Connect with us
Pubblicità

Politica

Conte Bis, parlamentari della lega contrari: «Autonomia fortemente a rischio con governo PD – M5s»

Pubblicato

-


Nel corso della seduta odierna della Camera è stata presentata la relazione programmatica del governo Conte bis, basato sulla nuova alleanza del M5S con i gruppi PD e LEU.

Durante l’intervento le minoranze hanno contestato lungamente Conte al grido: «Elezioni, Elezioni» e «Poltrone, Poltrone».

Pieno successo della manifestazione di protesta organizzata fuori da Montecitorio che ha visto la partecipazione di 30 mila persone. Presenti Salvini, Meloni e Toti. 

Pubblicità
Pubblicità

Su quanto successo e dopo la fine dell’intervento del premier Conte sono intervenuti i parlamentari trentini della Lega: «Premettiamo innanzitutto che questo accordo non nasce da alcuna scelta popolare dettata da risultati elettorali, bensì da decisioni di gruppi parlamentari, spinti soprattutto dalla volontà di mantenere la posizione di potere (e la poltrona). A testimonianza di ciò, proprio durante il discorso di Conte, fuori da Montecitorio una vasta folla di persone ha manifestato in modo pacifico il totale dissenso ad un governo che non rispecchia la volontà popolare, chiedendo a gran voce nuove elezioni».

I rappresentanti trentini hanno evidenziato la quasi totale mancanza di menzione alle autonomie speciali nel programma di governo, ricordando che esso si appoggia proprio su quel PD centralista la cui deputata Boschi voleva cancellarle e su quel M5s che per oltre un anno ha continuato ad affossare quel processo di autonomia differenziata, tanto atteso dalle ormai numerose regioni che hanno richiesto l’attuazione dei passaggi per avere più autonomia previsti dalla costituzione.

«Proprio in relazione all’autonomia, – aggiungono i parlamentari della Lega – non possiamo dimenticare che, ben prima della presentazione di questa relazione e di chiedere voto di fiducia, la prima azione del neo-governo è stata proprio l’attacco frontale portato all’autonomia speciale del Friuli Venezia-Giulia, impugnando una sua legge. Non vorremmo che le prossime azioni potessero rivolgersi contro le leggi della Provincia autonoma di Trento».

E ancora: «Come rappresentanti del Trentino esprimiamo quindi tutta la nostra contrarietà a questo governo e ci impegniamo ad essere garanti della tutela e salvaguardia delle autonomie. Auspichiamo inoltre che anche gli altri rappresentanti della nostra provincia, sedicenti autonomisti, si adoperino in tal senso, a cominciare dal non esprimere il voto di fiducia a questo governo».

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Politica

Matteo Renzi lascia il PD, una quindicina di parlamentari per ora lo seguiranno

Pubblicato

-


L’ex segretario ha formalizzato quello che era nell’aria da alcuni giorni.

Dalle 17.00 di oggi Matteo Renzi non è più un iscritto al Partito Democratico.

Stasera 16 settembre 2019 ha comunicato la nascita di un nuovo gruppo alla Camera e di una componente nel gruppo Misto al Senato, entrambi, per ora, a sostegno del governo.

Pubblicità
Pubblicità

«Lascio il PD perché è finito troppo a sinistra» – ha detto Renzi che con la sua decisione ora indebolisce il governo

Matteo Renzi non ha quindi ascoltato gli ultimi disperati appelli di Franceschini e di Letta, e dice addio al PD.

Il nuovo movimento, affiancando i comitati civici “Ritorno al futuro” della Leopolda, ha fra le sue file due ministri, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, e due sottosegretari, Anna Ascani e Ivan Scalfarotto.

Il nome della nuova forza secondo le indiscrezioni potrebbe essere “Italia del sì”

Pubblicità
Pubblicità

Per la nuova forza nessun timore della concorrenza al centro di un eventuale soggetto creato da Carlo Calenda insieme a Matteo Richetti, fuoriusciti dal Pd.

Con Renzi escono dal PD una quindicina di parlamentari per ora, ma l’ex premier si augura un seguito maggiore in futuro.

Di sicuro Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Marattin, ma anche Roberto Giachetti, Ivan Scalfarotto e Teresa Bellanova: sono solo alcuni de nomi che faranno parte del nuovo partito annunciato da Matteo Renzi.

