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Trento

Trentino Trasporti: non è stato rinnovato il contratto all’autista aggredito da un nord africano

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Nella foto Nicola Petrolli della Uil Trasporti

L’autista di Trentino Trasporti ha ricevuto la comunicazione verbale dai vertici dell’azienda pochi giorni fa ed è rimasto a dir poco di sasso.

Non sono stati forniti dei chiarimenti nel merito.

Quanto successo è una grave incongruenza se pensiamo che Trentino Trasporti sta cercando disperatamente autisti che sono difficili da trovare per i rischi di aggressioni che ormai sono giornalieri su tutte le linee.

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E nessuno vuole rischiare la vita per 1.400 euro al mese. 

L’autista era salito alla ribalta della cronaca 4 mesi per aver invitato un nord africano che voleva salire sull’autobus senza pagare a scendere.

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Lo straniero l’aveva presa male però, e dopo averlo pesantemente insultato gli aveva sputato più volte sul viso per poi darsi alla fuga.

Il dipendente di Trentino Trasporti era stato accompagnato subito al pronto soccorso per essere sottoposto a delle analisi per scongiurare l’eventuale contrazione di qualche virus legato alle epatiti.

«In quel frangente nessuno dell’azienda mi ha mai chiamato manifestandomi un minimo di solidarietà, anzi, sembravano quasi infastiditi che la cosa fosse successa. È quasi una contraddizione se si pensa che prima di metterci alla guida di un autobus ci fanno una testa così spiegandoci tutto il regolamento che deve essere seguito alla lettera» – Spiega L’autista

Ma i problemi con Trentino trasporti non sarebbero finiti qui.

Infatti l’autista per un guasto tecnico del suo mezzo era dovuto rimanere fermo per 10 minuti. Per questa sosta della quale non era responsabile aveva ricevuto una lettera di diffida.

L’autista, che si era sentito offeso, aveva subito allertato il suo sindacato che aveva inviato una pec all’azienda per contestare le false accuse.

Trentino Trasporti ha dichiarato di non aver mai ricevuto nulla, ma Nicola Petrolli della UIL conferma invece  l’invio della Pec.

L’autista peraltro era stato protagonista di altre aggressioni per le quali non ha mai ricevuto nessuna telefonata di solidarietà da parte dell’azienda.

Secondo l’azienda pare che l’unica colpa del povero autista sia quella di voler assolutamente mettere in pratica il regolamento e di essere quindi fin troppo ligio.

«Le cito un esempio: una donna voleva salire con il suo cane senza museruola e guinzaglio al mio rifiuto si è innervosita. Ho ritenuto comunque di chiedere un parere ad un mio superiore che mi ha risposto di chiudere un occhio e farlo tenere in braccio durante il trasporto. Ma se poi questo morde qualcuno denunciano me perché non ho seguito il regolamento. Noi autisti alla fine siamo sempre in mezzo all’incudine e il martello. Per l’azienda dovremmo stare sempre zitti ed eclissarci»  – termina l’autista

Interpellato Nicola Petrolli della Uil Trasporti dichiara che: «siamo sul piede di guerra con Trentino Trasporti quando si tratta di aggressione all’ autista. L’autista da quando è partita la bigliettazione a bordo con controllo a vista è preda di attacchi da parte di persone di tutti i generi, spesso anche per futili motivi. Questo fenomeno di aggressioni fisiche è un po’ diminuito con le telecamere a bordo, quello verbale non ancora. Manca proprio il rispetto delle persone che un tempo cera per chi lavorava in modo onesto».

Sul problema dell’autista Petrolli è chiaro: «l’azienda non si degna nemmeno di chiedere come sono andati i fatti e se lo fa’ chiede un rapporto scritto. Manca proprio il contatto umano, ci sentiamo dei numeri posti su di un tabellone come soldatini. Questo è uno dei tanti problemi che frenano all’assunzione di altri autisti che hanno paura. Per non parlare delle numerose lamentele che arrivano in azienda da parte degli utenti che segnalano disservizi inventati da parte dei poveri autisti. L’autista si deve prendere la briga spesso di giustificare cose che non ha fatto. Chi protesta per disservizi inventati dovrebbe essere identificato per così dare la possibilità agli autisti di essere denunciato per diffamazione. Molti utenti infatti per svariati motivi scrivono in azienda per ritardi o anticipi inventati, risposte poco cordiali, ecc ecc.»

 

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