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Trento

Ottantenne muore all’ospedale Santa Chiara per un’infezione di legionella

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Nei giorni scorsi un ottantenne è morto all’ospedale Santa Chiara probabilmente per un’infezione di legionella.

L’anziano era stato ricoverato venti giorni fa per un’altra patologia, ma la situazione è precipitata e durante il ricovero è subentrata prima la polmonite  e poi la morte.

A causa probabilmente dello stato fisico debilitato dell’uomo l’infezione non gli ha dato scampo.

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Si attende ora l’esito dell’autopsia che potrebbe confermare quello che già si è sospettato.

Purtroppo non è il primo caso di morte per legionella.

Proprio pochi mesi sempre all’ospedale Santa Chiara e sempre per lo stesso batterio morì un 78 enne della Vigolana.

Il quel caso il 78 enne era stato ricoverato la prima settimana di maggio per sottoporsi ad un intervento totalmente estraneo alla patologia.

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Il pm Licia Scagliarini e i Nas di Trento hanno aperto un’indagine per capire se la malattia era stata contratta in ospedale e se, soprattutto, il decesso dell’uomo sia riconducibile con certezza al batterio.

Dopo il sequestro delle cartelle cliniche e della stanza dove era stato ricoverato l’anziano, erano subito scattati anche i controlli sull’acqua e gli impianti idrici del nosocomio trentino.

Il batterio porta un’infezione polmonare e il contagio non si trasmette da persona a persona, ma attraverso flussi d’aria (condizionatori, deumidificatori) o acqua (doccia, acqua del rubinetto, piscina, terme).

La legionella comporta febbre, brividi e tosse e viene curata attraverso l’assunzione di antibiotici.

Secondo il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Apss Antonio Ferro è praticamente impossibile annullare il rischio della legionella dall’ospedale Santa Chiara, in quanto è una struttura basata su tubature e impianti vecchi.

La legionella è  un’infezione che riguarda tutta l’Italia: si parla di 2 mila casi l’anno e gli anziano rappresentano la categoria più a rischio.

Al Santa Chiara si registrano puntualmente ogni anno casi di legionella: due nel 2013, sette nel 2014, quattro nel 2015 e sei nel 2016.

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Trento

Maltempo, la situazione della viabilità: Nevica su tutto il Trentino al di sopra degli 800 metri

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La precipitazione in corso nell’intero territorio provinciale ha assunto carattere nevoso a quote superiori a 800 -1200 metri.

Al momento si registra la chiusura per neve, per pericolo valanghe o per alberi instabili vicino alla sede stradale, di alcune tratte stradali nelle zone di alta montagna o in prossimità dei passi.

La protezione civile raccomanda di viaggiare con prudenza e di prestare attenzione nella guida per possibili tratti ghiacciati o particolarmente sdrucciolevoli, soprattutto nelle zone a quote superiori a 800 – 1000 metri dove sono in attività i mezzi per lo sgombero neve per completare la pulizia delle strade e l’allargamento della carreggiata anche con l’impiego di frese o turbine da neve.

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Si ricorda che da oggi scatta l’obbligo di viaggiare con pneumatici da neve o catene a bordo, montate durante le precipitazioni nevose.

Strade sett 1 – ALTA VALSUGANA

In questa zona le nevicate hanno inizio attorno ai 1300-1400 metri.

Non si rilevano particolari disagi alla viabilità.

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Strade sett 4 – TRENTO – MONTE BONDONE – PAGANELLA

In questa zona le nevicate hanno inizio attorno ai 1300-1400 metri.

In loc. Vason si registrano circa 40 cm di neve fresca.

Sono chiuse, per pericolo caduta piante:

la SP 25 di Garniga da Garniga Vecchia a loc. Viote;

la SP 64 di Fai da loc. Santel ad Andalo.

Strade sett 8 – VALLAGARINA E ALTOPIANO DI FOLGARIA

In questa zona le nevicate hanno inizio attorno ai 1300-1400 metri.

Non si rilevano particolari disagi alla viabilità.

Si rammenta la chiusura stagionale delle seguenti strade:

SP 3 del Monte Baldo da loc. san Valentino al confine con la provincia di Verona.

SP 138 del Passo della Borcola dal km 5 a monte di loc. Incapo di Terragnolo.

Strade sett 5 – VAL DI NON E SOLE

La nevicata sta interessando quasi tutta la val di Sole e parte della val di Non (a quote superiori agli 800 metri).

Dalla mattina di oggi è attivo il presidio di Presson in comune di Dimaro Folgarida lungo la S.S. 42, per il controllo che i veicoli in transito lungo le strade dell’Alta val di Sole siano equipaggiati con attrezzatura invernale (pneumatici da neve o catene montate).

Permane il divieto di transito per autotreni ed autoarticolati nel tratto della S.S. 42 tra Fucine e P. Tonale.

Da questa mattina è chiusa la S.P. 141 nel tratto tra le frazioni di Bolentina e Montes per pericolo valanghe. E’ consentito il transito solo nelle fasce orarie: 07:00-08:30, 12:00-13:30 e 18:00-19:00 sotto la sorveglianza dei Vigili del Fuoco volontari.

