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Alto Garda e Ledro

Nago, uccisa dopo una lite: corpo di una 43enne roveretana trovato in un parco

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Nella foto Marco Manfrini ed Eleonora Ferraro

E’ stata trovata morta in un parco questa mattina, Eleonora Perraro di 43 anni tra le braccia del compagno Marco Manfrini con il quale la sera prima aveva avuto una furiosa lite e che presumibilmente l’ha uccisa.

Ed è stato proprio l’uomo alle 7.30 a chiamare i carabinieri che arrivati sul posto lo hanno identificato e portato al Comando per l’interrogatorio di rito. L’uomo era in forte stato di agitazione  e riferiva di non ricordare nulla dell’accaduto se non di aver passato la serata a quel bar e dopo la chiusura di essere rimasti lì insieme e di essersi poi svegliato con a fianco la moglie morta.

Il fatto è accaduto all’interno di un’area terrazzata nei pressi del locale Sesto Grado, dove il corpo della 43enne roveretana, che portava segni di gravi lesioni, è stato prelevato.

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Il 50 enne di Rovereto ha raccontato agli inquirenti di aver passato la serata insieme alla compagna a bere fino a che entrambi non si sono ubriacati.

Dopo l’alterco, completamente ubriaco, si sarebbe addormentato fra le braccia della donna non accorgendosi che era morta.

I due erano sposati da poco più di un anno.

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Sul posto anche il medico legale e il pubblico ministero di turno per i rilievi scientifici e la ricostruzione dell’esatta dinamica della vicenda.

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Quanto riscontrato dai rilievi e le dichiarazioni confuse dell’uomo hanno portato gli investigatori a procedere a fermo di indiziato di delitto per omicidio aggravato per il quale è stato accompagnato in carcere a Trento a disposizione del PM che richiederà la convalida dell’atto al Gip.

A carico dell’uomo risulta esserci un ammonimento orale del Questore di Trento notificatogli il 28 agosto 2019 dal Commissariato di P.S. di quella città a seguito di emissione di referto medico del pronto soccorso di Rovereto a carico della Perraro, fattasi visitare dopo una lite coniugale.

Lunedì l’interrogatorio di garanzia per il 50 enne roveretano.

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Alto Garda e Ledro

Due rifugiati africani arrestati per spaccio a Bolognano

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Tutto è partito da alcune segnalazioni da parte di cittadini del centro storico della frazione di Bolognano

Questi avevano notato dei giovani africano accedere in un condominio per poi recarsi verso il campo sportivo della Stivo.

I carabinieri della Stazione di Arco, si sono subito attivati e dopo alcune indagini nella tarda serata di sabato scorso, hanno arrestato 2 extracomunitari, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di 520 grammi di marijuana.

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I due arrestati sono un 25 enne senegalese ed un 22 enne gambiano, entrambi con permesso di soggiorno per rifugiato.

Le perquisizioni personali hanno permesso di rinvenire, nella tasca interna della felpa del primo, la somma di 600 euro in contanti e nelle suole delle scarpe del secondo 900 euro in contanti.

Il tutto è stato sottoposto a sequestro, ritenendo la somma di denaro frutto dell’attività di spaccio di stupefacenti.

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Il 25 enne si trova ai domiciliari, mentre il 22enne è stato portato in carcere a Spini di Gardolo. 

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Alto Garda e Ledro

Agente di polizia travolto a Tenno: il presidente Fugatti incontrerà il sindaco Marocchi

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“Chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve poterlo fare in sicurezza” Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, commenta l’episodio verificatosi nella giornata di ieri a Tenno, dove un agente della polizia intercomunale dell’Alto Garda è stato investito da un motociclista che non si è fermato all’alt.

“Nei prossimi giorni, annuncia il presidente, incontrerò il sindaco di Tenno, Giuliano Marocchi e gli amministratori locali per verificare quali interventi poter intraprendere per permettere agli operatori della polizia locale di poter lavorare al meglio e senza rischi per la propria incolumità”.

L’agente Marco Sartori (foto) nel tentativo di fermare un motociclista che tentava la fuga dopo essere stato fermato per un controllo era stato trascinato per 400 metri sulla Statale finchè esausto e ferito si era lasciato andare finendo in un prato adiacente alla strada.

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Il centauro, un 23 enne proveniente da Milano, incastrato dalle telecamere di sorveglianza in serata attraverso il suo avvocato aveva manifestato l’intenzione di costituirsi.

Le accuse per lui sono di lesioni gravi, resistenza alla forza pubblica e omissione di soccorso. Ma rimangono da verificare anche le condizioni della sua moto che sembra apparire palesemente truccata. A queste accuse quindi potrebbero aggiungersene altre.

Per i suoi amici potrebbe scattare l’accusa di favoreggiamento visto le menzogne rilasciate alle forze dell’ordine durante il fermo e di omissione di soccorso.

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Il gruppo di motociclisti infatti pur vedendo quanto successo si sono dati alla fuga senza aiutare l’agente ferito

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Alto Garda e Ledro

Trasformare il dolore in speranza: dal 20 settembre la mostra nel ricordo di Albachiara Baroni

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Trasformare il dolore in speranza.

Questo è quello che stanno facendo Eleonora e Massimo, i genitori di Albachiara Baroni, vittima di femminicidio a Tenno, poco più due anni fa.

Con l’aiuto di 16, tra istituzioni e associazioni, è nato il Progetto Albachiara coordinato da Emanuela Skulina, con l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare le donne in difficoltà e sensibilizzare l’opinione pubblica nella maniera più articolata possibile su questo argomento, purtroppo troppo attuale.

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E’ parte integrante del progetto la mostra “Albachiara, luce negli occhi, gioia nel cuore”, che realizza a posteriori uno dei più grandi sogni della giovane ventitreenne di Tenno, quello di esporre le proprie opere pittoriche.

Presso gli spazi espositivi di Palazzo Trentini, con inaugurazione il 20 settembre alle ore 18 e fino al 4 ottobre prossimo, si potranno ammirare gli oli, gli acquerelli, i vetri, i bozzetti della giovane artista, in un percorso che, tracciato con cura e grande sensibilità da Maddalena Tomasi, accompagnerà lo spettatore attraverso la vita di Albachiara provando ad immaginare anche quello che sarebbe potuto essere il suo futuro di donna e di artista.

La mostra si arricchirà anche di due convegni nei quali artisti, sportivi ed esperti di settore, si confronteranno e rifletteranno sul tema, con appuntamento il 27 settembre alle 18 presso Fondazione Caritro e il 4 ottobre alle 18 nella Sala Aurora di Palazzo Trentini.

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Tutti gli intervenuti, il Presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il Presidente del consiglio regionale Roberto Paccher, la vicesindaco di Trento Mariachiara Franzoia, la Presidente dell’Associazione Amici di Famiglia Mara Rinner, delegata alla cura delle iniziative del progetto, hanno in diversa misura ringraziato i genitori di Albachiara per l’ammirevole capacità di trasformare questo immenso dolore in testimonianza attiva, a disposizione della comunità.

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