Non tutti i fedelissimi, però lo seguiranno: Luca Lotti e Lorenzo Guerini, neo ministro della Difesa, restano nel Pd, in contrasto con la decisione dell’ex leader dem, così come Nardella e altri parlamentari.

Una separazione che Renzi ha deciso di accelerare proprio per aver tempo di spiegare la decisione prima della Leopolda, dove, raccontano i suoi, si traccerà la rotta del nuovo movimento. Un PD che ora si è ancora di più indebolito dopo l’addio di Richetti e di Calenda. 

Per il segretario Zingaretti un nuovo problema in più. E c’è che dice che il segretario del PD si sia già pentito di non essere andato alle elezioni anticipate.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

La deputata Emanuela Rossini lascia il PATT

Pubblicato

-

Emanuela Rossini insieme all'ex segretario del Patt Franco Panizza

Emanuela Rossini era stata insieme a Donatella Conzatti l’unica parlamentare a votare la fiducia al nuovo governo PD -M5s.

Il voto a sostegno del nuovo governo giallo rosso aveva creato forti polemiche nella parte del suo partito che vorrebbe creare le basi per un’alleanza con il centro destra alle prossime elezioni comunale di primavera 2020.

In una nota Emanuela Rossini spiega le motivazioni della sua scelta che però appaiono poco chiare.«Con il mio voto di fiducia al nuovo governo, che ha disatteso la linea del PATT – dichiara la Deputata trentina Emanuela Rossini – ho voluto garantire al Trentino quegli strumenti di negoziazione e mediazione tra Trento e Roma in un modo diverso dalla sola contrapposizione, perché il dialogo in politica è l’unica strada. Alla luce di quanto emerso, anche sulla stampa trentina, questa mia scelta – prosegue Rossini – ha fatto cadere le condizioni per poter proseguire il mio percorso parlamentare all’interno del Partito autonomista trentino tirolese. Lascio dunque il partito e proseguo il  mio lavoro in parlamento garantendo un impegno costante e vigile su tutte le questioni che riguardano la nostra Autonomia Speciale, nel rispetto della Costituzione e delle regole della democrazia, in un rapporto costruttivo con l’Europa e con una particolare attenzione al futuro dei giovani – conclude la Deputata trentina – in linea coerente con quel progetto e quelle linee politiche che mi hanno portato a candidare nel 2018».

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Politica

Leonardelli (Lega Giovani Trentino): «Nel solco del passato e pronti a nuove sfide»

Pubblicato

-


Sabato 14 a Pontida si è tenuto il tradizionale congresso della Lega Giovani.

È stato un momento estremamente importante visto il passaggio di consegne tra Andrea Crippa, ex coordinatore federale Lega Giovani, e Luca Toccalini, il nuovo coordinatore ed ex coordinatore della Lombardia.

Anche il gruppo della Lega Giovani Trentino era presente con il Coordinatore Marco Leonardelli, Luca Nicolussi Paolaz vice coordinatore, i due giovani consiglieri provinciali Denis Paoli e Devid Moranduzzo.

Pubblicità
Pubblicità

Il Coordinatore della Lega giovani Trentino, Marco Leonardelli, ha così commentato la giornata: “Il momento più emozionante del congresso è stato sicuramente quando Andrea Crippa ci ha chiesto di salire sul palco nel suo ultimo discorso da coordinatore federale. Vedere centinaia di giovani da tutta Italia radunati sotto il tendone sinceramente mi ha dato i brividi. Se come giovani possiamo vantare tanti deputati, eurodeputati, consiglieri regionali e provinciali, sindaci e consiglieri comunali il merito va anche ad Andrea che non ha mai smesso di credere in noi giovani”.

Leonardelli ha voluto ringraziare poi Andrea Crippa per il lavoro sino ad oggi svolto e ha augurato un buon lavoro al nuovo Coordinatore Luca Toccalini. “Come coordinatore – conclude Leonardelli – del Trentino ho espresso vicinanza e sostegno al nuovo coordinatore. Mi ha fatto piacere inoltre ricevere tantissimi complimenti per il risultato delle provinciali di Ottobre dove abbiamo eletto, come giovani, due consiglieri e due assessori. Il merito va a chi c’era prima di me ovvero Denis Paoli che ha guidato la Lega Giovani Trentino in tempi difficili per il partito”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza