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Politica

Si farà la commissione d’indagine sugli affidi familiari. Votano contro Futura e il PATT che si spacca nuovamente

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L’iniziativa – sull’onda dei clamorosi fatti di Bibbiano – è della Lega Salvini Trentino che aveva chiesto l’istituzione di una Commissione consiliare d’indagine biennale, sul complessivo tema degli affidi di minori privi di contesto familiare idoneo.

La mozione che chiede al presidente Walter Kaswalder la formazione di questa Commissione ha ottenuto 19 sì, 5 no (Futura, Patt) e 7 astenuti (Pd, Cinque Stelle, De Godenz).

Votano quindi contro l’istituzione di una commissione consiliare d’indagine sugli affidi di minori Paolo Ghezzi, Lucia Coppola, Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri.

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Si aggrava ancora una volta la spaccatura fra il Patt di Rossi e Lorenzo Ossanna che ancora una volta si è astenuto votando contro la linea del suo partito.

Si ricorda che Ossanna nella complicata discussione che ha portato all’approvazione dell’assestamento di bilancio aveva anche allora votato sempre con l’astensione non in linea quindi con il suo partito.

Un luna di miele che ormai sembra alla fine.

Da segnalare anche lo sfogo social del consigliere Katia Rossato (lega): «Dal centrosinistra, come era prevedibile è arrivata principalmente l’astensione e la contrarietà. Parole vergognose quelle del Consigliere Ghezzi, secondo il quale noi della Lega facciamo propaganda sulla pelle dei bambini e staremo per due anni sui social e sui giornali gratis.  Queste frasi, dette seriamente dal Consigliere di futura “essere umano”, mi hanno davvero disgustata. Sono scossa al pensiero che una persona possa dire tante cattiverie, soprattutto perché si sta parlando di minori da tutelare e proteggere.» 

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Paolo Ghezzi ha chiesto le ragioni per avviare questa indagine, invasiva e centrata su un settore molto delicato, posto che lo stesso documento letto dalla capogruppo leghista Mara Dalzocchio esclude che in Trentino vi possano essere situazioni men che trasparenti e lineari. La Lega a Trento governa – ha poi detto più duramente in dichiarazione di voto – e la sua assessora può fare in pochi mesi tutte le verifiche e gli approfondimenti che ritiene opportuni, su qualsiasi caso specifico. “Voi volete stare due anni gratis sui social e sui giornali e lo farete sulla pelle dei bambini, senza alcun beneficio reale per le famiglie”.

Ugo Rossi: la Commissione speciale avrebbe senso se vi fossero stati episodi inquietanti sul nostro territorio, altrimenti potremmo attivarne su qualsiasi tema. No quindi a un’iniziativa che la Lega sta proponendo un po’ ovunque sul territorio nazionale per volontà del capitano Salvini. No a omologare il Trentino autonomo ad altri territori per fare campagna politica, in assenza di criticità specifiche a casa nostra. Il consigliere ha chiesto che almeno non si preveda una durata biennale della Commissione, decisamente inopportuna.

Analoga la posizione di Luca Zeni. L’ex assessore alla sanità ha chiesto un preventivo quadro sulla materia e un orientamento da parte dell’assessorato. E l’assessora in carica, Stefania Segnana, ha subito detto di essersi confrontata con le strutture della Provincia. I fatti di Bibbiano hanno creato nella cittadinanza forte preoccupazione – ha detto – e l’indagine speciale può servire a fornire rassicurazioni a tutte le famiglie, in particolare a quelle coinvolte da problematiche minorili. In Trentino sono attivi in ogni caso molti progetti specifici per i minori e al 31.12.2018 erano 142 i minori affidati.

Claudio Cia ha detto che preoccupazioni specifiche vi sono anche a Trento, tant’è che ci sarà una manifestazione pubblica proprio domani. Sì dunque alla Commissione, utile a far luce sul fenomeno degli affidi. I numeri di minori sottratti alle famiglie sono alti e di per sé inducono a farsi delle domande. Si spendono tra l’altro 8 milioni di euro all’anno, “vogliamo capire se vi sono eccessi, forzature, errori. Già sul fronte della solidarietà internazionale, pensavamo che tutto andasse bene, poi abbiamo scoperto finanziamenti molto discutibili”.

A Ghezzi: è lei che fa di tutto per stare sui giornali. Non si farà nulla sulla pelle dei bambini, perché non sarà coinvolto nessuno direttamente.

Mara Dalzocchio ha respinto gli argomenti delle minoranze. Il dubbio è legittimo e non c’è alcun intento di strumentalizzazione politica, ma solo desiderio di trasparenza e conoscenza. Dopo Bibbiano e i più risalenti fatti di Forteto, i riflettori sono accesi e ci sono genitori venuti da noi della Lega a chiedere di fare chiarezza anche in Trentino. Indagheremo nell’interesse stesso di tutti gli operatori e poi potremo eventualmente proporre migliorie al nostro servizio pubblico.

Alex Marini: si è già fatto un approfondimento nella competente Commissione legislativa? Sono state fatte audizioni, anche per andare poi a fare una nomina accorta del nuovo garante dei minori? Non mi pare.

Giorgio Tonini: 99 volte su 100 in Parlamento le Commissioni d’inchiesta – che pure là hanno prerogative pari a quelle della magistratura – non cavano un ragno dal buco, salvo poche, meritorie eccezioni. Indaghiamo anche sul maltrattamento degli anziani nelle case di riposo? Sulla pedofilia negli asili? Sulla corruzione nei nostri uffici pubblici? Sulle fonti di finanziamento dei partiti? Allora dico no, vedo all’orizzonte un’operazione di modesta propaganda. Ci asterremo.

Luca Guglielmi ha detto sì all’indagine e ha rimproverato Tonini per aver fatto riferimento con troppa noncuranza a possibili violenze sugli anziani, di fatto – ha specificato – avvenute nella stessa val di Fassa dov’egli ha candidato senza poi tornare a farsi vedere.

Denis Paoli: non me ne stupisco, ma annoto che quando si parla di affidamento dei minori la sinistra va in allarme rosso. E Rossi sta dalla stessa parte, come il voto di Rossini alla Camera in fondo segnala. Idem dico a Marini, il cui partito ora governa a Roma con il Pd di Bibbiano. Sì alla Commissione, facciamola magari permanente. Meglio prevenire che curare.

Giorgio Leonardi: meglio chi bacia un crocifisso piuttosto di chi fa male ai bambini. La Commissione sarà aperta a tutte le forze politiche e sarà utile.

Sotto l’esito della mozione n 109 (in rosso i voti contro)

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Politica

Matteo Renzi lascia il PD, una quindicina di parlamentari per ora lo seguiranno

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L’ex segretario ha formalizzato quello che era nell’aria da alcuni giorni.

Dalle 17.00 di oggi Matteo Renzi non è più un iscritto al Partito Democratico.

Stasera 16 settembre 2019 ha comunicato la nascita di un nuovo gruppo alla Camera e di una componente nel gruppo Misto al Senato, entrambi, per ora, a sostegno del governo.

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«Lascio il PD perché è finito troppo a sinistra» – ha detto Renzi che con la sua decisione ora indebolisce il governo

Matteo Renzi non ha quindi ascoltato gli ultimi disperati appelli di Franceschini e di Letta, e dice addio al PD.

Il nuovo movimento, affiancando i comitati civici “Ritorno al futuro” della Leopolda, ha fra le sue file due ministri, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, e due sottosegretari, Anna Ascani e Ivan Scalfarotto.

Il nome della nuova forza secondo le indiscrezioni potrebbe essere “Italia del sì”

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Per la nuova forza nessun timore della concorrenza al centro di un eventuale soggetto creato da Carlo Calenda insieme a Matteo Richetti, fuoriusciti dal Pd.

Con Renzi escono dal PD una quindicina di parlamentari per ora, ma l’ex premier si augura un seguito maggiore in futuro.

Di sicuro Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Marattin, ma anche Roberto Giachetti, Ivan Scalfarotto e Teresa Bellanova: sono solo alcuni de nomi che faranno parte del nuovo partito annunciato da Matteo Renzi.

Non tutti i fedelissimi, però lo seguiranno: Luca Lotti e Lorenzo Guerini, neo ministro della Difesa, restano nel Pd, in contrasto con la decisione dell’ex leader dem, così come Nardella e altri parlamentari.

Una separazione che Renzi ha deciso di accelerare proprio per aver tempo di spiegare la decisione prima della Leopolda, dove, raccontano i suoi, si traccerà la rotta del nuovo movimento. Un PD che ora si è ancora di più indebolito dopo l’addio di Richetti e di Calenda. 

Per il segretario Zingaretti un nuovo problema in più. E c’è che dice che il segretario del PD si sia già pentito di non essere andato alle elezioni anticipate.

 

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Politica

La deputata Emanuela Rossini lascia il PATT

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Emanuela Rossini insieme all'ex segretario del Patt Franco Panizza

Emanuela Rossini era stata insieme a Donatella Conzatti l’unica parlamentare a votare la fiducia al nuovo governo PD -M5s.

Il voto a sostegno del nuovo governo giallo rosso aveva creato forti polemiche nella parte del suo partito che vorrebbe creare le basi per un’alleanza con il centro destra alle prossime elezioni comunale di primavera 2020.

In una nota Emanuela Rossini spiega le motivazioni della sua scelta che però appaiono poco chiare.«Con il mio voto di fiducia al nuovo governo, che ha disatteso la linea del PATT – dichiara la Deputata trentina Emanuela Rossini – ho voluto garantire al Trentino quegli strumenti di negoziazione e mediazione tra Trento e Roma in un modo diverso dalla sola contrapposizione, perché il dialogo in politica è l’unica strada. Alla luce di quanto emerso, anche sulla stampa trentina, questa mia scelta – prosegue Rossini – ha fatto cadere le condizioni per poter proseguire il mio percorso parlamentare all’interno del Partito autonomista trentino tirolese. Lascio dunque il partito e proseguo il  mio lavoro in parlamento garantendo un impegno costante e vigile su tutte le questioni che riguardano la nostra Autonomia Speciale, nel rispetto della Costituzione e delle regole della democrazia, in un rapporto costruttivo con l’Europa e con una particolare attenzione al futuro dei giovani – conclude la Deputata trentina – in linea coerente con quel progetto e quelle linee politiche che mi hanno portato a candidare nel 2018».

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Politica

Leonardelli (Lega Giovani Trentino): «Nel solco del passato e pronti a nuove sfide»

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Sabato 14 a Pontida si è tenuto il tradizionale congresso della Lega Giovani.

È stato un momento estremamente importante visto il passaggio di consegne tra Andrea Crippa, ex coordinatore federale Lega Giovani, e Luca Toccalini, il nuovo coordinatore ed ex coordinatore della Lombardia.

Anche il gruppo della Lega Giovani Trentino era presente con il Coordinatore Marco Leonardelli, Luca Nicolussi Paolaz vice coordinatore, i due giovani consiglieri provinciali Denis Paoli e Devid Moranduzzo.

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Il Coordinatore della Lega giovani Trentino, Marco Leonardelli, ha così commentato la giornata: “Il momento più emozionante del congresso è stato sicuramente quando Andrea Crippa ci ha chiesto di salire sul palco nel suo ultimo discorso da coordinatore federale. Vedere centinaia di giovani da tutta Italia radunati sotto il tendone sinceramente mi ha dato i brividi. Se come giovani possiamo vantare tanti deputati, eurodeputati, consiglieri regionali e provinciali, sindaci e consiglieri comunali il merito va anche ad Andrea che non ha mai smesso di credere in noi giovani”.

Leonardelli ha voluto ringraziare poi Andrea Crippa per il lavoro sino ad oggi svolto e ha augurato un buon lavoro al nuovo Coordinatore Luca Toccalini. “Come coordinatore – conclude Leonardelli – del Trentino ho espresso vicinanza e sostegno al nuovo coordinatore. Mi ha fatto piacere inoltre ricevere tantissimi complimenti per il risultato delle provinciali di Ottobre dove abbiamo eletto, come giovani, due consiglieri e due assessori. Il merito va a chi c’era prima di me ovvero Denis Paoli che ha guidato la Lega Giovani Trentino in tempi difficili per il partito”.

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