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Io la penso così…

Crisi della politica figlia della crisi morale e del morbo relativista – di Claudio Forti

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nella foto il vescovo americano Fulton Sheen

Caro Direttore,

avrei voluto scriverle una mia riflessione a riguardo della grave crisi politica che sta attraversando, non solo il nostro Paese, ma l’Europa, e il mondo intero.

Certo, avrei potuto farlo con parole mie, dicendo, per esempio, che questa crisi globale è prima di tutto una crisi morale.

Credo che moltissimi siano consapevoli di questo fatto, ma ciò che rende ai miei occhi ancor più grave questa crisi è il dover constatare che poi quando si deve definire che cosa sia morale o immorale, giusto o ingiusto, naturale o innaturale, vero o falso, non riusciamo più a metterci d’accordo.

Per questo il tanto auspicato dialogo per la ricerca di un fantomatico bene comune, finisce col fallire miseramente, come ben ci dimostra la realtà sociale, politica e culturale.

Anche parte della cristianità sembra affetta dal morbo relativista e trascinata da un politicamente corretto che non ha niente a che fare con la Verità di Cristo.

Cristo è venuto nel mondo, ed è presente oggi, non per fare politica, ma per cambiare il cuore dell’uomo, strappandolo dalle lusinghe e dalle seduzioni del maligno, che uccide l’anima dell’uomo con quello che gli offre!

Il compito della Chiesa, in questo drammatico passaggio storico, dovrebbe essere quello di essere riflesso della Verità in un mondo di menzogna, Luce, in un mondo di tenebre, Sale, in un mondo che ha perso il senso, il vero sapore della propria vita.

“Tutto il resto vi sarà dato in aggiunta”, continua a ripeterci Colui che divide in due la storia. In questi tempi oscuri e confusi mi tornano in mente di frequente le parole di Cristo: “Senza di me non potete fare niente”.

Sulla crisi morale che il mondo sta attraversando fa testo parte del discorso che il grande vescovo americano Fulton Sheen pronunciò alla radio nel gennaio del 1947.

Se intendete dare spazio a una cultura davvero costruttiva, fate conoscere questo straordinario e profetico discorso!

Claudio Forti – Trento

Io la penso così…

Per combattere la microcriminalità a Trento serve una seria programmazione – di Sandro Bordignon

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Egregio direttore,

alla luce dei recenti episodi di microcriminalità – si pensi solamente a quanto successo domenica sera nel parco di Martignano, dove due giovani sono stati aggrediti con coltello e pistola in un tentativo di mano armata -, credo sia necessario ribadire come sia fondamentale che il Comune di Trento si impegni maggiormente sul tema della sicurezza.

Per amministrare una città che ha bisogno di essere protetta e amata tutti i giorni e non a corrente alterna, non è sufficiente, né può tanto meno rappresentare un motivo di valore, intervenire solamente nel momento in cui si accende la tensione, come puntualmente vediamo fare da alcuni esponenti della maggioranza in Comune che sui social tuonano “ho presentato più di 50 atti in Consiglio sulla sicurezza e ne sono orgoglioso”, inconsapevoli del fatto che, se i loro atti fossero stati veramente efficaci, probabilmente ne sarebbero bastati la metà.

Noi di AGIRE per il Trentino crediamo sia fondamentale che il Comune si attivi per ampliare e ammodernare il sistema di videosorveglianza sul territorio, con moderne videocamere full HD e visione notturna, sostituendo le videocamere installate anni fa e ormai obsolete, poco utili ai fini del riconoscimento di chi commette atti delittuosi.

Oltre a ciò, è essenziale lo studio di un sistema per mettere queste videocamere in rete tra tutte le Forze dell’Ordine. In questo modo sarebbe possibile aumentare l’efficacia della vigilanza e la condivisione delle informazioni, visto che, per affrontare questi problemi, diventa fondamentale una sinergia ancora più intensa tra tutte le Forze dell’Ordine.

