Connect with us
Pubblicità

Società

Morire sereni. Si può fare e vi spieghiamo il perché

Pubblicato

-

Paura della morte. Chi non l’ha avuta alzi la mano.

Alzi la mano colei o colui che vivono stabilmente nella fiducia del futuro, meglio se roseo.

Sarebbero quelli che il Vangelo chiamava stolti.

PubblicitàPubblicità

Tutti temiamo la morte, in vario modo o misura. C’è chi teme la morte violenta, chi la lunga malattia, chi ha paura di lasciare in sospeso molte cose prima si lasciare questo mondo terreno oppure chi spera che dopo la morte possa continuare a vivere nello stesso modo.

Specialmente chi ha la vita poco piacevole, chi non ce la fa più e vede la fine come una liberazione da una vita infelice.

Tutti sperano in una fine rapida e indolore, ma chi ha scheletri nell’armadio (quasi tutti) vorrebbe almeno avere il tempo di nasconderli meglio, in modo da poter essere ricordato per come pensavano fosse.

Basta seguire un qualsiasi funerale, a seconda della posizione della coda che segue il feretro per scoprire più o meno segreti sulla cara salma, più indietro si va più i segreti si fanno intriganti.

Pubblicità
Pubblicità

Insomma davanti specchiato, dietro non si sa, può essere tutto.

Ma insomma, visto che tutti dobbiamo morire è giusto avere paura del salto verso questo temibile buio? La risposta è NO.

Il no è dato da più ragioni.

La più scientifica è che una volta defunti non si prova assolutamente più nulla, quindi la palla passa agli altri e al loro dolore, e il morto se ne sta tranquillo nel suo nulla. Ma c’è la religione, che parla di Paradiso e Inferno, e qui le cose si complicano.

Chi ha fede di norma cerca di conquistarsi il Paradiso seguendo i dettami della propria confessione, ma se, come per quasi tutti, la condotta non è stata proprio cristallina e la fiducia non contempla la formula del pentimento all’ultimo momento, ecco che sovviene la stessa paura che accade anche all’ateo.

Per assurdo la paura di morire diminuisce man mano che si cresce, per tornare prepotente con la vecchiaia, spesso associata, se la vecchiaia è lucida, alla depressione.

Le ricette sono le solite, coltivare interessi, darsi uno scopo, allevare figli e nipoti, fare sport, non smettere mai di lavorare ecc..poi però capita che vedi una trentenne plurilaureata in carriera e madre di due figli morire fulminata da un tumore e non capisci più se è meglio passare quel che ti resta in una osteria fra gli Alpini a cantare e svagarsi più che si può, tanto siamo solo polvere messa assieme che prima o poi si dissolverà.

Posto che ognuno sceglie per sé la ricetta con cui rimanere nel migliore dei modi possibili al mondo preme fare alcune considerazioni.

Esistono numerosi libri che parlano della vita dopo la morte.

Leggeteli e vi deluderanno, sono solo resoconti di esperimenti parapsicologici molto dubbi, e qualcosa che ha a che fare con i ritorni da coma, dove tutti hanno visto la luce, ma questa luce è spiegata scientificamente con attività insolite del cervello e sogni metempsicotici.

Diverso è il discorso delle nuove frontiere della scienza.

E in tale ottica non si può prescindere dall’Astronomia e dai Quanti. Perché sono la premessa alla religione.

A Margherita Hack, la nota astrofisica, poco prima che morisse hanno chiesto se credesse in Dio, e nel rispondere no ha anche aggiunto che crede però nella vita dopo la morte, perché le nostre molecole non moriranno mai.

E a proposito di molecole parliamo di Quanti di recente scoperta (il più famoso fu Max Planck) che delle molecole ne fanno parte attiva.

Le ultime scoperte dicono che se li dividi e ne porti uno dall’altro capo del mondo, come giri il primo si gira anche il secondo (Spin), e nessuno sa ancora spiegare il perché.

E sono a base di tutto, dai cellulari ai computer, alla vita biologica, e sono ancora un mistero.

La cosa impressionante è che se li misuri si comportano in un modo, se non li osservi hanno tutt’altro comportamento, riuscendo ad essere in più situazioni nello stesso istante.

Ecco il perché alcuni scienziati laici dopo tali esperienze scientifiche si sono fatti sacerdoti o hanno iniziato a credere in Dio, in qualcosa che sia oltre-scienza.

Si direbbe quindi che, alla luce delle tante cose che non sappiamo, e delle tante che continuiamo a scoprire, (sappiamo del Big Bang, ma prima cosa c’era?) non c’è da essere troppo pessimisti sulla morte.

