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Italia ed estero

Migranti, l’ultimo trucco per farsi mantenere i figli dall’Italia

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Oggi i giornalisti de Ilgiornale.it  Giuseppe De Lorenzo e Marianna Di Piazza pubblicano un’interessante indagine su dove finiscono i minori che sbarcano in Italia sui barconi.

Minori che negli ultimi anni sono in forte aumento e che arrivano in Italia per vie clandestine da soli, cioè non accompagnati da nessuno.

La legge parla, o parlerebbe, chiaro.

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Senza eccezioni: per migrante minore non accompagnato (Msna) si intende un minorenne senza cittadinanza italiana che si trova in italia “privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti”.

Ma non sempre. Da qualche tempo, infatti, si sta sviluppando una rotta segreta che porta giovani albanesi e kosovari nel Belpaese. Arrivano legalmente, si fingono “non accompagnati” e vengono accolti (a nostre spese) nelle strutture per minori.

“Conoscono questo sistema e lo sfruttano per garantirsi l’istruzione ‘a gratis’. Mentre noi mandiamo i nostri figli a fare i master in Inghilterra, i loro genitori li inviano in Italia a fare un po’ formazione professionale senza spendere un euro”. A parlare è una fonte che lavora per Comune di Firenze nell’ambito dei servizi sociali. Conosce bene i dettagli e le magagne di un sistema che drena ogni anno milioni di euro dalle casse statali e comunali. “Se avvenisse tutto in modo regolare e preciso, su 10 minori accolti a Firenze ne rimarrebbero solo 3 o 4″. Gli altri sfruttano le falle dell’accoglienza.

L’Italia garantisce vitto, alloggio e percorsi di integrazione a 7.580 migranti sotto la soglia della maggiore età. Di questi, la maggioranza arriva proprio da Albania e Kosovo. Parliamo di 2.021 persone, ovvero il 25,6% degli Msna censiti nel territorio nazionale. Solo a Firenze sono 270.

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Lo schema è collaudato e in pochi approdano superando il confine illegalmente. “Arrivano accompagnati dai genitori, alcuni pure comodamente in aereo – spiega la fonte – Oppure vengono consegnati con una procura all’autista di un bus diretto nel Belpaese”. In generale, per raggiungere l’Italia hanno bisogno “dell’invito” di un parente o amico che abita qui. Si tratta di una documento in cui uno straniero legalmente residente “dichiara di voler ospitare” il minore, di farsi carico delle “spese di sostentamento”, di aver “stipulato a suo nome un’assicurazione sanitaria” e di aver messo a disposizione una fideiussione bancaria. Con questo foglio in mano, un minore albanese può entrare tranquillamente.

Alla scadenza del visto dovrebbe tornare a casa, però “poco prima del termine appallottola il documento, si presenta alla polizia e dichiara di essere un minore non accompagnato”. Di quel foglio non resta traccia, “perché non viene registrato”. E così inizia la festa.

È curioso che, mentre i minori gambiani, senegalesi e nigeriani vengono rintracciati sul territorio e segnalati ai servizi, i kosovari e albanesi invece si presentano loro stessi alle forze di polizia. A certificare il giochetto ci sono i racconti che i migranti fanno nelle interviste con i servizi sociali.

IlGiornale.it è in grado di mostrare alcuni documenti del Comune di Firenze (modificheremo i nomi per tutelare la privacy). Agapi, per esempio, è albanese ed è sbarcato a Bari con una conoscente. Per farlo avrà avuto i documenti e un foglio di ingresso. Poi “è stato ospitato per qualche giorno a Grosseto” prima di spostarsi a Firenze per finire in carico al Comune. Non era tecnicamente “non accompagnato”, ma lo è diventato e ora lo ospitiamo a nostre spese.

Lenard, invece, dall’Albania è arrivato a Firenze direttamente “con il padre” viaggiando in aereo. Il babbo è rimasto in Italia “per una settimana”, poi è tornato lasciando il figlio con lo zio che “vive e lavora da molti anni” nel Belpaese. Neppure il nonno, qualche tempo dopo, se lo è riportato indietro e così Lenard ha messo radici in Italia nell’appartamento dello zio. Poi “si è allontanato” e “si è presentato alle forze dell’ordine, sapendo già che sarebbe stato preso in carico dal Servizio Sociale”.

