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Ambiente Abitare

La meravigliosa foto dello scoiattolo che annusa i fiori

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La testimonianza fotografica è di Dick van Duijn fotografo olandese di 34 anni specializzato in foto che ritraggono la natura e gli animali.

Sul suo profilo Instagram ha pubblicato delle foto meravigliose che lo hanno fatto diventare una star del web: in un campo vicino a Vienna, in Austria, il fotografo è infatti riuscito a immortalare uno scoiattolo che si ferma ad annusare i fiori. Gli scatti sono davvero dolcissimi.

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Ambiente Abitare

L’arte dei muretti a secco, patrimonio Unesco: parte un progetto per il recupero

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L’arte dei muri a secco, patrimonio immateriale dell’umanità, elemento fondamentale del paesaggio trentino, essenziale per la salvaguardia del territorio e della sua biodiversità, tradizione da conservare e tramandare alle nuove generazioni.

E’ stata sottoscritta, oggi, alla Fondazione Edmund Mach la convenzione che valorizza i muretti a secco presenti in Trentino, a cominciare da quelli della Fondazione Mach, promuovendone la manutenzione attraverso corsi di formazione.

A sottoscrivere il documento sono stati il presidente FEM, Andrea Segrè, il Presidente di Trentino School of Management – TSM, Sabina Zullo, il Presidente di Patrimonio del Trentino, Mario Agostini.

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Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Iva Berasi, direttore della Accademia della Montagna, i docenti della Scuola della Pietra, Massimo Stoffella e Massimiliano Chemolli della Scuola.

I terreni della FEM diventeranno delle vere e proprie aule didattiche, con i suoi 143 ettari di coltivazioni in Trentino e tre chilometri di muretti a secco che necessitano di manutenzione.

Ente formatore sarà la TSM, in particolare la Scuola trentina della Pietra a secco della Accademia della Montagna, comodataria la FEM che si impegnerà a svolgere i lavori di manutenzione sui terreni in gestione e comodante-proprietario Patrimonio del Trentino, proprietaria dei fondi che si accollerà i costi relativi alla manutenzione dei muri a secco.

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La Fondazione, pur guardando avanti nella ricerca e nell’innovazione, – afferma il presidente FEM, Andrea Segrè – rimane attenta al governo del territorio e alle sue tradizioni. La convenzione firmata oggi permetterà di consolidare la collaborazione tra FEM, Accademia della Montagna – TSM e Patrimonio del Trentino, per tutelare e tenere viva l’arte, ormai storica e patrimonio UNESCO, dei muretti a secco. È sempre importante ricordare che un territorio ha con sé storia e tradizioni che vanno confermate e tramandate. Il protocollo va in questa direzione, promuovendo al contempo l’educazione al paesaggio e la sua cura”.

Ruolo della scuola della Pietra – spiega la presidente di TSM, Sabina Zullo– è recuperare un’abilità dichiarata bene dell’Umanità dall’ UNESCO -l’Unesco ha iscritto “L’Arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità in quanto rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura“- ed un patrimonio diffuso in tutto il mondo, che in passato caratterizzava la nostra agricoltura e che ci ha lasciato splendidi paesaggi terrazzati che oggi distinguono destinazioni turistiche e danno qualità ai prodotti agricoli.

I muri a secco aiutano nella salvaguardia dei nostri territori e perché svolgono un ruolo vitale nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, ma anche perché migliorano la biodiversità e creano le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura.

L’utilizzo della pietra con tecniche di posa non rispettose dei precetti fondamentali del costruire, primo fra tutti la forza di gravità, ha portato negli ultimi anni– secondo il Presidente di Patrimonio del Trentino, Mario Agostinialla realizzazione di muri che propongono forzature quali la proposizione in alzato la tessitura dei pavimenti ad opera incerta, di architravi fatti di sassi appesi, di paramenti di altezze non compatibili con un corretto utilizzo del materiale. Il consuntivo dell’utilizzo della pietra secondo tecniche di posa artificiose è quello di costi estremamente rilevante per risultati comunque incoerenti in termini di lessico costruttivo. Riteniamo pertanto che l’incentivo al recupero della tecnica del muro a secco costituisca un passaggio rilevante in termini paesaggistici ed un contributo alla diffusione di una cultura del costruire utilizzando i materiali in ragione della loro reale natura”.

“In Trentino – ha precisato Iva Berasi, direttore della Accademia della Montagna, intervenuta alla conferenza stampa- è nata la Scuola italiana della pietra a secco e abbiamo contribuito cinque anni dopo alla formazione del dossier per il riconoscimento UNESCO. La scuola è nata su un bisogno reale inerente “il patto destra Adige’ per il recupero di splendidi muretti a secco perimetrali. Avuto il finanziamento non è stato facile trovare le maestranze per la costruzione. Ecco allora che all’interno delle competenze di Accademia sulla valorizzazione delle professionalità della montagna ci si è dedicati al recupero di una abilità diffusa in passato nel mondo dell’agricoltura dove era normalità costruire e fare manutenzione ai muri a secco che in Trentino sono presenti con un patrimonio di circa tremila chilometri come attestato dall’osservatorio del paesaggio”.

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Ambiente Abitare

Il Parco Naturale Adamello Brenta in merito all’ampliamento delle aree sciabili

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Il Parco Naturale Adamello Brenta – secondo alcuni media provinciali viene escluso dalla trattativa riguardante alcune  proposte di estensione del demanio sciabile in alcune zone all’interno dell’area protetta, che sono state rese note durante le assemblee delle Società funiviarie di Folgarida-Marilleva, di Campiglio e di Pinzolo delle ultime settimane.

