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Piana Rotaliana

Mario Del Grosso Destreri nominato direttore generale della Fondazione Mach

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E’ giunto a conclusione l’iter per l’individuazione del nuovo direttore generale della Fondazione Edmund Mach.

Il Consiglio di amministrazione, nella seduta odierna, ha individuato il nominativo scelto tra quattro candidature di alto profilo proposte dalla commissione selezionatrice che ha vagliato le 85 domande pervenute sulla base del bando uscito nel mese di giugno.

La commissione selezionatrice, composta da Marco Depolo dell’Università di Bologna con funzioni di Presidente, Romano Masè, Direttore del Dipartimento agricoltura e foreste della PAT, Franco Fraccaroli dell’Università di Trento, ha lavorato nel mese di agosto per vagliare le candidature pervenute.

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Il nuovo direttore generale è il Mario Del Grosso Destreri. Classe 1972, nel 1997 si laurea in Ingegneria dei materiali presso l’Università di Trento e nel 2002 consegue il Master in Business Administration al Politecnico di Milano.

Del Grosso Destreri ha alle spalle un’esperienza ventennale in ambito manageriale, in importanti aziende nazionali ed internazionali, ed elevate competenze professionali orientate allo sviluppo del business, al miglioramento operativo, al marketing e al customer service, allo sviluppo di piani strategici e alla revisione e sviluppo degli assetti organizzativi.

“Siamo molto soddisfatti di questa scelta -spiega il presidente FEM, Andrea Segrè-, sia per l’alto profilo del nuovo Direttore Generale, sia per l’iter di selezione aperta che ha messo in competizione profili davvero di alto livello. Il dr. Del Grosso Destreri conosce bene i sistemi di finanziamento della ricerca e il rapporto tra ricerca e trasferimento tecnologico nonché ha ampia padronanza della lingua inglese e tedesca. È ciò che serve alla FEM, sempre più proiettata a trasferire sul territorio trentino le conoscenze maturate a livello internazionale. Ci tengo, altresì, a ringraziare il direttore generale uscente, Sergio Menapace, e credo di esprimere il sentimento di tutto il Cda, per l’impegno profuso e il lavoro fin qui svolto in Fondazione”.

Anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli, si congratulano con il nuovo Direttore e gli augurano buon lavoro nella certezza che sono attesi momenti di impegno comune e collaborazione reciproca su tematiche che stanno molto a cuore al Trentino.

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Vertice amministrativo dell’ente il direttore generale esegue le deliberazioni e attua gli indirizzi dettati dagli organi collegiali della Fondazione. Assume la visione unitaria degli indirizzi e degli obiettivi adottati dal Consiglio di amministrazione e dal Presidente e risponde della loro attuazione complessiva.

Svolge funzioni di guida, coordinamento ed impulso nei confronti dei Dirigenti delle strutture della Fondazione, in ordine al perseguimento degli obiettivi e all’attuazione dei piani e dei programmi.

 

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Piana Rotaliana

Dopo aver aggredito la compagna tenta di rapire la figlia. Arrestato 31 enne di Zambana

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I Carabinieri della Compagnia di Trento, nelle prime ore del 21 gennaio scorso, hanno proceduto ad allontanare dalla casa familiare un 31enne abitante a Zambana di Terre d’Adige, perchè responsabile di lesioni nei confronti della giovane compagna, con la quale aveva avuto una figlia.

Nelle ore successive la centrale operativa dei Carabinieri di Trento, riceveva un’ennesima richiesta di intervento a Zambana, dove, il 31 enne strappandola dalle braccia del Nonno, aveva provato a prendersi la figlia.

Nella circostanza, strappava violentemente dalle mani suocero il telefono cellulare mentre stava tentando di chiamare la figlia (madre della bambina) per informarla cosa stava accadendo, la quale nel frattempo s’era recata presso gli Uffici della Caserma di via Barbacovi per presentare la denuncia per i fatti accaduti nottetempo e per maltrattamenti subiti dal 2013, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso del santa Chiara

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L’immediato arrivo della pattuglia del radiomobile faceva si che gli eventi non degenerassero ulteriormente, nonostante l’attiva e violenta resistenza opposta all’intervento dei Carabinieri che erano giunti sul posto.

Al termine delle operazioni, presso gli Uffici della Sezione Radiomobile, il 31 enne veniva dichiarato in stato di arresto per rapina impropria e violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale e, successivamente, tradotto presso la Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Trento.

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Piana Rotaliana

A Lavis torna il “Carnevale Riciclone”: gruppi mascherati e carri allegorici in corteo lungo le vie del paese

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Il “Carnevale Riciclone” di Lavis sta scaldando i motori. Anche quest’anno la Pro Loco di Lavis, in collaborazione con il Comune, organizza per “Zobia Grassa” la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per le vie del paese. (altro…)

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: chieste sei condanne per i responsabili del fallimento

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Per Mercatone Uno si apre lo scenario giudiziario che potrebbe aiutare a capire le ragioni di un crac che ha messo sulla strada centinaia di lavoratori.

Le condanne richieste dal pm Michele Martorelli sono miti (da 2 anni fino a 4 anni e 4 mesi per i sei imputati) se rapportate all’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver messo in atto operazioni societarie finalizzate a depauperare il patrimonio dell’azienda, sottraendo 300 milioni di euro.

Gli imputati che hanno tutti chiesto il rito abbreviato, sono: le tre figlie del fondatore Romano Cenni scomparso prima della crisi aziendale nel 2017; Gianluca Valentini figlio dell’altro socio fondatore di Mercatone Uno; l’imprenditore riminese Luigi; l’ex amministratore Giovanni Beccari ed il consigliere Ilario Ghiselli. La sentenza è attesa per il 5 febbraio e non avrà effetti risarcitori per i dipendenti, ma servirà per capire il contesto nel quale è iniziato il tracollo di una delle aziende italiane leader nel mercato dell’arredamento.

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L’inchiesta era partita proprio dai commissari che stavano e stanno cercando di salvare il gruppo.

Secondo la procura della Repubblica era stato attivato un complesso meccanismo dal 2005 al 2013, attraverso una complessa riorganizzazione societaria che per l’accusa ha determinato la spoliazione del patrimonio immobiliare e un consistente flusso di denaro dal gruppo ai soci storici.

In particolare per i Pm è nel 2012 che viene svuotato il patrimonio, quando il fondo viene smontato e il patrimonio distratto dalla Mercatone Uno viene collocato in una società creata ad hoc, la milanese Cve srl riconducibile sempre a Cenni e Valentini.

Dal 2006, gli indagati avrebbero inoltre indebitamente incassato dalla Mercatone i canoni rialzati delle sedi del gruppo per 18 milioni l’anno, assicurandosi introiti per oltre 100.

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