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Politica

Fiducia Conte Bis: Lega e Forza Italia votano no, mentre il PATT vota si

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La lega insieme a Forza Italia vota no al nuovo Governo Bis mentre il PATT vota si e appoggia il governo a trazione PD 

Il voto della parlamentare Emanuele Rossini complica di molto le cose per una possibile alleanza con gli autonomisti per le elezioni comunali del 2020

Mirko Bisesti è subito intervenuto dicendo che chiederà spiegazioni e chiarimenti nel merito ai vertici del Patt tenuto conto anche del voto dell’ Svp che si è  con coerenza astenuta.

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Un discorso quello di Conte che ha solo sfiorato il tema delle autonomie  speciali. 

«L’attenzione a valorizzare e tutelare le Autonomie Speciale con la “massima intensità» – ha spiegato in un breve passaggio di quello che in molti dichiarano essere solo il libro dei sogni. In realtà le due forze politiche oggi al governo sono temibili avversarie di qualsiasi autonomia speciale e questo lo dice la storia dei due movimenti.

Un fiducia arrivata alle 21.26 di ieri sera dopo aspre critiche e contestazioni dai vecchi alleati.

Il giorno del primo passo parlamentare del governo Conte 2 passerà alla storia per due fatti: l’ampio via libera di Montecitorio (343 sì e 263 no) e le violente contestazioni di Lega e Fratelli d’Italia, che hanno attaccato il nuovo esecutivo fuori e dentro l’aula.

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Un governo che secondo i sondaggi è al minimo storico anche come consensi che si rivelano quasi imbarazzanti per un nuovo esecutivo. (solo il 39% degli italiani lo vede positivamente)

«Oggi si sta insediando un governo che non rispecchia in nessun modo la volontà degli italiani. Sebbene la Costituzione permetta la nascita di questo “esecutivo”, non possiamo fare a meno di affermare che l’opinione del popolo italiano nell’ultimo anno ha espresso una chiara volontà a favore di un governo a trazione Lega, un governo dei sì che punti ad un’Italia protagonista in Europa e nel Mediterraneo, e non un “esecutivo delle poltrone” come quello che si sta instaurando a Roma sotto gli ordini di Bruxelles» interviene così Mirko Bisesti segretario della Lega Trentino.

E ancora: «Tutti i discorsi pronunciati in questi giorni dagli esponenti del M5S che vertono sulla bontà dei loro programmi sono attendibili come la loro coerenza nel non passare da un’alleanza con una forza politica all’altra. Di fronte a questo triste scenario fatto di mancate promesse e di profonda incoerenza vi sono comunque le idee coerenti della Lega che, da forza politica fatta da persone libere, ha scelto coraggiosamente di non sottomettersi ai poteri forti e di andare all’opposizione con la certezza che tra qualche mese gli italiani potranno scegliere di ridare dignità al proprio Paese scegliendo Matteo Salvini come Premier».

«Ho votato la fiducia a questo governo perché oggi la scelta era tra stare in piazza con Meloni e Salvini o venire in Aula e votare un Governo che affronta i problemi del Paese e che mette al centro il rispetto costituzionale e delle regole democratiche. Un governo frutto di una mediazione importante e difficile, che merita sostegno e fiducia. La mia è una posizione personale, che chiedo al mio partito di comprendere». E’ quanto scrive Emanuela Rossini, deputata del Patt, dopo il voto di fiducia al nuovo governo Conte.

«Tra i punti nel programma mi ha convinto la centralità data alla ripresa del dialogo con i paesi europei e un impegno a sedere ai tavoli per riformare l’Europa. Ho votato fiducia per garantire al partito e al mio territorio quegli strumenti di negoziazione e mediazione tra Trento e Roma in un momento di grande tensione tra opposizione e maggioranza. Con SVP da parte mia grande rispetto e impegno per la nostra Autonomia. Votare la fiducia per me –ha affermato la Rossini– significa seguire sui tavoli della maggioranza temi importanti che saranno affrontati e che hanno rilevanza per la nostra Regione quali la priorità data all’Ambiente, il taglio dei parlamentari con una revisione della legge elettorale per il rispetto della rappresentanza sui territori, politiche europee con la distribuzione dei fondi regionali, riforme fiscali e misure sul lavoro, ma anche relazioni culturali di cui ha bisogno il nostro territorio, leggi a protezione dei minori su cui sto lavorando». 

