Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

Joker ha vinto il Leone d’oro per il miglior film nella 76° edizione del Festival del Cinema di Venezia

Pubblicato

-


Sono stati assegnati i premi della 76esima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

I premi principali del festival del cinema di Venezia sono stati:

Leone d’oro per il miglior film: Joker, di Todd Philips
Gran premio della giuria: J’accuse, di Roman Polanski
Leone d’argento per la miglior regia: Roy Anderson, per il film About Endlessness
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Ariane Ascaride, per il film Gloria Mundi
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Luca Marinelli, per il film Martin Eden
Miglior sceneggiatura:  No. 7 Cherry Lane, di Ji Yuan Tai Qi Hao
Premio Marcello Mastroianni (a un attore emergente): Toby Wallace, per il film Babyteeth
Premio speciale della giuria: La mafia non è più quella di una volta, di Franco Maresco
Miglior film della sezione Orizzonti: Atlantis di Valentyn Vasyanovych
Premio Leone del futuro per la miglior opera prima: You will die at twenty di Amjad Abu Alala

Pubblicità
Pubblicità

I due premi principali, miglior film e gran premio della giuria, hanno rispettato i pronostici.

Joker e J’accuse, per motivi diversi hanno dimostrato qualcosa in più. Del blockbaster americano, tanto atteso, ne sentiremo parlare, in previsione Oscar, come lo è stato per La La Land, e Spotlight, che dopo i riconoscimenti di Venezia, hanno vinto l’Oscar.

Cos’è che rende un film vincente?

Innanzitutto la produzione, nel caso di Joker, c’è la Warner Bros, e quando ci sono le grandi Major americane il successo è assicurato.

Pubblicità
Pubblicità

Perché la cultura cinematografica americana, e gli investimenti che vengono fatti nelle produzioni, rappresentano un fattore determinante per realizzare film, partendo da storie che appassionano il pubblico, con mezzi ed effetti speciali potenti.

Questo ci fa capire che investire nel cinema è non solo un modo per produrre arte, ma anche un volano economico che crea un indotto economico non indifferente.

Nel caso di Joker, la performance di Joaquin Phoenix, indubbiamente ha dato al film un qualcosa di veramente intenso. Ha regalato al personaggio una carica emozionale che colpisce per la sua intensità.

E invita a riflettere sul valore dell’uomo difronte a alla durezza della vita. Il messaggio politico che ne esce è quello che non bisogna sottovalutare il potere dei deboli, che sono dei forti senza la cattiveria e la consapevolezza dei loro diritti. Quando ne trovano il senso e la forza di affrontare il sistema sbagliato che li discrimina, diventano una forza potente di cambiamento.

Il film di Roman Polanski, J’accuse, gran premio della Giuria, ha dimostrato, che realizzare in modo scrupoloso un film su un caso reale, un caso storico, ha un alto valore pedagogico, e contribuisce a spiegare dei fatti che possono non avere chiaro per il pubblico il loro svolgersi.

C’è bisogno anche di il cinema svolga la sua funzione che va oltre l’aspetto ricreativo.

O meglio c’è spazio per diversi tipi di cinema, perché la forma immediata di fruizione che il cinema realizza, è molto apprezzata. Pertanto si può dire che attraverso il cinema, è possibile avvicinare il pubblico ad un universo di piacere del conoscere i grandi fatti di cronaca, o eventi che hanno determinato la storia, e che non hanno una loro narrazione chiara, perché non tutti sono in grado di conoscere i meccanismi latenti che stanno dietro lo svolgersi dei fatti.

Il valore della verità, è il concetto cardine del film J’accuse, perché la verità rappresenta un momento di rispetto verso il lavoro e la dignità delle persone.

Così è stato per Dreyfus, che ha subito un’ingiustizia pilotata dal suo essere ebreo e solo con la forza morale del capo del controspionaggio George Piquard, ha potuto riabilitarsi e dimostrare l’infondatezza delle accuse.

Un’edizione questa del 2019 che ha garantito un livello molto alto nella presentazione delle opere in concorso e una sfilata di stars del cinema ogni giorno a livelli d’eccezione.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

«Sanctuary»: la serie tv girata in Trentino sarà trasmessa in sei Paesi

Pubblicato

-


E’ una storia ricca di colpi di scena quella di “Sanctuary“: la serie tv che fra i protagonisti vede l’attore statunitense Matthew Modine, l’indimenticabile soldato Joker di “Full Metal Jacket”, insieme alla giovane attrice svedese Josefin Asplund. (nella foto del titolo il trailer della serie Tv)

Si tratta di un thriller psicologico che affronta le tematiche della sopravvivenza, dell’identità, della fiducia e del tradimento, girato in Trentino lo scorso autunno fra la Val di Fassa, la Valsugana e la Valle dell’Adige, grazie al sostegno di Trentino Film Commission e di Trentino Marketing.

Diretto da Oskar Thor Axelsson ed Enrico Maria Artale è prodotto da Yellow Bird eTV4 (Svezia) e distribuita in Europa da StudioCanal.

Pubblicità
Pubblicità

La produzione ha inoltre aderito al Protocollo T-Green Film, della Film Commission, per le buone pratiche di sostenibilità ambientale.

La serie è già stata venduta in Portogallo, Spagna, Islanda, Russia e Polonia, andrà in onda in Svezia a settembre e sono già in corso alcuni contatti per una possibile uscita italiana.

