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Spettacolo

Presentato al Festival del cinema di Venezia “The Burnt Orange Heresy” il film con Mick Jagger, la leggenda del rock.

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Oggi è il giorno di Mick Jagger che è arrivato al Lido di Venezia alla Mostra del Cinema insieme al cast del film The Burnt Orange Heresy, diretto dal regista italiano Giuseppe Capotondi.

Nel cast ci sono anche Donald Sutherland, Claes Bang ed Elizabeth Debicki.

La mente umana trasforma bugie in verità e ci crede, il tema affrontato nel film è davvero interessante. Infatti è piaciuto molto a tutti, critica e pubblico. E’ la storia di un critico d’arte un po’ folle e cattivo.

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La sua caratteristica è quella di avere un ambizione smisurata, ed essere pronto a tutto pur di realizzare i suoi obiettivi, senza scrupoli verso persone ed eventi.

Con questa scelta autoriale, il ruolo del critico è messo sotto accusa, e nel descriverne le caratteristiche, è stato associato ad un medaglia a due facce, e non è necessariamente un male. La critica fa parte del business e quindi ha un ruolo, per portare l’artista ad un pubblico più grande e garantirne il successo.

Il genere del film è particolare, il regista ha compensato un thriller con il profilo emotivo della storia, che mette in evidenza i tratti umani dei personaggi, ognuno nelle sue particolarità.

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Nel confronto tra di loro, ne scaturisce un messaggio che dà senso al film. E questo messaggio ci viene dal personaggio femminile, interpretato da Elizabeth Debicki.

Lei rappresenta la verità, è vulnerabile, e si muove con un’ aurea di purezza, che la rende vittima di un uomo egoista, falso e manipolatore. In lei c’è l’autenticità di chi sta cercando l’amore, vuole provare emozioni pure, e cade nelle mani di un personaggio discutibile.

Il personaggio interpretato da Donald Sutherland, che in conferenza stampa ha affermato che questa sceneggiatura, tratta dal libro The Burnt Orange Heresy di Charles Willeford, è la più bella, che ha letto negli ultimi ventanni, è quella di un anziano artista, che vive della sua arte e trova una consonanza emotiva con Berenice, perché colpito dalla sua autentica verità. E lei è vera, fino alla fine.

La location scelta per il film è quella delle atmosfere del lago di Como. Perfette per ambientare una storia di questo tipo.

Altro tema è quello del collezionista, e della sua psicologia. Nel tentativo di arricchire la propria collezione, è spesso portato a fare di tutto pur di avere delle opere che lo portino ad essere l’unico possessore, e che gratifichino il proprio spirito.

Mick Jagger ha messo a confronto il mondo della recitazione con il suo mestiere di cantante. Si tratta di performance entrambe, solo che sul palco è immediata.

A Mick Jagger recitare piace, specialmente in questo film, di cui lo ha affascinato il ruolo che ha interpretato, quello del ricco collezionista.

Anche lui ha ammesso acquistare quello che gli piace, ma non con lo spirito di collezionare, in quanto tende a disfarsi degli oggetti che prima acquista, Si è definito un “collezionista fallito”.

Una parentesi sociale, è stata quella relativa ad un commento sull’episodio dell’occupazione del Red carpet.

Le ragioni dei giovani che manifestano per ricordarci il dovere di rispettare i beni del pianeta sono condivisibili dal cantante dei Rolling Stones, anche perché loro dovranno abitare il pianeta nel futuro e hanno diritto che sia vivibile per tutti. Mick Jagger con i suoi 76 anni è apparso in straordinaria forma fisica e mentale. Quale sarà il suo segreto?

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Spettacolo

«Sanctuary»: la serie tv girata in Trentino sarà trasmessa in sei Paesi

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E’ una storia ricca di colpi di scena quella di “Sanctuary“: la serie tv che fra i protagonisti vede l’attore statunitense Matthew Modine, l’indimenticabile soldato Joker di “Full Metal Jacket”, insieme alla giovane attrice svedese Josefin Asplund. (nella foto del titolo il trailer della serie Tv)

Si tratta di un thriller psicologico che affronta le tematiche della sopravvivenza, dell’identità, della fiducia e del tradimento, girato in Trentino lo scorso autunno fra la Val di Fassa, la Valsugana e la Valle dell’Adige, grazie al sostegno di Trentino Film Commission e di Trentino Marketing.

Diretto da Oskar Thor Axelsson ed Enrico Maria Artale è prodotto da Yellow Bird eTV4 (Svezia) e distribuita in Europa da StudioCanal.

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La produzione ha inoltre aderito al Protocollo T-Green Film, della Film Commission, per le buone pratiche di sostenibilità ambientale.

La serie è già stata venduta in Portogallo, Spagna, Islanda, Russia e Polonia, andrà in onda in Svezia a settembre e sono già in corso alcuni contatti per una possibile uscita italiana.

Segnata da una perdita e desiderosa di riallacciare i contatti con l’unica persona che le è rimasta in famiglia, Helena Brant fa visita alla sorella gemella, la ribelle Siri, all’interno del Sanctuary – una bellissima clinica che si trova in prossimità di un villaggio sperduto tra le valli alpine.

