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Trento

Insediato ieri il nuovo comandante dei Carabinieri di Trento

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Il Colonnello Simone Salotti da lunedì 9 settembre è il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trento.

Ieri si è ufficialmente insediato e ha voluto subito incontrare tutti i carabinieri della Sede e tutti i Comandanti delle Compagnie e dei Reparti speciali per poi iniziare i saluti istituzionali alle Autorità di PS, Giudiziarie e Amministrative.

Il nuovo comandante si è presentato anche al comandante della Legione Carabinieri Trentino Altro Adige.

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Il Col. CC Simone Salotti, nato occasionalmente a Merano nel 1962, si è arruolato nel settembre dell’81 ed è stato promosso Sottotenente nel 1983.

Con questo grado ha ricoperto gli incarichi di Comandante di Plotone Fucilieri e mortai, presso il 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” a Mestre nonché in sede vacante, quello di Aiutante Maggiore.

Trasferito nel 1986 al Comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Prato, dopo circa un anno, ha conseguito il brevetto di Pilota di Elicotteri militari, svolgendo la sua attività di volo nelle fila del Servizio Aereo, prima presso il 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, dove ha assolto l’incarico di Capo Sezione Operazioni e Cte in sede vacante, quindi a Bari dal ’98 al 2001 al Comando del 6° Nucleo.

Nel frattempo -dal ‘92 al ’98– ha retto i comandi delle Compagnie di Brunico e di Vicenza.

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Dal 2001 al 2006 ha prestato servizio presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, negli incarichi di Capo Sezione Operativa Aerea e Navale degli omonimi servizi.

Per un anno è stato impiegato in Iraq ed al rientro è stato assegnato alla Legione Carabinieri “Campania”, prima quale Capo Sezione Disciplina e Contenzioso e quindi nel ruolo di Capo Ufficio O.A.I.O..

Dal 2012 ha svolto l’incarico di Capo Ufficio Comando del Provinciale di Benevento e Comandante dell’Aliquota Comando e Servizi della Legione nello stesso capoluogo.

È sposato con la Signora Ida e la famiglia è completata dalla piccola Ludovica.

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Trento

Aiuti agli apicoltori: 126mila euro da Stato e Ue nel bando 2020

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Con una delibera che porta la firma dell’assessore Giulia Zanotelli, la Giunta provinciale ha approvato venerdì l’apertura del bando che prevede concessione di contributi, a totale carico dell’Unione Europea (50%) e dello Stato (50%), per le associazioni di apicoltori e per i singoli apicoltori.

La dotazione complessiva per il 2020 è di 126.600 euro; l’istruttoria è di competenza della Provincia, il pagamento di AGEA. Le domande devono essere presentate al Servizio Agricoltura entro il 13 gennaio 2020. Per le associazioni di apicoltori l’aiuto è destinato a finanziare le attività di formazione, assistenza tecnica, analisi del miele, mentre per i singoli apicoltori si tratta dell’acquisto di arnie, api e attrezzature per il nomadismo.

Le novità, rispetto agli anni precedenti, introdotte con il bando 2020 riguardano la concessione di contributi per l’acquisto di attrezzature per i laboratori di lavorazione del miele e di altri prodotti dell’alveare e per l’allevamento delle api regine (arniette di fecondazione – incubatrici).

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Trento

Oggi in Cristo Re, ad un anno dalla sua morte, la messa in memoria di Antonio Megalizzi

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Ad un anno dall’attentato in cui rimase coinvolto, al mercatino di Natale di Strasburgo, il silenzio è forse il modo migliore per ricordare Antonio Megalizzi.

Oggi 14 dicembre 2019 alle ore 18.00, presso la chiesa di Cristo Re, il rione dove Antonio risiedeva, è stata celebrata dall’arcivescovo Lauro Tisi una messa nella sua memoria.

Come si ricorda l’11 dicembre 2018 caddero in cinque sotto i colpi del giovane attentatore Chérif Chekatt, coetaneo di Antonio.

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Accanto al giovane di famiglia calabrese ma da sempre vissuto a Trento c’era l’amico del cuore Bartek, pure ferito mortalmente alla testa.

Il cuore di Antonio cesserà poi di battere il 14 dicembre, dopo tre giorni di agonia.

A presiedere l’eucarestia in suffragio è stato l’arcivescovo Lauro Tisi, accanto al parroco don Mauro Leonardelli.

«A un anno dalla morte di Antonio, resta il peso inguaribile della sua assenza. Mamma Anna Maria, papà Domenico, Federica e Luana, i tanti amici e colleghi e questa stessa comunità fanno i conti ogni giorno con una ferita incomprensibile e violenta. Un anno dopo, tuttavia, intravvediamo con maggiore chiarezza la via che Antonio ci ha indicato» ha iniziato così la sua omelia Lauro Tisi.

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Il Vescovo ha sottolineato come la via indicata non contempli muri ma porte aperte e che «Il tempo è troppo prezioso per passarlo da soli. La vita troppo breve per non donarla a chi ami».

