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Politica

Governo PD-M5S, Binelli (AGIRE): «A rischio la nostra Autonomia»

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Dopo la caduta del Governo Conte sono iniziate le consultazioni presso la Presidenza della Repubblica.

Dalle prime dichiarazioni parrebbe farsi strada il Governo cosiddetto “giallo-rosso” ovvero una compagine formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle ed ovviamente gli immancabili “responsabili”

Sull’argomento è intervenuto nella mattinata Sergio Binelli, esponente di Agire per il Trentino: «Di questo passo assisteremo alla fine dell’epoca che ha visto i grillini urlare al mondo che non si sarebbero mai alleati con quelli di Mafia Capitale, Banca Etruria, Bibbiano e del Jobs Act. Al tempo stesso, pare terminata anche l’era dei democratici che bollavano come fesserie il reddito di cittadinanza e la piattaforma Rousseau. In politica amore e odio sono ormai diventati sinonimi, l’arte dell’impossibile, e non è tutto: grazie a queste manovre di palazzo, personaggi politicamente defunti sono resuscitati più forti che mai».

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Se da un lato questa inedita alleanza aiuterà il centrodestra nei sondaggi, dall’altro dovrebbe inquietare molto chi, come noi, si ritiene Autonomista: il PD ed il M5S hanno già ampiamente dimostrato di essere partiti fortemente centralisti, lo provano tanto le dichiarazioni di Grillo e della Boschi contro le autonomie speciali quanto i sabotaggi di queste due formazioni politiche contro la riforma delle autonomie regionali, fortemente voluta sia dalle Regioni che dal popolo.

Binelli usa la sottile ironia paragonando il possibile nuovo governo giallorosso ai protagonisti delle feste vigiliane: «Per noi trentini i colori giallo-rosso rievocano solo le divise dei “Ciusi” che a suo tempo saccheggiarono le riserve dei granai della città di Trento durante la carestia, evento rievocato ogni anno nelle Feste Vigiliane con la disfida dei Ciusi e dei Gobj. Per questo motivo, ci auguriamo che gli autonomisti (che in questo caso potrebbero rappresentare le “Strozzere” che mescolano la polenta, simbolo del “grano” trentino) non diventino complici di questa deriva anti-autonomista e auspichiamo che il Capo dello Stato possa portarci al al voto in autunno».

Secondo Binelli il voto non può essere visto come atto irresponsabile, ma che è un sacrosanto diritto, con il quale il popolo esercita in pienezza la sovranità stabilita dalla nostra Costituzione. «Il tempo sarà il miglior giudice – conclude Binelli – Noi di AGIRE per il Trentino siamo pronti a sostenere il centrodestra e sicuramente non appoggeremo alcun Governo anti-autonomista»

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Politica

Nostalgia politica: torna di nuovo la prima repubblica

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Alla fine tutto sembra tornare da dove era partito; cioè dalla Prima Repubblica.

In Italia ci sono stati anni nei quali si riteneva che la causa di tutti i mali fosse il centro politico che una volta distrutto avrebbe dato origine a due poli, sulla falsariga di quanto accade in America. E la legge maggioritaria fu proprio espressione del grande cambiamento.

Non solo, ma ad essere considerate superate furono anche le ideologie e così si chiusero le scuole di partito che avevano il grande merito di formare dei politici di professione.

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Così se prima nelle liste elettorali c’era una quota minima di rappresentanti della società civile utile più che altro a raccattare voti; si è passati a liste unicamente composte da elementi della società civile prestati alla politica e con in politici presenti come razza in via d’estinzione.

Il cambiamento alla lunga però non ha funzionato ed allora c’è stata una corsa a testa bassa a ricostituire quel centro politico che da causa di tutti i mali, è improvvisamente diventato la soluzione di tutti i problemi.

L’ultimo in ordine di tempo è Matteo Renzi che ha lasciato il PD per spostarsi al centro anche in contrapposizione di un PD che si è gettato a sinistra come mai aveva fatto nella sua storia.

Nulla di strano se si ricordano le molteplici correnti di sinistra presenti dentro la Democrazia Cristina nei tempi d’oro.

DC che a sua volta è stata rifondata, alla pari del PSI e dei Repubblicani che dopo essere confluiti in Forza Italia, si sono ricostituiti in gruppo autonomo.

In Forza Italia ci sono anche i liberali: si ha proprio la sensazione che tutto sia cambiato, ma con l’obiettivo di non cambiare nulla. E qui Giovanni Tomasi di Lampedusa con il suo Gattoparto insegna.

Alla politica italiana è impedito di avere fantasia – Lega docet – ed alla fine a comandare sono sempre gli stessi.

In che modo si potrebbe interpretare la puntuale indagine avviata nei confronti di Alberto Bianchi renziano doc per traffico di influenze, se non come un ammonimento nei confronti di Renzi.

Della serie ti sei voluto staccare dal PD, ma adesso allineati se no ti distruggiamo in un lampo.

Se perché la magistratura non ubbidisce certo a questi estemporanei potenti più teorici che reali, quanto piuttosto alla vecchia nomenclatura, la famosa “ premiata ditta” che non ha mai perso il controllo della situazione. “La ditta” altro non è che i vari D’Alema, Bersani, Prodi, Fassino che solo apparentemente sono caduti nell’oblio e che dopo l’addio di Renzi stanno scaldando i motori per ripartire con il loro vecchio (in tutti i sensi) partito.

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Politica

Scintille fra Paccher e Degasperi: «Sei un cuor di Leone» e tu un «Pinocchio in cerca di visibilità»

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Duro scontro fra il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher e il consigliere provinciale del movimento cinque stelle Filippo Degasperi. 

Il contendere sono i vitalizi, e nel merito la pubblicazione nella risposta di un’interrogazione al pentastellato dei nomi degli ex consiglieri regionali che dopo l’entrata in
vigore delle leggi regionali n. 4 e n. 5/2014 hanno maturato i requisiti per accedere al vitalizio e previa restituzione al Consiglio regionale dell’intero valore attuale corrisposto ai sensi della legge regionale n. 6/2012 in contanti e in quote del fondo Family hanno percepito l’assegno vitalizio nella misura mensile lorda pari a euro 4.127,27.

Nella risposta pubblica diffusa sul sito del consiglio regionale non sono pubblicati i nomi degli ex consiglieri che avrebbero maturato questo ulteriore credito perché violando la clausola di riservatezza la regione incorrerebbe in sanzioni regolate dalla legge della privacy.

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Il Fatto quotidiano, giornale notoriamente amico dei cinque stelle, aveva aperto la polemica affermando che «La Lega censura nomi e cifre sui soldi che i cittadini pagano a consiglieri ed ex»

In realtà il polverone alzato dal pentastellato sarebbe solo strumentale.

Infatti allo stesso Filippo Degasperi  – secondo il presidente del consiglio regionale – è stata inviata la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi degli ex consiglieri che hanno ricevuto il vitalizio con tanto di cifre.

La conferma che Depasperi mente sarebbe in un documento di cui siamo in possesso e che conferma le parole di Paccher smentendo il grillino.  

Degasperi quindi è in possesso dei nomi e può pubblicarli liberamente quando vuole, ma non lo farà perché potrebbe incorrere in una querela. 

Pare anzi, che lo stesso consigliere, abbia «girato» la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi ad un giornalista amico pregandolo naturalmente di omettere i nomi.

Un caso quindi che si sgonfia ancora prima di iniziare.

 “La Lega, a differenza di quanto era stato fatto nella precedente legislatura, censura informazioni ai cittadini. Mi riferisco agli ‘omissis’ con cui il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, ha risposto alla nostra interrogazione che chiedeva nomi e cifre dei soldi dei cittadini del Trentino Alto Adige pagati ai rappresentanti del popolo”. Aveva detto Filippo Degasperi 

A veloce giro di posta arriva anche la replica di Roberto Paccher: “La continua ricerca di visibilità personale a scapito della correttezza nei confronti delle Istituzioni è una abitudine che danneggia prima di tutto i cittadini. Si rimane disorientati e imbarazzati di fronte all’atteggiamento di chi si erge come paladino del popolo e poi prende posizioni sulla stampa che si scontrano con la realtà dei fatti. Nello specifico il Movimento 5 Stelle regionale ha ritirato il proprio disegno di legge sulla riforma dei vitalizi e ha votato a favore dello slittamento della mia proposta di legge di un mese, salvo poi andare sui giornali esprimendo concetti che sono l’esatto contrario del loro operato. Per quanto riguarda invece l’interrogazione con la quale il movimento 5 Stelle chiede i nomi degli ex consiglieri che beneficeranno del vitalizio, gli è stata data una risposta completa di cifre e nomi con richiamo alla legge sulla privacy. Legge da loro non rispettata visto che, nonostante le indicazioni, sono stati puntualmente riportate sui giornali. Questa continua ricerca di visibilità – che martella sempre sullo stesso tema ed evidenzia l’assenza di altri argomenti di più immediato impatto sulla vita della nostra Comunità – rischia ancora una volta di danneggiare i cittadini che si attendono – giustamente! – risposte concrete in breve tempo e non frasi propagandistiche dei 5 Stelle”. Così il Presidente del Consiglio regionale. Roberto Paccher .

