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Piana Rotaliana

Assestamento di bilancio a Terre d’Adige, Sergio Zadra della Lega presenta due interrogazioni

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La Lega Salvini di Terre d’Adige, per mezzo del suo rappresentante in Consiglio comunale Sergio Zadra, ha presentato due interrogazioni in merito agli stanziamenti in occasione dell’assestamento di bilancio: la prima riguarda la realizzazione del progetto di messa in sicurezza del tratto stradale che congiunge la frazione di Nave San Rocco con la Località Maset, la seconda si concentra invece sulla mancata previsione di riassetto di Piazza San Rocco, considerati i fondi presenti per il riassetto di Piazza San Filippo e Giacomo.

Si tratta di due interrogazioni che hanno come scopo quello di fare chiarezza su dei lavori che interessano la comunità di Terre d’Adige – afferma il consigliere comunale della Lega Salvini Trentino Sergio Zadra –. Lavori presenti nel programma elettorale della Lega Salvini Trentino per Terre d’Adige e che ci stanno a cuore”.

Abbiamo chiesto al Comune i dettagli e linee guida definite da questa amministrazione per il progetto di messa in sicurezza della strada che da località Maset arriva alla frazione Nave San Rocco – prosegue Zadra – prima che tale progetto venga assegnato a un professionista e considerato che il relativo intervento sarà da effettuarsi su un tratto stradale di competenza provinciale”.

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Il consigliere comunale della Lega Salvini Sergio Zadra

Ma non è tutto. “Abbiamo poi voluto interrogare l’amministrazione sul perché siano stati destinati dei fondi solamente per la realizzazione di un progetto di riallestimento e modifica della Piazza San Filippo e Giacomo della frazione di Zambana e non anche per il riassetto di Piazza San Rocco, una piazza importante per l’omonima frazione – rivela il consigliere della Lega Salvini Trentino –. Siamo certamente concordi con la sistemazione della piazza che si trova nella frazione di Zambana, ma sinceramente ci saremmo aspettati un senso di equità per le due comunità del nuovo Comune, e cioè un intervento di riassetto in contemporanea anche per Piazza San Rocco, intervento che invece non è stato previsto in occasione di questo assestamento di bilancio”.

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Piana Rotaliana

Inaugurata con le “Olimpiadi” la filiera formativa viticolo-enologica di San Michele

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Le “Olimpiadi viti-enologiche” hanno inaugurato, ieri, a San Michele, i corsi di studio del Centro Istruzione e Formazione della Fondazione Edmund Mach e del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente congiunto con l’Università di Trento, vale a dire il corso per enotecnico e il corso di laurea in viticoltura ed enologia.

“Grazie al sinergismo tra la Fondazione Mach e l’Università di Trento abbiamo in Trentino un percorso formativo completo nel settore agro-alimentare e ambientale: dalla scuola secondaria fino al dottorato di ricerca internazionale”.

Parole del presidente Andrea Segrè, intervenuto in apertura con il rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, e l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

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E’ seguita la Lectio Magistralis di Franco Marzatico, Soprintendente per i Beni Culturali presso la Provincia di Trento, focalizzata sulla cultura del vino nel mondo antico. Poi è stata la volta della presentazione del corso per enotecnico del Centro Istruzione e Formazione FEM con il dirigente Ivano Artuso, e dell’offerta formativa del C3A con l’intervento della direttrice Ilaria Pertot, e la contestuale premiazione dei vincitori delle “Olimpiadi Viti Enologiche”, una serie di prove di abilità e conoscenza che hanno visto sfidarsi 64 studenti del corso di laurea e del corso per enotecnico in squadre miste.

“Il grande valore aggiunto della nostra realtà – ha proseguito Segrè – è però quello di essere un ecosistema unico dove attori diversi si parlano, condividono e arricchiscono le reciproche conoscenze e competenze. Non solo garantiamo che i nostri giovani si formino nel contesto produttivo reale grazie al legame con le aziende, ma la ricerca, contribuendone alla formazione, può contare su figure professionali consapevoli e recettive all’innovazione. Saranno i nostri stessi studenti e studentesse, nel momento in cui entreranno nel mondo del lavoro a portare dall’interno i cambiamenti necessari a mantenere la competitività del nostro territorio”.

