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Io la penso così…

Il consigliere «essere umano» e la sua crociata contro gli ospedali di valle: priorità alla ricerca del benessere dei cittadini – di Claudio Cia

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nella foto il consigliere provinciale Claudio Cia

Spett.Le direttore,

di recente, esprimendosi sulla riapertura del punto nascite di Cavalese e parlando del “costo medio per parto”, il Consigliere provinciale Paolo Ghezzi (Futura) afferma che “la politica non è ragioneria, ma il ragionare politico non può prescindere dai numeri, che vanno messi sul tavolo. Sempre”. Credo sia necessario, per questo motivo, prendere in mano alcuni di questi numeri, tenendo conto del fatto che prima di considerare i “costi” dovremmo dare priorità alla ricerca del benessere dei nostri cittadini.

Si pensi alle oltre 40.000 persone che abitano nelle tre Valli dell’Avisio (oltre 11.000 in Valle di Cembra, oltre 20.000 in Valle di Fiemme, oltre 9.500 in Val di Fassa), cui si devono aggiungere centinaia di migliaia di turisti che arrivano nel corso dell’anno. Questi cittadini, esattamente come quelli che abitano in città, hanno diritto ad un servizio efficiente a cui debbono poter rivolgersi velocemente in caso di necessità, se non altro perchè pagano le stesse tasse.

O si pensi ai 60,5 chilometri che separano Cavalese da Trento (che diventano 84 se una famiglia decide di partire da Moena), non proprio una passeggiata di salute. Oppure le numerose donne che si sono ritrovate a partorire in ambulanza, a causa della fretta di venire al mondo dei loro piccini e del fatto che le condizioni climatiche avverse avevano impedito all’elisoccorso di entrare in azione (senza considerare i disagi di una simile operazione, e i costi dell’elisoccorso). O ancora, le persone che sono state salvate grazie all’anestesista in guardia notturna a Cavalese, presente grazie alla riapertura del punto nascita. Senza dimenticare gli anni in cui le Giunte di centrosinistra, attraverso una campagna pubblicitaria, invitano le future mamme delle Valli a partorire a Trento, perché più sicuro.

Nel corso del suo intervento il consigliere di Futura parla di “sottrarre la questione alla polemica politica sganciata dai fatti”. Ebbene, questi sono fatti.

La sua collega di partito, la Consigliera Coppola, ha evidenziato in un’interrogazione (come io ebbi a fare nel 2015) il problema delle “stanze miste al Santa Chiara”. Per ovviare anche a simili problemi sono convinto sia necessario potenziare gli ospedali periferici, dotandoli di pronto soccorso efficienti in cui dovrà essere assicurata la presenza H24 di un’anestesista e di medici di medicina d’urgenza, reparti di medicina e lungodegenza, chirurgia di base e poliambulatori. Oltre a ciò, per quanto riguarda in particolar modo i punti nascita, la loro valorizzazione passa attraverso l’attivazione di reparti di screening e ginecologia.

Consigliere Ghezzi, pensa forse che chi abita nelle valli, in situazione di necessità, debba rimanere lì fermo, aspettando Godot? Considerato che è proprio lei a definirsi “Essere umano”, non si può non pensare alla celebre uscita fantozziana entrata ormai nel nostro vocabolario quotidiano: “Come è umano lei!”

Consigliere provinciale Claudio Cia

Io la penso così…

Facoltà di medicina: la proposta di un lettore per un polo universitario

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Il progetto di apertura della Facoltà di Medicina a Trento stimola l’immaginazione dei nostri lettori. (altro…)

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Io la penso così…

La buona sanità trentina: «Grazie per come avete curato mio figlio»

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Egregio Direttore,

scrivo  questa lettera che Vi prego di pubblicare per intero.

Martedì 14 gennaio mio figlio di 19 anni ha avuto un incidente a Marilleva sullo snowboard.

È stato immediatamente soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Aveva battuto la testa ed aveva un piccolo ma significativo versamento di sangue.

