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Spettacolo

76° Festival del cinema di Venezia: J’accuse di Roman Polanski e Seberg, con Kirsten Steward.

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I film più attesi di oggi celebrano la filmografia della verita, proponendo due storie vere, il noto Affare Dreyfus, e la vicenda di Jean Seberg, l’attrice famosa degli anni 60-70, morta a quarantanni nel 1979, in circostanze poco chiare.

Il film di Roman Polanski, presentato oggi in prima mondiale, molto atteso e realizzato dopo tante difficoltà, propone il noto caso francese di fine XIX° secolo, e ne dà una rappresentazione nel segno della realtà, come è tipico dello stile cinematografico di Roman Polanski, già piu volte definito un genio della regia.

La produzione è di Luca Barbareschi, che si è detto entusiasta del progetto, e soprattutto dell’importanza del caso in Francia.

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Nella vicenda di Dreyfus, avvenuto tra il 1894 e 1906, accusato ingiustamente di spionaggio e quindi ridotto al confino sull’ isola sperduta del Diavolo, nella Guyana francese, si intrecciano una serie di temi estremamente attuali e rimane forse il caso di errore giudiziario piu famoso della Francia.

Il titolo J’accuse, è riferito al noto articolo pubblicato da Emile Zola, (sotto) che informato della vicenda di Dreyfus, decise di scrivere un articolo di accusa verso le alte cariche militari, che stavano coprendo una situazione in cui la verità veniva taciuta.

Il protagonista è Georges Picquart, ufficiale dell’esercito francese, che difronte alla condanna umiliante inflitta ad Alfred Dreyfus, ebreo, per essere stato una spia dei tedeschi, vista la labilità delle prove accusatorie, inizia una lotta per far emergere la verita nella vicenda, scontrandosi con un sistema di potere, che vuole colpire Dreyfuss in quanto ebreo.

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L’affare Dreyfus, è una ferita nella storia della Francia, e un momento premonitore di quello che poi avverrà con l’odio verso gli ebrei e le deportazioni della seconda guerra mondiale.

Come ha detto il regista A. Oldman, in conferenza stampa, è un film che ha l’obiettivo di riproporre la verità dei fatti e può diventare un documento di storia francese, da guardare nelle scuole per la sua tenacia ricostruttiva.

Una delle funzioni del cinema è proprio quella di essere uno strumento per educare le persone difronte a determinate vicende e fatti, se questa funzione narrativa viene svolta nel rispetto rigoroso dei fatti.

Dal film scaturisce un messaggio che coinvolge tutti, vittime un po’ del potere del sistema, che tende ad affermare se stesso, passando oltre la verità, pur di salvare il potere precostituito.

E’ solo con il nostro sforzo difronte alle difficoltà, che possiamo riuscire a cambiare certi comportamenti, e portare la verità come paradigma dell’azione.

J’accuse (2019), regia di Roman Polanski, con Emmanuele Seigner, jean Dujardin, Louis Garrel – genere storico/drammatico

Il secondo film atteso per oggi è Seberg, che tratta la vicenda di Jean Seberg, l’attrice che ha incarnato lo spirito libero del cinema d’autore degli anni Sessanta. La sua storia viene rappresentata nel film di Benedict Andrews, con la protagonista Kirsten Stewards, la Bella di Twilights.

Il film molto piacevole, è ricco di spunti di riflessione. La personalità di Jean, è cosi istrionica che diventa oggetto di una storia di vita tale, che la pone al centro del sistema americano, tutto impostato al controllo delle situazioni che possono portare a far emergere problematiche pericolose per la sicurezza nazionale.

L’interesse di Jean, interpretata magistralmente da Kirsten Stewards, nella campagna di lotta per affermare i diritti delle persone di colore, diventa un pericolo, e quindi oggetto di controllo. La vita di Jean è monitorata nei minimi dettagli.

La costruzione di notizie ad hoc, come arma per denigrare la figura di qualcuno, rappresenta un tema molto attuale, in riferimento alla divulgazione delle fake news.

In questo circolo fatti-notizie, vengono messe in luce le difficoltà psicologiche che le persone di successo hanno nel sopportare l’universo mediatico che li attenziona in ogni aspetto della vita. E i riflessi sulla tenuta emozionale.

Un altro tema affrontato dal film, è l’utilizzo delle star nelle campagne per la difesa dei diritti. Il sistema infatti utilizza spesso personaggi famosi per porre attenzione a determinati temi sociali.

La potenza della popolarità infatti è tale per cui, il potere di convincimento di chi ha una visibilita accentuata, permette la divulgazione di un’idea o di una causa. Certo è che, come si rivela nel film, la responsabilità di quello che accade nel mondo, non è degli altri, ma è di tutti.

E solo convincendo una mente alla volta della correttezza di certe idee, si può agire per il cambiamento.

Seberg (2019), regista Benedict Andrews e interpretato da Kristen Stewart, Jack O’Connell, Margaret Qualley, Anthony Mackie, Colm Meaney, Zazie Beetz, Vince Vaughn, Stephen Root – genere Thriller, Drammatico, prodotto in Francia, Regno Unito, USA. Durata: 96 min.

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