Connect with us
Pubblicità

economia e finanza

Marco Radice alla guida di Cassa del Trentino

Pubblicato

-


L’avv. Marco Radice è stato nominato dall’Assemblea ordinaria degli Azionisti, tenutasi lo scorso 6 settembre, come Presidente di Cassa del Trentino, dopo le dimissioni del dott. Roberto Nicastro, che ha dovuto lasciare la Società a seguito della prestigiosa nomina a Vice Presidente di UBI Banca.

Nel corso dell’Assemblea sono stati espressi i più sentiti ringraziamenti per l’operato del dott. Nicastro ed il rammarico per la perdita di una figura professionale di così elevato profilo che ha contribuito in misura determinante alla crescita del ruolo strategico della Società all’interno del Gruppo Provincia.

Cassa del Trentino S.p.A. è il braccio operativo-finanziario della Provincia, per il coordinamento delle risorse finanziarie destinate agli investimenti di tutto il sistema pubblico provinciale. Scopo primario di Cassa del Trentino è la gestione e l’erogazione delle risorse finanziarie assegnate dalla Provincia e destinate agli enti e ai soggetti pubblici provinciali per il finanziamento dei rispettivi progetti di investimento.

Pubblicità
Pubblicità

L’intervento da parte di Cassa del Trentino consente di ottimizzare la provvista finanziaria, di rendere più efficienti la gestione della liquidità e del debito del settore pubblico allargato e di conseguire ritorni fiscali al bilancio provinciale.

Cassa del Trentino opera unicamente per conto e su mandato della Provincia ed esclusivamente sul suo territorio. La sua attività e i suoi obiettivi sono inquadrati e regolati, oltre che dalle norme del settore di riferimento, da leggi e atti direttivi emanati dalla stessa Provincia.

Marco Radice, nato a Udine nel 1957, è esperto di diritto bancario e commerciale, nel 1994 ha fondato lo studio legale Radice & Cereda ed ha svolto attività di amministratore indipendente e presidente del Comitato Audit in società per azioni svolgenti attività assicurativa, bancaria e finanziaria.

Ha altre sì rivestito la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Itas Vita. Attualmente è Presidente del Consiglio di Sorveglianza e Presidente del Comitato Audit in Unicredit Bank Russia (Mosca).

Pubblicità
Pubblicità

Riveste inoltre il ruolo di Presidente del Comitato Audit Unicredit Bank Serbia (Belgrado), di Unicredit Bank Czech Republic and Slovakia (Praga) e di Bulbank (Sofia).

Pubblicità
Pubblicità

economia e finanza

Il novembre nero degli italiani: 55 miliardi di euro di tasse da versare allo Stato

Pubblicato

-


Mentre il governo Conte parla solamente di riforma e di alleggerimento fiscale senza far seguire nulla di concreto, da oggi inizia un novembre nero nel quale il fisco preleverà qualcosa come 55 miliardi di euro, dai conti degli italiani.

Iva, Ires e Irpef metteranno in difficoltà specialmente i piccoli imprenditori.

Per capire come le tasse possano essere ormai un’emergenza nazionale, basta considerare che la pressione fiscale in Italia è del 59,1% e peggio di noi è solo la Francia col 60.75%.

Pubblicità
Pubblicità

Poi ci sono anche gli acconti, le ritenute per i dipendenti e le varie addizionali; tutti balzelli che andranno in scadenza a novembre.

Negativa non solo la percentuale fiscale, ma anche il tempo necessario per acquisire le informazioni utili alle modalità di pagamento delle tasse: 30 giorni contro la media di 18 dell’area Euro.

E per la serie cifre da paura, nel 2018 il gettito fiscale entrato nelle casse dello Stato è stato di 500 miliardi di euro. Nel solo, ma nel mese di novembre saranno versati 15 miliardi di Iva.

Segue l’acconto Ires in capo alle società di capitali che anticiperanno al fisco 13,3 miliardi. 11,9 miliardi saranno versati per varie altre tasse da collaboratori e lavoratori dipendenti tramite il datore di lavoro.

Pubblicità
Pubblicità

L’acconto Irpef costerà alle aziende e ai percettori di redditi diversi 6,2 miliardi di euro, mentre per l’Irap ci sarà un prelievo di 6,1 miliardi.

Poi ci sono da saldare le addizionali regionali e comunali Irpef e nel totale non sono stati calcolati i contributi previdenziali, da versare entro il 16 novembre.

Quella di novembre è però una delle punte annuali dei pagamenti e che esclude i balzelli quotidiani che a vario titolo, specialmente le attività commerciali sono costrette a versare.

Logico che una riforma fiscale non potrebbe che essere al ribasso con percentuali consistenti.

Ma una minore pressione fiscale è l’unica strada per far ripartire l’economia italiana, dando anche un maggiore potere d’acquisto agli stipendi.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

economia e finanza

31 ottobre: la festa del risparmio trasformata in quella del debito

Pubblicato

-


Oggi si celebra la festa che non c’è più: il 31 ottobre sarebbe la Giornata del Risparmio che per decenni ha avuto un significato profondo per tante generazioni.