“La giornata in cui si dà ufficialmente inizio all’attività è sempre un momento in cui si guarda avanti – ha spiegato il rettore Paolo Collini-. Soprattutto guardiamo ai ragazzi e alle ragazze che affollano questa sala e che sono un po’ il contenuto di questa giornata. È soprattutto per loro che oggi sottolineiamo quello che stiamo facendo, ciò che abbiamo fatto e quello che vogliamo fare. Credo sia importante per loro avere la consapevolezza che c’è un grande investimento su di loro, così come loro fanno un investimento di anni molto preziosi per la loro vita. Credo che questi investimenti possano portare a grandi risultati per questo territorio, per loro stessi prima di tutto e anche per la comunità intera”.

“Oggi si inaugura un nuovo percorso per diversi giovani che ci auguriamo, saranno i futuri tecnici, la futura classe dirigente, i futuri agricoltori, che garantiranno competitività e importanza alla nostra agricoltura – ha spiegato l’assessore Giulia Zanotelli-. Formazione che si sposa anche con la ricerca e quindi un costante punto di riferimento all’innovazione, uno degli elementi sui cui la Giunta sta ragionando. Auguro quindi un buon futuro a questi giovani, certa che resteranno sul territorio per garantire un salto di qualità al futuro dell’agricoltura trentina”.
Il soprintendente Franco Marzatico ha parlato del vino come di un elemento connotativo della nostra cultura e civiltà. Il territorio trentino è nominato attraverso i suoi popoli, i Reti, soprattutto in base alla presenza del vino, che è anche testimoniato da oggetti archeologici, ma soprattutto il vino e il suo consumo è anche un elemento connotativo della socialità e del rapporto tra mondo Mediterraneo, Alpi e area transalpina.

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Le Olimpiadi vitienologiche hanno visto sfidarsi presso il Palazzo della Ricerca e della Conoscenza gli studenti del Centro Istruzione e Formazione e del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente una serie di prove di conoscenza e abilità in ambito viti-enologico.

Si tratta di uno strumento di didattica innovativa che grazie ad una competizione fra squadre mira a stimolare il lavoro di gruppo e la rielaborazione di quanto appreso a lezione. I ragazzi dovevano risolvere dei quesiti tecnico-scientifici. Le squadre, miste, erano composte da 8 studenti e studentesse del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia e del corso di Enotecnico.

La squadra vincitrice ha ricevuto una cassetta professionale di accessori per la degustazione del vino, ma tutti i partecipanti avranno l’opportunità di effettuare un viaggio di studio per conoscere le tecniche più avanzate di un’importante realtà viti-enologica italiana.

L’offerta formativa in campo viticolo-enologico: dal corso per enotecnico al corso di laurea per arrivare al dottorato

Il dirigente del Centro Istruzione e Formazione Ivano Artuso ha illustrato il percorso formativo per enotecnico, con i suoi 25 studenti all’anno. Il corso post-diploma annuale prepara i tecnici di cantina, laboratorio (microbiologia e chimica), con competenze nelle consulenze viticole-enologiche. Il conseguimento del titolo consente l’iscrizione all’Associazione di categoria Assoenologi.

Il Corso, che prevede otto settimane di tirocinio, raccoglie l’eredità del precedente corso sessennale attuabile solo dalle scuole ad indirizzo enologico che la riforma dei cicli della scuola ha trasformato a partire dall’anno 2014-2015 andando a portare in tutte le scuole la maturità al quinto anno. Il Centro Istruzione e Formazione della Fondazione Mach crede fermamente in questo nuovo percorso didattico e ha investito in: risorse umane, spazi, una nuova cantina didattica e laboratori al fine di permettere, ai frequentanti il corso, l’acquisizione di conoscenze, competenze ed abilità all’altezza delle richieste del mondo operativo e della ultracentenaria storia dell’ente.

La direttrice del C3A, Ilaria Pertot, ha parlato della didattica innovativa del corso di laurea in viticoltura ed enologia e dei nuovi modi di fare lezione: non solo lezioni frontali, ma anche learning by doing, problem solving, challenge-based learning, team working e sviluppo di progetti di ricerca e sperimentazione sulla base di domande scientifiche poste da aziende e ricercatori.

Pertot ha sottolineato il grande successo del corso che ha visto ben 551 candidature al test di ammissione per un corso che prevede un massimo di 75 posti. Il corso quest’estate ha visto il primo diplomato secondo la nuova formula di doppia laurea con la Hochschule Geisenheim University, in Germania).

