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Italia ed estero

Bibbiano e le truffe delle banche? Per il grillino Manlio Di Stefano sono solo leggende

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Il partito di Bibbiano non c’è più. Anzi, Bibbiano è una leggenda. Le truffe delle banche ai poveri risparmiatori? anche.

Lo dice un autorevole esponente del M5s. Per la serie: “Che cosa si è disposti a fare per una poltrona?” Sentite cosa dice Manlio Di Stefano, senatore M5s, che difende l’alleanza con il Pd.

Lo fa con un voltafaccia “vomitevole” (come commenta un elettore M5s sulla pagina Fb del parlamentare).

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L’articolo del voltafaccia del parlamentare dei grillini viene pubblicato sul Secolo D’Italia diretto da Francesco Storace e diventa subito virale sui social.

Anche se per essere sinceri in questi giorni i video delle dichiarazioni di numerosi cinque stelle che poi hanno improvvisamente fatto retromarcia smentendo se stessi sono da record.

Guardate questo video, nel quale il senatore grillino risponde a una domanda di Bianca Berlinguer, che gli chiede come mai si siano alleati con il Pd.

«No, no, no – ha detto Di Stefano alla conduttrice di Cartabianca Bianca Berlinguer che gli chiedeva come si fa ad allearsi con il partito che, fino a qualche momento prima, veniva definito di Bibbiano -. Come in ogni cosa, su Bibbiano c’è una parte di verità e una parte di leggenda».

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Ecco, ora, in nome delle poltrone, Bibbiano è una leggenda.

L’intervento di Manlio Di Stefano, intervistato da Bianca Berlinguer nel corso della trasmissione Carta Bianca, ha scatenato una serie di reazioni tra gli elettori (a questo punto ex elettori) grillini.

«Bibbiano è una leggenda? Mi vergogno di farmi rappresentare da lei come italiana. Prima di parlare bisogna informarsi bene e si ricordi che le parole hanno un peso», scrive una ex M5s. «I suoi voltafaccia la fanno apparire vomitevole», commenta un altro follower. «Su Bibbiano cambiate idea per non indispettire i vostri nuovi alleati? Vi rendete conto di che siete diventati?», chiede basito un altro militante pentastellato.

Per capire le dimensioni del voltafaccia, una elettrice delusa posta sulla bacheca Fb un commento del 27 giugno (appena 70 giorni prima) scritto proprio da Di Stefano.

Nel post chiede la galera per i responsabili dello scandalo di Bibbiano, cita esplicitamente il Partito democratico.

Un commento durissimo, niente affatto garantista. “In galera e buttare le chiavi”, esordisce il senatore grillino. Il resto è un atto d’accusa durissimo. Tutto rimandato in nome di una poltrona. Di Stefano spera di venire confermato come sottosegretario agli Esteri. Il voltafaccia verrà premiato?

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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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Italia ed estero

La fantascienza diventa realtà: sono già 12 gli italiani che si sono fatti ibernare al costo di 33 mila euro

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Per farsi ibernare, sono sufficienti 170 chilometri cioè la distanza che separa Trento da Mirandola in provincia di Modena sede della KrioRus.

O meglio dell’agenzia funebre Polistena Human Cryopreservation, concessionaria della KrioRus centro russo specializzato nell’ibernazione di cadaveri.

E’ necessaria solo un’autorizzazione sottoscritta in vita, poi sarà l’azoto liquido a preservare il corpo negli anni in attesa che la scienza trovi il modo per risvegliare i corpi.

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Parrebbe fantascienza ed invece è un sistema che ha la sua clientela fiduciosa che i numerosi centri di ricerca, il principale è il Cryonics Institute che ha sede in Michigan, trovino una soluzione ed ovviamente sono disponibili anche a fare da cavia.

La tecnica è abbastanza semplice.

Nei corpi inermi verranno ventilati meccanicamente i polmoni e l’afflusso di sangue al cervello con la somministrazione di specifici composti per evitare ischemie.

Il paziente verrà poi immerso nell’acqua gelida all’interno di speciali silos utilizzati per la conservazione dei corpi.

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A questo punto da Mirandola inizia il viaggio verso Mosca, dove sarà iniettata nei corpi o meglio nelle salme una sostanza crioprotettiva per proteggere i tessuti dai danni del congelamento.

Infine il corpo sarà immerso nell’azoto liquido ad una temperatura costante di 196 gradi sotto zero.

Dal 2012 il centro di Mirandola ha trasportato in Russia 5 salme, ma ha in sospeso 20 contratti che a livello mondiale hanno già superato quota 300.

Il costo? Nessuna caparra, ma a morte avvenuta l’operazione costa 33 mila euro cifra sulla quale incide in maniera importante il trasporto della salma in Russia.

A Mirandola dove c’è un’alta concentrazione di aziende biomedicali, si sta lavorando per creare un laboratorio di ibernazione.

Ma non si parla solo di essere umani, ma sono 13 i contratti sottoscritti per l’ibernazione di animali d’affezione.

Il primo ibernato del mondo è stato 50 anni fa,  il 12 febbraio 1967, il primo italiano nel 2012, cioè la 65 enne Galina Riabinina, morta a Bologna.

Nel mondo sono tre le aziende che si occupano del futuristico servizio, e gli italiani che hanno stipulato il contratto sono già 15: dodici esseri umani, tra questi una coppia di anziani milanesi, due signore ultra ottantenni, tre ragazzi sulla trentina. E ancora: due cani e un gatto.

Numeri miseri, potrebbero sembrare, ma il nostro paese invece è uno degli Stati con il numero più alto di crio-conservati in Europa, con tanto di personaggi del mondo dello spettacolo che sognano l’eternità.

Nessuno conosce il nome, perché la regola principale è preservare la privacy dei clienti.

Si può dire che la fantascienza diventa realtà.

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Italia ed estero

Questa nonnina usa lo stesso albero di Natale dal 1937

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La storia ha dell’incredibile. Una signora inglese utilizza da ben 82 anni lo stesso albero di Natale.

Un alberello molto piccolo per la verità, acquistato nel 1937, che ha accompagnato le feste di Natale nella casa di famiglia della donna, superando tanti avvenimenti importanti, tra cui una guerra mondiale.

La nonnina, che non vuole separarsi da questo ricordo, si chiama Wilma Jayne Gravenor e vive a Taunton, tra Inghilterra e Galles.

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La storia è stata raccontata dalla nipote ventenne Caitlin, che ha detto di come la nonna fosse affezionata a quest’addobbo e di averlo sempre visto, immancabilmente ogni Natale, esposto in casa.

Ogni anno la nipote aiuta la nonna a decorarlo: un momento estremamente bello per entrambe.

L’alberello le ricorda l’infanzia e tutte le festività trascorse insieme ai suoi cari che non ci sono più.

Come la nonna, anche Caitlin gradisce questo addobbo che è diventato parte integrante della sua vita. E’ fatto di piume d’oca dipinte di verde (si usava così all’epoca) e conta anche delle palline originali.

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C’è da scommettere che quest’ultimo durerà ancora a lungo, dato che non sembra dare segni di cedimento e ha già superato tanti traslochi e tanta polvere.

La vicenda è diventata di dominio pubblico grazie ai media inglesi che hanno trovato la storia della nonnina interessante e molto dolce.

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