Il ricordo, la memoria, possono essere dei trade-union con i Quanti, e in qualche modo farci rivivere. (guardatevi il cartone animato Coco).

E se questa memoria è positiva, perché in vita ci siamo comportati bene, è già la nostra vittoria sulla morte, e nulla vieta di pensare che non ne godremmo nell’Aldilà, assieme alla proiezione di tutte le cose buone che abbiamo costruito.

E questo è un dato di fatto, perché diventeremo anche polvere fisicamente, ma spiritualmente è tutto da dimostrare, e i Quanti su questo ci danno una mano, e una carezza ai nostri cari non è detto non sia possibile.

E’un articolo insolito questo, lo sappiamo, ma il suo scopo non è tanto sensibilizzare alla buona morte, quanto nel considerare con chi ci legge, chi vive accanto a chi ci legge, e a chi non ci potrà più leggerci, che vivere, proprio perché non sappiamo cosa c’è dopo, ha uno scopo, e se questo scopo riusciamo a renderlo positivo di fatto non moriremo mai.

Pubblicità
Pubblicità

Telescopio Universitario

UniTrento: arriva Faggin, il papà del microprocessore

Pubblicato

-

Il fisico Federico Faggin racconterà le principali vicende professionali che l’hanno visto protagonista, a cominciare dall’ideazione della tecnologia elettronica che ha contribuito in modo determinante all’avvento della società dell’informazione.

L’incontro, aperto alla cittadinanza, sarà lunedì 21 ottobre alle 16.30 al Polo Ferrari 1 di Povo.

Trento, 17 ottobre 2019 – (e.b.) Un viaggio alle origini di microprocessore e touchscreen. Lo proporrà all’Università di Trento il fisico Federico Faggin, classe 1941, considerato lo Steve Jobs italiano della tecnologia.

PubblicitàPubblicità

Da oltre 50 anni vive negli Stati Uniti e in questo periodo si trova in Italia per alcune conferenze. Farà tappa anche a Trento con l’incontro “Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezzalunedì 21 ottobre, alle 16.30, nell’aula magna A101 del Polo Ferrari 1 (Povo – Via Sommarive, 5). L’ingresso è libero ed è aperto alla comunità universitaria e, in generale, a tutte le persone interessate a conoscere un fisico che ha contribuito in modo determinante all’avvento della società dell’informazione.

«Faggin è un personaggio noto a livello internazionale e sarà davvero una bella occasione poterlo accogliere nella nostra università e ripercorrere con lui l’evoluzione della tecnologia microelettronica» commenta Dario Petri, direttore del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Ateneo di Trento. «È considerato il papà del microprocessore perché è stato sia l’ideatore della tecnologia che ne ha permesso la realizzazione, sia il responsabile del progetto che ha portato alla realizzazione del primo microprocessore della storia».

Un’esistenza intensa, quella di Faggin, come emerge dal libro “Silicio” (Mondadori, 2019). «In questa autobiografia – si legge nella presentazione – racconta le sue quattro vite, dall’infanzia ai primi lavori, dalla controversia con Intel per l’attribuzione della paternità del microprocessore, fino al suo appassionato impegno nello studio scientifico della consapevolezza. Quattro vite densissime, di successi e battute d’arresto, di scoperte e cambiamenti, di amici e nemici, che Faggin ripercorre passo dopo passo e arricchisce di aneddoti riguardanti la sua vita privata e di approfondimenti sulle tecnologie da lui inventate».

«Sono nato a una nuova vita ogni volta che, osservando il mondo da insospettati punti di vista, la mia mente si è allargata a nuove comprensioni. Sono nato a nuove vite quando ho smesso di razionalizzare, ho ascoltato la mia intuizione e mi sono aperto al mistero» afferma Faggin.

Federico Faggin, nato a Vicenza nel 1941, si è laureato in fisica all’Università di Padova. Nel 1968 si è trasferito nella Silicon Valley da dove, con l’invenzione del microprocessore e del touchscreen, ha fornito un contribuito determinante all’avvento della società dell’informazione.

È stato, infatti, l’ideatore della tecnologia MOS (Metal Oxide Semiconductor) Silicon Gate che ha permesso la fabbricazione del primo microprocessore della storia, l’Intel 4004, di cui ha diretto il progetto di sviluppo. Nel 1974 ha fondato e diretto la Zilog, azienda dedicata alla fabbricazione del microprocessore Z80, e nel 1986 ha cofondato e diretto la Synaptics, che ha sviluppato i primi touchpad e touchscreen.

