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Spettacolo

Alla 76°Mostra del Cinema: il film di Meryl Streep, The Laundromat, ci racconta lo scandalo dei Panama Papers

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The Laundromat (la lavanderia automatica ) del premio Oscar Steven Soderbergh, premio Oscar, l’attesissimo film presentato in prima mondiale, con Meryl Streep, piu volte premio Oscar, Gary Oldman, Antonio Banderas, e Sharon Stone, ha centrato l’obiettivo, con il finale che non t’aspetti….denunciando il mondo dei paradisi fiscali e del sistema delle società off-shore.

La questione è già molto nota. Lo scandalo parte da una serie di documenti riservati giunti al Suddeutsche Zeitung da un dipendente della Mossack Fonseca, la società di Panama che viene descritta nel film.

I documenti sono poi stati condivisi in tutto il mondo attraverso il Consortium of Investigative Journalists, e le varie testate più importanti.

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Si tratta di attività svolta dalla societa di Panama a partire dal 1977 fino al 2015, che ha coinvolto i più importanti e insospettabili nomi dei detentori di ricchezza del mondo.

E’ cosi diventato sotto gli occhi di tutti come il sistema finanziario utilizza i cosiddetti paradisi fiscali, attraverso società di comodo intestate a soggetti che diventano amministratori in cambio di denaro, garantendo la garanzia più richiesta per i miliardari utilizzatori, la privacy.

Questo per riuscire a eludere le normative fiscale e nascondere rendite finanziarie. Ma è solo la punta di un iceberg….

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Il film, come ha sottolineato il regista Steven Sotherberg,, ha voluto affrontare e spiegare, partendo da fatti realmente accaduti, cosa sta succedendo ancora nel magico mondo della finanza off shore dei paradisi fiscali.

E ci è riuscito, perché il film è brillante, ha una storia vera, quella della protagonista, una vedova, interpretata da Maryl Streep, che dopo la morte del marito, affogato durante un’escursione al lago, per festeggiare il 40esimo anniversario del matrimonio, indaga su una frode assicurativa, cercando nel ginepraio delle societa, i due soci Jurgen Mossack e Ramon Fonseca, che da Panama gestiscono un mercato sotterraneo di società fantasma, destabilizzando l’economia mondiale.

Come ha dichiarato in conferenza stampa Maryl Streep, il piu grande motivatore per trovare la verità dei fatti, è il lutto e il dolore che si prova dopo aver vissuto ingiustizie e perdite. Difronte al lutto le persone non si fermano, vanno fino in fondo. E cosi è stato per la protagonista, che diventa la paladina di tutti quelli che hanno subito un’ingiustizia negli scandali finanziari e non solo.

Quando siamo toccati nel nostro mondo degli affetti personali, niente riesce a fermarci, sembra dimostrare, con la sua tenacia, la brillante vedova.

E questo è un grande insegnamento, che non bisogna sottovalutare.

La sceneggiatura è in questo caso stata la realtà dei fatti, ha dichiarato il regista.

Se nel 2000, l’1% della popolazione mondiale deteneva il un terzo delle ricchezze del pianeta, ora siamo saliti a 50%.

Questo paradigma non è più sostenibile. E può reggersi ancora perché in molte parti del mondo esiste un sistema accettato di corruzione, e un sistema giudiziario tale per cui i comuni cittadini non possono affidarsi per tutelare i propri interessi difronte ai colossi della finanza.

L’unico modo per contrastare questa situazione, è quella di parlarne, e nel caso di un regista, partecipare con un film e permettere che questo film venga visto da un più ampio pubblico possibile.

Anche Gary Goldman ha sottolineato che, con la piattaforma Netflix, si ha l’accesso ad una grandissima platea di spettatori, e questo è un vantaggio per film di inchiesta-denuncia. In passato anche prodotti cinematografici di buon livello, che in tanti ambiti avrebbero potuto portare a dei cambiamenti, non hanno avuto l’esito immaginato, proprio perché poco conosciuti. Ora però con la diffusione planetaria, è possibile pensare che sempre più persone acquistino consapevolezza dei problemi del mondo e dei meccanismi che regolano determinate situazioni.

Le vittime sono state anche i giornalisti, visto il decesso a Malta di un giornalista che aveva denunciato la truffa.