Alcune domande sorgono allora spontanee: perché nessuno verifica se il minore è davvero “non accompagnato”? Perché non si tiene un registro dei documenti di invito? Perché non si obbligano i parenti a farsi carico dei minorenni? Perché nessuno si accorge del fatto che i papà accompagnano i figli in Italia e poi ripartono da soli?

Il sistema fa acqua da tutte le parti. I minorenni albanesi kosovari, dice una operatrice, “sanno benissimo di doversi dichiarare non accompagnati per ottenere l’accoglienza: è un escamotage per poter chiedere in futuro la conversione del permesso di soggiorno”. In tanti fanno così. “La comunità albanese e kosovara è molto presente sul territorio toscano – spiega la fonte – I ragazzini vantano numerosi contatti che si impegnano per aiutarli”, ma che si guardano bene dal farsene legalmente carico. Tanto ci pensano i servizi sociali.

Karim ci confessa il modus operandi: “Una volta arrivato a Firenze sono andato da mio cugino. Ma lui non poteva tenermi con sé perché ha problemi economici“.

Così si è presentato dalla polizia italiana dichiarandosi solo e nessuno ha verificato la presenza di parenti in Italia. “I poliziotti non mi hanno chiesto nulla – confessa Karim – o, se lo hanno fatto, io non ho capito”.

Risultato: ora è ospite di una struttura di accoglienza a nostre spese. Per la gioia del portafoglio del cugino.

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Italia ed estero

Tassazione contante: i più colpiti sarebbero le casalinghe e gli studenti

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Nell’inutile corsa della stampa italiana per arrivare per primi a indovinare i provvedimenti legislativi del governo “Conte-Monti”, sta prendendo quota quello della tassazione del contante.

Già si parla della percentuale di tassazione (2%) e della quota oltre la quale scatterebbe il balzello (1500 euro) di una proposta che incredibilmente arriverebbe dagli industriali.

Non è per nulla chiaro l’interesse che il comparto industriale potrebbe avere, però se l’idea la si lancia al governo più di sinistra di tutta la storia repubblicana ed alla ricerca di nuovi fondi per finanziare prima di tutto il business della falsa immigrazione, la tattica suicida è perfetta.

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Anche perché l’alibi sarà quello che già circola a sinistra: “Lo ha chiesto Confindustria, non è un nostro provvedimento”.

A parte che la colpa non è di chi propone, ma di chi eventualmente legifera vediamo chi sarebbe più colpito da questo provvedimento: casalinghe e studenti.

Sono loro in cima alla classifica delle categorie che pagano in contanti.

Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia aggiornati a gennaio di quest’anno, l’85,9% delle transazioni nei punti vendita avviene per contanti.

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Al momento c’è solo il limite dei 2.999,99 euro per il saldo cash, oltre è necessario un assegno o un bonifico.

E’ bene ricordare che in Italia, al contrario di quanto avviene all’estero, il pagamento tramite Bancomat o Carta di Credito non è gratuito per entrambi i soggetti coinvolti.

Se venisse introdotto il balzello della tassazione, oltre a pagare dazio su denaro già tassato, gli istituti bancari faranno gratuitamente quella transazione del 2%?

E nel caso, a carico di chi sarà la spesa aggiuntiva?

C’è un altro particolare da non sottovalutare ed è quello del controllo del flusso del denaro.

Se pagare in contante avrà un costo, saranno aumentati i pagamenti tramite carte (e questo sarebbe un ulteriore regalo alle banche che incasserebbero di più sulle aumentate transazioni), ma a piacimento si potranno bloccare i pagamenti verso chi non è gradito al potere, semplicemente estromettendo il destinatario dal circuito di pagamento.

Insomma se dovesse essere attuato, potrebbe essere un provvedimento pericoloso e potrebbe non essere l’unico che andrà a colpite i conti degli italiani.

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Italia ed estero

In 100 mila per Matteo Salvini a Pontida: «Questa è l’Italia che vincerà. Fatevi voi un applauso»

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Tanta euforia e persone non si erano mai viste a Pontida. È stata infatti stimata la presenza di circa 100 mila persone oggi al comizio di Matteo Salvini. L’anno scorso erano state 80 mila.

Dal solo veneto sono arrivati oltre 100 pullman.

Quella che riparte da Pontida non è certo una lega sconfitta, anzi, un movimento da temere che rimane il numero uno in Italia e che con l’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia grazie al risultato dei sondaggi oggi in parlamento avrebbe il 75% dei seggi. Una maggioranza mai vista da quando l’Italia è diventata una repubblica. 

