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Val di Non – Sole – Paganella

Frana a Dimaro, quattro persone indagate. Provincia: «Stima per i dirigenti coinvolti nell’indagine»

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Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati.

Per il dirigente del Servizio bacini montani della Provincia Roberto Coali, l’ingegner Silvia Franceschi a cui la Provincia affidò l’incarico di avviare uno studio sui rischi idraulici del rio Rotian, l’accusa è di aver omesso di proporre e di realizzare opere di difesa idonee ad impedire la colata detritica che ha travolto Dimaro.

L’ex dirigente della Protezione civile della Provincia Stefano Devigili e il sindaco di Dimaro Andrea Lazzaroni sono invece indagati per omicidio colposo, e in particolare per aver ritardato il lancio dell’allarme rosso e di aver disposto l’evacuazione della popolazione quando ormai l’evento franoso si era già realizzato.

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Per Coali e Franceschi il perito dovrà stabilire se fosse stato possibile allestire un sistema di opere a difesa del paese che avesse impedito con un’alta percentuale di possibilità che l’esondazione creasse tutti quei danni.

La pericolosità del Rotian è conosciuta da secoli. Negli anni ’70 vennero infatti costruite 16 briglie, di cui 8 in cemento armato.

Nel 1993 il Servizio bacini montani realizzò un’altra biglia mentre nel 2010 la Provincia diede il compito all’ingegner Franceschi di fare una mappa delle zone di pericolo.

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Il Servizio bacini montani decise di sostenere il progetto che si potesse realizzare con un minore investimento e quindi venne realizzata un’altra briglia filtrante, che il giorno della frana non era stata ancora collaudata, come non lo erano state quelle degli anni ’70 e del ’93.

Nella notte del 29 ottobre all’imponente colata detritica tutte le briglie collassarono tranne fortunatamente quella appena costruita.

In merito alla richiesta di incidente probatorio formulata dalla Procura distrettuale di Trento sulla frana di Dimaro è intervenuta subito la Provincia autonoma di Trento che attraverso un comunicato ripone la fiducia nell’operato della magistratura, ma al tempo stesso conferma la completa stima nei confronti dei dirigenti coinvolti dall’indagine nella consapevolezza che siamo in presenza di un settore, quello della gestione delle emergenze, codificato da procedure che vengono seguite con un’attenzione e responsabilità che si traducono in standard ampiamente superiori alla media.

L’evento che ha colpito la piccola comunità della Val di Sole nell’ottobre scorso ha tutte le caratteristiche dell’eccezionalità ed è stato riconosciuto fin da subito il grande impegno profuso per affrontarlo.

Da anni, poi, le istituzioni e la comunità trentina pongono grande attenzione alla cura del territorio, in un’ottica di prevenzione che viene portata ai massimi livelli possibili, pur nella consapevolezza che anche impegno, professionalità e perizia devono fare i conti con i limiti posti dalla natura che, con crescente frequenza ormai, ci sottopone a prove sempre più difficili.

Nella certezza che il dovuto approfondimento dell’autorità inquirente si risolverà positivamente per i professionisti coinvolti, la Giunta provinciale rinnova con grande rispetto la vicinanza anche a chi, a causa di quell’evento, ha dovuto pagare un altissimo prezzo.

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