggi e domani con una doppia programmazione (19.20 e 21).

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Botero, secondo di tre figli, nasce in una famiglia comune poco dopo la morte del padre. Sperimenta l’arte attraverso le illustrazioni, uno dei primi lavori che conquista grazie al suo talento. Disegnare per il giornale più importante della sua città natale gli fornisce un ottimo trampolino di lancio per quella che sarà una brillante carriera artistica.

Scopre la possibilità di espandere le sue forme in Messico, e lì vi rimane dopo aver rifiutato le influenze artistiche del suo tempo in Colombia. Scopre il mondo da giovanissimo e non smette di lasciarsi impressionare e appassionare dagli stili del suo secolo. Scopre l’espressionismo astratto, per esempio, e comincia a sviluppare una forma sempre più personale. Torna nel suo Paese natale trionfante ed arricchito, ottiene una cattedra all’Accademia d’arte di Bogotà.

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Attorno agli anni ’60 torna nello stato di New York a causa di alcuni problemi finanziari ai quali il suo matrimonio non era riuscito a sopravvivere. Riscopre la sua fortuna nel nuovo continente e da lì, lui e i suoi colori caldi volano in Europa.  Apprezzato dalla critica continua la sua carriera tra quadri e sculture, la sua fama cresce tornando come un boomerang in Columbia.

Botero è conosciuto per il suo stile personale, per le sue forme ampie e tondeggianti, per l’importante utilizzo dei colori e per gli sguardi dei suoi soggetti che, inesorabilmente, sono spesso persi nel vuoto. Alcune tra le sue opere prinicpali si intitolano: La morte di Pablo Escobar, The dancers, La Famiglia del presidente, Guitar and chair. 

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Come si evince dal sito Mymovies.it, società sotto la direzione di GEDI gruppo Editoriale, che da quasi vent’anni fornisce agli utenti aggiornamenti sotto forma di magazine e database di informazione cinematografica, il documentario di Millar abbraccia la vita dell’artista fin dai suoi primi passi e, con occhio attento, cerca di far capire come si è sviluppato il suo mondo interiore.

Sono una decina le location dove si è filmato il docu-film e questo, che presenterà anche materiale inedito, non potrà che ripercorrere la vita di Botero fornendo un elevato grado di autenticità grazie anche all’uso di 4 diverse lingue.

«Si tratta dell’artista che ha il più grande fascino internazionale e con il maggior numero di persone a visitare le sue mostre» si evince dal trailer rilasciato qualche settimana prima dell’uscita del lungometraggio nelle sale.

Sul sito di informazione Mymovies.it il 14 gennaio è stato rilasciato in anteprima uno spezzone di 10 minuti di film. Interessante la prima scena di “riunione familiare” dove Botero racconta ai suoi figli, e con loro agli spettatori, la sua infanzia.

Pare quindi che attraverso questo lungometraggio verranno forniti aneddoti e curiosità in un susseguirsi di immagini e testimonianze scadenziate da un sound track intrigante.

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