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Fiemme, Fassa e Cembra

Sulla Marmolada si è celebrato il 40° anniversario della salita in vetta del Santo Padre Giovanni Paolo II

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Il 26 agosto in Marmolada si è svolto il 40° anniversario della salita in vetta del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Lino Zani, guida e accompagnatore del Papa, ha ricordato con emozione il suo amore per la montagna.

Nel 1979 per ricordare l’elezione del predecessore Papa Albino Luciani avvenuta l’anno prima, Giovanni Paolo II decise di salire sulla Marmolada e di consacrare la statua della Madonna da lui intitolata Regina delle Dolomiti, che è ancora oggi presente nella Cappella Grotta di Punta Rocca a 3265 metri.

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Molte le persone che hanno preso parte all’evento. In particolare Lino Zani durante la manifestazione intitolata “Una montagna per due Papi” ha voluto regalare un video per far rivivere il ricordo di quella visita di quarant’anni fa.

Era il 26 agosto 1979 e molte persone tra cui parecchi bambini erano accorsi alla stazione funiviaria di Malga Ciapela per dare il benvenuto a Giovanni Paolo II. Sono passati quarant’anni ma quell’episodio è rimasto nella mente di molti.

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La messa è stata celebrata dal vescovo di Belluno-Feltre monsignor Renato Marangon nella Cappella Grotta della Madonna.

Da quella prima salita il Pontefice decise di salire altre volte: passeggiate e sciate come una persona qualsiasi, sempre pronto a rivolgere un saluto a quanti lo riconoscevano.

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Secondo quanto detto da Lino Zani, per Giovanni Paolo II la montagna era un luogo di divertimento ma soprattutto di preghiera. Il silenzio della montagna era la cosa più bella perchè gli permetteva di immergersi in preghiere profonde.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ziano di Fiemme: va a fuoco il silos della segheria della Magnifica Comunità

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Ieri pomeriggio verso le 14 a Ziano di Fiemme è andato a fuoco il silos della segheria della Magnifica Comunità.

Le fiamme hanno raggiunto il silos vicino, però non funzionante, e hanno bruciato circa cinquanta metri quadri della copertura “segatronchi”.

Il silos era alto venti metri e all’interno era pieno per metà segatura.

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Sul posto sono intervenuti una cinquantina di vigili del fuoco fra i volontari di Ziano, Tesero, Predazzo, Panchià e Cavalese, oltre ai vigili del fuoco permanenti di Trento.

Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Cavalese

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Da una prima ricostruzione pare che l’incendio sia stato causato per il surriscaldamento di una guarnizione nel silos.

Dal momento che l’incendio è scoppiato all’interno del silos i vigili del fuoco hanno proceduto con estrema prudenza: era concreto il rischio che ci fossero altri scoppi. Le fiamme sono state poi domate.

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La produzione rimarrà bloccata dieci giorni in un momento di grande lavoro. 

Da verificare anche  se l’impianto elettrico abbia subito dei danni.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Moena: cede la strada e la betoniera finisce nel burrone. Il video

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La devastazione della tempesta Vaia non lascia scampo ad una betoniera che finisce nel burrone a Moena. Il conducente si salva, ma solo perché scende dal mezzo alcuni secondi prima della caduta. L’incidente è successo ieri pomeriggio sulla strada che collega Moena e la frazione Medil, dove si sta lavorando per il ripristino dei sentieri dopo la tempesta Vaia.

La betoniera si è fermata sul lato della strada per lasciare passare un’autovettura. Il terreno però ha cominciato a cedere pericolosamente su un lato. Per alcuni minuti è rimasta in stallo poi è finita nel burrone fra le piante del bosco sottostante facendo un volto di una quarantina di metri. 

 

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Fiemme, Fassa e Cembra

Abbattuto dai forestali un cinghiale in Val di Fiemme

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Lo scorso 26 novembre il personale della Stazione forestale di Predazzo ha provveduto all’abbattimento di un esemplare maschio di cinghiale del peso di 81 kg, sul territorio del comune di Tesero. Ciò in applicazione della disciplina per il controllo del cinghiale, che persegue l’obiettivo di evitare che il suide si propaghi sull’intero territorio della provincia, considerati i danni pesanti che può provocare al comparto agricolo.

Come è noto, le maggiori popolazioni di cinghiale presenti in provincia si trovano nel Trentino meridionale, in particolare nelle aree di confine con il Veneto e con la Lombardia, dove l’animale è piuttosto diffuso. In queste zone si cerca perciò di contenerne il numero con abbattimenti mirati, in collaborazione anche con l’Associazione cacciatori trentini. In aree invece dove la specie non è ancora presente, come la val di Fiemme, si cerca di evitare che ciò accada.

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