Hel non è a conoscenza del fatto che il Sanctuary in realtà è una facoltosa struttura di ricerca nella quale si sperimentano cure per pericolosi psicopatici.

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Hel è anche inconsapevole che proprio Siri è una delle pazienti più pericolose, e non sa di essere entrata in un luogo dal quale potrebbe non uscire mai più.

Genere: Serie TV, Thriller
Regia: Oskar Thor Axelsson, Enrico Maria Artale
Cast: Matthew Modine, Josefin Asplund, Lorenzo Richelmy, Philip Arditti, Barbara Marten, Felix Garcia Guyer
Paese di produzione: Svezia
Anno: 2019
Produzione: Yellow Bird eTV4 (Svezia)
Distribuzione in Europa: StudioCanal

I luoghi in Trentino:

  • Himmelstal, il sanatorio, è il Grand Hotel Imperial di Levico Terme
  • La vallata inaccessibile in cui è immersa la clinica Himmelstal è Val San Nicolò, in Val di Fassa
  • La funivia che porta a Himmelstal è la funivia del Monte di Mezzocorona
  • Il Villaggio situato nel Sanatorio si trova tra Malga Peniola, in località Peniola, e la località Pian, a Campitello di Fassa
  • Il lago di montagna nella vallata di Himmestal è il Lago di San Pellegrino
  • Lo chalet di Siri è stato ricostruito presso Pian dei Schiavaneis a Canazei, in Val di Fassa

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Spettacolo

Operazione nostalgia: a Parma la mostra «Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977»

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L’idea per questi fine settimana settembrini, ma ancora dalle temperature estive potrebbe essere quella di una gita cultural – gastronomica.

La meta? Traversetolo in provincia di Parma patria del culatello o degli anolini in brodo o asciutti e vista la stagione, il castagnaccio fatto con la farina di castagne.

E prima di sedersi a tavola? Si va alla sede della Fondazione Magnani Rocca, dove fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la mostra “ Carosello: pubblicità e televisione 1957 – 1977”.

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Siamo di fronte al top della pubblicità ancor oggi studiato a livello di marketing, ma che nessuno è riuscito a riproporre.

7261 gli episodi che si sono succeduti, “ firmati” da grandi dello spettacolo come Mina, Pasolini, Sinatra, Totò, Alberto Sordi e poi registi del calibro di Mauro Bolognini, i fratelli Taviani e Ettore Scola; o agenzie pubblicitarie come quella di Armando Testa.

Oggi Carosello è materia di studio e di ricerca.

Si vorrebbe capire la ragione di un successo, ma anche di un condizionamento di massa che ha interessato una decina di milioni di italiani.

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Calimero è popolare ancora oggi, alla pari dell’Ippopotamo dei pannolini Lines.

A colpire è anche il suo essere inimitabile.

Quando nel 1977, Carosello fu interrotto si pensava che sarebbe stato dimenticato in fretta in una società che stava affrontando anni difficili a tutti i livelli.

Insomma i problemi erano altri e nessuno avrebbe pensato che favole, gag, perfino storie a puntate, mini thrilling, uscissero dall’immaginario collettivo per diventare materia di studio sia a livello pubblicitario che come fenomeno sociale.

E per concludere un riconoscimento. Nel 1972, la prima puntata del Carosello del 2 febbraio del 1957, negli Stati Uniti venne riconosciuto come la più specifica forma pubblicitaria esistente.

E detto dai maestri del condizionamento pubblicitario, non è cosa da poco.

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Spettacolo

“Drive me home” nelle sale dal 26 settembre

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Uscirà nelle sale italiane il prossimo 26 settembre “Drive me home“, opera prima di Simone Catania con protagonisti Marco D’Amore e Vinicio Marchioni.

Il film, un road movie girato per le strade d’Europa, è prodotto da Inthelfilm, Indyca con Rai Cinema con il sostegno del MIBACT e vede la collaborazione di Trentino Film Commission. Due le settimane di ripresa in Trentino, durante l’autunno 2017, fra i Monti Lessini, Passo Bordala nel Comune di Ronzo-Chienis e il centro storico di Trento.

In questo road movie a bordo di un camion, due amici, vagando per le strade d’Europa, riscoprono la loro amicizia e le proprie origini, scoprendo due modi diametralmente opposti di affrontare la vita. Da una parte il desiderio di stabilità di Antonio (Vinicio Marchioni), dall’altra l’inquietudine di Agostino (Marco D’Amore).

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Fra le curiosità, i titoli di coda del film sono accompagnati dal brano “Così sbagliato”, il pezzo che ha segnato il ritorno sulla scena musicale della band milanese “Le Vibrazioni”, che vede la collaborazione di Skin.

Il progetto del videoclip, nasce dall’amicizia tra Francesco Sarcina, frontman de “Le Vibrazioni”, e i produttori del film, che hanno apprezzato in particolare la versione del brano cantata insieme a Skin e l’affinità fra il pezzo musicale e i temi affrontati nel film, la tormentata nostalgia di chi vive lontano da casa e la difficoltà di vivere senza radici.

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