Tisi ha inoltre ricordato che questa via appare perdente: «I dubbi del Battista attraversano i nostri giorni, segnati da prove di forza, violenza in tutte le sue forme, parole di esclusione, di intolleranza che sfociano in vero e proprio razzismo, a cominciare dagli spalti degli stadi. A questo conduce la narrazione prevalente, rendendo faticoso dar credito all’ansia di rinnovamento» e ha applaudito l’iniziativa della fondazione nata nel suo nome: «la Fondazione nata a suo nome, ha il compito di farne memoria attiva, aiutando – come è scritto nelle motivazioni – a favorire l’apprendimento, la promozione di una cultura della legalità, del rispetto della persona, della convivenza civile, del rifiuto di ogni forma di violenza”.  Il “sogno” di Antonio – non a caso titolo del libro biografico scritto su di lui – era proiettato sul domani. Il sogno di una famiglia, di un lavoro, il sogno di parole attendibili, che tornino a raccontare verità e aiutino a uscire dal dubbio. Per diventare cercatori della luce, passare oltre la cronaca e le grida mediatiche, per abbracciare il campo della vita».

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione in memoria di Antonio: «A un anno dal brutale assassinio, il ricordo e la testimonianza di vita di Antonio Megalizzi costituiscono ancor più un segno assai significativo per il nostro Paese. Un giovane giornalista, appassionato del proprio lavoro, fiero di essere cittadino italiano ed europeo, è stato strappato ai suoi affetti e all’ impegno in cui spendeva il suo talento da mano terrorista, armata di fanatismo e di violenza. Proprio i giovani, che pagano il prezzo più alto all’ intolleranza, all’ odio, all’ integralismo, rappresentano la maggiore risorsa per sconfiggere il terrorismo; e, per raggiungere questo traguardo di civiltà, è necessaria non soltanto l’ azione determinata e responsabile delle istituzioni, ma anche una mobilitazione delle coscienze con un forte senso di solidarietà. Come sottolineava costantemente, l’ Europa è la vera chiave del nostro futuro. Al pari di tanti suoi coetanei che si sentono europei, avvertiva come irragionevoli le barriere che vengono frapposte nel percorso di integrazione. In questo giorno di memoria, la Repubblica si stringe ai familiari e agli amici di Antonio Megalizzi e ricorda il suo impegno per gli ideali basati sui principi della Costituzione»

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Trento

Beni contenenti amianto: 450 immobili sono ancora da bonificare

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Amianto: i siti dal 2012 ad oggi censiti in provincia di Trento sono 1.667, di questi 782 sono stati già bonificati e dei rimanenti 885 sono 155 quelli con una bonifica in atto non ancora conclusa.

Gli immobili con obbligo di bonifica sono ad oggi 450 e 435 quelli senza obbligo urgente di bonifica ma solo di rivalutazione e controllo. In Trentino, nell’ultimo semestre, in base alle comunicazioni dei Comuni, sono stati circa 42 i siti bonificati dall’amianto mediante rimozione.

Oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha aggiornato l’elenco dei beni contenenti amianto, distinguendoli a seconda degli interventi necessari al fine di ufficializzare, nei confronti dei Comuni e dei proprietari delle coperture i nuovi sopralluoghi e le ultime bonifiche effettuate.

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“Quotidianamente i proprietari di immobili contenenti amianto, l’U.O. Igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria e il Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza della Provincia cooperano per aggiornare la mappatura dei siti non ancora censiti nonché per bonificare o controllare i siti contaminati – spiega l’assessore Segnana -; tutelare la salute dei cittadini deve essere una priorità”.

In Trentino le bonifiche nei siti sensibili sono state effettuate soprattutto negli anni ’90, in quest’ultima fase l’attenzione è rivolta alle coperture di immobili privati. Proprio con l’intento di raggiungere una maggiore semplificazione, i siti sono stati suddivisi in due tabelle, la prima con obbligo di bonifica, la seconda con il solo obbligo di rivalutazione e controllo. In entrambe sono presenti i siti bonificati temporaneamente e quelli con lavori di rimozione in essere.

Nell’ipotesi in cui ci sia una copertura sospetta non censita che determini un rischio per la salute, il Comune potrà richiedere un sopralluogo sul proprio territorio di competenza direttamente all’Azienda provinciale per i servizi sanitari – Dipartimento di prevenzione – U.O. Igiene e sanità pubblica di viale Verona a Trento (tel. 0461-904686/4633/4677 fax 0461 904697/4674, pec:igienepubblica@pec.apss.tn.it).

Il Comune, inoltre, potrà richiedere un sopralluogo motivato anche per rivalutare un sito già censito nelle casistiche in cui si tema che l’immobile comporti un grave pericolo per la salute pubblica a seguito di un improvviso peggioramento dello stato di degrado.

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Si specifica che le operazioni di bonifica devono essere effettuate solo da imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali alla categoria 10a e 10b.

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