Sul resto della rete stradale delle valli del Noce non si registrano al momento particolari problemi per la circolazione.

Nelle zone boscate, tra 900 e 1200 metri, sono in corso verifiche ed interventi puntuali per la messa in sicurezza di alcuni alberi di alto fusto prossimi alla sede stradale carichi di neve.

Dalla tarda serata di ieri sono caduti 50 cm di neve fresca a Passo del Tonale, circa 40 cm a Passo Campo Carlo Magno, 15 cm a Passo Mendola.

Strade sett 6 – VALLI GIUDICARIE – VAL RENDENA

In val Giudicarie ed in particolare in val Rendena sta nevicando intensamente a quote superiori a 900 – 1000 metri.

Non si registrano problemi di rilievo alla viabilità.

Nella notte e fino ad ora sono caduti fino a circa 40 cm di neve a M. di Campiglio.

Al momento sono in azione i mezzi per lo sgombero neve a quote superiori a circa 800 metri e, nella zona di M. di Campiglio anche le frese per l’allargamento della carreggiata.

Strade sett 7 – ZONA ALTO GARDA, VAL DI LEDRO E VAL DI GRESTA  

La nevicata sta interessando principalmente le aree della val di Ledro, val di Gresta, valle di Cavedine e Monte Bondone a quote superiori a 1200-1300 metri.

Si misurano fino a 50 cm di neve fresca in loc. Vason del M. Bondone, 20 cm sui Passi Bordala e S. Barbara.

Al momento non si segnalano particolari criticità lungo le strade del Settore.

Strade sett 2 – BASSA VALSUGANA E PRIMIERO

Non si registrano particolari disagi alla viabilità. Quota neve oltre 1400 m. Passo Rolle 20 cm di neve, Passo Brocon 15 cm di neve.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Si rammenta la chiusura stagionale della S.P.31 del Passo Manghen da località Baessa (km  15+500) a località Piazzol a Molina di Fiemme nel Comune di Castello-Molina di Fiemme (km 38+520).

Strade sett 3 – VALLI DI FIEMME E FASSA

Neve sui passi circa 20 cm, nelle valli ai 5 cm.

Chiusi il Passo Pordoi in territorio bellunese e passo Sella nella provincia di Bolzano, entrambi raggiungibili dal territorio trentino.

Chiuso il passo Fedaia nel tratto ricompreso tra il confine di provincia e la località Diga km 11+500 per pericolo valanghe. Le stazioni turistiche presenti al passo sul territorio trentino sono comunque raggiungibili da Canazei.

Chiusa la SP 102 delle piramidi per pericolo caduta massi.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

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Trento

Affitti in nero, maxi operazione della guardia di Finanza: una quarantina di casi in regione, recuperati 9 milioni di euro

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Il Comando Regionale Trentino Alto Adige della finanza ha focalizzato l’attenzione, anche, sul fenomeno degli affitti in nero che, stante la spiccata vocazione turistica della nostra regione e la presenza di importanti poli universitari, vede come vittime, principalmente, molti turisti che, nelle stagioni invernale ed estiva, affollano le numerose mete turistiche, e gli studenti fuori sede.

All’esito di un percorso di analisi dei dati disponibili, incrociandoli e sviluppandoli, a partire dall’ottobre 2017 le fiamme gialle hanno individuato, in tutta la regione Trentino Alto Adige, oltre 1.500 posizioni anomale, da approfondire, in quanto a fronte del possesso di immobili, non sono state rilevate dichiarazioni di redditi da locazione, ovvero gli stessi apparivano eccessivamente esigui.

Parallelamente, partendo dal presupposto che a Trento, città universitaria, polo di attrazione per migliaia di giovani provenienti dal resto d’Italia, le prime potenziali “vittime” del mercato nero degli affitti sono gli studenti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e l’Università degli Studi di Trento, nell’ottobre 2018, hanno messo in cantiere un progetto finalizzato a combattere le locazioni non in regola.

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Lo scopo è duplice: da un lato, smascherare i cittadini fiscalmente disonesti che evitano scrupolosamente di pagare le imposte sfruttando gli studenti; dall’altro, attraverso una massiccia campagna di conoscenza sui rischi legati al mercato nero degli affitti, fornire agli studenti “tanti buoni consigli” per cogliere al volo agevolazioni, benefici ed opportunità, spesso poco conosciute.

Non solo repressione, quindi, ma anche diffusione della cultura della legalità. Anche quest’anno, a tutte le matricole dell’Università di Trento è stato reso disponibile online e sui social un vademecum, già diffuso lo scorso anno, realizzato con la collaborazione dell’Ateneo e dell’Unione degli Universitari, per trovare casa senza “fregature”, dribblando gli affitti in nero, utilizzando agevolazioni ed opportunità spesso poco conosciute: una vera e propria guida di sopravvivenza al mondo degli affitti per studenti universitari.

Inoltre, è stata attivata una casella di posta elettronica (helpaffitti.trento@gdf.it) dedicata, per rendere ancora più agevole l’inoltro da parte degli studenti di eventuali segnalazioni di potenziali violazioni di legge.

