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Piana Rotaliana

Mezzolombardo, il giallo degli studenti al “Cason” continua: i consiglieri di minoranza si oppongono alla giunta comunale

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Il "Cason" a Mezzolombardo, dove sarà trasferito il corso LES del Martino Martini, è al centro delle discussioni tra giunta comunale e consiglieri di minoranza

Si arricchisce di un nuovo episodio la vicenda che vede protagonisti, loro malgrado, gli studenti del Liceo delle Scienze Umane, opzione Economico Sociale (LES), dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, che il prossimo anno scolastico, ormai alle porte, saranno costretti a seguire le lezioni dai banchi del vecchio “Cason” in via Filzi, invece che nella nuovissima e all’avanguardia sede principale di via Perlasca.

Dopo la mozione presentata dal gruppo consiliare “Mezzolombardo Partecipa” (qui l’articolo) e la lettera di protesta da parte dei genitori indirizzata al governatore della Provincia Maurizio Fugatti, all’assessore all’istruzione provinciale Mirko Bisesti e al sindaco di Mezzolombardo Christian Girardi (leggi qui), ora i consiglieri comunali di minoranza Corrado Aldrighetti, Luca Girardi, Paolo Mazzoni, Luigi Rossi, Konrad Vedovelli e Danilo Viola hanno presentato un atto formale d’opposizione contro la delibera del 27 agosto scorso, nella quale si approva il contratto di comodato d’uso gratuito dell’ex scuola media in via Filzi alla Provincia Autonoma di Trento per l’utilizzo da parte dell’Istituto di Istruzione Martino Martini.

Un contratto che dovrebbe avere la durata di quasi quattro anni, ovvero fino alle fine di giugno del 2023.

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Proprio sulla durata dell’accordo, i consiglieri hanno voluto manifestare il proprio dissenso, proponendo una durata massima di un anno, e comunque in subordinazione alla previsione di tutti i tempestivi interventi necessari che Provincia dovrebbe adottare al fine di risolvere le problematiche emerse, in particolare quelle riguardanti il “sovraffollamento” all’Istituto Martino Martini.

Secondo i firmatari del documento, infatti, la delibera impugnata sarebbe “viziata da eccesso di potere in quanto illogica, oltre a essere illegittima e gravemente penalizzante per una parte degli studenti dell’Istituto Martini – si legge nel documento –. Tali vizi impongono una sicura immediata modifica se non, addirittura, la revoca della delibera stessa”.

Per ricostruire la storia del vecchio “Cason” bisogna tornare ai primi anni 2000, quando l’allora amministrazione comunale guidata dal compianto Rodolfo Borga aveva individuato nella zona del compendio “ex distilleria Di Lorenzo” l’area in cui costruire la nuova Scuola media di Mezzolombardo. Una decisione assunta poiché l’allora edificio scolastico, il “Cason” appunto, era divenuto inadeguato alle esigenze scolastiche, obsoleto e decadente nella sua struttura.

I lavori erano iniziati nel 2009, quando il sindaco era Annamaria Helfer, per essere poi conclusi nel 2014, momento in cui l’edificio del “Cason” veniva quindi dismesso in attesa di deciderne l’eventuale successiva destinazione. “Di certo – si legge nell’atto firmato dai consiglieri comunali di minoranza – l’amministrazione aveva escluso che potesse essere più destinato ad uso scolastico”.

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In realtà, poi, vista la necessità di usufruirne da parte degli alunni della scuola media di Mezzocorona, l’edificio è stato nuovamente utilizzato. Ora che le nuova scuola a Mezzocorona è pronta, il “Cason” è tornato a disposizione, ed ecco quindi che si è deciso di trasferirvi gli studenti di ben 7 classi del Martino Martini.

La scelta risulta assunta con eccesso di potere – scrivono i consiglieri firmatari – visto che si pone in antitesi con le scelte delle precedenti Giunte Comunali, che avevano ritenuto e valutato di non utilizzare più quell’edificio per fini scolastici. Poiché da allora l’immobile non ha subito interventi di ristrutturazione, risanamento, ampliamento ed adeguamento alle esigenze di una sede scolastica, tuttora il “Cason” rimane, come allora, inadeguato ad una destinazione scolastica. Tale situazione costituisce elemento che dovrebbe essere rispettato anche dall’attuale Amministrazione Comunale, posto che sono in discussione il benessere, la sicurezza, la qualità del percorso e della vita scolastica degli studenti, del corpo docente e di tutto il personale che collabora con la scuola”.

Secondo i consiglieri la delibera sarebbe inoltre viziata da illegittimità e illogicità, perché pare che il contratto di comodato che sarà sottoscritto non preveda, come necessario, il termine massimo di durata. “Viene indicato un termine di durata quadriennale (2019-2023), ulteriormente prorogabile, senza specificare quante volte potrà essere concessa la proroga – si legge ancora nel documento –. Ciò attribuisce al contratto un termine temporale e una validità che è indeterminata nel tempo. Ne consegue che la concessione in uso dell’edificio “Cason”, contrariamente a quella che doveva essere la natura della sua destinazione, non è più transitoria”.

La delibera, poi, sarebbe stata adottata in assenza di alcun accordo con la Provincia Autonoma di Trento che preveda una risoluzione al numero sempre più crescente di studenti, mediante interventi che non siano “tampone”, ma attraverso la creazione di nuovi edifici e spazi per lo svolgimento delle attività didattiche e la realizzazione anche dello studentato.