La realizzazione di questo sistema potrebbe essere affidata a Trentino Digitale, azienda di proprietà pubblica, con una quota di partecipazione anche del Comune di Trento, la quale potrebbe avvalersi della rete wireless di proprietà pubblica, gestita dall’azienda, per mettere in rete l’intero sistema di videosorveglianza della città di Trento.

E’ palese che per scongiurare ulteriori episodi di degrado e vandalismo, gli interventi in materia di sicurezza presuppongono una logica: oltre all’ammodernamento del sistema di videosorveglianza è essenziale un miglioramento dell’illuminazione pubblica oltre ad un migliore coinvolgimento della Polizia locale. Proprio essa potrebbe occuparsi, anche in orario serale del pattugliamento dei sobborghi che – vorrei ricordare agli attuali amministratori – fanno parte di Trento (visto che negli ultimi anni pare se ne siano dimenticati). Gli interventi descritti contribuirebbero a creare un argine nei confronti di una situazione che, se non viene affrontata con urgenza e raziocinio, non potrà che peggiorare.

Sandro Bordignon – Vicesegretario Politico di AGIRE per il Trentino

Potete inviare le vostre lettere al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

Spazi degradati a Vela, un progetto per un migliore utilizzo a servizio della comunità

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Egregio direttore,

al piano terra del centro polifunzionale di Vela, nella parte di edificio antistante il parco giochi, è presente uno spazio aperto ma coperto, delimitato da alcune colonne cementizie, che attualmente è preda del degrado: le pareti vengono costantemente imbrattate e sul pavimento vi si trovano escrementi e rifiuti di ogni genere.

In seguito ad un confronto con i rappresentanti della Pro loco di Vela condotto dai sottoscriventi è emersa inoltre un’interessante proposta: nel caso in cui si decidesse di chiudere – con una parete in muratura – gli spazi presenti tra le colonne, lo spazio venutosi a creare in questo modo potrebbe essere valorizzato nella gestione delle iniziative locali.

La sottrazione al degrado di questo spazio e la sua restituzione alla Pro Loco di Vela rappresenterebbe un ottimo segno di riconoscenza nei confronti di chi giornalmente si impegna per la propria Comunità.

Per questo motivo, nel nostro ruolo di Consiglieri circoscrizionali per il Centro storico-Piedicastello, abbiamo proposto al Sindaco e alla Giunta comunale di: ripulire e ritinteggiare la parte del centro polifunzionale di Vela sopra descritta in modo da ripristinarne lo stato di decoro; creare una parete  in muratura in modo da chiudere i fori tra le colonne ed installare una porta di accesso; assegnare il sito venutosi a creare in questo modo alla Pro Loco di Vela, la quale lo potrà utilizzare come spazio funzionale alle proprie attività e ne curerà l’ordine ed il decoro.

Oltre a ciò, per favorire il crescente fenomeno del “cross booking” abbiamo chiesto al Comune che – all’interno dello spazio in muratura ricavato – venga creata una nicchia con apertura verso il parco dove sia possibile depositare dei libri a disposizione di chi li vorrà leggere.

Alfonso Larentis Dallago  e  Monica Mosna – AGIRE per il Trentino

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

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Io la penso così…

I 5 stelle del Comune di Trento abbandonano il partito nazionale per fondare “Onda Civica”: ingenuità o opportunismo? – di Matteo Rigotti

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Egregio direttore,

i consiglieri comunali di Trento, Andrea Maschio, Marco Santini e Paolo Negroni, hanno abbandonato il Movimento 5 stelle per fondare un nuovo soggetto politico dal nome “Onda Civica Trentino”.

Una rottura con il partito nazionale (in origine guai a chiamarlo “partito”, era un “movimento” con tanto di “non-statuto”) che molto probabilmente coinvolgerà anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi, che per il momento gioca su due tavoli, da una parte benedicendo il nuovo partito locale (definito nientemeno che loro “guru” dai consiglieri fuoriusciti), dall’altra rimanendo nel gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, forse speranzoso di vedersi recapitare una lettera di espulsione che potrà riciclare a fini propagandistici.

Negli scorsi giorni l’ormai ex capogruppo grillino Maschio aveva pure pubblicato una lunga lettera strappalacrime dove raccontava la sua demoralizzazione, attaccando i duri e puri del Movimento: «Sapere di essere ora oggetto di attacco per la mia scelta, senza che gli ortodossi riconoscano gli errori, i tradimenti ed i continui voltafaccia di un vertice che ormai viaggia da solo mi rattrista». Evidentemente dimentica di quando gli “ortodossi” erano loro.

Gli attivisti della prima ora avevano capito già dal 2012 il grave deficit di democrazia interna al Movimento, assistendo alle prime immotivate espulsioni, tra le quali si cita come clamoroso esempio quella del consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia (“accusato” di essere andato a farsi intervistare in tv!) scomunicato direttamente dal blog di Beppe Grillo.

Nonostante il Movimento fosse già compromesso da allora, con i veri attivisti che si allontanavano inorriditi, nel 2013 arrivarono le elezioni politiche, e qualcuno, nonostante i mal di pancia, si candidò perché il simbolo nazionale “tirava”: molti si sono ritrovati, quasi a loro insaputa, deputati e senatori, qualcuno anche ministro o sottosegretario. Il boom elettorale portò molti, sull’onda dell’emozione, a entrare nei vari “Meetup”, che faranno il pieno di improvvisati moralizzatori. Nel 2013 arrivano le provinciali in Trentino e nel 2015 le comunali di Trento.

A distanza di 5 anni i grillini trentini sembrano aver maturato, non si sa se più per ingenuità o più per opportunismo, ciò che già era noto da tempo: il Movimento 5 stelle si è rivelato un falso storico, evidenziando che l’onestà non può essere appannaggio di un solo partito o un punto di programma, ma semmai è una qualità personale.

Paolo Negroni ha dichiarato «abbiamo cambiato nome ma siamo qui, a disposizione degli stessi elettori che ci hanno votati nel 2015», dimenticando forse le sue stesse dichiarazioni dello scorso 10 settembre, con le quali annunciava che avrebbe terminato la sua esperienza politica alla conclusione del mandato (cit. «per me basta e avanza questo mandato»), ma soprattutto che gli elettori “che li hanno votati” nel 2015 hanno votato il simbolo del Movimento 5 stelle, lasciando ai singoli candidati qualche manciata di preferenze (si ricordano le 105 di Negoni, nonostante fosse candidato sindaco sulla città capoluogo, le 92 di Maschio, o le 67 di Santini…).

Ecco perché il nuovo partito “Onda Civica”, più che un’onda sembra una boa di soccorso, per salvarsi dal naufragio di un simbolo nazionale che non “tira” più, o trascina verso il basso.

“AGIRE per il Trentino” ha avuto più occasioni in passato di contestare le contraddizioni del Movimento 5 stelle. Il Consigliere provinciale e segretario di AGIRE Claudio Cia (che a proposito di dogmi “grillini” è stato il solo rappresentante a livello regionale a non aver incassato neppure un euro per rimborsi spese nella precedente legislatura) aveva evidenziato la mancanza di volontà degli esponenti grillini di dialogare e di cercare percorsi comuni con altri soggetti onesti, che pure ci sono anche in altre forze politiche, per il bene della gente. Dichiarava testualmente nel marzo 2017: «Il Movimento 5 stelle, se rimarrà prigioniero di questa superbia, rischia l’auto-distruzione». Un momento che pare essere arrivato.

Matteo Rigotti – AGIRE per il Trentino

Potete inviare le vostre e-mail al direttore per l’inserimento nella rubrica «Io la penso così» a: redazione@lavocedeltrentino.it 

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