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Piana Rotaliana

L’indirizzo Scienze Umane esiliato dal Martino Martini. Lo spostamento al “Cason” è ancora duro da accettare

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Nonostante siano passati solamente due giorni, per i ragazzi del Martino Martini mandati in esilio al vecchio “Cason” di via Filzi, pare sia già passata un’eternità.

Visto il sovraffollamento del Martino Martini, l’indirizzo Scienze Umane è stato la vittima sacrificale per tornare a popolare la vecchia struttura delle scuole medie.

La scelta alla base è la pochezza delle ore di laboratorio (1 ora di scienze nelle Scienze Umane,  2 ore di scienze nelle Scienze Umane opzione economico sociale). Per salvarsi bisognava scegliere tutt’altro, non il liceo Umanistico.

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Purtroppo non c’è stato tempo per ponderare un’altra scelta o un’altra sede. La preside ha inviato una e-mail solamente dopo Ferragosto, cogliendo tutti gli studenti alla sprovvista.

Le vacanze al mare hanno preso una piega improvvisa. In terza media le iscrizioni per la classe successiva avvengono in inverno: si ha tempo dal 7 al 31 gennaio.

Il sospetto è che la preside sapesse già che l’anno successivo il Martino Martini fosse stato sovraffollato e di conseguenza sia stata già a conoscenza della soluzione “migliore”. Perché inviare una e-mail solo in pieno agosto?

Al di là del fattore estetico, molto discutibile, mancano parecchi altri servizi. Come prima impressione assomiglia molto al carcere dell’Asinara corroso dalla salsedine, ma non bisogna mai fermarsi alle apparenze.

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Entrando si scopre che manca una mensa, una palestra, una segreteria e una sala lettura. Il cortile dove i ragazzi sono soliti trascorrere la ricreazione è uno spazio quadrato recintato ricavato da un pezzo di parcheggio. Scontate le somiglianze con l’ora d’aria.

Per tutti questi servizi i ragazzi si devono appoggiare al Martino Martini. Per le due ore di educazione fisica bisogna tornare nella palestra dell’edificio centrale. L’unica nota positiva è che il tragitto implica di per se stesso l’attività fisica. Il tempo è stato così ottimizzato.

Molti ragazzi, soprattutto coloro che si apprestano a frequentare la prima Scienze Umane, sono stati letteralmente delusi.

La scelta del Martino Martini è stata fatta in base a ciò che offre la struttura stessa, piena di servizi e all’avanguardia, e sicuramente nessuno si aspettava di ritrovarsi laggiù. Anche perché le iscrizioni sarebbero crollate.

Alla fine insomma i bei propositi di cominciare il nuovo percorso delle scuole superiori in una struttura moderna e innovativa sono crollati.

Mezzolombardo non sta sicuramente con le mani in mano. Konrad Vedovelli, esponente del consiglio comunale e a capo del gruppo consiliare “Mezzolombardo, partecipa!” prende la parola e si schiera a favore dei genitori e dei ragazzi:”Non è giusto. Capisco quanto richiesto dai genitori, che hanno iscritto i loro figli in una scuola pensando di avere a disposizione una determinata struttura, e invece un intero corso si ritrova in una struttura che è vecchia.

Noi in concreto abbiamo depositato una mozione (qui l’articolo in dettaglio) che verrà discussa martedì, ma non solo. Insieme a tutti i consiglieri comunali di minoranza (Corrado Aldrighetti, Luca Girardi, Paolo Mazzoni, Luigi Rossi e Danilo Viola) abbiamo presentato un’opposizione alla delibera di giunta (qui l’articolo in dettaglio).

La giunta di Mezzolombardo ha deliberato di dare in concessione in comodato gratuito alla scuola Martino Martini il “Cason” per quattro anni rinnovabili. Noi ci siamo opposti. Non deve essere una cosa che si trascini nel tempo.

Finchè è un anno lo si può accettare, ma questa delibera significa che gli studenti staranno dentro per anni.

Dopo questa opposizione probabilmente potrebbe bloccarsi tutto. Insieme a noi,  i genitori stanno portando avanti un altro percorso: hanno inviato una lettera direttamente al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all’assessore all’istruzione Mirko Bisesti. La cosa più importante è che noi, le famiglie e i ragazzi cerchiamo di raggiungere tutti insieme lo stesso obiettivo”.

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Piana Rotaliana

Lutto per Mezzolombardo, è morto Pietro Asson

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È morto dopo una lunga malattia Pietro Asson, persona molto stimata e conosciuta a Mezzolombardo.