Il salvadanaio in metallo delle banche che veniva dato per raccogliere la moneta e quindi fare “ musina”.

La formichina eletta a simbolo di chi era previdente e risparmiava, poi francobolli, cartellonistica e tutto quanto era utile per celebrare la festa, fino a quando non è stato eliminato il risparmio.

PubblicitàPubblicità

Con un costo della vita pari se non superiore alla media degli stipendi; con la trasformazione delle abitudini da oculate a esasperatamente consumistiche, il risparmio è stato sostituito dal debito.

Solo fino a pochi anni fa le cose si compravano se si avevano i soldi o perlomeno gran parte della cifra necessaria per l’acquisto.

Ed il debito lo si contraeva per le cose importanti come lo è l’acquisto di una casa. Oggi col credito al consumo tutto, nulla escluso, è finanziabile quindi rateizzabile e le rate da pagare non fanno altro che eliminare il risparmio.

Sarebbe quindi da celebrare la festa del debito, non certo quella del risparmio.

Pubblicità
Pubblicità

Certo le famiglie italiane i soldi in banca li hanno anche se spesso non si tratta di denari propri, ma di eredità ricevute.

Molte famiglie hanno un loro tesoretto, ma ad essere scomparso è lo spirito del risparmio; quella soddisfazione personale di acquistare grazie al sacrificio.

Oggi a prevalere è il tutto facile e tutto subito e poco importa che specialmente con la tecnologia, siano tutti valori che vanno a perdersi.

L’importante è apparire. La scomparsa dello spirito del risparmio è iniziata tanti anni fa, negli anni di un boom economico costruito sulle cambiali.

Tanto che è lecito il dubbio se il nostro boom economico, non sia stato un castello di carta.

E’ anche vero che il potere d’acquisto degli stipendi era del tutto diverso rispetto all’attuale.

Ma oggi chi parla più di risparmio? Ad essere pubblicizzato e incentivato è solo il credito al consumo, quindi il debito.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

economia e finanza

Officine Brennero rilancia con il camion “iperconnesso”

Pubblicato

-


La “star”, alla festa per i vent’anni dall’inaugurazione del sito in via Spini di Gardolo, è S-WAY, l’ultimo nato tra i veicoli pesanti di Iveco, un camion connesso al 100 per cento, destinato a rivoluzionare la gestione delle flotte e la vivibilità a bordo.

Le sue funzioni di connettività avanzata, infatti, mantengono gli autisti in contatto costante con il gestore della flotta, gli specialisti dell’assistenza Iveco e la rete di concessionari.

Ed a festeggiare sono tutti i 65 dipendenti della sede trentina di Officine Brennero, realtà industriale di punta del settore trasporti commerciali presente in Trentino fin dal 1962 ed oggi con sedi anche a Verona, Campoformido (Udine) e Suzzara (Mantova). Una festa alla quale non è voluto mancare l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.

Pubblicità
Pubblicità

Iveco è l’unico costruttore al mondo a proporre una gamma completa, dai veicoli commerciali a quelli pesanti per il trasporto su lunghe distanze (oltre al nuovo camion S-WAY è stato presentato oggi anche il nuovo Iveco Daily 2019), che si avvale di robusti e collaudati motori a gas.

E proprio delle dinamiche che stanno interessando il mondo del trasporto su gomma e che trovano, con l’arrivo sul mercato di mezzi da trasporto evoluti, dirette ricadute anche sui trasporti lungo l’asse autostradale del Brennero, si sono confrontati la scorsa settimana alle Officine Brennero l’assessore Spinelli, l’amministratore delegato della società Alberto Aiello ed il responsabile amministrativo Paolo Barbieri.

“Si tratta di una realtà industriale che ha radici storiche sul territorio trentino – dichiara Spinelli – e che è cresciuta rimanendo agganciata all’innovazione continuando ad operare in un settore non certo facile e che sempre più, in tema di trasporti commerciali, guarda alla sostenibilità e al contenimento dei costi”.

Officine Brennero Spa è stata costituita a Trento nel 1962 e già nel 1988 è diventata concessionaria di proprietà Iveco, che ne è socio unico. Nel 2001 ha acquisito due importanti concessionarie veronesi e attualmente conta 4 sedi: Trento, verona, Campoformido (UD) e Suzzara (MN). E? concessionaria esclusiva Iveco per le province di Trento, verona, mantova e per la regione Friuli venezia Giulia ed inoltre è concessionaria esclusiva di Fiat Profesisonal per il Trentino.

Pubblicità
Pubblicità

Attualmente occupa 65 dipendenti, ha un fatturato di 149 milioni di euro ed ha chiuso lo scorso anno con un utile a bilancio di 2,3 milioni di euro. Negli ultimi anni Officine Brennero Spa non ha beneficiato di contributi provinciali e neppure di interventi di Trentino Sviluppo e Agenzia del Lavoro.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza