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Val di Non – Sole – Paganella

La Sat di Sporminore in Umbria per la gita d’ottobre

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Tra le mete della gita in Umbria, organizzata dalla Sat di Sporminore, c'è anche Spoleto (foto paesionline.it)

Sarà una regione ricca di fascino come l’Umbria la destinazione di quest’anno della tradizionale gita autunnale organizzata dalla sezione Sat di Sporminore, in programma da giovedì 24 a domenica 27 ottobre 2019.

L’itinerario prevede una serie di mete interessanti come il Lago Trasimeno, Assisi, Perugia con il suo “Museo del Bacio” e l’Eurochocolate, Bevagna, Spello, Spoleto e la Cascata delle Marmore.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, delle tradizioni e dei luoghi umbri, con visite ai borghi più suggestivi e ai gioielli naturalistici del posto.

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La quota di partecipazione è di 430 euro per i soci (470 non soci) con minimo 40 partecipanti, 455 per i soci (495 non soci) con minimo 30 partecipanti e comprende il viaggio, tre mezze pensioni in stanza doppia (supplemento singola di 99 euro) in albergo tre stelle, quattro pranzi tipici e le guide locali.

Le iscrizioni vanno effettuate entro mercoledì 25 settembre all’Agenzia Rotaliana Viaggi, versando la caparra di 120 euro. Il saldo andrà compiuto entro il 15 ottobre.

Per informazioni è possibile chiamare Massimiliano (338.2044843), Debora (334.2227424), Roberto (347.3680609), Nadia (333.7141590), Alessio (339.4411286), Diego (347.0447828), Ivano (339.5634469) o Daniele (333.3478730).

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Val di Non – Sole – Paganella

La LILT e il nuovo servizio di agopuntura per pazienti oncologici a Cles

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Dopo il successo di Trento, la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha deciso di avviare anche a Cles un servizio permanente di agopuntura per i pazienti oncologici nella propria sede in via Lorenzoni, 27. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Conferito il «Premio Resistenza Casearia» al caseificio turnario della Val di Pejo

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Quello di Pejo è l’ultimo Caseificio turnario del Trentino (produce quotidianamente in modo tradizionale burro e formaggio (casolèt e nostrano) con il latte di bovini e caprini allevati nella frazione.

Ogni caserada, ossia l’insieme dei prodotti lavorati in un giorno, è, a turno, di proprietà di uno dei soci del caseificio: il numero delle caserade cui ciascun socio ha diritto è proporzionale alla quantità di latte conferita.

Il caseificio, in cui si lavora secondo il sistema tradizionale, è costituito da una sala con tre caldaie in rame, da un locale con le vasche d’acqua per l’affioramento della panna e da un ambiente per la salamoia) ed ha ricevuto il premio della “ Resistenza Casearia”.

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Il riconoscimento è stato assegnato ieri in occasione del Cheese 2019, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo di qualità organizzata da Slow Food e Città di Bra con il contributo della Regione Piemonte.

A ritirarlo è stato Daniele Caserotti, il giovanissimo casaro del caseificio turnario della Val di Pejo dove produce il Casolét, Presidio Slow Food Italia.

Il Premio Resistenza Casearia è un riconoscimento che, a partire dal 2009, Slow Food assegna a ogni edizione di Cheese a quei pastori, casari, studiosi e appassionati che rifiutano le scorciatoie e che con tenacia (e un pizzico di testardaggine) continuano a produrre formaggi e alimenti rispettando naturalità, tradizione e gusto.

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Il caseificio di Peio è l’ultimo esempio in Trentino, e uno degli ultimi rimasti in Italia, di gestione collettiva del latte. Una realtà che meriterebbe di essere valorizzata e salvaguardata.

CHI È DANIELE CASEROTTI –  Ha 18 anni e arriva dall’Istituto San Michele all’Adige, scuola professionale di Trento nata per promuovere l’agricoltura locale.

Nella sua piccolissima fattoria, alleva 16 vacche che d’estate porta in malga, ma da quasi un anno è anche il casaro del caseificio turnario di Pejo (Tn).

Ogni giorno lavora il latte conferito da 5 allevatori locali e produce con latte crudo e senza l’aggiunta di fermenti selezionati il casòlet, un Presidio Slow Food nato per salvare un modello di gestione collettiva del latte che rischia di scomparire. Il sistema turnario un tempo era diffuso in Trentino Alto Adige, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, ma oggi resiste solo in tre caseifici, equamente suddivisi in queste tre Regioni.

Questo sistema consentiva alle famiglie di caseificare collettivamente quantità di latte ridotte e ancora oggi si adatta a una produzione casearia di piccola scala.

Il caseificio turnario si distingue dal modello cooperativo perché i soci conferitori non vendono il latte alla cooperativa, ma ricevono un servizio per cui viene loro riconosciuto un certo quantitativo di prodotto trasformato in base al latte conferito. È un tipo di organizzazione che ricorda la panificazione tradizionale, che avveniva collettivamente in ogni borgata.

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Val di Non – Sole – Paganella

Anaune Pallavolo, via alle attività in palestra per i più piccoli

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Sono riprese le attività in palestra dell’Anaune Pallavolo di Cles per i piccoli sportivi che abbiano voglia di cimentarsi nel volley. (altro…)

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