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Alto Garda e Ledro

Passaggio di consegne per la Presidenza dell’Associazione Ristoratori Alto Garda e Ledro

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Il giorno 5 settembre 2019, l‘Associazione Ristoratori Alto Garda e Ledro, aderente alla Sezione Alto Garda e Ledro di Confcommercio Trentino, ha visto l’avvicendamento al suo vertice.

Dopo un costante e prolungato impegno, Flavio Biondo ha lasciato l’incarico e il nuovo Presidente, Paolo Turrini, è stato scelto dal Consiglio Direttivo dell’Associazione per guidarla fino alla scadenza del mandato, che si esaurirà al termine del 2020.

Il Presidente uscente e quello appena incaricato hanno voluto rilasciare una dichiarazione, per testimoniare l’importante passaggio e sottolineare la continuità della vita associativa.

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Paolo Turrini:Ringrazio innanzitutto Flavio Biondo per il lavoro svolto fino ad oggi e grazie al quale siamo arrivati come Associazione a raggiungere obiettivi che pensavamo fossero difficilmente perseguibili.

L’impegno profuso è stato, è, e sarà da esempio per il sottoscritto, che è stato chiamato dal Direttivo a ricoprire il ruolo di nuovo  Presidente, ma sono certo anche per tutti i consiglieri che hanno espresso la volontà di proseguire i lavori.

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Ribadisco che l’Associazione di categoria dei Ristoratori è sempre disponibile ad ascoltare le problematiche dei Soci e portarle in evidenza nelle sedi opportune, senza dimenticare la volontà di prendere parte a tutti i tavoli di lavoro di nostra competenza per portare un proficuo contributo.”

Flavio Biondo: “Personalmente penso che il lavoro di squadra intrapreso fino ad oggi sia stato denso e tangibile. Per ridare lustro e nuova energia all’Associazione Ristoratori, faccio un passo a lato, rimango a disposizione della squadra, rientro nei ranghi del Consiglio Direttivo come semplice consigliere.

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Auguro al nuovo Presidente nonché amico Paolo Turrini e a tutto il Consiglio buon lavoro, convinto che le capacità professionali e politiche di ognuno non possano che portare nuova energia e nuovi stimoli a continuare nel lavoro espresso fin qui.

 

 

 

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Alto Garda e Ledro

Finisce tra le viti a Dro, 29 enne ferito e macchina disintegrata

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Credits foto ©vigili del fuoco volontari di Dro

Poteva finire peggio per un 29 enne che ieri verso le 15.00 sulla statale 45 bis è uscito di strada all’altezza della località Sass del Diaolo.

Il giovane automobilista di Dro, a bordo della sua Golf Volkswagen nera per cause ancora da accertare è sbandato finendo tra filari di viti che sulla sinistra costeggiano la strada in direzione Arco

Nell’urto la parte anteriore della macchina si è disintegrata facendo pensare al peggio.

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Il 29 enne è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale di Arco e dapprima le sue condizioni sembravano piuttosto gravi.

Dopo l’urto infatti era rimasto semi svenuto. Poi le sue condizioni sono migliorate.

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I sanitari hanno riscontrato solo alcuni traumi agli arti e un forte stato di shock.

Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118 i vigili del fuoco volontari di Dro e Lasino con due mezzi, uno dei quali dotato di pinze idrauliche e la polizia Locale.

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Alto Garda e Ledro

«Dove vogliamo arrivare»: sabato e domenica il 125° congresso della SAT

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Domani a Arco e domenica a Riva si terrà il centoventicinquesimo congresso della Sat.

Il tema centrale delle due giornate di lavori, sarà “ La frequentazione della montagna”.

Le sedi si raggiungeranno autonomamente ed il ritrovo è fissato per le 7 al parcheggio ex Sit di via Lung’Adige Monte Grappa.

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Il programma prevede per sabato mattina alle 10 un’escursione al “ Bosco Caproni” con visita alle cave di oolite ed alle trincee della Grande Guerra.

A partire dalle 16 la festa dei soci cinquantennali con concerto del Coro Castel di Arco ed una conferenza sulla storia della Sat.

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In conclusione la cena a Palazzo Marchetti.

Domenica nella sala Dolomiti del Centro Congressi di Riva del Garda, inizierà il congresso con l’intervento della presidente Anna Facchini ed a seguire le relazioni di Elena Guella, Mario Paissan, Giovanna Siviero, Geremia Gios e Roberto Bertoldi.

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Le conclusioni saranno di Anna Facchini per una sintesi dal titolo “ Dove vogliamo arrivare”.

I lavori congressuali saranno preceduti dalla tradizionale sfilata accompagnata dalla Fanfara Alpina di Riva del Garda che partirà dalla chiesa di Santa Maria Assunta in piazza Cavour.

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Alto Garda e Ledro

Omicidio di Nago: Eleonora Perraro è stata strangolata

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Asfissia per strangolamento: questa la causa della morte di Eleonora Perraro, deceduta la notte del 5 settembre scorso nel giardino di un locale tra Nago e Torbole.

Per gli investigatori e poi per il medico legale, l’anatomopatologo Dario Raniero dell’università di Verona, i segni erano già evidenti quando il corpo senza vita della donna è stato ritrovato la mattina, su segnalazione del marito che aveva passato con lei le ultime ore.

Si parla di ecchimosi, ematomi, addirittura ferite da morso e un’altra riconducibile ad un probabile colpo ricevuto che però non ne hanno certo causato la morte. Nemmeno il consumo eccessivo di alcol che quella sera la Perraro aveva fatto assieme al marito Marco Manfrini.

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La perizia, richiesta dal procuratore Fabrizio de Angelis, è stata depositata lunedì e parla chiaramente di omicidio. La vittima è stata strozzata tra mezzanotte e le due del mattino da qualcuno che ha voluto volontariamente la sua fine.

Se questo qualcuno possa essere il marito non è purtroppo accertabile con un esame autoptico, ma a ciò penserà ora la magistratura, che a breve esaminerà l’esito delle indagini condotte in questi due mesi dai Ris di Parma.

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Dal canto suo, l’uomo afferma di essersi svegliato la mattina accanto al corpo della vittima (fu lui stesso a chiamare le forze dell’ordine) e ora si trova dietro le sbarre con l’accusa di omicidio volontario.

Del resto, sono molte le tracce che oggi potrebbero dimostrare la sua colpevolezza, a partire dal ritrovamento nel giardino della sua dentiera, fatto che potrebbe essere indice della violenta colluttazione tra i due finita con la morte di lei.

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Non si esclude a priori la partecipazione di una terza persona (cosa che forse potrebbero rivelare i campioni di dna raccolti sulla scena del delitto) ma per ora, l’ipotesi più accreditata rimane anche la più semplice: quella di un uomo che ha ucciso sua moglie dopo una lite. Come tante, troppe volte accade.

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