Scrivo perché voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale medico e non.

Voglio ringraziare con particolare affetto e profonda stima la dottoressa Linda Novarese che con grande professionalità e umanità ha seguito quasi 24 ore al giorno ognuno dei “suoi” ammalati e quindi anche mio figlio Benjamin che non si aspettava certo di passare la settimana bianca della sua scuola al reparto OBI del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara ed era quindi anche molto avvilito.

Tutto è finito bene e siamo tornati a casa con la certezza di essere stati curati in una eccellente struttura pubblica.

Grazie ancora.

Marina Masiero – Ancona 

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

L’accordo Rossi – Ianeselli basato sul poltronismo e sull’individualismo – di Andrea Merler

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Egregio direttore,

le elezioni comunali di Trento che si terranno il prossimo 3 maggio ci stanno facendo vivere una pagina politica governata dai tatticismi e dagli individualismi.

Dopo aver assistito ai numerosi rimpasti del Sindaco uscente Andreatta e allo sbilanciamento della coalizione a sinistra anche nella “nuova Alleanza targata Ianeselli, abbiamo ulteriori conferme della continuità di visione politica e di spostamento del baricentro.

Dobbiamo registrare però anche una novità con l’avvento dell’accordo “riservato” tra l’ex Presidente Rossi che rappresentava in quel momento il PATT e il Sindacalista della CGIL.

Questo accordo è stato interpretato come positiva risoluzione dell’imbarazzante situazione d’impasse sulla figura del Presidente Rossi che si era venuta a creare durante l’estate del 2018, qualche mese prima dell’ormai storica debacle nelle elezioni provinciali di ottobre.

La domanda che molti moderati si pongono ora, è questa: cosa può essere cambiato dall’estate del 2018 ad oggi?

Probabilmente il fatto di essere finiti sui banchi delle minoranze in Consiglio provinciale non è stato mai digerito da chi aveva detenuto le leve del potere per più di vent’anni e allora si è cercato di porre un giusto rimedio con il patto Rossi-Ianeselli.

A mio modo di vedere questa non è politica con la “P” maiuscola, ma denota invece lo scadimento dei rapporti politici, basati più sull’individualismo e sul poltronismo piuttosto che su stabili progetti di medio e lungo termine.

Le solide (?) basi di questo patto si appalesano pertanto come un mero scambio di posti di potere.

In epoca romana si usava il “do ut des” (io do affinché tu dia) per sancire un accordo, così come nel 2020 l’ex Presidente Rossi e il Sindacalista Ianeselli hanno concertato uno scambio di favori reciproci con buona pace di tutti. Ci si dimentica però che le promesse cariche giuntali per il PATT dipendono dagli equilibri futuri e incerti delle forze politiche di un’eventuale maggioranza e devono pur sempre passare al vaglio del voto elettorale.

Per nostra fortuna la democrazia prevede ancora questo fondamentale passaggio e le maggioranze non si decidono certo preventivamente nelle segrete stanze dei partiti o sulla base di patti tra presunti leader, perché sono solo gli elettori che possono decidere a chi assegnare la fiducia e la guida amministrativa della città. Nel “nuovocentrosinistra-autonomista che, di fatto, viene indicato solamente sotto l’egida di un’altra etichetta, pare che se lo siano dimenticati in troppi e si pensi, a torto o a ragione, di avere già la vittoria in tasca ancora prima di aver giocato la partita fino in fondo. Staremo a vedere come andrà a finire.

Quanto al PATT ho trovato quantomeno incoerente il suo segretario politico quando ha affermato che il partito, pur sostenendo a tutti gli effetti l’ormai ex Segretario della CGIL, non deve essere considerato nel centrosinistra.

Forse si pensa che il nuovo marchio formale della coalizione salverà l’apparenza, ma non basterà certo per la verifica della sostanza dei fatti oppure si ritiene che in città l’elettore sia ingenuo e creda alle favole politiche.

