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Trento

Luserna, alloggi gratis per le giovani famiglie

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In Trentino il co-living diventa realtà. Oggi è stata infatti sottoscritta la convenzione tra Provincia autonoma di Trento, Comune di Luserna, Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri e Itea Spa.

Il progetto pilota interessa il territorio degli Altipiani Cimbri e punta a contrastare lo spopolamento attraverso l’insediamento di nuovi nuclei familiari. E per il futuro è già stata coinvolta Fondazione Demarchi per elaborare una metodologia per consentire la replica di questo modello su altri territori.

A farsi promotore dell’iniziativa è l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana che – all’interno della manovra di assestamento di bilancio approvata a luglio – ha previsto che Itea possa mettere a disposizione gli alloggi rimasti inutilizzati negli ultimi 5 anni.

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Oggi a Luserna vi erano il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla famiglia Stefania Segnana, il sindaco Luca Nicolussi Paolaz, la presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri Nicoletta Carbonari, il presidente di Itea Salvatore Ghirardini e il dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia natalità e politiche giovanili Luciano Malfer.

L’iniziativa avrà un doppio effetto positivo: frenare il fenomeno dell’abbandono della montagna da parte delle nuove generazioni e far fronte alla diffusa difficoltà di reperire alloggi a prezzi sostenibili da parte delle giovani famiglie. Il progetto è rivolto a 4 giovani famiglie, con o senza figli. Le famiglie accolte negli appartamenti rimasti sfitti saranno chiamate solo a coprire le spese legate alle utenze e nei primi quattro anni non dovranno pagare l’affitto.

“Radicare le persone sul territorio è per noi una tematica centrale, come il percorso degli Stati Generali della Montagna ha dimostrato – sono state le parole del presidente Fugatti -. Se la montagna si spopola l’autonomia avrà perso una delle sue principali peculiarità, è in questi territori che ci sono le radici della nostra autonomia”. “Con questo progetto – spiega l’assessore Segnana – i territori potranno crescere accogliendo le giovani famiglie: puntiamo infatti a favorire una ripresa della natalità, sostenendo le reti sociali che rendono vitali le piccole realtà delle valli”.

E a rimarcare la necessità di evitare l’impoverimento dei territori di montagna è stato proprio il sindaco di Luserna Nicolussi Paolaz che, nell’accogliere la Giunta provinciale, ha voluto pronunciare una parte del suo discorso proprio in lingua cimbra. “Luserna – sono state le parole del sindaco – è un paese di montagna che vuole essere fedele alle sue caratteristiche storiche, culturali e naturalmente linguistiche. Questo progetto mira ad attirare e a far rimanere da noi giovani famiglie o coppie e, soprattutto, non si tratta di un progetto socio-assistenziale, punta a rafforzare la residenzialità attraverso nuove famiglie, punta a costruire comunità”.

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Parole riecheggiate dalla presidente della Comunità Carbonari: “Grazie davvero per la sensibilità che avete dimostrato in questo progetto – ha detto rivolgendosi agli amministratori provinciali – noi ci crediamo e vorremmo che da Luserna potesse essere portato in tutto il Trentino”.

Come infatti ha spiegato il presidente di Itea Ghirardini:Stiamo facendo un’analisi su tutto il territorio provinciale per capire quanti alloggi simili a questi ci sono in Trentino, speriamo appunto di estendere il progetto e di abbassare la percentuale di alloggi sfitti“.

Infine il dirigente Malfer ha evidenziato come il percorso nasca all’interno di una rete, che è quella del Distretto Famiglia degli Altipiani Cimbri, e che l’obiettivo è anche quello di lavorare sul benessere del territorio.

Il progetto – Nuova linfa per la comunità cimbra. A Luserna saranno offerte alle giovani famiglie le condizioni ideali per diventare autonome, costruire un nuovo progetto di vita e contribuire allo sviluppo e alla vita di un territorio montano. Il co-living si propone come un modello di abitare collaborativo, simile alle esperienze di cohousing, nel quale la condivisione conta più del possedere. In questo modo, l’alleanza fra soggetti pubblici e privati avrà una ricaduta positiva sul vivere quotidiano all’interno della comunità locale. “Il coliving – si legge nell’accordo sottoscritto proprio oggi – diventa uno strumento strategico non solo per l’incremento demografico dei territori montani, ma anche per rinsaldare o dare vita a nuove reti sociali che condividono l’idea di un welfare generativo”. Così si dà vita a un patto fiduciario tra nuove generazioni e abitanti dei territori.

Il bando – Il progetto della durata di quattro anni prevede la messa a disposizione di 4 alloggi non arredati, di proprietà di Itea spa, nel comune di Luserna. Gli appartamenti saranno messi a disposizione gratuitamente; rimarranno a carico degli affittuari solo utenze e spese ordinarie. Le giovani famiglie saranno accompagnate e sostenute da esperti di processi partecipati, affinché possano avere un ruolo attivo nella comunità che li ospita. Al termine dei quattro anni, gli inquilini coinvolti potranno – tra le altre cose – lasciare l’alloggio per altre soluzioni abitative, oppure rimanere a Luserna corrispondendo un canone agevolato.

Le coppie – Le quattro giovani famiglie (con o senza figli) selezionate dal bando prenderanno parte ad un processo partecipato, che prevederà una formazione iniziale con il coinvolgimento della comunità locale. Chi parteciperà al progetto sarà chiamato ad inserirsi attivamente nella comunità locale. Dopo la firma dell’accordo verrà istituito un gruppo di lavoro che deve predisporre il bando di selezione delle giovani famiglie; i criteri di selezione terranno conto dell’età, della loro condizione familiare, della residenza, della motivazione, della presenza o meno di figli. Per candidarsi ad essere ospitate negli alloggi messi a disposizione, alle interessate sarà chiesto di scrivere una lettera motivazionale – esplicitando motivi e aspettative da questo progetto di abitare collaborativo. Fondazione Demarchi supporterà il gruppo di lavoro per gli aspetti legati allo sviluppo di comunità ed elaborerà una metodologia per consentire la replica di questo modello su altri territori.

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