Tra i tantissimi riconoscimenti, Faggin ha ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama la medaglia nazionale per la tecnologia e l’innovazione, e la medaglia d’oro per la scienza e la tecnologia della Presidenza del Consiglio italiana.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Io la penso così…

Ma le tasse dei pensionati sono soldi di serie B? – di Adriano Bertolasi

Pubblicato

-

Caro Direttore,

Leggendo le varie proposte che in questi giorni stanno “girando” per il “Palazzo”, la cosa più sconcertante è che il cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori e non i pensionati.

Mi risulta che pure i pensionati pagano le tasse (e a volte inique rispetto a certe pensioni al limite della sopravvivenza), ma questi ultimi dopo avere lavorato una vita, non vengono presi in considerazione, se non di tanto in tanto, per rosicchiare loro ciò che percepiscono da uno Stato, che usa il termine “pensionati” da parte di qualche partito politico, solo per aggiungere maggiore cassa di risonanza durante la propaganda politica pre-elettorale.

PubblicitàPubblicità

Mi chiedo veramente se a questo punto le tasse pagate dai pensionati siano il frutto di ciò che pensava tempo addietro la Merkel, ovvero di costituire L’Euro A e L’Euro B! I pensionati secondo le singole circostanze in cui vengono tirati in ballo usano l’Euro A quando devono pagare e vengono a ritrovarsi l’Euro B quando fanno i conti con le loro tasche.

Questo governo nato con il chiaro ed esclusivo intento anti-lega, ne inventa una ogni giorno con operazioni di brainstorming di matrice psichiatrica! Si parte da idee folli come la tassa sulle merendine, alle bibite gassate, per poi ritrovarsi a volere aumentare la tassa sulla fortuna, tassando i vari giochi in caso di vincite.

Partendo dal presupposto che i “giochi” di Stato sono un’importante entrata per le casse erariali fine a se stesse e che le probabilità di vincita sono sempre a favore del “banco” e mai del giocatore, così facendo si va a disincentivare alla fonte una potente fonte di entrate fiscali, con riflessi che non saranno certamente positivi per  quanto riguarda le entrate. L’unica cosa positiva sarà che verrà parzialmente limitato il fenomeno del gambling (gioco d’azzardo compulsivo).

Altra scelta politica “irresponsabile e demenziale”,   riguarda la costante penalizzazione del mercato dell’automobile, inventando soluzioni da trattamento sanitario obbligatorio! Anziché promuovere il mercato dell’automobile con tutti i vantaggi anche per  per  gli indotti di settore, come è avvenuto negli anni passati in America, dove di conseguenza l’economia americana ha ripreso quota dopo un periodo di lungo stallo,  si cerca di penalizzare costantemente quella che potrebbe diventare l’asse portante della nostra economia.

Pubblicità
Pubblicità

Si tassano autovetture di grossa cilindrata in tutte le maniere, dal costante aumento delle accise sui carburanti ai super-bolli- ai “malus” “sulle emissioni inquinanti oltre certi parametri”,  permettendo solo ai super-ricchi di possederle, in quanto sono gli unici in grado poi di sostenere le spese di mantenimento delle stesse e limitando quindi un mercato in possibile espansione, con conseguenti limitazioni di introito di IVA a favore delle casse erariali!

Vengono sponsorizzate le auto elettriche per “ragioni di inquinamento ambientale”, quando non esiste ancora un’ adeguata rete di ricarica delle stesse sul territorio nazionale, senza tenere presente altri diversi fattori di non secondaria importanza.

Riusciranno quando saranno a regime gli impianti di distribuzione di ricarica elettrica, le singole società di distribuzione ad erogare in tutta Italia l’energia che verrà consumata? Oggi come oggi ricaricare una macchina elettrica presenta dei grossi problemi sia logistici sia di tempo per la  ricarica stessa, inoltre nessuno mai, informa dei costi delle batterie di tali autovetture!

Una casa automobilistica garantisce la batteria mediamente per otto anni di durata. Dopo tale periodo di tempo una batteria quando dovrà essere sostituita, avrà  un costo diretto a carico del proprietario, ma nessuno affronta pubblicamente i costi di tali batterie, che secondo il tipo di autovettura, partono sempre da diverse migliaia di euro: ( attualmente i prezzi oscillano orientativamente intorno ai 10-15 mila euro e anche più a batteria, secondo il modello delle singole autovetture). Inoltre nessuno ha pensato seriamente ad un programma di base, finalizzato allo smaltimento di tutte le batterie che si riverseranno nei vari centri di raccolta rifiuti,….con i problemi che si determineranno a causa delle difficoltà di smaltimento delle stesse.