Un giornalismo vero si nutre di questo tipo di inchieste e qualifica il ruolo dei giornalisti come eroi del quotidiano difronte alle ingiustizie del mondo. E allo stesso tempo portavoci dei più deboli e meno tutelati, che trovano nella condivisione delle truffe che vengono perpetuate ogni giorno nei loro confronti, un modo per trovare giustizia.

Un film da vedere assolutamente, e far conoscere a tutti. Anche perché il finale con il monologo di Mery Streep…non te l’aspetti…

Director: Steven Soderbergh
Production:Grey Matter (Lawrence Grey), Sugar 23 / Anonymous Content (Michael Sugar), Netflix
Running Time: 96’
Language: English
Country: USA
Main Cast: Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Jeffrey Wright, Matthias Schoenaerts, James Cromwell, Sharon Stone

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Spettacolo

Tre film trentini parteciperanno alla Festa del Cinema di Roma

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Riconoscimento importante per il cinema “made in Trentino”: quest’anno infatti alla Festa del Cinema di Roma saranno tre le pellicole sostenute dalla Film Commission.

Saranno infatti presenti due film che sono stati girati in parte sul territorio trentino, uno in concorso ufficiale: “Il ladro di giorni” di Guido Lombardi e uno nella sezione autonoma del festival “Alice nella Città“: “La volta buona” di Vincenzo Marra.

In quest’ultima sezione si trova anche, per la prima volta, un documentario di un regista trentino, Manu Gerosa, presente con il suo film “One more jump”.

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Il Festival, in programma nella capitale dal 17 al 27 ottobre, rappresenta una kermesse prestigiosa, durante la quale si alternano proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti che hanno il fulcro nell’Auditorium Parco della Musica, struttura firmata da Renzo Piano.

L’evento si intreccia con il MIA, il Mercato Internazionale Audiovisivo, a Roma dal 16 al 20 ottobre, con il quale Trentino Film Commission ha una partnership importante legata all’ottenimento della certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la certificazione dei sistemi di gestione sostenibile per eventi.

Questa edizione del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, grazie a Trentino Film Commission, sarà per la prima volta sostenbile; del resto l’impegno della Film Commission nel campo della sostenibilità ambientale ha fatto scuola grazie a T-Green Film, il primo fondo regionale in Europa che premia e certifica le produzioni cinematografiche che lavorano nel rispetto dell’ambiente.

Il ladro di giorni” di Guido Lombardi. In concorso al Festa del Cinema di Roma
Cast:Riccardo Scamarcio, Massimo Popolizio, Augusto Zazzaro, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello
Produzione: Bronx Film, Indigo FilmCon il contributo di Trentino Film Commission
Riprese in Trentino: agosto e settembre 2018, a Trento e Riva del Garda

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Sinossi: Salvo, undici anni, vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua prima comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente a bordo campo un uomo: è suo padre Vincenzo. Salvo lo riconosce a stento. Non lo vede, infatti, da sette anni, da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Vincenzo è ora uscito di prigione e dice di voler passare qualche giorno con il figlio: insieme partono per il sud. Durante questo viaggio lungo l’Italia, scandito da molti incontri e ricordi, Salvo imparerà a conoscere suo padre, ma dovrà fare i conti anche con i suoi segreti e il suo passato.

“One more jump” di Emanuele Gerosa. In concorso – Alice nella città
Produzione Locale Trentina: Oneworld DocuMakers di Emanuele Gerosa con il contributo di Trentino Film Commission
Distribuzione: Fandango
Riprese: il film è stato girato tra la Palestina e l’Italia.

Sinossi: Jehad e Abdallah, fondatori del Gaza Parkour Team, sono divisi da scelte di vita diverse, ma con lo stesso amore per il Parkour e per la loro terra assediata; nati e cresciuti in una prigione, devono oggi cercare ben oltre ai loro sogni, uno nella Striscia di Gaza e l’altro in Italia, quale sia la strada che conduce alla libertà.

“La volta buona” di Vincenzo Marra
Sezione Panorama Italia – Alice nella città
Cast: Massimo Ghini, Ramiro Garcia, Max Tortora, Francesco Montanari, Gioia Spaziani, Massimo Wertmuller
Produzione: Lotus Production con il contributo di Trentino Film Commission
Riprese in Trentino: maggio 2019 a Dimaro (Val di Sole)

Sinossi: Bartolomeo, ex procuratore sportivo, vive di espedienti e piccoli imbrogli.