Gli opponenti ritengono quindi “necessario che la delibera di giunta, così come l’allegato contratto di comodato, a fronte dello stato dell’edificio e della sua inadeguatezza, includa la previsione e indicazione espressa e specifica degli interventi necessari, non di carattere temporaneo o tampone, da adottarsi da parte della Provincia in tempi rapidi per risolvere il problema del sovraffollamento. Inoltre, la delibera dovrà prevedere che il termine di durata del contratto sia annuale”.

Arriva infine una proposta da parte dei consiglieri comunali di minoranza, che mira a una “parità di trattamento” per gli studenti ed eviti la penalizzazione di un singolo corso di studi.

L’idea è di prevedere che tutti gli alunni delle sole prime classi di tutti gli indirizzi scolastici, siano collocati, solo per il loro primo anno di frequentazione scolastica e quindi in via provvisoria, nella sede secondaria. Questo sino a che non venga trovata una nuova adeguata sede distaccata dell’Istituto Martini o non venga ampliato lo stesso. “Ciò con la previsione di passare tutti, col secondo anno, nella sede principale per cercare di contenere al minimo il disagio ed evitare disparità di trattamento – si legge in conclusione –. Se la motivazione di penalizzare solo il Corso LES, rispetto a tutti gli altri indirizzi, è la minor frequenza degli studenti LES nei laboratori (che sono presenti invece nella sede di Via Perlasca), si precisa che molto più evidente è il disagio di doversi spostare ogni giorno, comunque e necessariamente, per andare in mensa, in palestra, in sala lettura o in segreteria, tutti servizi che il “Cason” non offre. Se tali “sacrifici” non sono ovviabili, allora appare corretto che tutti gli studenti, senza discriminazioni, li affrontino per un solo anno e poi possano godere dei servizi stando nella sede principale della scuola”.

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Piana Rotaliana

A Lavis torna il “Carnevale Riciclone”: gruppi mascherati e carri allegorici in corteo lungo le vie del paese

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Il “Carnevale Riciclone” di Lavis sta scaldando i motori. Anche quest’anno la Pro Loco di Lavis, in collaborazione con il Comune, organizza per “Zobia Grassa” la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per le vie del paese. (altro…)

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: chieste sei condanne per i responsabili del fallimento

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Per Mercatone Uno si apre lo scenario giudiziario che potrebbe aiutare a capire le ragioni di un crac che ha messo sulla strada centinaia di lavoratori.

Le condanne richieste dal pm Michele Martorelli sono miti (da 2 anni fino a 4 anni e 4 mesi per i sei imputati) se rapportate all’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver messo in atto operazioni societarie finalizzate a depauperare il patrimonio dell’azienda, sottraendo 300 milioni di euro.

Gli imputati che hanno tutti chiesto il rito abbreviato, sono: le tre figlie del fondatore Romano Cenni scomparso prima della crisi aziendale nel 2017; Gianluca Valentini figlio dell’altro socio fondatore di Mercatone Uno; l’imprenditore riminese Luigi; l’ex amministratore Giovanni Beccari ed il consigliere Ilario Ghiselli. La sentenza è attesa per il 5 febbraio e non avrà effetti risarcitori per i dipendenti, ma servirà per capire il contesto nel quale è iniziato il tracollo di una delle aziende italiane leader nel mercato dell’arredamento.

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L’inchiesta era partita proprio dai commissari che stavano e stanno cercando di salvare il gruppo.

Secondo la procura della Repubblica era stato attivato un complesso meccanismo dal 2005 al 2013, attraverso una complessa riorganizzazione societaria che per l’accusa ha determinato la spoliazione del patrimonio immobiliare e un consistente flusso di denaro dal gruppo ai soci storici.

In particolare per i Pm è nel 2012 che viene svuotato il patrimonio, quando il fondo viene smontato e il patrimonio distratto dalla Mercatone Uno viene collocato in una società creata ad hoc, la milanese Cve srl riconducibile sempre a Cenni e Valentini.

Dal 2006, gli indagati avrebbero inoltre indebitamente incassato dalla Mercatone i canoni rialzati delle sedi del gruppo per 18 milioni l’anno, assicurandosi introiti per oltre 100.

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Piana Rotaliana

Zambana: 32 enne aggredita dal compagno finisce al santa Chiara

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Continuano purtroppo le violenze sulle donne.

L’ultimo caso ieri a Zambana (comune di Terre dell’Adige) dove pochi minuti dopo le 4.00 del mattino le forze dell’ordine sono dovute intervenire su richiesta di una donna 32 enne aggredita dal suo compagno.

Sul posto insieme alle forze dell’ordine sono arrivate anche due ambulanze, una delle quali ha trasportato la 32 enne in pronto soccorso al santa Chiara di Trento.

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I militari, arrivati sul posto, si sono occupati di sedare il giovane compagno, ancora visibilmente alterato, mentre i soccorritori hanno medicato la donna e l’hanno trasportata all’ospedale Santa Chiara.

Sul suo corpo erano presenti contusioni e abrasioni. Dopo il dovuto monitoraggio e le cure la donna è stata poi dimessa in mattinata con una prognosi di quattro giorni.

Dopo l’immediata apertura delle indagini le forze dell’ordine, dopo aver interrogato la donna, hanno scoperto che la lite e le aggressioni si ripetevano negli ultimi anni con frequenza ormai costante.

Il compagno è stato quindi denunciato per maltrattamenti in famiglia ed è stato allontanato dall’abitazione in modo da interrompere le violenze e per evitare che la denuncia provocasse una reazione ancora più esagerata da parte dell’uomo.

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Questo è stato possibile grazie al «Codice rosso» che prevede l’avvio immediato di un procedimento penale per i maltrattamenti in famiglia, e i reati di stalking e di violenza sessuale e la procedura di allontanamento immediato dalla casa.

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