«Ci vuole coraggio, oggi a dire sì, – conclude Rossini – collaborare e stare dentro il dialogo anche con chi la pensa diversamente. Io credo sia l unica strada che abbiamo, quella che ci aiuta anche a migliorarci. Infine, sento che questo è il Governo possibile per fare da argine a una deriva istituzionale e dei linguaggi che ho vissuto per un anno e mezzo in Parlamento, ho visto cosa può diventare il Paese e mi ha spaventato». 

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Politica

Sondaggio «Youtrend»: il centrodestra doppia Pd e M5s. Numeri mai visti

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Non si ferma l’uragano del centrodestra trainato dalla Lega e il crollo dei cinque stelle che ormai è verticale.

Sorprendono ancora una volta i dati dei 5 Stelle che crollano nei consensi a favore del partito di Giorgia Meloni che continua a crescere.

I voti degli elettori grillini vanno in parte alla Lega ma soprattutto sono i Fratelli d’Italia ad avvantaggiarsi di questo smottamento.

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Secondo la Supermedia dei sondaggi elaborata dalla coalizione di LegaForza Italia e Fratelli d’Italia ha consolidato la sua maggioranza arrivando al 50,6 per cento dei consensi contro il 27% del centrosinistra.

In particolare, l’analisi del 14 novembre conferma che la formazione di Matteo Salvini è il primo partito del Paese con il 33,5%, in crescita di 0,7 punti rispetto a due settimane fa; anche Fratelli d’Italia avanza e arriva al 9,5% (+0,6%) e la sola Forza Italia (6,7%) indietreggia dello 0,1%.

Al contrario, nell’attuale maggioranza il Pd tiene e conferma il 18,9% dei consensi di due settimane fa, ma il Movimento 5 Stelle crolla di un altro punto e mezzo scendendo al 16,5%.

La questione ex Ilva penalizza il partito di Di Maio in termini di credibilità.

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Prima al posto dell’Ilva i grillini volevano costruire un grande parco per bambini ora stanno facendo di tutto per salvarla in vista dei 20 mila possibili licenziamenti.

Italia Viva di Matteo Renzi invece, cresce di 0,4 punti toccando il 5,2%.

Per quanto riguarda le altre forze vicine al centrosinistra, +Europa crolla al 1,6%, ormai dietro sia alla Sinistra (2,1%) che ai Verdi (1,8%).

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Politica

Elezioni comunali 2020: oggi primo incontro della coalizione di centro destra

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Cominciano le grandi manovre per le elezioni comunali del maggio 2020.

La Coalizione popolare e autonomista del Cambiamento si è riunita stamane a Trento in un lungo e proficuo incontro.

Al centro dell’incontro le prossime elezioni comunali in Trentino di maggio 2020 con un particolare focus sul capoluogo trentino.

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«L’incontro è stato molto costruttivo e si è dato il via ad un gruppo di lavoro della coalizione per la stesura di un programma concreto e lungimirante per dare a Trento e a tanti comuni del Trentino quel rinnovamento che viene richiesto a gran voce da tantissimi cittadini. I vari esponenti della coalizione hanno iniziato il confronto sul profilo del candidato Sindaco per il nostro capoluogo che, da decisione collegiale, sarà indicato con ampio anticipo» – Fa sapere il segretario della Lega Mirko Bisesti.

All’incontro erano presenti il senatore Andrea de Bertoldi, Claudio Cia, Consigliere provinciale per Agire per il Trentino e Assessore regionale, Silvano Grisenti, Presidente di Progetto Trentino, Antonio Corradello, Consigliere comunale per la Civica Trentina, Elena Testor, Senatrice di Forza Italia, Michele Condini portavoce degli Autonomisti Popolari di Walter Kaswalder, Armando Mich, Presidente Associazione Fassa, Michele Ravagni, Presidente del Consiglio circoscrizionale di Mattarello ed esponente de La Civica e Andrea Broccoli, UDC Trentino.

L’occasione dell’incontro è stata propizia anche per ospitare e congratularsi con il nuovo Presidente dell’Associazione Fassa Armando Mich al quale è stato augurato un buon lavoro.

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Politica

Affida un incarico su raccomandazione, condannato a risarcire 88mila euro alla Provincia

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Un incarico affidato su raccomandazione da parte dell’ex assessore e vicepresidente Alessandro Olivi costerà caro a Claudio Moser, dirigente generale del Dipartimento dello sviluppo economico e del lavoro della Provincia di Trento. (qui articolo)

Ammonta infatti a quasi 89mila euro (nello specifico 88.813) il danno erariale per consulenze illegittime riscontrato dalla Corte dei conti di Trento e che a breve dovrà essere risarcito all’amministrazione provinciale.