La vita non è stata troppo generosa con lui, il vizio del gioco gli ha fatto perdere soldi e famiglia e ora passa le giornate nei campetti di periferia sperando di trovare il nuovo Messi. Sempre alla ricerca del colpo di fortuna, un giorno riceve una telefonata: in Uruguay c’è un ragazzino, Pablito, che è un vero fenomeno, un fuoriclasse che sicuramente sfonderà nel calcio italiano. Per Bartolomeo è finalmente arrivata l’occasione per riprendersi tutto quello che ha perso. Per Pablito si può realizzare il sogno di giocare in un grande club. Per entrambi questa è la volta buona…

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Spettacolo

Arriva dalla Val di Fassa la première ufficiale del nuovo film di Giacomo Gabrielli

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Mercoledì 23 ottobre, la Val di Fassa farà da cornice ad un evento unico. Il cinema di Canazei, la mattina, e il ‘PalaDolmites‘ di Mazzin, la sera, ospiteranno la première ufficiale del nuovo film di Giacomo Gabrielli, giovane cineasta di Moena, istruitosi a Roma, ora alla ribalta nel Regno Unito.

Il Cinema ‘Marmolada‘, durante un matinée dedicato a studenti, stampa e autorità, ospiterà la prima proiezione del giorno, dalle 9 del mattino.

Filmart e Giacomo Gabrielli presenteranno il nuovo film “A Journey” (Un Viaggio), progetto sull’Olocausto rimasto a lungo in lavorazione, creato dal regista fassano col supporto di Treno della Memoria, Terra del Fuoco Trentino, Auschwitz-Birkenau Memorial and Museum, Auschwitz Study Group, Comun General de Fascia e Scola Ladina de Fascia.

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Progetto che, solo dopo il trasferimento di Giacomo in Inghilterra, a Londra, ha preso realmente forma. Ora infatti vede integrata alle riprese girate nel 2017 da Gabrielli tra Italia, Repubblica Ceca e Polonia, una rara e toccante intervista ad uno dei pochi che ancora oggi portano sul braccio il numero tatuato assegnatoli ad Auschwitz: Arek Hersh, ebreo polacco di 91 anni, protagonista del film assieme alla giovane Aurora Volcan, anch’essa di Moena e aspirante regista.

Arek Hersh, oggi residente a Leeds, in Gran Bretagna, è tutt’ora incredibilmente lucido e disponibile, come davvero altri pochi superstiti rimasti al mondo, a condividere la sua importante storia affinché non si cada nel tanto temuto errore di dimenticare e, quindi, di ripetere.

Nel Regno Unito e non solo, infatti, Arek partecipa ad eventi organizzati da scuole ed associazioni per portare a tutti, giovani in primis, un messaggio forte e ancora tristemente attuale, in un mondo sempre più minato dall’odio per le minoranze e la paura della diversità.

A Journey” è la storia di due percorsi, il racconto di due storie parallele così distanti nel tempo e nei fatti, eppure così complementari. Il viaggio dei ragazzi di oggi con il Treno della Memoria e quello di Arek Hersh, deportato ad Auschwitz dalle SS ad appena 11 anni, si intrecciano fino a raggiungere la meta di Birkenau, il più letale dei campi di sterminio del Terzo Reich.

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Le potenti musiche di Marco Mattia, altro talento emergente fassano, fedele collaboratore di Gabrielli, accompagnano alla perfezione una sceneggiatura drammatica in costante crescita, che narra la storia vera di Arek e gli eventi che fanno parte del periodo più buio della storia recente, amalgamati con il punto di vista dei cosiddetti “millennials” e “post-millennials”.

Sin da ragazzino, quando ancora girava con in spalla una cinepresa fatta di cartone, il regista ladino ha tratto la sua ispirazione e formazione da ‘Schindler’s List’, capolavoro assoluto di Spielberg,

«Perché -così dichiara il regista- è il ritratto cinematografico perfetto e insuperato dell’Olocausto. Tutto ciò che una cinepresa sa dare per raccontare e documentare una storia vera e cruda, renderla viva e palpabile per il grande pubblico, lo si trova in Schindler’s List».

“A Journey” fa anche confluire costantemente due mondi: quello della grande storia dell’umanità e quello locale ladino fassano.

Gabrielli infatti spazia fra location di interesse storico di livello mondiale e la Val di Fassa, includendo anche dialoghi in lingua ladina, accreditandola, pur essendo lingua di minoranza, fra le grandi lingue del mondo.

