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Giudicarie e Rendena

Presenella: raccolgono una bomba e gli esplode in mano, due feriti

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Dopo la tragedia di Canzolino dove sono morti due anziani del posto finiti nel lago con l’autovettura e il 70 enne di Commezzadura scomparso ieri e ritrovato oggi morto nei boschi, si è sfiorata sempre in Trentino un nuovo dramma.

Due escursionisti spagnoli di 21 e 33 anni infatti sono rimasti feriti sui ghiacci della Presena, nel Gruppo della Presanella, ad oltre 3 mila metri di quota a causa dello scoppio di un vecchio ordigno bellico.

Da una prima ricostruzione i due ragazzi avrebbero trovato la munizione all’ingresso di una cavità nella parte alta del ghiacciaio, nelle vicinanze della cabinovia Presena verso il passo del Lago Scuro.

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Dopo l’esplosione, alcuni testimoni che si trovavano nei pressi del luogo dell’incidente hanno dato l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha trasportato in quota il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica con una prima rotazione e, in seguito, altri operatori del Soccorso Alpino delle Stazioni di Vermiglio e Pejo a supporto delle operazioni di recupero.

I due ragazzi sono stati quindi raggiunti e dopo le prime cure mediche, sono stati imbarellati e trasportati a spalla con la barella portantina fino all’impianto di risalita poiché il meteo avverso non consentiva all’elicottero di portarsi in quota.

Una volta a valle sono stati consegnati all’ambulanza che li ha portati fino a passo Tonale e da qui, con l’elicottero, all’ospedale Santa Chiara di Trento. 

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Uno dei due ha riportato gravi ferite alle mani, mentre il secondo è rimasto solo intontito dallo scoppio.

L’incidente è successo poco prima delle 15.00. Ad intervenire anche l’elisoccorso.

 

 

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Giudicarie e Rendena

Festa della patata del Lomaso: l’edizione numero 12 sta per essere servita

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Tra gli eventi dell’autunno trentino la “Festa della patata del Lomaso” è tra i più attesi e partecipati.

Appuntamento, con l’edizione numero dodici, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre a Campo Lomaso e Dasindo.

Una dozzina di anni fa la prima volta della tre giorni. L’iniziale curiosità si era trasformata in successo crescente, confermato anno dopo anno grazie a una proposta sempre più ricca e indirizzata a un pubblico di ogni età.

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Il programma della tre giorni è pensato per grandi e piccini. Giungono nel Lomaso (conosciuto anche con l’appellativo di “culla della Cooperazione”) per trascorrere uno o più giorni o un intero fine settimana tra i colori e i profumi di un territorio straordinario e per lasciarsi catturare dal sapore del frutto della terra declinato nei piatti di un ricco menù.

Dall’antipasto fino al dolce, per un autentico festival di sapori non slegati dai tanti saperi legati alla patata: la storia, le tecniche di coltivazione, le tante varietà prodotte nel mondo, l’impiego nell’arte culinaria.

Gli incontri degustazione a numero chiuso (con prenotazione obbligatoria) sono in calendario venerdì 25 e sabato 26 ottobre con inizio alle ore 20 e domenica 27 ottobre alle ore 12. Il proprio posto a tavola si può prenotare telefonando al numero 335/8302256.

“La nostra tre giorni non è sinonimo solamente di gastronomia per quanto rappresenti un elemento centrale della nostra proposta fin dalla prima edizione – aggiungono gli organizzatori – Da alcuni anni abbiamo riempito di ulteriori contenuti tutto quanto ruota attorno alla patata, coltivata da generazioni di agricoltori. Da noi la pataticoltura è di casa perché rappresenta la coltura identitaria della nostra attività agricola”.

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Tra le proposte destinate a catturare l’attenzione gli show cooking, le porte aperte alla Copag – Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi, la dolce merenda preparata dalle Donne Rurali. “Per il pubblico più giovane, a partire dalle 22 di sabato 26 ottobre – aggiungono gli organizzatori – la Copag ospiterà il Pataparty con musica degli anni Ottanta”.

Inoltre si potrà percorrere il “Sentiero della patata” ricavato tra stradine di campagna, borghi rurali e campi coltivati. “La tre giorni è occasione per valorizzare le Montagnine – concludono gli organizzatori – Sono le patate di montagna coltivate nelle valli del Lomaso e del Bleggio. Conservate al naturale e senza trattamenti antigermoglianti, vengono proposte nelle varietà precoci e tardive che ben si prestano alle ricette più gustose”.

La “Festa della patata del Lomaso” è curata da “Stra…Volti – Proloco Piana del Lomaso” con il sostegno di altre realtà del territorio.

Scarica qui il programma

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Giudicarie e Rendena

Esce di strada a Vezzano, 48 enne finisce al santa Chiara

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Ieri sera poco dopo le 18 a Vezzano  una donna di 48 anni ha  avuto un incidente stradale. L’incidente è avvenuto lungo la statale 41 bis all’altezza del Vecchio Mulino e secondo una prima ricostruzione la 48 enne ha perso il controllo della sua auto finendo in maniera autonoma fuori strada. L’incidente non ha coinvolto altri veicoli.

Sul posto è giunta l’ambulanza insieme all’automedica e alla pattuglia dei carabinieri. La donna è stata trasportata all’ospedale Santa Chiara in codice rosso ma le sue condizioni non sono gravi.

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Giudicarie e Rendena

Festeggiati i 60 anni della Fanfara di Pieve di Bono

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Nella mattina di domenica 20 ottobre 2019, presso la Chiesa parrocchiale di Santa Giustina a Pieve di Bono, il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia di Trento, Mario Tonina, è intervenuto ai festeggiamenti per i 60 anni della Fanfara ANA di Pieve di Bono.

Dopo l’ammassamento e la sfilata che ha portato al monumento dei Caduti per l’alzabandiera, il vicepresidente è quindi intervenuto alla conclusione della celebrazione della Santa Messa.

Tonina ha dapprima ringraziato il presidente della Fanfara, Mario Castellini e il suo maestro, Fabio Sacaglia che con personalità ed impegno hanno garantito il successo di questo Corpo e di tutto ciò che la Fanfara riesce a trasmettere.

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“Questo di oggi è un momento importante – ha detto Mario Tonina – che omaggia i valori significativi del vostro operare, che ha la capacità di aggregare attraverso il suono degli strumenti, sa trasmettere i valori veri delle nostre comunità ed anche portare gioia in ogni festa. La Fanfara di Pieve di Bono – ha continuato il vicepresidente – ha saputo rappresentare tutto questo per 60 anni e sono certo, lo saprà fare anche per il futuro, grazie al vostro impegno, alla serietà e alla passione che mettete. Quando ci siete voi  – ha aggiunto Mario Tonina – le persone sono più motivate alla partecipazione intesa come valore, perché attraverso il vostro suono riuscite a coinvolgere e a trasmettete valori comunitari come la solidarietà e la vicinanza alle nuove generazioni”.

Il vicepresidente ha quindi portato il saluto di tutta la Giunta provinciale per testimoniare la vicinanza dell’istituzione.

“Vi voglio augurare un futuro ancora più importante – ha concluso il vicepresidente – perché la vostra presenza all’interno dei nostri territori è significativa”.

Anche il presidente del Consorzio B.I.M. del Chiese Severino Papaleoni – presente assieme al sindaco di Pieve di Bono Prezzo, Attilio Maestri e a quello di Valdaone, Ketty Pellizzari, ha portato il suo saluto, sottolineando come la Fanfara viva nel contesto dei gruppi alpini della valle, del Trentino e d’Italia, condividendo molti valori per i quali ha il riconoscimento di tanti meriti, come la solidarietà, l’altruismo generoso, la disponibilità a servizio della comunità. Inoltre, ha aggiunto Papaleoni, la Fanfara utilizza il linguaggio della musica, un linguaggio importante che sa trasmettere sia allegria nei momenti felici che partecipazione nei momenti di dolore.

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Sono stati due giorni di festeggiamenti per la comunità di Pieve di Bono – Prezzo, un traguardo importante che attesta il valore di una realtà aggregante, un successo dovuto anche all’impegno costante e perseverante dei componenti e dei responsabili. Fondata nel 1959 all’interno della Banda di Pieve di Bono, con il debutto in data il 29 novembre 1959, mentre nel 1966 con un nuovo statuto avvenne la separazione dalla Banda e l’avvio di un percorso autonomo. Negli anni la Fanfara ha partecipato a tutte le Adunate Nazionali Alpine del territorio.

Una due giorni di festa iniziata nella serata di sabato 19 ottobre, con il concerto del Coro Azzurro di Strada, le premiazioni del concorso di pittura del “logo della Fanfara” e la consegna della targa celebrativa ai soci fondatori Agostino Bertini, Antolini Tipografia, Camillo Scaia, Bruno Franceschetti, Arduino Filosi, Livio Scaia, Guido Bonata, Feliciano Armani, Livio Armani, Tarcisio Ceschinelli, Paolo Franceschetti, Fiore Nicolini e Giovanni Valenti.

 

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