Come non comprendere tale contraddizione in termini e la finzione politica dato che con l’elezione diretta del Sindaco di Trento, prevista a partire dalla tornata del lontano 1995, il PATT è invece da considerare – senza riserva – all’interno della coalizione che sostiene Ianeselli e non potrebbe essere diversamente.

La prova di quanto appena affermato sarà anche la stessa scheda elettorale dove il simbolo del partito delle Stelle alpine dovrà indicare chiaramente il sostegno al candidato Sindaco Ianeselli anche solo per evitare la nullità delle schede.

Nel caso in cui avesse voluto veramente percorrere altre strade, il PATT, avrebbe invece dovuto sostenere un suo Alfiere o un altro candidato Sindaco di gradimento.

Ecco spiegato un altro motivo per cui le dichiarazioni del segretario Marchiori lasciano politicamente esterrefatti e le sue esternazioni si possono giustificare solo per la volontà di confondere gli elettori disattenti.

Il famoso terzo Polo di centro territoriale che avrebbe dovuto nascere dall’accordo tra PATT, UPT, #InMovimento e qualche altro cespuglio, è stato un vero e proprio bluff politico portato avanti scientemente dello stesso PATT e anche dall’Unione per il Trentino non più Cantiere Civico Democratico, che si sono ben presto allineati al nuovo corso dissolvendolo in una sola notte come la neve al sole d’agosto dopo l’improvvisa accelerazione impressa dal patto di ferro Rossi-Ianeselli.

Per il centrodestra si presenta l’occasione che tutti aspettano da una vita in una prospettiva di continuità rispetto a quello che si è già realizzato a livello provinciale nell’ottobre del 2018.

Il problema è che lo sbilanciamento a sinistra dell’altra coalizione antagonista deve essere valutato attentamente dalle componenti del centrodestra se si vuole pensare di poter intercettare il voto dei moderati disorientati. Una soluzione al rebus è la rinuncia senza remora alcuna al candidato Sindaco leghista, ma con la concreta e irripetibile opportunità di poter allargare il consenso necessario a vincere le prossime elezioni amministrative o perlomeno permettersi di giocarsi la partita partendo ad armi pari.

Se ciò non fosse compreso e si volesse imporre un candidato di bandiera, la partita diventerebbe impari e soprattutto non credo potrebbe sarebbe attrattiva del voto moderato che andrebbe disperso negli indecisi e nell’astensionismo con effetti imprevedibili.

Ad oggi non possiamo immaginare l’esito del confronto interno al centrodestra perché nulla è stato ancora deciso e si continua a tergiversare tatticamente verosimilmente in attesa dell’esito positivo delle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. I risultati definitivi di quest’ultime tornate elettorali andranno a certificare se tale scelta sia stata più o meno lungimirante oppure segneranno un autogol per aver lasciato un vantaggio insperato agli altri che hanno già iniziato la campagna elettorale.

Per il governo amministrativo e il bene della città c’è da sperare che si transiti velocemente dal tatticismo e dall’individualismo per arrivare all’instaurarsi delle condizioni più favorevoli per un confronto politico vero tra i due schieramenti in campo.

Di temi irrisolti e di quelli da affrontare ci sarà tanto da discutere in campagna elettorale e devo però concludere che fino ad ora non si sono notate grandi novità all’orizzonte né sul fronte dei candidati disponibili perché i big delle preferenze sono pur sempre gli stessi interpreti, né tantomeno sul piano dei programmi da attuare. Basterà la somma algebrica dei voti dei singoli protagonisti per vincere o serve qualcosa d’altro?

Sono convinto che le persone di buon senso, i lavoratori, gli imprenditori e i professionisti vogliano ancora immaginare una prospettiva positiva e credo che la Trento del futuro abbia la necessità di concretezza, di efficacia e di efficienza per riconquistare la piena fiducia dei cittadini e di poter riaffermare il suo ruolo politico di primo piano anche nei confronti della Provincia.

Andrea Merler – Trento

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

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