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Politica

Conzatti, AGIRE per il Trentino: “Lasci lo spazio a persone che meglio rappresentano l’elettorato trentino, possibilmente presenti sul territorio”.

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Ieri il Governo Conte-bis ha ottenuto la fiducia al Senato della Repubblica per soli 8 voti, dopo averla ottenuta dalla Camera dei Deputati.

Emanuela Rossini del patt ha votato si alla camera sostenendo quindi il nuovo governo di sinistra mentre Donatella Conzatti al momento del voto è uscita volutamente dall’aula perché non in linea con le scelte di Forza Italia.

La sua assenza al Senato è significata un voto favorevole per il Conte Bis.

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Ieri la lega e il coordinamento di Forza Italia ha subito invitato Conzatti a dimettersi.

Oggi sull’argomento interviene anche Agire per il Trentino: «Da trentini, da autonomisti e da membri della coalizione di centrodestra siamo fortemente delusi e preoccupati dal comportamento della Sen. Donatella Conzatti, volutamente assente durante la votazione, in contrasto con le indicazioni del proprio partito.

AGIRE per il Trentino è il movimento territoriale e civico che sin dalla sua nascita si è sempre schierato con il centrodestra, senza ambiguità, e anche alle politiche del 4 marzo 2018 ha supportato la coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, portando a quello che sembrava un risultato impossibile, con il successo in tutti i collegi uninominali. La Senatrice Conzatti è stata eletta nel collegio di Rovereto proprio grazie ai voti di quel centrodestra che ogni giorno sembra mal tollerare sempre di più, oggi diventato di colpo per lei un fronte di “sovranisti” ai quali opporsi».

«In sintesi – Aggiungono i vertici di Agire – non sappiamo chi stia rappresentando la Senatrice Conzatti, all’infuori di sè setessa: di certo non gli elettori trentini che l’hanno mandata a Roma con i voti per il centrodestra, e neppure il partito che l’ha accolta, Forza Italia, i cui vertici locali hanno preso le distanze dalla Senatrice, evidenziando una linea estranea a quella della coalizione. Auspichiamo quindi che la Senatrice Conzatti possa, in nome di quella “coerenza” alla quale si è appellata facendoci trasalire, lasciare spazio ad altre persone che meglio rappresentino l’elettorato trentino, e possibilmente presenti sul territorio per essere effettivamente rappresentative della nostra gente e delle nostre istanze».

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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Politica

Elezioni Emilia Romagna: primo exit pool, Bonaccini avanti

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Alla chiusura delle urne arrivano i primi risultati degli exit pool sui risultati delle elezioni provinciali dell’Emilia Romagna. 

Il primo exit pool da il centro sinistra avanti con una forbice del 47/51%  mentre il centrodestra si ferma al 44/48%.

I due contendenti sono praticamente alla pari. Da ricordare che gli exit pool sono puramente informativi e non costituiscono dati reali.

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Dalle 23.00 è in corso lo spoglio che porterà verso le 2.00 del mattina alla nomina del presidente dell’Emilia Romagna.

I primi risultati reali sullo spoglio saranno diffusi fra circa un’ora attraverso la prima proiezione. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio.  

Fin da stamane l’affluenza è stata in continua crescita per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna che oggi è al centro di tutta Italia per l’importanza del suo risultato che potrebbe influire sull’andamento del governo romano.

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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