Le Società avrebbero già avviato un confronto con la Giunta provinciale, i Comuni, le ASUC e le Comunità di Valle per chiedere una revisione del Piano Urbanistico Provinciale che includa tale ampliamento.

Nel prendere atto di tali intenzioni – il parco naturale Adamello Brenta –  rileva innanzitutto l’assenza di qualsivoglia coinvolgimento del Parco in tutte le occasioni e le sedi nelle quali si sia eventualmente discusso di tali questioni. Questioni che, si sottolinea, implicano previsioni di pianificazione e di programmazione entro le quali l’Ente di gestione dell’area protetta esercita competenze, anche in merito alla valutazione degli elementi di carattere ambientale e naturalistico.

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Lasciando dunque ogni confronto e considerazione tecnica alle procedure amministrative che eventualmente seguiranno, l’Ente Parco ritiene importante in questa fase rendere pubblica anche la propria visione per poter così contribuire alle future scelte di sistema del territorio.

«Consapevoli che il settore sciistico rappresenti un asse portante dell’economia delle nostre vallate, – aggiungono i vertici del Parco – crediamo tuttavia che le scelte di pianificazione e di futura crescita del nostro territorio non possano prescindere da una particolare attenzione verso la tutela del patrimonio ambientale e modelli di sviluppo sostenibili ed innovativi, allontanando ogni rischio di omologazione con altri territori ove, per favorire gli interessi economici di pochi, sono prevalse logiche speculative, a danno della collettività.

L’ambiente, per la cui tutela è stato istituito il Parco Naturale Adamello Brenta trent’anni fa, rappresenta, secondo i canoni di oggi, non solo il contesto naturale unico entro cui è possibile praticare lo sci, ma prima di tutto costituisce l’autentico patrimonio di questi luoghi, la qualità tanto ambita che altri non possiedono, la vera ricchezza che abbiamo la responsabilità di preservare per i nostri figli».

Secondo il Parco Adamello –  Brenta il tema dell’eventuale ampliamento del demanio sciabile impone, dunque, oltre che il coinvolgimento di tutti anche un’approfondita analisi in termini di costi e benefici per la collettività. Non si può dimenticare, infatti, che già nel 2013 il Parco, insieme ai comitati spontanei di liberi cittadini, ha espresso con forza la propria contrarietà alla paventata infrastrutturazione di Serodoli, considerato l’alto valore ambientale e paesaggistico dell’area, le gravi ricadute che tale previsione avrebbe comportato in caso di realizzazione di nuovi impianti e piste a danno dell’integrità del paesaggio, della qualità dell’acqua dei laghi e delle sorgenti coinvolte, oltre che le importanti manomissioni al profilo del terreno.

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«Questi stessi concetti vengono oggi ribaditi con determinazione dall’Ente Parco e possono riferirsi all’intera area protetta, all’interno della quale non si ravvisano le condizioni per l’accoglimento di proposte di ampliamento dell’area sciabile, che devono necessariamente contemperarsi con le ragioni del rispetto e della conservazione del territorio, ma soprattutto in relazione a scelte ormai pacificamente radicate, acquisite e condivise nella individuazione di un’area, quella del parco naturale, ove la ricchezza è rappresentata dall’ambiente e l’obiettivo primario è la sua tutela».

Il Parco, in conclusione, auspica che chi ha la responsabilità di amministrare il Territorio sappia valutare con estrema attenzione le istanze che provengono dalle società impiantistiche affinché mediante un attento bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti, l’ambiente, patrimonio collettivo, non venga sacrificato per centrare obiettivi di massimizzazione del profitto delle società. Solo in questo modo amministratori provinciali e locali daranno prova concreta di sapere scegliere guardando al futuro nell’interesse di tutti.

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Ambiente Abitare

Pilcante e Sardagna: la giunta sospende i lavori per la realizzazione delle discariche

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Nel question time di oggi in aula consigliare è stato chiesto alla giunta se la mega-discarica di inerti progettata da privati in una cava di ghiaia in esaurimento a Pilcante di Ala, progetto che associazioni locali e cittadini, allarmati, chiedono di accantonare o ridimensionare, sia soggetta alla legge di assestamento di bilancio, che consente di aggiornare entro il 31 dicembre 2020 la pianificazione delle discariche di rifiuti inerti superiori a 300.000 metri cubi di volume.

L’assessore Tonina ha risposto confermando la massima attenzione della Giunta alle problematiche riguardanti le discariche di Pilcante e di Sardagna.

E ha ricordato la modifica inserita in materia nell’ultima legge di assestamento di bilancio, con la pianificazione delle discariche entro il 31 dicembre 2020 per fare tutte le verifiche del caso.

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L’articolo di legge precisa che saranno valutate anche le previsioni delle pianificazioni comprensoriali relativi a queste discariche.

Fino alla fine dell’anno prossimo, quindi, sono sospesi tutti i lavori per la realizzazione delle discariche.

La discarica di Pilcante, avendo una volumetria superiore al 300.000 metri cubi, rientra in questa fattispecie.

La sua realizzazione è stata quindi stata a partire dal 30 giugno scorso perché la Provincia possa ottenere le integrazioni tecniche ed effettuare gli approfondimenti richiesti.

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Il periodo di sospensione durerà fino al 31 dicembre 2020.

Questo anche per poter procedere alla revisione del piano comprensoriale di settore, anche accogliendo le richieste della popolazione interessata.

L’ipotizzata realizzazione della discarica dipende quindi dall’esito dell’istruttoria di competenza della Provincia.

Tonina ha quindi rassicurato con queste informazioni i cittadini di Pilcante e Sardagna

Ora si tratta di attendere una diversa ri-pianificazione utilizzando bene il tempo guadagnato grazie alla modifica della normativa.

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