La strategia è chiara: più peso all’intelligence ed alle sinergie, meno controlli di massa.

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Nei primi 10 mesi di quest’anno, sono stati svolti accertamenti mirati su di una quarantina di situazioni anomale, riscontrando irregolarità in oltre il 90% dei casi, per un recupero di base imponibile IRPEF, per oltre 2,1 milioni di euro.

Tra i casi più singolari, quello del proprietario di più immobili (sia abitazioni, che locali commerciali), siti in provincia di Trento, che tra il 2013 e il 2018, aveva “dimenticato” di dichiarare al Fisco oltre 1 milione di euro di canoni di locazione percepiti.

Trattandosi di “evasore totale” ed avendo superato le soglie previste dalla legge, è stato, anche, denunciato per omessa dichiarazione.

Emblematica anche la situazione di cittadini stranieri, residenti all’estero, che, sfruttando i canali social ed i portali dedicati, affittano unità immobiliari in località trentine ed altoatesine ad altissima vocazione turistica.

E’ quanto scoperto, ad esempio, a Riva del Garda, dove un altro “evasore totale”, originario delle Mauritius e residente nel Regno Unito, pur stipulando regolari contratti d’affitto, non dichiarava i canoni di locazione percepiti.

Altra situazione di rilievo quella di un meranese, titolare di un’impresa agricola, che affittava unità immobiliari in Toscana, completamente in nero. In questo caso, preziose informazioni sono state tratte dalle segnalazioni di operazioni sospette, previste dalla normativa antiriciclaggio, che hanno messo in luce anomale movimentazioni di denaro.

Se si considera l’ultimo triennio (dal 2017), nel solo settore delle locazioni, a seguito di 165 interventi, sono stati recuperati a tassazione oltre 6,8 milioni di euro di base imponibile, ai fini delle imposte dirette, cui corrisponde un’imposta non introitata dall’erario pari a circa 1,8 milioni di euro.

A questi, si affiancano, 1,1 milioni di euro di recuperi di base imponibile IRAP e oltre 475.000 euro di IVA evasa, derivanti da verifiche ad imprese commerciali operanti nel settore degli affitti.

Ciò induce a mantenere alto il livello di guardia e a sviluppare ulteriori e sempre più incisive sinergie istituzionali, nell’intento di favorire accertamenti mirati, a tutto beneficio della collettività e, in particolar modo, di coloro che rispettano le regole.

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Trento

Politiche culturali e giovanili: si lavora ad un accordo fra Trento e Bolzano

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Collaborare al fine di migliorare l’offerta e la ricaduta sui rispettivi territori dei progetti culturali e di quelli che intendono promuovere l’autonomia dei giovani e accrescere la loro responsabilità civile.

Questo l’intento di una convenzione, a cui si sta lavorando, che le Province autonome di Trento e Bolzano sottoscriveranno in materia culturale e di politiche giovanili. Per definirne gli ambiti e i contenuti mercoledì si è tenuta a Trento, presso il palazzo della Provincia, una riunione tecnica, alla presenza, assieme ai dirigenti dei settori coinvolti, degli assessori provinciali competenti di Trentino e Alto Adige, Mirko Bisesti e Giuliano Vettorato.

“Lavorare nell’ottica regionale – sottolinea l’assessore Bisesti – è uno degli obiettivi del nostro programma. Si conferma, con questa iniziativa, la possibilità di realizzare una maggiore sinergia a livello regionale, anche partendo dalla cultura e dai giovani, sia per favorire proprio la percezione di essere in una dimensione regionale che per accrescere il dialogo. Il lavoro da fare è molto ed è interessante partire dai giovani”.

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La sottoscrizione della convenzione è motivata dall’esigenza di continuare e rafforzare una collaborazione già intrapresa in passato con risultati positivi. Prevederà specifici ambiti operativi in cui le rispettive strutture amministrative lavoreranno congiuntamente.

In ambito culturale i temi oggetto della convenzione riguarderanno la formazione regionale degli operatori culturali, le residenze teatrali, la diffusione su base regionale di spettacoli teatrali in lingua italiana e le industrie culturali creative.

Tra le politiche giovanili saranno oggetto della convenzione “Piattaforma Generazioni”, che si pone l’obiettivo di promuovere progettazioni e formazione, in particolare nei territori più lontani e periferici, in modo da agevolare la realizzazione dell’autonomia giovanile, anche in materia di lavoro, e “Piattaforma regionale sulla memoria attiva”, che intende promuovere fra i giovani il tema della memoria, come occasione di riflessione sul passato per aumentare la consapevolezza del presente.

Di quest’ultima piattaforma faranno parte progetti come “Promemoria Auschwitz_ EU” ,“Ultima fermata Srebrenica” e “Campi della legalità”.

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I primi due affrontano lo sterminio dei campi di concentramento ed il genocidio avvenuto a seguito delle guerre dei Balcani degli anni novanta mentre il terzo si occupa del fenomeno mafioso.

 

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