Segnata da una perdita e desiderosa di riallacciare i contatti con l’unica persona che le è rimasta in famiglia, Helena Brant fa visita alla sorella gemella, la ribelle Siri, all’interno del Sanctuary – una bellissima clinica che si trova in prossimità di un villaggio sperduto tra le valli alpine.

Hel non è a conoscenza del fatto che il Sanctuary in realtà è una facoltosa struttura di ricerca nella quale si sperimentano cure per pericolosi psicopatici.

Pubblicità
Pubblicità

Hel è anche inconsapevole che proprio Siri è una delle pazienti più pericolose, e non sa di essere entrata in un luogo dal quale potrebbe non uscire mai più.

Genere: Serie TV, Thriller
Regia: Oskar Thor Axelsson, Enrico Maria Artale
Cast: Matthew Modine, Josefin Asplund, Lorenzo Richelmy, Philip Arditti, Barbara Marten, Felix Garcia Guyer
Paese di produzione: Svezia
Anno: 2019
Produzione: Yellow Bird eTV4 (Svezia)
Distribuzione in Europa: StudioCanal

I luoghi in Trentino:

  • Himmelstal, il sanatorio, è il Grand Hotel Imperial di Levico Terme
  • La vallata inaccessibile in cui è immersa la clinica Himmelstal è Val San Nicolò, in Val di Fassa
  • La funivia che porta a Himmelstal è la funivia del Monte di Mezzocorona
  • Il Villaggio situato nel Sanatorio si trova tra Malga Peniola, in località Peniola, e la località Pian, a Campitello di Fassa
  • Il lago di montagna nella vallata di Himmestal è il Lago di San Pellegrino
  • Lo chalet di Siri è stato ricostruito presso Pian dei Schiavaneis a Canazei, in Val di Fassa

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

Operazione nostalgia: a Parma la mostra «Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977»

Pubblicato

-


L’idea per questi fine settimana settembrini, ma ancora dalle temperature estive potrebbe essere quella di una gita cultural – gastronomica.

La meta? Traversetolo in provincia di Parma patria del culatello o degli anolini in brodo o asciutti e vista la stagione, il castagnaccio fatto con la farina di castagne.

E prima di sedersi a tavola? Si va alla sede della Fondazione Magnani Rocca, dove fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la mostra “ Carosello: pubblicità e televisione 1957 – 1977”.

Pubblicità
Pubblicità

Siamo di fronte al top della pubblicità ancor oggi studiato a livello di marketing, ma che nessuno è riuscito a riproporre.

7261 gli episodi che si sono succeduti, “ firmati” da grandi dello spettacolo come Mina, Pasolini, Sinatra, Totò, Alberto Sordi e poi registi del calibro di Mauro Bolognini, i fratelli Taviani e Ettore Scola; o agenzie pubblicitarie come quella di Armando Testa.

Oggi Carosello è materia di studio e di ricerca.

Si vorrebbe capire la ragione di un successo, ma anche di un condizionamento di massa che ha interessato una decina di milioni di italiani.

Pubblicità
Pubblicità

Calimero è popolare ancora oggi, alla pari dell’Ippopotamo dei pannolini Lines.

A colpire è anche il suo essere inimitabile.

Quando nel 1977, Carosello fu interrotto si pensava che sarebbe stato dimenticato in fretta in una società che stava affrontando anni difficili a tutti i livelli.

Insomma i problemi erano altri e nessuno avrebbe pensato che favole, gag, perfino storie a puntate, mini thrilling, uscissero dall’immaginario collettivo per diventare materia di studio sia a livello pubblicitario che come fenomeno sociale.

E per concludere un riconoscimento. Nel 1972, la prima puntata del Carosello del 2 febbraio del 1957, negli Stati Uniti venne riconosciuto come la più specifica forma pubblicitaria esistente.

E detto dai maestri del condizionamento pubblicitario, non è cosa da poco.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

“Drive me home” nelle sale dal 26 settembre

Pubblicato

-


Uscirà nelle sale italiane il prossimo 26 settembre “Drive me home“, opera prima di Simone Catania con protagonisti Marco D’Amore e Vinicio Marchioni.

Il film, un road movie girato per le strade d’Europa, è prodotto da Inthelfilm, Indyca con Rai Cinema con il sostegno del MIBACT e vede la collaborazione di Trentino Film Commission. Due le settimane di ripresa in Trentino, durante l’autunno 2017, fra i Monti Lessini, Passo Bordala nel Comune di Ronzo-Chienis e il centro storico di Trento.

In questo road movie a bordo di un camion, due amici, vagando per le strade d’Europa, riscoprono la loro amicizia e le proprie origini, scoprendo due modi diametralmente opposti di affrontare la vita. Da una parte il desiderio di stabilità di Antonio (Vinicio Marchioni), dall’altra l’inquietudine di Agostino (Marco D’Amore).

Pubblicità
Pubblicità

Fra le curiosità, i titoli di coda del film sono accompagnati dal brano “Così sbagliato”, il pezzo che ha segnato il ritorno sulla scena musicale della band milanese “Le Vibrazioni”, che vede la collaborazione di Skin.

Il progetto del videoclip, nasce dall’amicizia tra Francesco Sarcina, frontman de “Le Vibrazioni”, e i produttori del film, che hanno apprezzato in particolare la versione del brano cantata insieme a Skin e l’affinità fra il pezzo musicale e i temi affrontati nel film, la tormentata nostalgia di chi vive lontano da casa e la difficoltà di vivere senza radici.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza