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Trento

Nei «Lea» aggiunti i dispositivi flash per il controllo del diabete

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Entra a regime come prestazione aggiuntiva l’erogazione dei dispositivi flash per la registrazione e il monitoraggio del glucosio.

Con una deliberazione proposta dall’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, la Giunta provinciale ha infatti inserito nei Lea aggiuntivi – Livelli essenziali di assistenza aggiuntivi – l’erogazione di questi dispositivi che consentono, ai pazienti diabetici impegnati nell’autogestione della propria patologia, di controllare il diabete non più solo con il pungidito, ma anche tramite contatto dermico.

“Il nostro obiettivo è sicuramente quello di migliorare la qualità di vita per i pazienti – commenta l’assessore Segnana – durante la fase di sperimentazione, durata due anni, si è potuto notare un buon livello di soddisfazione da parte delle oltre 450 persone coinvolte, soprattutto abbiamo riscontrato benefici nella fascia pediatrica”.

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E proprio martedì 27 agosto, presso il Dipartimento salute, l’assessore Segnana incontrerà la Commissione provinciale per le attività diabetologiche, formata dalle Associazioni più rappresentative dei pazienti diabetici, alle quali lo scorso luglio erano stati presentati i primi risultati positivi del progetto sperimentale.

In base alle nuove disposizione, le persone iscritte all’anagrafe sanitaria provinciale, residenti in Trentino e affetti da diabete mellito di tipo 1 e 2 in trattamento insulinico intensivo (ovvero definito come almeno 3 iniezioni al giorno e che necessiti di almeno 4 controlli al giorno) hanno diritto gratuitamente ai nuovi dispositivi medici per la misurazione del glucosio tramite sensore e lettore, previa verifica della presenza dei requisiti di appropriatezza.

Per riceverlo non è necessaria alcune domanda, poiché la prescrizione è effettuata a cura del Centro di diabetologia pediatrica e dai Centri/Ambulatori diabetologici dell’Azienda Provinciale per i servizi sanitari che si occupano anche di erogare il dispositivo e di illustrare al paziente l’utilizzo al momento della prima applicazione.

La sperimentazione era iniziata nel 2017, con l’autorizzazione all’Azienda sanitaria da parte della Giunta provinciale: nel corso del tempo sono stati coinvolti pazienti diabetici, a partire dai 4 anni di età, in trattamento insulinico intensivo.

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La sperimentazione è proseguita per quasi due anni su 455 persone con diabete mellito di tipo 1 e 2 (294 adulti e 161 bambini e ragazzi).

L’età media dei pazienti arruolati dai Centri diabetologici di riferimento è stata di 46,8 anni per gli adulti e di 16 anni per i minori.

Lo strumento utilizzato per la sperimentazione è costituito da un sensore che misura glucosio e glicemia; non si tratta di un tecnologia sostitutiva della metodologia tradizionale, ma integrativa che consente di ridurre la frequenza dei controlli quotidiani.

Nei pazienti, adulti e minori, seguiti dai Centri diabetologici di riferimento, il numero medio dei prelievi capillari è passato da un 4,9 a 1,7 al giorno.

Tra i benefici riscontrati in particolare nella fascia di età pediatrica, sicuramente vi sono il controllo glicemico effettuato durante l’orario scolastico e la permanenza a scuola dei bambini e dei ragazzi: l’utilizzo del sensore abbassa infatti il livello di ansia nei bambini, aumenta il senso di responsabilità e di autonomia richiedendo minor coinvolgimento da parte dell’insegnante. Strategica risulta anche la possibilità di trasmissione dei dati rilevati ai genitori attraverso l’apposita App che consente loro di modificare l’eventuale dosaggio corretto dell’insulina da somministrare.

Lo studio condotto ha evidenziato una buona accettabilità del dispositivo, tanto che solo il 4,4% dei pazienti coinvolti (pari a 20 unità) ha interrotto l’utilizzo del sensore.

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Trento

Alpini Assassini, la replica di Fugatti: «Gli alpini portano solidarietà, non violenza»

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“Se solo pensassero ai tanti interventi di solidarietà, alle tante energie spese dagli alpini dove la gente soffre e chiede aiuto, le persone che imbrattano i muri di Trento con certe scritte avrebbero buoni motivi per vergognarsi. Gli alpini sono portatori di valori sani, non di violenza. Anche oggi sono un esempio per tanti giovani e i cittadini, assieme alle istituzioni, guardano a loro con affetto e riconoscenza”

Così il presidente Maurizio Fugatti a proposito di alcune scritte ingiuriose verso gli alpini apparse sui muri della sede Ana di Trento in Vicolo Benassuti.  A scoprirle proprio alcuni alpini stamattina, guarda caso dopo la manifestazione che gli anarchici hanno tenuto ieri in piazza Duomo dopo la condanna di sei dei loro «compagni» decretata dal tribunale di Trento.

Sull’ennesimo episodio vigliacco di vandalismo è intervenuta anche l’Ana di Trento con una nota piuttosto dura: «Questa notte la solita mano ignobile e codarda ha pensato di lasciare nuovamente il segno immondo del suo passaggio. A brevissimo la scritta verrà cancellata, resta invece indelebile l’idea questi figuri si ritengano nostro malgrado impuniti. Ma non è così, dal momento che il predecessore di questo “leone da pennello” è in questi giorni a processo. Prenderemo la cosa per quel che è : un allenamento per i nostri volontari alpini già pronti per il prossimo intervento di solidarietà a Rondine Arezzo alla cittadella della pace, che ospita i ragazzi provenienti da paesi del mondo fra loro belligeranti, e per insegnare loro che la convivenza ed il dialogo è sempre possibile. Lezione che questo imbrattatore di imbecillita’ forse non capirà mai….» 

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Trento

Blitz albanese negli uffici del comune di Trento: addetto ai pagamenti malmenato finisce all’ospedale

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L’episodio è successo mercoledì e ha riguardato un dipendente comunale che è stato aggredito ed è finito al pronto soccorso del santa Chiara

La ricostruzione è semplice: un’azienda i cui titolari sono albanesi aveva fatto lavori in sub appalto ad un’altra ditta che lavorava direttamente per il Comune di Trento.

Ma qualcosa nei lavori di posa non ha funzionato a dovere ed i lavori sono stati contestati dagli uffici preposti al controllo di Palazzo Thun alla ditta appaltatrice che si è rivalsa naturalmente sulla ditta sub appaltatrice contestando a sua volta i lavori e minacciando di non sborsare una lira finché i lavori non fossero stati eseguiti a regola d’arte. 

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Questa almeno la versione che il  titolare dell’azienda ha fornito alla ditta sub appaltante degli albanesi.

Gli albanesi però hanno voluto vederci chiaro e per nulla scoraggiati anziché rifare i lavori hanno pensato bene di andare in Comune insieme al titolare per sentire la versione del responsabile dei pagamenti.

I tre, arrivati presso gli uffici del comune hanno cominciato una lunga discussione con il responsabile dei pagamenti, che dopo le minacce, gli spintoni e qualche manata, è terminata in rissa.

Il dipendente è stato soccorso, ricoverato al santa Chiara, e dopo le cure del caso è tornato a casa dopo alcune ore in stato di osservazione.

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Sta bene anche se è stata una brutta esperienza che per certi versi ha dell’incredibile. Oggi, ormai, può succedere anche questo.

Il comune sta riflettendo sulla possibilità di sporgere denuncia per aggressione, nella giornata di lunedì verrà presa una decisione nel merito.

 

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Trento

270 mila euro per mettere al «fresco» Palazzo Thun

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Il progetto riguarda la sostituzione del refrigeratore d’acqua, la sostituzione delle tubazioni interrate nel piazzale interno e il rifacimento dei collettori di Torre Mirana e della sottostazione Thun Nord. In totale costerà circa 270 mila euro 

Questi impianti sono al servizio degli uffici comunali presso Palazzo Thun in via Belenzani, 19 e presso Torre Mirana in via Belenzani, 3; essendo i due edifici adiacenti si prevede anche di realizzare un circuito di by-pass tra le due centrali termiche confinanti in modo che tutti i generatori installati possano servire entrambi gli edifici.

Nell’ottica di sanare le tubazioni interrate presenti nel piazzale interno sarà realizzato un cunicolo che collegherà la sottostazione Thun Nord alla centrale termica e permetterà la posa delle tubazioni di riscaldamento e raffrescamento al servizio della zona Nord di Palazzo Thun.

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La sostituzione del collettore di Torre Mirana è necessaria in quanto le tubazioni sono fortemente corrose a causa dell’utilizzo di fluido refrigerato nella stagione estiva il quale genera necessariamente delle condense che a lungo andare corrodono le tubazioni metalliche.

Il collettore Thun Nord invece va spostato per accogliere le nuove partenze che dalla centrale termica saranno spostate alla sottostazione in modo da eliminare gran parte dei passaggi nel piazzale e al fine di avere un controllo omogeneo nel funzionamento della zona Nord di Palazzo Thun.

Il refrigeratore d’acqua attualmente installato nella soffitta di Palazzo Thun (guasto) è del tipo ad assorbimento di gas metano, e sfrutta le proprietà del bromuro di litio per generare acqua refrigerata.

Tale tecnologia ha il vantaggio di non utilizzare la corrente elettrica per produrre il freddo, per contro queste macchine non permettono un’ampia modulazione e devono funzionare con un elevato carico; dato che il raffrescamento degli uffici di Palazzo Thun è soggetto a un baso fattore di contemporaneità (sala consiglio, portineria, uffici aperti al pubblico ecc.) si prevede l’installazione di un refrigeratore alimentato a corrente elettrica con compressori modulanti che possa soddisfare al meglio le richieste della struttura.

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Per completare l’intervento in soffitta sarà installata una unità di trattamento aria a servizio della sala Consiglio al posto degli attuali split canalizzati preposti al raffrescamento della sala, detti condizionatori utilizzano un refrigerante non più ammesso in base alle nuove normative e vanno pertanto sostituiti. La nuova Unità di trattamento aria provvederà inoltre al ricambio d’aria e all’integrazione del riscaldamento della sala Consiglio.

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