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Trento

Annullamento del bando delle pulizie: caro Sindaco Andreatta e adesso chi paga?

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Il sindaco Andreatta risolve l’imbarazzo di una pessima figura facendone una ancora peggiore.

Prima avvalla la pubblicazione di un bando gara per l’assegnazione delle pulizie nei palazzi comunali da fame per i lavoratori che sarebbero stati costretti a lavorare ben sotto le soglie del minimo vitale; poi sotto il fuoco amico, cioè quello dei sindacati e quello delle opposizioni, sospende il bando.

Tranquilli che nulla cambierà fino al 30 giugno 2020.

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In effetti non sarebbe stato per nulla strategico per la giunta di centro sinistra, acquisire anche la nomea di “ affama lavoratori” a pochi mesi dalle elezioni ed allora ecco il clamoroso dietrofront.

L’unica cosa che stona è che per il momento non si sono individuati i responsabili della stesura di un bando infame. E quindi ci chiediamo: che figura è?

Andreatta avrebbe dovuto citare chi ben retribuito con soldi pubblici, magari anche con un parere legale altrettanto ben retribuito, ha messo in piedi un appalto a condizioni da fame.

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Per capirlo bastava farsi un paio di domande, fare un calcolo a che livelli potevano andare a finire gli stipendi pagati proporzionalmente ad un bando che aveva come base d’ asta una riduzione del 30% dell’attuale spesa.

I lavori sarebbero stati assegnati a chi indicava la percentuale massima di ribasso, uno stillicidio sulla pelle dei lavoratori, una pretesa di ulteriori sacrifici da chi già percepisce compensi minimi.

Andreatta ha voluto anche fare anche il brillante, riconoscere ciò che ha sempre fatto finta di non sapere e “scoprire”. Dal cilindro ha estratto la possibilità alternativa che è una sorta di soluzione ponte che rimanda tutto alla metà dell’anno prossimo. Il solito gioco del decidere di non decidere.

Ora o Andreatta si è del tutto disinteressato della questione, firmando alla cieca la pubblicazione del nuovo bando, oppure era consapevole di quello che andava presentando.

Per uscire da questa situazione facendo una bella figura, avrebbe dovuto indicare i responsabili e spiegare quali provvedimenti erano stati presi nei confronti di chi aveva sbagliato.

Stiamo parlando di un bando che ha comunque avuto un costo pagato con soldi dei trentini che ha fatto fare una pessima figura alla giunta di centro sinistra che lo ha difeso fino ad un paio di settimane fa.

E’ vero che nel pubblico chi sbaglia difficilmente paga, però in questo caso anche nel rispetto dei lavoratori interessati, molto di più andava fatto rispetto ad un provvedimento ponte.

Ma ormai lo abbiamo capito: il coraggio non è una caratteristica del sindaco.

Sotto la protesta delle dipendenti delle ditte delle pulizie

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