Aveva 67 anni e una vita vissuta al servizio della comunità del suo amato paese.

Nato politicamente nella democrazia cristiana aveva iniziato le  sue esperienze negli anni ottanta come presenza fissa fra i banchi del consiglio comunale.

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Era stato eletto infatti eletto per la prima volta dal 1990 al 1993, nella giunta del sindaco Umberto Vanzi dove aveva ricoperto il ruolo di assessore alla cultura.

Poi dal 1995 al 2000 era stato consigliere comunale come indipendente nelle liste del Patt con l’allora sindaco Laura Dalfovo.

Dal 2000 al 2005 aveva «sposato» la politica del sindaco Rodolfo Borga dove aveva ricoperto il ruolo di assessore all’ambiente e all’agricoltura.

Dal 1995 al 2000 era stato consigliere nel comprensorio C5 e era stato per molti anni componente del consiglio di amministrazione dell’azienda comunale Asmea (oggi Air spa)

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Diplomato come perito industriale aveva lavorato come insegnante all’Enaip e  poi all’Irst di Povo e nell’ufficio tecnico dell’università di Trento.

Pietro Asson era sposato dal 1980 con Anna Rita Del Dot ed era diventato papà di Andrea, nominato segretario dell’assessore provinciale Mirko Bisesti, di Elisabetta e di Francesco.

Innumerevoli le sue iniziative a sostegno del territorio, come “Calici di Stelle”, o come la nuova programmazione delle isole ecologiche per la raccolta differenziata e della valorizzazione della località “ai Piani”.

Dopo la meritata pensione avrebbe voluto coltivare il suo hobby, cioè l’agricoltura, ma purtroppo per farlo ha avuto poco tempo.

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: nessun rimborso per i 10 mila acquirenti che avevano versato acconti e caparre

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La prolungata situazione di stallo della cessione di Mercatone Uno, comincia ad avere le prime conseguenze negative: gli oltre 10 mila acquirenti che avevano versato 4,5 milioni di euro a titolo di acconti e caparre non riceveranno ne il rimborso, ne tanto meno la merce.

Il rischio, anche per molti clienti trentini era concreto, ma la speranza era che si trovasse una soluzione almeno per chi era rimasto con gli acquisti bloccati nei magazzini e doveva solo ritirarli o versare un saldo minimo.

Agli interessati è semplicemente arrivata una comunicazione dai commissari straordinari attraverso un avvocato, nella quale si comunica a creditori ( i fornitori) e ai consumatori lo scioglimento del contratto d’acquisto.

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Dopo il danno la beffa anche perché l’unica possibilità rimasta sarebbe quella di insinuarsi nel fallimento però solo come creditori chirografari, cioè quelli che vengono dopo i privilegiati: c’è quindi il rischio concreto di non incassare nulla.

Il problema è che fino all’ultimo i dipendi all’oscuro di quanto stava accadendo, hanno fatto sottoscrivere i contratti d’acquisto incassando gli acconti.

Da una parte la Shernon Holding, la società proprietaria fallita, ha fatto sapere che non farà nulla per venire incontro ai clienti ed al Ministero non ci sono incontri programmati per affrontare questo ulteriore problema.

I più fortunati sono i clienti hanno acquistato tramite i finanziamenti offerti dallo stesso Mercatone Uno che si dovevano iniziare a rimborsare solo dopo aver ricevuto la merce.

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In questo caso andranno perse solo le spese di istruzione pratica.

Sul fronte dipendenti tra i quali ci sono i 33 del punto vendita di San Michele, l’unica novità è qualche dettaglio in più relativo alla miglior offerta non vincolante presentata: la proposta è quella dell’acquisizione di 21 punti vendita sui 55 totali con l’assunzione di 500 dipendenti rispetto a 1699.

Non si hanno però notizie certe sul futuro del negozio di San Michele.

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Piana Rotaliana

Ufficio del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo: Denis Paoli presenta un’interrogazione

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Ho presentato oggi un’interrogazione per far finalmente chiarezza sul futuro dell’ufficio del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo. Un’interrogazione che vuole rassicurare tutti dopo la delibera provinciale n. 1320 del 2019, nella quale si è prevista la revisione dell’assetto degli uffici territoriali, stabilendo nei fatti che gli uffici del Catasto e del Libro fondiario di Mezzolombardo, a cui fanno riferimento i Comuni della bassa Val di Non, dell’Altopiano della Paganella e della Rotaliana, non avranno più un dirigente proprio, ma saranno accorpati agli uffici di Trento e un dirigente verrà in paese solo in alcune giornate”. (altro…)

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