Da qui parte anche il contributo concesso dalla Consulta Ladina che ha, con ragione, riconosciuto l’importanza culturale del film, che inoltre vede tra i protagonisti, attuali ed ex studenti della Scola Ladina de Fascia, dei quali la protagonista Aurora Volcan faceva parte fino all’anno scorso.

Un grande supporto quindi anche dalle istituzioni, in particolare dal Comun General de Fascia nelle persone di Matteo Iori, giovane assessore che sin da subito ha sostenuto e voluto la presenza di Arek Hersh, ma anche Franz Pitscheider, la senatrice e procuradora Elena Testor, Sabrina Rasom dei Servizi Culturali del CGF e la sorastanta delle scuole ladine di Fassa Mirella Florian.

Un’occasione unica nel suo genere per la rarità della testimonianza e per la qualità del film, che viene presentata in una location, la Val di Fassa, fortemente voluta da Giacomo Gabrielli, essendoci cresciuto ed avendoci la base della sua società di produzione Filmart S.r.l.

In coda alla proiezione del film vi sarà il privilegio di scambiare un Q&A (domande e risposte) con il superstite di Auschwitz in persona, ospitato in valle appositamente dall’Inghilterra assieme alla moglie Jean, che supporta il marito in tutti i suoi viaggi e incontri.

Il co-produttore e coordinatore delle riprese inglesi Vincent Frattini, inoltre, farà da interprete durante il dibattito e lo scambio di informazioni con gli studenti della Scola Ladina de Fascia, il pubblico e Arek.

Proprio la grande dimestichezza con la lingua d’oltre Manica dell’ormai anglo-italiano Vincent, e il suo ottimo lavoro di pubbliche relazioni, hanno reso possibile l’incontro tra la produzione del film e Arek.

Come preparazione alla proiezione, gli studenti fassani avranno la possibilità di confrontarsi innanzitutto con i loro professori durante le ore di lezione a scuola nei giorni precedenti all’evento, così da comprendere meglio ed essere pronti a guardare negli occhi chi quelle cose le ha vissute per davvero.

La sera dello stesso 23 ottobre, dalle 18.30, sempre grazie al Comun General de Fascia con la Cooperativa Sociale “Inout” e a Filmart, l’evento, stavolta aperto a tutti e con ingresso libero, viene replicato al teatro del “PalaDolomites” di Mazzin, con la speciale presenza di Arek alla quale seguirà la proiezione, alle 20, di quello che, come dice questo speciale testimone, è: «Un film che dovrebbe essere visto da tutte le generazioni».

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Spettacolo

Nadia Toffa, stasera a Le Iene le ultime parole prima della morte. «Non è quanto vivi, ma come vivi, sto facendo di tutto per ritardare la mia morte»

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Stasera, martedì 1 ottobre, andrà in onda la prima puntata de Le Iene e, in apertura, verrà lanciato un video inedito della durata di 20 minuti con l’ultimo progetto della giornalista, scomparsa lo scorso 13 agosto.

Ad annunciarlo è stata la redazione del programma con una frase simbolo di Nadia pubblicata su tutti i canali ufficiali: “Non è quanto vivi, ma come vivi”.

Quest’anno per noi niente sarà più come prima. Inizieremo con uno speciale ricordo alla nostra Nadia Toffa. Un video inedito di 20 minuti che ha voluto, scelto e pensato lei. Un ricordo commovente e intenso“.

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Così viene presentato l’ultimo progetto di Nadia.

A voler girare questo video è stata proprio la conduttrice de Le Iene e lo ha fatto nel dicembre 2018.

Sapeva che non le restava molto tempo, così ha chiamato Giorgio Romiti, l’autore con cui ha collaborato più spesso, e gli ha chiesto di aiutarla a girare un filmato per salutare tutte le persone care.

«La sorpresa è che vorrei incontrare amici, vecchi, nuovi, persone care, colleghi che hanno lasciato un segno in questo mio ultimo anno tremendo, persone che contano davvero. Li voglio vedere ora perché questo ultimo anno sono cambiata tantissimo. Non è quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, credo non molto».

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Per la redazione del programma si tratta di un vero e proprio testamento, una “eredità di sorrisi”, oltre ad essere un ricordo commovente ed intenso. Inoltre, fanno sapere dalla redazione, Nadia continuerà a salutare il suo pubblico alla fine di ogni puntata nella sigla finale dedicata a lei.

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