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Ambiente Abitare

Pilcante e Sardagna: la giunta sospende i lavori per la realizzazione delle discariche

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Nel question time di oggi in aula consigliare è stato chiesto alla giunta se la mega-discarica di inerti progettata da privati in una cava di ghiaia in esaurimento a Pilcante di Ala, progetto che associazioni locali e cittadini, allarmati, chiedono di accantonare o ridimensionare, sia soggetta alla legge di assestamento di bilancio, che consente di aggiornare entro il 31 dicembre 2020 la pianificazione delle discariche di rifiuti inerti superiori a 300.000 metri cubi di volume.

L’assessore Tonina ha risposto confermando la massima attenzione della Giunta alle problematiche riguardanti le discariche di Pilcante e di Sardagna.

E ha ricordato la modifica inserita in materia nell’ultima legge di assestamento di bilancio, con la pianificazione delle discariche entro il 31 dicembre 2020 per fare tutte le verifiche del caso.

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L’articolo di legge precisa che saranno valutate anche le previsioni delle pianificazioni comprensoriali relativi a queste discariche.

Fino alla fine dell’anno prossimo, quindi, sono sospesi tutti i lavori per la realizzazione delle discariche.

La discarica di Pilcante, avendo una volumetria superiore al 300.000 metri cubi, rientra in questa fattispecie.

La sua realizzazione è stata quindi stata a partire dal 30 giugno scorso perché la Provincia possa ottenere le integrazioni tecniche ed effettuare gli approfondimenti richiesti.

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Il periodo di sospensione durerà fino al 31 dicembre 2020.

Questo anche per poter procedere alla revisione del piano comprensoriale di settore, anche accogliendo le richieste della popolazione interessata.

L’ipotizzata realizzazione della discarica dipende quindi dall’esito dell’istruttoria di competenza della Provincia.

Tonina ha quindi rassicurato con queste informazioni i cittadini di Pilcante e Sardagna

Ora si tratta di attendere una diversa ri-pianificazione utilizzando bene il tempo guadagnato grazie alla modifica della normativa.

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Ambiente Abitare

Tonina alla conferenza sul clima: “L’ambiente è la nostra casa e deve diventare una priorità”

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“Nella lotta contro i cambiamenti climatici, il Trentino non parte da zero, può contare su un percorso autorevole e non improvvisato di gestione e salvaguardia del territorio, sulla professionalità di realtà come la Protezione Civile e il Servizio Bacini Montani, nonché sulla straordinaria forza del volontariato. Ma si può fare di più, anche partendo dall’educazione”.

Lo ha detto il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, intervenuto alla conferenza “Cambiamenti climatici: l’urgenza di agire”, con la partecipazione di Luca Mercalli per uno degli appuntamenti clou della Conferenza annuale della Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC), che Trento ha ospitato in questi giorni.

Introdotta dal sindaco di Stenico, Monica Mattevi che, dopo aver ricordato i danni della straordinaria tempesta del 31 luglio, ha richiamato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che annovera tra i suoi obiettivi anche la lotta contro il cambiamento climatico, la serata è entrata nel vivo con l’intervento di Roberto Barbiero che ha sintetizzato quanto prodotto dalla conferenza sul clima, al quale ha fatto seguito la ‘lezione’ del presidente della società meteorologica.

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Luca Mercalli non ha mancato di commentare la tempesta Vaia, evento estremo, ma non ascrivibile esclusivamente ai cambiamenti climatici, cosa vera invece per lo scioglimento dei ghiacciai. Ampia parentesi quindi per l’Accordo sul clima di Parigi del 2015 che punta ad evitare uno “scenario catastrofico” stante la previsione di un innalzamento di 5 gradi della temperatura sul pianeta se non si interviene subito per ridurre le emissioni di CO2.

“Ciascuno di noi può fare la sua parte – è stato il messaggio conclusivo del vicepresidente Tonina – e non è più possibile rimanere indifferenti di fronte al tema del cambiamento climatico, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni”.

Tonina ha ricordato la commemorazione del primo anniversario della tempesta Vaia avvenuta ieri a Trento, con il ricordo delle vittime e al tempo stesso la gratitudine alle tante persone che in quell’occasione drammatica si sono prodigate per la nostra terra.

La Provincia di Trento – ha ricordato il vicepresidente – ha saputo reagire in modo esemplare, dimostrando di avere alle spalle un percorso autorevole e non certo improvvisato, incardinato sulla sinergia di più soggetti della società civile”.

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Dopo l’alluvione del 1966 infatti, il Trentino ha saputo investire sulla salvaguardia dell’ambiente con il primo Piano Urbanistico.