Grande interesse anche per il corso di laurea magistrale in Meteorologia ambientale attivato nel 2018 dall’Ateneo di Trento con l’Università di Innsbruck e proposto in lingua inglese, con 18 iscritti e iscritte selezionati/e quest’anno tra 39 domande. Completa poi la filiera formativa il corso di dottorato in Agrifood and Environmental Sciences (Scienze agroalimentari e ambientali), appena istituito dall’Università di Trento in convenzione con la Fondazione Edmund Mach, dove si contano 24 studenti e studentesse selezionati/e tra quasi 100 candidature provenienti da tutto il mondo.

Il corso di laurea triennale in viticoltura ed enologia, come tutta l’offerta formativa C3A-CIF, è un percorso didattico altamente innovativo, che basa sul concetto di learning by doing (imparare facendo), infatti su un totale di 1680 ore di lezione ben 170 sono effettuate in laboratorio, vigneto e cantina in forma di esercitazioni pratiche di campo e vinificazione. Inoltre 240 ore sono dedicate al tirocinio in azienda dove gli studenti possono mettere in pratica quanto imparato nella teoria.

A questo si affianca il lavoro di tesi in cui gli studenti sono chiamati a rispondere ad una domanda scientifica con una ricerca o una sperimentazione svolta in un vigneto, in laboratorio o in cantina.Andrea Segrè:

Paolo Collini:

Assessore Giulia Zanotelli:

Ivano Artuso:

Ilaria Pertot:

Franco Marzatico:

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Piana Rotaliana

Al via il convegno internazionale “Il momento dell’economia sociale e solidale”

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Da ieri e per tre giorni i massimi esperti mondiali di economia sociale e solidale si riuniscono alle Cantine Rotari di Mezzocorona per il convegno organizzato da Euricse per conto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) delle Nazioni Unite.

Dal Senegal alle Filippine, da Capo Verde alla Corea del Sud, passando per Malesia, Lettonia e Svizzera, in 18 ore di sessioni plenarie e parallele un centinaio tra ricercatori, operatori e rappresentanti di governi e organizzazioni internazionali discuteranno i trend e le caratteristiche principali del settore, l’importanza dell’economia sociale e solidale per il futuro del lavoro e il ruolo della finanza. Giovedì e venerdì, in coda al convegno, si riunirà sempre a Trento la Task force ONU sull’Economia sociale e solidale, dove Euricse è coinvolto come osservatore.

Durante il convegno saranno presentate in anteprima due ricerche affidate dall’OIL ad Euricse e all’ente di ricerca belga Hiva: “Meccanismi finanziari per ecosistemi innovativi dell’economia sociale e solidale”, curata dall’istituto trentino e supportata dal Governo del Lussemburgo, e “Il contributo dell’economia sociale e solidale e della finanza sociale al futuro del lavoro”, seguita dagli studiosi di Lovanio con il sostegno del Governo francese.

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Dopo il saluto ai partecipanti da parte della presidente Marina Mattarei nella sede della Federazione Trentina della Cooperazione, questo pomeriggio le Cantine Mezzacorona hanno ospitato i saluti istituzionali.

La plenaria di apertura è stata affidata al presidente di Euricse, Carlo Borzaga, e a Benedicte Fontaneau del centro di ricerca belga Hiva.

“L’organizzazione di questo convegno per conto dell’OIL e il progetto sui meccanismi finanziari certifica la nostra vocazione internazionale. Le ricerche di Euricse – in particolare il World Cooperative Monitor e il Report 2018 sulla Cooperazione sanitariapoche settimane fa sono state citate dal Segretario generale ONU durante l’Assemblea generale a New York”, ha sottolineato il segretario generale di Euricse, Gianluca Salvatori.

L’assessore agli Enti locali, Mattia Gottardi, ha portato il saluto della Provincia autonoma di Trento, che ha patrocinato l’evento. 

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Siamo orgogliosi di ospitare un convegno di così alto livello sul nostro territorio, nella consapevolezza che il Trentino è un terreno molto fertile per gli ecosistemi dell’economia sociale e solidale e che le nostre dimensioni limitate possono essere un vantaggio competitivo soprattutto per quanto riguarda la stretta rete di relazioni che è alla base della risoluzione di molti bisogni”.

“Nella Dichiarazione sul futuro del lavoro, adottata a giugno a Ginevra durante la Conferenza Internazionale del Lavoro, i paesi membri della OIL affermano che l’Organizzazione dovrebbe indirizzare i suoi sforzi nel sostenere l’economia sociale e solidale, al fine di generare lavoro dignitoso e migliori standard di vita per tutti. Con l’evento di Trento vogliamo dare un contributo alla formulazione di politiche ed iniziative che vadano nella direzione indicata sia dalla Dichiarazione OIL sia dall’Agenda 2030 e dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite”, ha spiegato Roberto di Meglio, senior specialist OIL.

Le sessioni della conferenza ruoteranno attorno a tre blocchi tematici: i trend e le caratteristiche dell’economia sociale e solidale, il futuro del lavoro e il ruolo delle risorse finanziarie.

Proprio di meccanismi finanziari si è occupato Euricse nella sua ricerca commissionata dall’OIL e presentata in anteprima durante la conferenza, alla quale ha lavorato un team di 15 ricercatori per un anno.

Dopo un’analisi dei diversi strumenti potenzialmente a disposizione delle organizzazioni dell’Economia sociale e solidale, lo studio presenta 8 casi studio (Canada, Capo Verde, Colombia, Ecuador, Italia, Lussemburgo, Marocco, Corea del Sud) e, a partire da questi, propone alcune raccomandazioni di policy.

In particolare, sfatando il pregiudizio che cooperative e imprese sociali fanno più fatica delle aziende profit ad accedere agli strumenti finanziari, viene messa in evidenza l’importanza di un approccio al reperimento di risorse che contemperi risorse interne ed esterne, pubbliche e private, orientate al mercato o meno.

Il focus italiano inserito nella ricerca ha confermato che le realtà dell’economia sociale e solidale sono adeguatamente capitalizzate anche nella Penisola: ad esempio, le cooperative al momento vantano 10 miliardi in investimenti e, perfino durante la crisi, sono riuscite ad aumentare sia il capitale investito sia il patrimonio netto.

“Tradizionalmente – ha spiegato Riccardo Bodini, direttore Euricse, tra gli autori della ricerca – i principali fornitori di finanziamenti per le organizzazioni dell’ESS sono state le banche cooperative e la pubblica amministrazione. Ora si stanno facendo avanti nuovi strumenti, come crowd-funding, mini bonds e fondi di impatto sociale, e nuovi attori, come le banche tradizionali e i privati cittadini”.

In base all’analisi di Euricse è quindi fondamentale che le realtà dell’economia sociale e solidale ottengano risorse finanziarie con modalità che siano in linea con i loro valori e mission, pena la perdita della loro specificità.

“Il Trentino – ha aggiunto Bodini – dal punto di vista dei finanziamenti all’economia sociale e solidale è già molto avanti, basti vedere il ruolo svolto dalle Casse rurali, da organizzazioni come Cooperfidi, e anche da fondazioni come Caritro. In altre parole, qui l’economia sociale può contare su un ecosistema evoluto che mette a disposizione risorse di vario tipo e soprattutto coerenti con le caratteristiche di queste organizzazioni. La sfida per il futuro è pensare a strumenti che si adattino ancora meglio in particolare alle imprese sociali, soprattutto nelle fasi di avvio o per gli investimenti in settori che richiedono sempre più capitale (es. sanità, recupero di immobili, ecc.)”.

Economia sociale e solidale: cosa è?

In base alla definizione proposta dall’OIL, l’Economia sociale e solidale include “imprese e organizzazioni, in particolare cooperative, mutue, associazioni, fondazioni e imprese sociali, che producono specificatamente beni, servizi e conoscenza, perseguendo allo stesso tempo scopi economici e sociali e incoraggiando la solidarietà”.

Tutte queste organizzazioni hanno in comune, oltre agli scopi, anche la proprietà collettiva e le strutture di governance, impegnate ad assicurare risposte ai bisogni dei membri che sono diversi dagli investitori.

I numeri del convegno: 186 Paesi membri dell’OIL, organizzatore della conferenza ed oltre 100 invitati tra ricercatori, operatori e rappresentanti di governi e organizzazioni internazionali

 

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Piana Rotaliana

A Mezzolombardo il secondo appuntamento degli “Incontri del giovedì”

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Una serata assolutamente imperdibile per il tema presentato – argomento raramente e difficilmente proposto al pubblico dei non specialisti – è quella in programma dopodomani, giovedì 21 novembre alle 20.30, secondo appuntamento della stagione 2019-20 degli “Incontri del giovedì” curata dall’Associazione Castelli del Trentino. (altro…)

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