La salvaguardia ecologica è argomento serio e importante e non semplice e irresponsabile spot elettorale!…Questi concetti sarebbe utile farli presenti a coloro che pontificano  “Green” dalla mattina alla sera, senza avere minimamente cognizione di causa, di quale immenso impatto ambientale  dovremmo affrontare nei prossimi anni!   Ora in aggiunta a tutte queste “oculate” scelte governative, si vuole  limitare anche l’uso del contante nei prossimi mesi, che dovrebbe scendere fino a 1000 euro nel 2021, convinti di arginare in tale maniera l’evasione fiscale….
Una scelta al limite del ridicolo!

Iniziamo invece nel giro di due mesi, a mettere fuori corso tutti i biglietti da 200 e 500 euro in tutta Europa e poi potremo vedere quanti forzieri si apriranno magicamente, per fare emergere tutto il sommerso che in questi anni è finito nelle banche estere e non solo! Ma in realtà ci sono troppi interessi intrecciati tra mafia e politica per avere il coraggio di intraprendere iniziative e scelte radicali per dare un serio stop all’evasione fiscale.

 Adriano Bertolasi – Trento 

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Telescopio Universitario

Erasmus vincente all’Università di Trento

Pubblicato

-

Sono 13 i progetti Erasmus+ che vedono coinvolta l’Università di Trento e che hanno ottenuto il finanziamento complessivo di oltre 13 milioni e mezzo.

Le risorse della Commissione europea che saranno gestite direttamente da UniTrento ammontano a oltre 4 milioni di euro grazie alla partecipazione nell’ambito della call Erasmus+ 2019 in qualità di coordinatore o di partner delle molteplici azioni previste dal programma europeo.

Le risorse saranno ora investite a favore della mobilità e della cooperazione internazionale. L’Ateneo, che si conferma tra i principali snodi europei di mobilità studentesca, dà l’opportunità di partecipare a un’ampia gamma di percorsi integrati di formazione e di crescita.

PubblicitàPubblicità

Tra i progetti finanziati all’interno della categoria Erasmus Mundus Joint Master Degrees c’è l’International Master in Security, Intelligence & Strategic Studies (IMSISS), il nuovo corso di laurea magistrale congiunto della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento con un budget complessivo di 4.370.000 euro in sei anni.

C’è poi l’European Master Program in Language and Communication Technologies, sviluppato sul corso di studio in Scienze cognitive del CIMeC – Centro interdipartimentale mente/cervello dell’Università di Trento, con un budget complessivo di 4.274.000 euro in sei anni. In entrambi i casi, a fine percorso, studenti e studentesse conseguiranno titoli accademici validi in tutti i Paesi aderenti al consorzio.

Oltre a 1.517.000 euro di risorse europee a sostegno del tradizionale e molto apprezzato tra gli/le universitari/e di tutta Europa programma Erasmus che promuove la mobilità di studenti, docenti e personale amministrativo all’interno dei Paesi europei, l’Università di Trento ha ottenuto anche un importante finanziamento pari a 1.159.865 euro all’interno dell’iniziativa International Credit Mobility, che si riferisce alla mobilità studentesca e di personale docente e tecnico-amministrativo da e per Paesi extra-europei. In questo caso la mobilità potrà avvenire da e verso 28 atenei extra-Ue su 13 Paesi diversi nell’arco di 3 anni.

Altri quattro progetti approvati afferiscono alla categoria Strategic Partnerships e hanno l’obiettivo di sostenere lo sviluppo, il trasferimento di conoscenze e l’attuazione di pratiche innovative a livello organizzativo e istituzionale: Core Technologies for Education and Innovation in Life Sciences (InnoCore), coordinato dal Dipartimento Cibio dell’Università di Trento (budget di 449.930 euro); Teaching Col-lab: Collaborative Platform for Teaching Excellence & Innovation (budget complessivo 182.000 euro); Inclusive Childhood Education Supported by Multimedia and Digital Storytelling, promosso dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento con un budget complessivo di 450.000 euro; Urban diversities: challenges for social work promosso dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento per un budget di 140.000 euro.

All’interno della categoria Capacity Building, volta a sostenere modernizzazione, accessibilità e internazionalizzazione dell’istruzione superiore nei Paesi partner, è stato approvato anche il progetto Introducing Recent Electrical Engineering Developments into Engineering undergraduate curriculum, promosso dal Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento per un budget complessivo di oltre 800.000 euro.

Finanziati, infine, quattro progetti nell’ambito dell’azione Jean Monnet, volta a valorizzare iniziative che promuovono il processo di integrazione europea, una cittadinanza europea attiva, il dialogo tra popoli e culture e il ruolo dell’UE in un mondo globalizzato: Internationalization and Soft Skills for Change Management in Europe (budget 26.892); Trento Artificial Intelligence Laboratory (41.497); Financial Innovation For Active Welfare Policies (56.946); North Africa Middle East Politics and EU Security (55.575).

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza