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Politica

L’oscena faccia della democrazia: Facebook censura CasaPound e chiude gli account sul social

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L’era della dittatura digitale è alle porte.

Cancellati su Facebook e Instagram gli account ufficiali di CasaPound, Blocco Studentesco, Solid, di centinaia di militanti e dei maggiori rappresentanti del movimento a livello locale, provinciale e nazionale.

Già dal primo pomeriggio i profili ufficiali del partito non erano più raggiungibili e via via, come in un tragicomico domino, tutti gli altri. Dal Brennero a Pachino. Nel mirino, pare ci siano anche profili di alcuni appartenenti a Forza Nuova.

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In una dichiarazione del tardo pomeriggio, Gianluca Iannone afferma “Con l’avvento del nuovo governo, la democrazia mostra la sua vera, oscena natura. Facebook e Instagram ci cancellano perché oggi eravamo in piazza contro il Governo. Un atto vergognoso che ha un precedente: già in campagna elettorale ci avevano cancellato decine di pagine. Per assurdo sono stati disabilitati anche i profili di amministratori della pagina del Primato nazionale, una rivista sovranista libera, non di Cpi”.

Facebook ha chiuso la mia pagina da 140.000 iscritti – protesta Simone Di Stefano – e quella di CasaPound, 250.000. Ha chiuso le pagine dei nostri consiglieri comunali democraticamente eletti. Un abuso, commesso da una multinazionale privata in spregio alla legge italiana. Uno sputo in faccia alla democrazia. Facebook è uno strumento ormai sostanzialmente pubblico, usato da milioni di persone, nel quale però non valgono le regole dello Stato ma la legge che fa Mark Zuckerberg. E’ agghiacciante e mi sembra un comportamento fuorilegge: noi ci siamo candidati, abbiamo consiglieri eletti e Facebook deve attenersi alla legge italiana”.

Così come in quasi tutta Italia, anche a livello regionale sono stati oscurati i profili di molti esponenti della tartaruga frecciata, compresi quelli del coordinatore regionale e consigliere comunale Andrea Bonazza, dei consiglieri comunali Sandro Trigolo Maurizio Puglisi Ghizzi e dei consiglieri di circoscrizione a Oltrisarco e Don Bosco Massimo Trigolo e Michael Sini.

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L’attacco non ha risparmiato nemmeno il Trentino, dove non ci sono rappresentati comunali ma una nutrita e attiva schiera di militanti del movimento. “Difendere il tricolore è diventato eversivo per la dittatura dei sinceri democratici. Ancora una volta tali “sinceri democratici” colpiscono chi non si allinea al loro pensiero. Dopo aver definito “eversivi” quegli italiani scesi in piazza per chiedere elezioni, colpiscono con una censura senza precedenti chi come noi difende il tricolore. Ma noi non ci arrendiamo”, commenta il responsabile provinciale di Casapound in Trentino Filippo Castaldini.

Per nulla sorpreso Sandro Trigolo, secondo il quale non è la prima volta che si assiste ad episodi di questo tipo, anche se di portata minore in passato.

Devo dire che quasi me l’aspettavo questa censura, l’ennesima. Era capitato in campagna elettorale per le comunali, per le Provinciali, per le politiche del 4 marzo e per le Europee. Probabilmente il nuovo Governo si è spaventato nel vedere le migliaia di partecipanti alla festa nazionale di Cpi appena trascorsa a Verona e le centinaia di militanti di Cpi a manifestare questa mattina sotto Montecitorio, armati di tricolore”.

Secco e tagliente, Bonazza affonda la lama:

Si installa il governo #PDM5S e Facebook disinstalla centinaia di pagine e profili di CasaPound.

Una censura ad orologeria che sta già facendo discutere i social e tutto il mondo politico, da destra a sinistra, da Sgarbi che grida allo scandalo antidemocratico, a Fiano(PD) che giustifica l’azione censoria suggerendo di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto fb a questo boicottaggio di massa.

Sul fronte di CasaPound invece, già collaudato a questi infami attacchi del sistema mediatico, si stanno cercando soluzioni per intraprendere nuove battaglie legali, magari trascinando in tribunale i dipendenti italiani di Zuckerberg.

Per anni ci hanno martellato i testicoli con le “colpe del Fascismo” in materia di censura e democrazia, ci hanno inculcato le presunte privazioni di libertà di espressione dei “regimi” russi, mediorientali, sudamericani, nord coreani etc, ma alla fine stanno facendo molto peggio loro e sapete perché? Perché mentre negli altri Stati lo ammettono, qui hanno la faccia come il culo, quella delle peggiori incxxxte“.

Una vera ecatombe da social quella a cui si sta assistendo dunque in queste ore, con un attacco unicamente mirato a coloro che vengono tacciati di “neofascismo”, anche se potremmo dire che oggi il vero fascismo, nell’accezione negativa generalmente utilizzata dagli avversatori del pensiero libero, pare risieda altrove.

Il colosso di Zuckerberg dal canto suo si difende. In una dichiarazione rilasciata all’Ansa e alle maggiori testate  nazionali afferma che “Sono state violate le regole basilari e gli standard della Comunità. Partiti politici e candidati, così come singoli individui e organizzazioni presenti su Facebook, devono attenersi a queste norme. Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni devono rispettare queste regole indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su queste piattaforme”.

 

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