Rimane lo scambio di «giudizi» fra i due che hanno alzato il tono della polemica.

Degasperi in una nota chiama il presidente del consiglio regionale  «inadeguato», «inidoneo», e «cuor di Leone», mentre Paccher definisce l’avversario politico un «pinocchio in cerca di visibilità»

 

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Politica

Caos cinque stelle, Andrea Maschio replica a Marini: «Sedicente ortodosso a corrente alterna»

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È caos dentro il movimento cinque stelle trentino.

Filippo Degasperi negli ultimi giorni ha dichiarato di stare guardando con interesse alle liste civiche, mentre Alex Marini, la figura ortodossa del partito storico che ormai non esiste più seguirà l’accordo preso a livello nazionale e tenderà la mano al Pd Trentino.

Dentro il movimento è partito ormai il classico «rompete le righe», ma è in atto un durissimo scontro che coinvolge le due fazioni; cioè chi vorrebbe andarsene dopo l’accordo con il PD e chi invece vuole far rinascere il movimento sotto l’ala della sinistra.

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Nel merito assume contorni importanti lo sfogo del consigliere comunale pentastellato Andrea Maschio che replica ad Alex Marini in modo duro e deciso.

Sotto riportiamo il suo comunicato pieni di accuse dicendo in sintesi che a tradire il movimento sono stati quelli che hanno deciso di allearsi con il PD.

IL COMUNICATO DI ANDREA MASCHIO – Oggi, sorpreso, scopro, leggendo un quotidiano, che in qualità di capogruppo del M5S di Trento non devo e non posso incontrare i vari capigruppo e capi-politici dei partiti trentini per confrontarmi sull’attuale situazione politica della città e sulle possibile prospettive e che ciò risulta per il Consigliere Marini e per alcuni “ortodossi” motivo di espulsione.

Mi domando dove erano e cosa facevano questi sedicenti ortodossi, a corrente alterna, quando solo dopo l’elezione al parlamento i vertici decidevano un accordo con la Lega, dove erano quando predisponevano l’alleanza a posteriori con il PD, dove erano quando veniva votata l’immunità a Salvini, dove erano quando i vertici rinnegavano alcuni punti del programma elettorale per cui erano stati eletti quali la necessità del mantenimento diretto e la parità genitoriale?

Probabilmente pensare che sia più opportuna una dichiarazione di alleanza prima del voto per mettere nelle condizioni l’elettore di decidere in piena coscienza piuttosto che subire una scelta a posteriori è cosa sciocca e poco vicina alla politica.

Ma, si sa, io sono sciocco di natura.

Mi sento bacchettare sentendomi dare del critico e del provocatore davanti ad “un’esposizione chiara e lucida” del consigliere Marini.

Non entro nel merito del “chiaro e del lucido” ma in quello del presupposto da cui parte nelle sue valutazioni.

Mi dovrebbe spiegare il collega dove legge la mia ipotesi di fare un alleanza con Grisenti.

Pensavo che un consigliere provinciale per il mandato ricevuto e per la responsabilità legata al suo incarico dovesse andare oltre. Pensavo fosse opportuno leggere l’intero articolo e non solo il titolo. Se avesse letto l’articolo avrebbe compreso che non è come lo ha descritto.

Se tuttavia ritiene che io lo abbia detto di voler fare alleanza con Grisenti in spregio alle regole del M5S lo dimostri altrimenti se ne assuma la responsabilità.

Ribadisco che, cosi come Di Maio ha giustificato per il bene dell’Italia l’accordo con il PD altrettanto chiedo io, per il bene della città di Trento, di poter valutare coalizioni vincenti per governare e portare a casa nostri punti programmatici.

Perché come dice il mio collega Andrea Zanetti, si vuole bene a tutte le mamme, ma io voglio più bene alla mia.

Egli parla di fiducia reciproca tra noi, io rispondo con “coerenza reciproca” con l’elettore. Siamo stati votati per un programma e per delle regole e ad oggi non sono stato io a cambiarle a piacimento.

Se poi chiedere coerenza è da espulsione la cosa non mi spaventa.

Io, caro collega, alle minacce rispondo continuando a mantenere fede alle promesse fatte, a lavorare per la mia città e a portare casa quei risultati che chiedono i nostri cittadini.

Assicuro che la “carega” a me non preme per nulla e tutto quello che faccio mi costa più di quello che guadagno sia in termini economici che umani.

Se la conseguenza del mio modo di essere e di propormi alla città fosse quella di restare a casa assicuro che non sarebbe sicuramente un sacrificio, ho tre magnifici figli da vivermi e il cui tempo ad oggi è fin troppo sacrificato.

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