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All’arrivo di Matteo Salvini è un vero bagno di folla.

I suoi leghisti lo abbracciano, lo tirano a loro, alcune persone addirittura si vantano con un “l’ho toccato”, alcuni piangono dall’emozione.

Cori più gettonati: “C’è solo un capitano”, in cui si distinguono alcuni presenti con felpe con scritto Roma, e scudetto giallorosso.

Dopo la bomba del referendum maggioritario fatta esplodere ieri, da Matteo Salvini è arrivata un’altra esclusiva, quando ha parlato della necessità di un centrodestra aperto e inclusivo, anche della mitica società civile, per le prossime scadenze elettorali, amministrative prossime venture comprese.

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“Questa è l’Italia che vincerà. Fatevi voi un applauso. E vediamo se qualche telegiornale riuscirà a nascondere questo popolo” – ha cominciato così il suo discorso l’ex ministro dell’interno 

Il leader leghista è stato interrotto molte volte al grido dei soliti slogan contro Di Maio, Renzi e l’aborrito “traditore” Conte.

Gli slogan più gettonati sono stati: “Ele-zio-ni, Ele-zio-ni!”, l’immancabile “Li-ber-tà, li-ber-tà!” e anche “Bib-bia-no, Bib-bia-no!”.

Al comizio di Matteo Salvini era presente anche Gad Lerner che con aria provocatoria ha attraversato il prato di Pontida prendendosi di tutto. La sua presenza poteva essere risparmiata ai tanti leghisti presenti.

Commentando le parole di Vito Comencini di ieri sul Capo dello Stato Salvini ha chiarito: «Possono essere sbagliati i toni, bisogna sempre portare rispetto. Sicuramente sono state fatte scelte che non corrispondono alla volontà popolare. Io però non uso l’insulto e propongo agli italiani un cambiamento».

Sulla questione migranti ha ribadito: «Ce ne sono decine di migliaia che a parole sarebbero dovuti già partire e andare all’estero. Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi, lo vedremo nelle prossime settimane. Le Ong hanno festeggiato».

«Se smonteranno il decreto sicurezza, sarà un’altra occasione di referendum perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo. Gli alleati del centrodestra “sono d’accordo”. Io voglio che ogni italiano sappia per chi vota, senza che ci siano partitini che tengono in ostaggio il Paese».

Poi l’affondo a Di Maio: «Oggi non vorrei essere un Di Maio che va con cappello in mano nelle sedi del Pd in Umbria. Preferisco essere un Salvini» .

Lo slogan del raduno è “La forza di essere liberi!”, gigantografia stampata su un fondale del palco di 18 metri per 10.

 

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Italia ed estero

Ricomincia l’invasione: il governo italiano assegna Lampedusa come porto sicure per l’ONG Viking

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“Le autorità italiane hanno appena assegnato alla Ocean Viking un porto sicuro di sbarco. Dopo sei giorni dal primo soccorso, gli 82 naufraghi a bordo presto sbarcheranno a Lampedusa. Medici senza Frontiere e Sos Mediterranea sono sollevate“.

Lo scrive Medici Senza Frontiere in un tweet.

Ma questo scatena l’ira del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, che lancia un avvertimento al Viminale: “Accoglienti sì, idioti no. Pronti ad alzare la voce e non sarà una voce di pace”.

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La nave Ocean Viking non attraccherà nel porto di Lampedusa per fare sbarcare gli 82 migranti a bordo della ong.

Come si apprende l’imbarcazione però verrà raggiunta in rada da alcune motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza che faranno il trasbordo.

Una decisione presa per evitare di creare eventuali problemi di operatività al porto di Lampedusa.

“Spero sia solo l’inizio di una procedura di normalizzazione del diritto. Le autorità italiane non stanno facendo altro che rispettare la legge“, ha detto all’Adnkronos Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans. “L’assegnazione del porto sicuro di sbarco a Ocean Viking è il segno che qualcosa sta cambiando: non accadeva infatti dall’8 giugno 2018 che a una nave non governativa venisse assegnato un PoS. È un primo risultato ottenuto dal coraggio delle donne e degli uomini migranti. E da quanti, in questi mesi, hanno resistito con loro alla ferocia e alla disumanità del potere”.

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Secco invece l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, che commenta su Facebook postando la relativa notizia dell’Adnkronos: “Eccoli, porti aperti senza limiti…”. “Por fin”, cioè finalmente. Questo il commento della ong Open Arms sulla decisione delle autorità italiane.

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