Secondo i giudici, sarebbero ben tre gli incarichi esterni affidati in assenza di requisiti specifici all’allora designato per il progetto “Bottega scuola”, Michele Bontempelli.

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A Moser viene contestato in particolare l’illecito affidamento dell’incarico esterno per la riforma dei lavori socialmente utili a una persona non specializzata. Per ricoprire il ruolo, sarebbe stato infatti necessario possedere una “comprovata esperienza nella gestione delle relazioni tra organi istituzionali”.

Parliamo di una riforma per la quale si doveva, e si poteva individuare una professionalità idonea tra i ben 4200 dipendenti provinciali disponibili.

Bontempelli non avrebbe avuto un cv idoneo a giustificare l’affidamento essendo in possesso di un diploma di qualifica professionale (parrucchiere), senza particolari esperienze nella materia oggetto della consulenza.

Pozzato all’avvio delle indagini avevaparlatodi chiaro “favoritismo politico nei confronti di Bontempelli” e che nel Dipartimento di Moser ci sarebbero stati almeno 16 laureati adatti e con le carte in regola.

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E i giudici non hanno dubbi: l’intenzione di Olivi, fin dall’inizio, sarebbe stata quella di dirottare tale nomina su Bontempelli senza tenere conto di altri possibili candidati.

Nessuna vera intenzione di individuare la personalità giusta nemmeno da parte di Moser il quale, secondo la sentenza, avrebbe preferito seguire le direttive di Olivi per Bontempelli, ex parrucchiere ma anche ex sindaco di Pellizzano, ruolo del quale la magistratura non ha però tenuto conto “per via della scarsa rilevanza dell’impegno amministrativo previsto per un Comune di così pochi abitanti”.

Avrebbe dovuto opporre un netto rifiuto e non l’ha fatto e ora a pagare sarà solo Moser, che dunque assecondò apparentemente senza battere ciglio, la richiesta provenuta dall’alto.

Fatto più grave, secondo la Corte dei conti, sarebbe infatti quel “sì” alla direttiva illegittima provenuta dall’ex assessore, più che la natura stessa, anche illegittima, di quella stessa richiesta.

Sul punto, nell’atto di citazione, la corte dei Conti aveva precisato che «la non contestazione riguardava il solo aspetto di regolarità contabile, riferibile alla correttezza del procedimento di liquidazione, non validando la legittimità dell’affidamento. Ad una più approfondita analisi, inoltre, emergeva che proprio il curriculum di Bontempelli non era stato mai prodotto alla Corte, che pure lo aveva ripetutamente richiesto».

Carte che Bontempelli, come detto, non aveva ma dal 2015 al 2017 aveva percepito la cifra contestata per l’assegnazione di tre incarichi annuali (rinnovati due volte).

Ecco perché Pozzato parla anche di “totale sprezzo dei propri doveri e della cosa pubblica”.

Prima ancora Bontempelli (nella foto) aveva ricevuto dalla Provincia altri incarichi di “spiccato carattere politico”.

Bontempelli era stato segretario particolare presso l’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia, Alberto Pacher, e poi incaricato, sotto Alessandro Olivi vicepresidente, per il progetto “Bottega Scuola”.

Michele Bontempelli

Tutto è partito da una lettera anonima arrivata al Procuratore regionale della Corte dei conti del Trentino Alto Adige, Marcovalerio Pozzato, che denunciava uno spreco di denaro pubblico.

Le indagini avevano portato alla richiesta di risarcimento di 88.813 euro per danno erariale alle casse della Provincia Autonoma di Trento causati da Claudio Moser, dirigente del Dipartimento sviluppo economico e lavoro.

Al centro della vicenda c’erano appunto gli incarichi ingiustificati, per la riforma del sistema dei lavori socialmente utili, assegnati al “parrucchiere” Michele Bontempelli, ex sindaco del Pd nel comune di Pellizzano.

Tutto era partito da una richiesta del vicepresidente della giunta provinciale Alessandro Olivi (PD) che con una nota del 19 dicembre 2014 sosteneva la necessità di incardinare presso il suo assessorato di “una professionalità con il compito di occuparsi operativamente dei rapporti tra assessorato stesso, strutture del dipartimento ed enti ed organismi interessati alla riforma, tra cui sindacati, cooperative ed enti locali”.

 

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