Nel 1987, dopo la tragedia di Stava, un secondo Piano Urbanistico ha portato ad investire risorse importanti attraverso i bacini montani in ambito di gestione del territorio. E quindi il terzo P.U.P. del 2007 che ha espresso attenzioni fondamentali in tema di ambiente e tutela del paesaggio e che hanno portato a limitare le conseguenze di Vaia.

“Il nostro territorio di montagna è bello ma fragile – ha detto Tonina – necessita di maggior attenzione, di sensibilità, di responsabilità politica, come emerso anche dagli Stati Generali della montagna. E se oggi il Trentino è come lo vediamo, lo si deve alla capacità di aver sostenuto politiche mirate, dalla prevenzione alla cura di bacini e alvei, dall’economia ai servizi, fino alla Protezione civile ed alla grande attenzione rivolta al volontariato ed ai valori che sa esprimere”.

“L’ambiente è la nostra casa  – ha concluso il vicepresidente – e deve essere la nostra priorità. Dobbiamo adottare comportamenti in tal senso, anche investendo in servizi nelle valli, sostenendo oltre che incentivando chi ha voglia di rimanervi. Dobbiamo partire dai nostri giovani, offrendo loro proposte didattiche mirate ma anche l’attenzione che stanno chiedendo attraverso un movimento che ci deve far riflettere. Sarebbe un gravissimo errore non ascoltare la loro voce, perché il nostro compito è anzitutto quello di impegnarci per garantire loro una prospettiva migliore”.

 

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Ambiente Abitare

Delimitate le zone olivicole danneggiate dal caldo di inizio estate

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Le elevate temperature di inizio estate hanno gravemente compromesso la produzione di olive nella zona del Garda e della valle del Sarca.

I danni causati nella fase della fioritura da massime che hanno toccato punte di 38°-40° hanno portato ad una riduzione della produzione nel settore che si stima attorno al 70-80%.

A fronte di ciò, la Provincia autonoma ha deciso di intervenire a sostegno dei produttori, nei limiti stabiliti dalla normativa comunitaria sugli aiuti pubblici al settore agricolo.

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La Giunta provinciale, con una decisione assunta oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, e valutato che per l’esatta quantificazione del danno si dovrà attendere la fase della raccolta, ha deciso intanto di delimitare le zone olivicole danneggiate, indicando in delibera i Comuni di riferimento.

L’eccezionalità delle avversità atmosferiche verificatesi nei mesi di aprile, maggio, giugno 2019, relativamente alla produzione di olive, è stata riconosciuta per i seguenti comuni:

Arco, Drena, Dro, Ledro, Madruzzo, Nago-Torbole, Riva del Garda, Tenno, Valle dei Laghi.

In questi territori la Provincia utilizzerà gli aiuti straordinari previsti dalla legge 4 del marzo 2003 per indennizzare gli agricoltori delle perdite subite.

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Ambiente Abitare

Manutenzione dei corsi d’acqua: accordo tra Provincia e Autorità di bacino

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Con una delibera che porta la firma dell’assessore all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, è stato approvato oggi dalla Giunta provinciale uno schema di accordo tra la Provincia autonoma di Trento e l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali per dare attuazione al Programma stralcio degli interventi di manutenzione idraulica per l’anno 2018, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 332 del 27 novembre 2018.

L’accordo, che sarà sottoscritto a breve dallo stesso assessore, prevede il trasferimento alla Provincia di un importo pari a 1.195.000 euro, per l’anno 2018, a fronte della realizzazione di interventi di sistemazione idraulica e forestale riguardanti la manutenzione della rete minore funzionali alla mitigazione di situazioni in atto od alla prevenzione di possibili condizioni di pericolosità.

Gli interventi previsti nell’accordo sono 9 e riguardano manutenzioni e adeguamenti degli alvei, il taglio di vegetazione arborea su tomi arginali e golene del fiume Adige e di suoi affluenti, opere di consolidamento delle sponde di alcuni corpi idrici dei bacini idrografici dell’Adige, dell’Avisio e del Brenta.

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Dei nove interventi previsti, sette sono già stati avviati, mentre due interventi (Rio Udai e Rio Arizzol) sono stati riprogrammati per l’anno 2020 in conseguenza dell’evento alluvionale dell’ottobre 2018 (tempesta Vaia).

Con l’approvazione del provvedimento è stato inoltre individuato il dirigente del Servizio Bacini Montani quale rappresentante della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito del “Comitato di indirizzo e controllo per la gestione dell’Accordo“.

Per quanto riguarda le opere realizzate o da realizzarsi nel 2019 è prevista l’assegnazione di ulteriori € 595.500 a fronte della realizzazione di altri interventi di sistemazione idraulica e forestale, oggetto di un ulteriore e separato accordo che sarà sottoscritto nei prossimi mesi.

 

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